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Tigana (Il Paese delle due Lune) di Guy Graviel Kay

Tigana - Lande Incantate…raccolse la sua magia, il suo potere, e mise un incantesimo su quella provincia: un incantesimo che non era mai stato fatto in
precedenza. E con quell’incantesimo… ne cancellò il nome. Strappò quel nome dalla mente di chiunque non fosse nato laggiù. Fu la sua maledizione più profonda, la sua vendetta. Fu come se non fossimo mai esistiti. Le nostre imprese, la nostra storia, il nostro nome. E poi ci chiamò Bassa Corti, prendendo il nome dalla provincia che era tradizionalmente la nostra nemica.

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Ettorcio, durante una discussione tra un mercante di vini d’Astibar e uno di Senzio sulla supremazia delle rispettive regioni, prese la parola, contrariamente alle sue abitudini, per dire quello che aveva detto l’alto guerriero di Khardhun: che nove dita sottili erano state spezzate una alla volta perché non si erano strette a formare un pugno. L’osservazione gli era parsa giusta; quando l’aveva ripetuta, gli era parsa anche molto intelligente. Chi l’aveva sentita aveva annuito gravemente, ed Ettorcio aveva provato un forte orgoglio: di solito, la gente badava a lui solo quando diceva che era l’ora di chiudere.
Era una sensazione piacevole. Nei giorni seguenti, ripeté l’osservazione ogni volta che gli si presentò l’occasione di farlo. Per la prima volta nella sua vita, Ettorcio cominciò a essere considerato un uomo saggio.
Sfortuna volle che, una sera d’estate, la frase la sentisse anche un mercenario barbadiano che si era fermato accanto alla finestra aperta. Non si limitarono a togliergli la licenza per un mese. A quel punto, nella penisola, la tensione era ormai tangibile. Arrestarono Ettorcio e lo giustiziarono davanti alla sua taverna, su una ruota, dopo avergli tagliato le mani e avergliele cacciate in gola.

da Tigana (Il Paese delle due Lune)

Tigana (Il Paese delle due Lune, ed. italiana) è un romanzo fantasy dello scrittore Guy Graviel Kay, pubblicato nel 1990. Nel 1991 il romanzo vince l’Aurora Award e ottiene una nomination per il World Fantasy Award.

TRAMA

Sono passati ormai venti lunghi anni da quando otto delle nove province della penisola del Palmo vennero sconfitte e soggiogate dagli eserciti stranieri di Alberico di Barbadior e di Brandin di Ygrath. La penisola resta divisa tra i due potenti re stregoni che governano i loro rispettivi domini con crudeltà e ferocia, in attesa che il rivale commetta un errore fatale. E mentre Alberico brama segretamente il trono imperiale, Brandin persegue una personale e terribile vendetta contro le genti dell’ormai scomparsa Tigana, responsabili della morte di suo amato figlio Stevan nella Battaglia del fiume Deisa. Il tiranno non solo mise a ferro e fuoco la nazione ribelle, distruggendone perfino le opere d’arte, ma lanciò su Tigana una maledizione che ne cancellò il nome dalla memoria di tutti gli altri abitanti della penisola, condannandola così all’oblio. Molti dei sopravvissuti fuggirono dal paese in rovina e rinunciarono alle loro identità per ricominciare una nuova esistenza nelle altre province. Qualcuno, però, conserva nel cuore il ricordo di Tigana e segretamente inizia un lungo cammino per preparare la ribellione contro i tiranni della penisola.

Recensione di Nymerios

Tigana - Penisola del Palmo - Lande IncantateLA PENISOLA DEL PALMO ALIAS L’ITALIA

La storia è ambientata nella Penisola del Palmo, suddivisa in nove piccoli stati (o province) in una situazione di perenne rivalità. Proprio a causa di questa rivalità, al momento dell’attacco dei due stregoni, le province cadono ad una ad una senza riuscire a respingere l’offensiva di Alberico e Brandin. La penisola viene smembrata in due grosse aree di influenza con solo la città di Senzio, rimasta indipendente, a fare da ago della bilancia tra i due maghi. Sotto il potere di Brandin di Ygrath l’isola di Chiara, Asoli, Corti e Bassa Corti (l’obliata e maledetta Tigana)  e sotto il dominio di Alberico di Barbadior Tregea, Ferrault, Certando ed Astibar. Kay, non ha mai fatto mistero di essersi ispirato alla storia e alla cultura italiana per costruire l’ambientazione del romanzo, ha anche spiegato come l’idea di Avalle delle Torri, capitale di Tigana, gli sia stata ispirata dalla vista che aveva da Certaldo (comune situato nella Val d’Elsa) di San Gimignano. Così come la ricca, colta ma frammentata Italia era spesso vittima delle potenze oltre le Alpi, la Penisola del Palmo è vulnerabile perché divisa.

«Voi avevate la magia!» esclamò il ragazzo che faceva colazione appoggiato al banco. «Noi no! È il solo motivo!»
L’uomo di Khardhun si girò verso il ragazzo e gli rivolse una smorfia sprezzante. «Se pensi di poter dormire meglio, credilo pure. Forse sarai più contento di pagare le tue tasse, o di patire la fame perché non c’è grano. Se invece vuoi sapere la verità, te la posso dire gratis.»
Diversi uomini si erano alzati in piedi e fissavano con ira l’uomo di Khardhun.
Guardandosi attorno, questi disse chiaramente: «Noi abbiamo ricacciato indietro Brandin di Ygrath, quando ci ha invaso, perché il Khardhun ha combattuto come una sola nazione. Voi siete stati sconfitti da Alberico e da Brandin perché vi preoccupavate troppo delle piccole dispute di confine tra voi, o di che duca o che principe dovevano condurre l’esercito, che prete o che sacerdotessa doveva benedirlo, chi doveva stare al centro e chi alle ali, dove si doveva trovare il campo di battaglia, o chi era maggiormente amato dagli dei. Le vostre nove province sono state inghiottite dai due maghi una alla volta, un dito alla volta. Io ho sempre pensato», terminò, fra il silenzio degli avventori, «che la mano combatte meglio quando è stretta a pugno».

Il Patriottismo

Il fulcro del romanzo è l’ideale di riconquista della patria perduta, o meglio di quella patria cancellata dalla memoria di tutti tranne che per le Tigana - Lande Incantatepersone nate a Tigana, quando ancora era questo il suo nome. La lotta di Alessan, Devin, Catriana e Baerd  è un tributo ai loro martiri morti nella battaglia della Deisa, anzi è una risposta involontaria ma tanto auspicata alle preghiere di quegli uomini morti in una battaglia impari venti anni prima.

«Oh, amico mio», disse infine il principe, «mi aspettavo di sentire qualcosa di simile. Ah, questo nostro terribile orgoglio. Si ricorderanno di noi
solo per il nostro orgoglio quando non ci saremo più?»
«Può darsi», rispose Saevar. «Ma, in un modo o nell’altro, si ricorderanno di noi: lo so. Qui nella penisola, a Ygrath e a Quileia. E anche oltremare, nell’impero di Barbadior. La nostra fama resterà.»
«E resteranno i nostri figli», disse Valentin. «I più giovani. I figli che si ricordano di noi. E quelli ancora in braccio alle madri; e quando saranno abbastanza grandi per conoscere la storia della battaglia della Deisa, i nonni diranno loro che cosa è successo qui, e come eravamo prima della sconfitta. Brandin di Ygrath può distruggerci, può conquistare la nostra terra, ma non può toglierci il nome, e neppure il ricordo di quel che siamo stati.»
«No, non può», rispose Saevar, e si sentì sollevare il cuore. «Avete ragione. La nostra non sarà l’ultima generazione libera. La battaglia di domani lascerà una scìa di ricordi lungo il corso degli anni. I figli dei nostri figli si ricorderanno di noi e non si lasceranno mettere il giogo senza ribellarsi.»

dal Prologo, dialogo tra Valentin principe di Tigana e Saevar alla vigilia della battaglia sul fiume Deisa.

EDIZIONI

Nel 1992 la Sperling & Kupfer ha tradotto Tigana, affibbiando al romanzo il ben poco accattivante titolo “Il Paese delle due Lune”, ponendo l’accento così su un elemento marginale dell’ambientazione. Certamente è curioso che a un libro, dove il cuore della storia pulsa nella ricerca del nome e dell’identità, venga cambiato il titolo in modo così leggero. Attualmente l’edizione italiana ( quindi, “Il Paese delle due Lune”) è fuori catalogo, ma è facilmente reperibile cercando nel web. Veramente un peccato per questo romanzo, indicato da www.fantasybookreview.co.uk, tra i primi dieci libri fantasy più belli e più letti di sempre.

Versione Inglese:

Tigana, Harper Collins Paperbacks, 816 pagine.

GUY GRAVIEL KAYGuy Graviel Kay - Lande Incantate

Nato nel Saskatchewan, cresciuto a Winnipeg, dopo la laurea di primo livello nella Università della Manitoba, si trasferisce a Oxford dove, fra il 1974 e il 1975, collabora con Christopher Tolkien alla redazione del Silmarillion, opera postuma di J.R.R. Tolkien che sarà pubblicata nel 1977. Successivamente ritorna in Canada e si laurea in legge all’università di Toronto. La sua facoltà sarà lo scenario iniziale del suo primo romanzo, La strada dei re.Dal 1981 al 1989 lavora come sceneggiatore e produttore alla CBC per il programma prima radiofonico e poi televisivo The Scales of Justice. Nel 1985 l’episodio Second Time Around gli consente di vincere un Scales of Justice Award, premio assegnato dalla Suprema Corte del Canada per la migliore opera dedicata alla giustizia. Nello stesso periodo pubblica i primi romanzi, il ciclo sulla tela di Fionavar (The Fionavar Tapestry).

Opere:

Trilogia di Fionavar (The Fionavar Tapestry)
La strada dei re, 1993 (The Summer Tree, 1984)
La via del fuoco, 1993 (The Wandering Fire, 1986), vincitore dell’Aurora Award 1987
Il Sentiero della Notte,1994 (The Darkest Road, 1986)
Il paese delle due lune, 1992 (Tigana, 1990), vincitore dell’Aurora Award 1991
A Song for Arbonne (1992), ispirato alla Crociata albigese.
The Lions of Al-Rassan, (1995), ispirato alla Spagna medievale
The Sarantine Mosaic, ispirato all’Impero Bizantino, in due volumi:
Sailing to Sarantium (1998)
Lord of Emperors (2000)
Beyond This Dark House (2003). una raccolta di poesie
The Last Light of the Sun (2004), ispirata all’invasione vichinga delle isole britanniche
Ysabel (2007), un urban fantasy collegato alla Trilogia di Fionavar. Vincitore del World Fantasy Award.
La rinascita di Shen Tai, 2012 (Under Heaven, 2010). Ispirato alla dinastia tang cinese.
River of Stars (2013), ambientato alcuni secoli dopo Under Heaven.

(185)

Ciclo della Fondazione di Isaac Asimov
La Caduta di Artù di J.R.R. Tolkien
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Gioia Riccardi

« Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che fi­nora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arreca­to troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura. » H.P. Lovecraft, Il Richiamo di Cthulhu 1928.

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