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Toreador

Ricordo ancora la prima volta che vidi Bianca. Riesco a vedere il suo abito di un azzurro opaco e il suo sorriso radioso con la stessa chiarezza con cui vedo te adesso. Quando ti ho vista oggi, mentre Manuel ci presentava prima dello spettacolo, ho sentito qualcosa nel mio cuore morto, un fuoco che credevo diventato da tempo niente altro che cenere. Assomigli a Belle in modo sorprendente: gli stessi capelli d’oro come grano, lo stesso cipiglio fiero e indomito. Spesso ho sentito dire che i membri della nostra specie tendono a dimenticare la propria vita mortale con l’andare dei secoli: non è buffo come io invece rammenti anche il più piccolo dettaglio?
La amavo? Certo che la amavo. Lei era tutto per me. Non solo mi aveva fatto conoscere le gioie della passione che può esistere tra due anime affini, ma mi aveva anche mostrato la forma più pura di amore possibile: l’amore per l’arte. Fu lei a insegnarmi le prime battute di Amleto. Fu a lei che rivolsi tutto il feroce e disperato amore di Otello. Belle era la mia amante a un livello così profondo da essere divenuta quasi un tutt’uno con me: non potevo immaginare una vita senza di lei più di quanto potessi immaginare una vita senza il mio stesso cuore.
Detto questo, ti stupisce ancora che io l’abbia scelta? Che abbia gettato al vento ogni rispetto per la vita e le abbia proposto di unirsi a me nella dannazione? Se il mio sangue era corrotto, come poteva non esserlo anche il suo, dal momento che era parte della mia carne e della mia anima? Non avrei mai potuto tollerare di perderla, e non potevo neppure concepire un mondo non rischiarato dalla sua voce, dalle note dolenti della sua interpretazione. Dovevi vedere la sua Desdemona! Quale ardore! Che fierezza! Se l’avessi vista anche solo una volta, avresti pianto al pensiero che le future generazioni non avrebbero conosciuto un simile genio.
Eppure avrei dovuto saperlo. Nel momento stesso in cui la strinsi a me – come una bestia, non più come un amante – avrei dovuto saperlo. Un dono che non può che essere stato fatto dagli angeli del Paradiso non appartiene di certo a dei morti che camminano.
Dopo essersi destata alla morte, Belle non fu più in grado di recitare. Aveva perso il suo splendore, capisci? La scintilla divina. Camminava per quelle sale di cui un tempo era stata regina come un fantasma che le infesti. Morta, nell’anima come nel corpo.
Era come guardare in uno specchio che mi mostrasse la mia stessa eterna dannazione.
Non potevo tollerarlo.
Bruciai ciò che un tempo era stato Belle e insieme una parte di me quella notte stessa, insieme al teatro in cui avevamo diviso l’estasi e la gloria: nessuno avrebbe visto cos’eravamo diventati nella nostra ricerca di perfezione immortale, ma ci avrebbero tutti ricordati nella purezza e nella gioia della recitazione. Ci avrebbero ricordati come avremmo sempre dovuto essere.
Capisci ora perché lo sto facendo? Non posso permettere al mio Infante di commettere lo stesso errore che commisi io quel giorno lontano. Con Manuel non ebbi alcun dubbio prima, né alcun ripensamento dopo – e credo tu sappia già in cuor tuo il perché, anche se non vuoi ammetterlo nemmeno con te stessa: lui non è un grande attore, non ha la scintilla divina che animò me e Belle.
Ma tu si. Tu la possiedi. La vedo splendere in te come un sole nella mia tenebra eterna. E non permetterò che lui affoghi questo sole e lo tramuti in una stella morta. Anche se probabilmente mi odierà, ho intenzione di risparmiare almeno a lui la sofferenza che ho patito io in quella notte di tanti anni fa.
Mi dispiace enormemente, e non mi aspetto che mi perdoni o anche soltanto che tu possa capire. So che lo sto facendo per il tuo bene e per il bene del mio unico vero amore, l’arte, e questo mi basta.
Ora chiudi gli occhi. Ti prometto che sarà come addormentarsi…

– Etienne, soprannominato “La Musa Nera”, prima di uccidere la ghoul e promessa Infante di suo figlio Manuel Giusti.

Soprannome: Degenerati
Discipline di Clan: Velocità, Auspex, Ascendente
Debolezza di Clan: La sensibilità artistica dei Toreador è insieme il loro vanto e la loro condanna. In presenza di qualsiasi cosa essi reputino un’opera d’arte, rischiano di entrare in una sorta di trance: questo loro stato estatico può durare per minuti o addirittura ore, nel corso delle quali non riescono a fare altro se non fissare rapiti la bellezza di ciò che hanno davanti. In termini di gioco, ogni volta che un Toreador è alla presenza di qualcosa che ritenga arte, deve fare una prova di Self-Control/Istinto a difficoltà 6 per evitare di rimanerne completamente soggiogato.
Pur non essendo un difetto tipico di questo Clan, i Toreador soffrono poi molto più degli altri per l’incapacità dei vampiri di creare vera arte: l’ispirazione – salvo rare eccezioni – si spegne completamente con l’Abbraccio, trasformando anche il più geniale degli artisti in un’ombra di sé stesso.

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Vivo vicino alla bella Venezia e faccio la scrittrice e sceneggiatrice. Da quando ero molto piccola, ho sempre inventato mondi fantastici, e ora mi sforzo di dar loro forma su carta. Ho studiato prima al liceo classico, poi all'università Ca' Foscari di Venezia (lingue orientali). Ho una grande passione per il Giappone e il mondo dell'intrattenimento in genere, nonché per gli stili di abbigliamento un po' particolari.
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