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Urban Fantasy

Da definizione cito Wikipedia

“Il termine ‘urban fantasy’ (in italiano fantasy urbano) è un sottogenere del fantasy e possiede legami con il fantasy contemporaneo. Da quest’ultimo si differenzia poiché l’urban fantasy non ha limitazioni temporali (infatti non necessariamente è ambientato nei tempi moderni), bensì spaziali. Infatti è un genere in cui l’elemento fantastico è legato agli ambienti urbani, mescolati con le relative tematiche. Consiste in racconti magici e storie ambientate nell’epoca contemporanea, nel mondo reale, urbano; in opposizione al fantasy ambientato in paesaggi del tutto immaginari, anche quelli che contengono città immaginarie, o che hanno la maggior parte delle azioni ambientate lì. L’Urban fantasy potrebbe anche essere riferito a versioni più moderne dei “tradizionali” mondi fantasy. I protagonisti del moderno urban fantasy affrontano straordinarie circostanze quando le trame si svolgono o in mondi aperti (dove viene accettata comunemente l’esistenza di eventi magici o paranormali) o mondi chiusi (dove i poteri e le creature magiche sono nascosti).”

Almeno questo è ciò che dovrebbe essere, in realtà, molti degli scrittori che si definiscono urban, seguendo una moda che negli ultimi dieci anni si è radicata, scadono sempre più spesso nell’Adult Fantasy.
Libri consigliati come letture urban sono appartenenti alla collana dark passion, una versione gotica dei famosi romanzi sentimentali Harmony.
Pochi riescono a rimanere in tema, mantenendo il contenuto dei loro romanzi a livello “non hot”, fra cui possiamo citare Cassandra Clare con la saga di Shadowhunter, Suzanne Collins con i cinque libri di Gregor e Anna Rice con le Cronache dei Vampiri. Ma l’infezione ha toccato, negli anni, anche quest’ultima. I suoi ultimi romanzi, purtroppo, seguono questa tendenza ad essere un po’ troppo hot, rispetto a quello che dovrebbe essere l’urban in generale.
Questo sottogenere può rivelarsi molto affascinante, perché, avendo come ambientazione la nostra condizione moderna, può giocare con miti e leggende, o altrettanto bene con le paure e le speranze che gli uomini hanno.
Mentre nel fantasy epico, la descrizione del mondo è talmente al di fuori dei nostri schemi, da non darci la contezza che possa succedere, grazie all’urban anche le cose più impensabili potrebbero essere reali. O almeno, questo è quello di cui ogni autore vorrebbe convincere il lettore.
Uno dei personaggi più citati e descritti dagli autori urban, includo anche quelli (ahimè) tendenti al Romance, è il Vampiro. Si può leggere di tutto su questi personaggi, vampiri che sbrilluccicano, che sono angeli, che sono servi degli angeli e persino Templari.
A volte anime dannate da uccidere, ma sempre più spesso anime tormentate che non hanno scelto la loro condizione e che aspettano una donna che li salvi. Quest’ultima è la parte dell’urban che più aborro, ma che mio malgrado, va molto di moda. I mostri che si nascondono nella notte e che fino ad una ventina di anni fa, ci terrorizzavano attraverso i libri ed i film, si sono trasformati in uomini bellissimi e tormentati con un cuore d’oro.
Altre creature, meno citate ma ugualmente presenti sono i mannari, o Lican o lupi mannari. In qualsiasi modo vogliate chiamarli, sono quelli che con la luna piena si trasformano in lupi e diventano pericolosi. Il fatto curioso è che questa “specie di mostri”, a differenza degli altri, non viene descritta in maniera molto differente dalle leggende. Sarà, forse, dovuto al fatto che sono sempre risultati più umani dei loro cugini.
Non scordiamoci i Demoni, anch’essi in prima linea nella maggior parte dei libri urban. Anche per loro l’umanizzazione da parte degli scrittori è totale. Incontreremo ben pochi libri dove i demoni restano creature abominevoli da distruggere.
Che dire delle specie che nel fantasy rispecchiano la bontà? Angeli, elfi e fate?
Bhè, nell’urban moderno vengono umanizzati anch’essi, prendendo tratti tipicamente umani come crudeltà, cattiveria, vizi.
Da questo si evince che il calderone dell’urban fantasy, contiene veramente di tutto e, purtroppo per il lettore, è molto difficile riuscire a trovare all’interno di questo genere dei libri notevoli. Bisogna spulciare e a volte essere costretti a leggere veramente di tutto, prima di trovare qualche tesoro ben nascosto.
Se si vuole conoscere le basi di questo sottogenere, ovvero da dove tutto è cominciato, ecco alcuni consigli:
Autori variWelcome to Bordertown; Charles De LintJack of Kinrowan; Mercedes LackeyBurning Water; John M. FordThe Last Hot Time; Emma BullThe War for the Oaks.
Consiglio, comunque, di leggere quello che ci si trova davanti perché, a dispetto della tendenza moderna di trasformare un semplice urban fantasy in una versione erotica dello stesso, all’interno di questi romanzi ci sono delle trame che possono risultare molto interessanti, così come il modo di vedere luoghi, momenti storici o personaggi della nostra modernità.

(1822)

Med-fantasy
Bangsian Fantasy
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Oceanografa a tempo perso, grande lettrice che non disdegna dai classici agli ingredienti dei succhi di frutta. Nutre una grande passione per il Fantasy e in questo periodo, in particolare per il Weird. Avendo personalità multiple adora i GDR e sopratutto i GRV. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2008, ma è ancora in cerca di un editore che la sopporti.
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4 Comments

  1. avatar SaraIE ha detto:

    Burning water… forse l’ho visto una volta nella biblioteca alle elementari, per un periodo sostituii la responsabile delle restituzioni… possibile che lo abbia riposto sullo scaffale senza averlo letto??? O.o

  2. avatar Chris ha detto:

    Beh mi sembra che tu sia andata un po’ di fretta in questa descrizione. Okay che dell’Urban Fantasy la parte nota ai più è il paranormal romance poiché acchiappa gli adolescenti, ma il genere nel complesso è ben altro e ben oltre. I primi racconti gotici e fantastici del Romanticismo sono prototipi dell’Urban Fantasy, poiché vedono personaggi della (loro) contemporaneità coinvolti in vicende sovrannaturali.

    L’Urban Fantasy ha un vantaggio preminente rispetto agli altri generi: ha come ambientazione il solido mondo reale che tutti conosciamo, non una sua riproduzione. Perché alla fine i fantasy in mondi immaginari, esclusi quelli più fantasiosi che sfociano nel new weird e nel bizzarro ricordano tutti, in maniera più o meno convincente, gli scenari dell’europa medievale, rinascimentale o celtica. Solo con nomi e geografia differente.

    Quindi, piuttosto che sforzarsi di costruire un’altra analogia, trovo altrettanto sensato usare come ambientazione quella contemporanea e concentrarsi sulla sostanza degli elementi fantastici da metterci dentro

    • avatar RossellaS ha detto:

      Ciao, forse mi sono espressa male nell’articolo. Volevo intendere che, purtroppo, la moda recente, ovvero quella dettata da chi acquista, è indirizzata verso il Bark Passion e questo sminuisce un genere che altrimenti sarebbe veramente interessante.
      Il mio punto di vista è che non si dovrebbe far stare tutti sotto la stessa etichetta Urban Fantasy, perchè il lettore viene deviato da ciò che trova sul mercato in questo momento.
      Come ho specificato alla fine dell’articolo, è importante leggere comunque quello che viene identificato come urban, in quanto genere realmente interessante che può dare molto, idee, personaggi, rivisitazioni, in mezzo al miscuglio si trova qualcosa di veramente buono.

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