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Un elenco (un po’ serio e un po’ no) di consigli necessari

Arrivati a questo punto ho affrontato buona parte delle questioni tecniche del come creare un’ambientazione fantasy o fantastica. Rivedendo tutti gli articoli che ho scritto nell’arco degli ultimi mesi vedo però che, se da un lato sono stato attento a dare tutte le definizioni e le spiegazioni necessarie, al contempo ho tralasciato molti dettagli più o meno importanti che è bene conoscere. Come sempre io parlo della mia esperienza personale, perciò quello che è stato utile per me potrebbe non esserlo per voi, ma credo che gli elementi che vi sto per elencare siano comunque utili e possano fornirvi spunti interessanti.
Cominciamo.

1 – La logica dell’ambientazione è fondamentale, la trama del vostro racconto lo è ancora di più, ma ciò che viene prima di tutto è la vostra capacità di scrittura. Se questa è la prima volta che prendete una penna in mano, è inutile mettersi a inventare già un’ambientazione (se volete proprio farlo, fatelo piuttosto come un gioco). Prima di scrivere saghe fantasy da ottocento volumi, imparate a scrivere giorno per giorno racconti brevi, poi racconti lunghi, poi romanzi, ecc.

2 – “Amo scrivere, però non ho tempo per leggere.” Oppure: “amo scrivere, però non mi piace leggere.” È incredibile quante volte ho sentito questa frase da sedicenti autori esordienti. Sono frasi folli (e questo non è un mio parere, ma un dogma). Se volete scrivere, leggete vagoni di libri. Non si può pensare di diventare registi senza aver mai visto un film, o di diventare pittori senza aver mai visto un museo d’arte, o di diventare falegnami senza aver mai visto il legno.

3 – Vi capiterà sicuramente nel corso della scrittura di trovare cento, mille, diecimila elementi dell’ambientazione che andrebbero modificati per migliorare il testo. Migliorateli e correggete tutto da capo. Riscrivete il libro dall’inizio, se necessario. Un libro può essere sempre migliorato e i difetti che avete notato da soli sono solo un 1% di quelli presenti nel libro, perciò è il caso di eliminarli. Almeno quelli.

4 – “Dobbiamo andare alla Capitale del Regno! Dista ottocento chilometri! Speriamo di farcela entro stasera!” Create distanze e tempi di percorrenza realistici. Non ragionate con i tempi moderni di aerei e autobus, ma con i tempi di chi deve andare a cavallo, a piedi o col carro.

5 – “Dobbiamo andare alla Capitale del Regno! Dista ottocento chilometri!” Come fanno a sapere che la meta dista così tanto? Nel medioevo non c’erano satelliti, non esisteva Google Maps e nessuno andava con il metro a calcolare alla perfezione quanto erano lunghe le strade. Si parlava di “giorni di cammino”. Siate ragionevoli.

6 – Se esiste un qualche tipo di magia utilizzabile per calcolare con precisione le distanze, il punto 5 non vale. E se esiste qualche tipo di magia capace di far muovere i personaggi a velocità supersonica, non vale neanche il punto 4. Se esistono però così tanti tipi di magie, non ambientate la vostra storia in un medioevo di poveracci e giullari, poiché non avrebbe senso. (Questo l’ho già detto molte volte, lo so.)

7 – “Scrivo solo per me stesso. Non m’importa degli altri”. Altra frase che molto spesso si sente in giro. È falsa. Si scrive sempre per gli altri, per un ipotetico pubblico, anche se è composto da sole tre persone. Se invece lo dite sinceramente, allora tenetevi i vostri racconti nel cassetto.

8 – “Ho creato un’ambientazione steampunk-dark-epic-gothic-fantasy. Sono un genio.” No, inventa una storia geniale e sarai un genio. Le etichette delle ambientazioni aiutano solo il lettore a decidere cosa leggere, non determinano il valore del racconto.

9 – Non basta un’ambientazione interessante per scrivere un fantasy interessante.

10 – Ci sono decine di manuali migliori dei miei consigli. Leggili tutti e alla fine segui quello in cui più ti ritrovi. Non ci sono regole assolute nella scrittura.

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Ha scritto il suo primo libro all'età di otto anni (un'orribile copia di Jurassic Park) e da allora non ha più smesso di sprecare inchiostro, nel tentativo di emulare i suoi inarrivabili punti di riferimento. Collabora con alcuni siti di interesse letterario, oltre a questo blog. Ha affrontato i misteri dell'autopubblicazione, alcuni premi letterari e una piccola pubblicazione in cartaceo, ma continua a scrivere continuamente per raggiungere il suo vero obbiettivo: scrivere continuamente.
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