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6. The Travel – Massimiliano Bartolozzi

Notte strada poco illuminata di un paesino italiano non propriamente noto, un uomo alla guida, frenetico, si nota nella sua guida una certa fretta, l’auto corre nella notte come se fosse ingoiata dalla stessa, quando all’improvviso vede sul lato della strada un uomo con un cartello con su scritto una città, la stessa dove si sta recando l’uomo.
L’uomo ha un cappello scuro, una giacca è decisamente inquietante, anche se il suo viso stranamente è familiare e rassicurante, ha una valigetta con se, una ventiquattrore.
Mmm non dovrei dare passaggi a quest’ora, magari l’autostoppista è the hitcher? ma che cavolo di pensieri sarà la stanchezza e i tanti caffè bevuti, i film horror mi hanno imbottito la testa di cavolate, magari è rimasto in panne poverino.
Fermandosi poco distante frena e fa retromarcia.
L’auto si avvicina all’uomo abbassando il finestrino
Luca: salve, ha bisogno d’aiuto?
Claudio: buonasera piacere Claudio in effetti si avrei bisogno di un passaggio, ma a quest’ora non si ferma nessuno e capisco anche il motivo.
Luca: ma dai lei ha un viso cosi rassicurante salga su, tra l’altro andiamo nella stessa direzione e 4 chiacchiere a quest’ora fanno sempre piacere, o si rischia di addormentarsi.
L’uomo sale i due si presentano e ricomincia il viaggio.
Luca: e tu cosa fai nella vita?
Claudio: io vengo da molto lontano, il mio superiore mi ha detto di andare in questo posto, per fare una cosa molto importante, ma non vorrei annoiarti.
Luca: no figurati io invece mi occupo di ristorazione, amo cucinare ed ho trasformato la mia passione in lavoro, aprendo un ristorante.
Claudio: in effetti a pensarci bene sono anni che non mangio cibi… ottimi, mi sembrano millenni.
Luca: dai magari se ti andrà puoi venirmi a trovare al mio ristorante si chiama Metastasio, sarai mio ospite.
Claudio: lo spero ma non so se il mio superiore una volta arrivato mi darà la possibilità di farlo.
Luca: Un superiore integerrimo e poco flessibile? Sorriso e risata
Claudio: No no anzi lui è una persona giusta, ma forse il tempo mancherà.
Durante la chiacchierata l’uomo ha lo sguardo sfuggente come se non volesse far vedere il suo viso ed è indaffarato con la sua valiga dove si scorgono fotografie con dei post it.
Luca: eh ma gia ti vedo molto indaffarato e non me lo dire di tempo ne ho pochissimo, non amo avere capi ma da quando ho aperto il ristorante non ho un momento per me e la mia famiglia.
Luca nota sempre di più in quell’uomo un qualcosa di familiare, come se il suo viso lo conoscesse già e mentre questi pensieri gli fanno maturare una domanda…
Claudio: Ma credo che nella vita una guida ci voglia sempre, sono le 2030 ci siamo quasi.
Luca: dubbioso lo guarda e gli sta per rivolgere una domanda, Claudio ma lo sai che hai il nome di….
Claudio prende lo sterzo lo gira, facendo sterzare di colpo l’auto.
Luca lentamente apre gli occhi e ritornando alla realtà dice Claudio ma sei pazzo vuoi farci ammazzare? si volta e il sedile è vuoto, alza la testa verso la strada nel momento in cui passa un camion e li realizza che senza quella sterzata l’avrebbe presa in pieno è confuso, spaventato.
Ingrana la prima e lentamente si allontana, si ferma qualche centinaio di metri più in là, scende guarda verso il panorama e la luna che bianca illumina il suo viso ancora pallido fa un sospiro di sollievo e il silenzio della notte viene rotto dallo squillo del telefono.
Luca: con voce tremula Prooonto
Stanza di ospedale, una donna stanca, provata ma il suo viso effonde amore nella stanza bianca dell’ospedale prende il telefono a fatica visto che una flebo le irrora nelle vene dei sali minerali,
Veronica: amore sono io
Luca: amore qui è…(cerca di spiegare cosa è successo, anche se è una cosa irrazionale)
Veronica: è nato è bellissimo ha gli stessi occhi e lo stesso nome di tuo padre, corri a baciare il piccolo Claudio, ti aspettiamo.
Luca: si amore arrivo
La donna si avvicina verso la finestra luminosa e fissa questa meravigliosa e lucente luna e li nella notte le sembra di scorgere una luce che sale verso il cielo, come se fosse un angelo…
e solo ora si rende conto che sul sedile c’è la foto di sua moglie e un piccolo ciondolo d’argento raffigurante un angelo.
“La gloria di colui che tutto muove per l’universo penetra, e risplende in una parte più e meno altrove”

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Alessandro Zuddas

Alto, bello, forte, intelligente, affascinante, carismatico, sposta gli oggetti con il pensiero, sa volare, parla la lingua comune intergalattica ed è così dannatamente fantasioso che qualche volta confonde cioè che immagina con la realtà… diciamo spesso… anzi no! Praticamente sempre! A pensarci bene non è che sia così tanto alto, affascinante o tutte le altre doti prima esposte, ma a chi importa? Quando si possiede la capacità di creare un mondo perfetto o perfettamente sbagliato oppure ancora così realistico da poterlo sovrapporre alla realtà, perde di senso chi si è veramente e conta solo chi si desidera essere.

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