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22 Insegnamenti da Stephen King su come diventare un grande Scrittore

In tanti hanno tradotto questo articolo comparso dapprima in lingua inglese qualche settimana fa. Tutti velocissimi a sfruttare il nome il nome di Stephen King, come sicura fonte di visite al proprio blog. In realtà questi consigli non sono nuovi e molti sono tratti da vecchie interviste o dal suo “On Writing” che è stato pubblicato ben 14 anni fa. Perché anche noi presentiamo quindi questo articolo? Perché Alessandro ha deciso di aggiungere un commento ad alcune voci di questo elenco dandone una sua interpretazione, non necessariamente sempre positiva o negativa. Trovate tutti i commenti in apposito riquadro per renderli prontamente riconoscibili.

Stephen King - Lande IncantateIl celebre autore Stephen King scrive storie che affascinano milioni di persone in tutto il mondo e guadagna all’incirca 17 milioni di dollari all’anno.
Nel suo libro “On Writing” King offre preziose informazioni su come diventare uno scrittore migliore. E sicuramente non è nel suo stile indorare la pillola. Infatti scrive: “Non so mentire dicendo che non ci sono cattivi scrittori. Spiacente, ma ci sono un sacco di cattivi scrittori.”

Non volete essere inclusi in questo gruppo vero? Bene, qui di seguito ci sono ben 22 insegnamenti tratti proprio dal libro di King, su come diventare straordinari scrittori.

1. Smettete di guardare la televisione. Viceversa, leggete il più possibile

Se siete appena agli inizi come scrittori, spegnere il televisore dovrebbe essere la prima cosa da fare. “È tossico per la creatività,” spiega King. Gli scrittori hanno bisogno di guardare in sé stessi e virare in direzione di una vita ricca di immaginazione.
Per farlo, si dovrebbe leggere il più possibile. King porta con sé un libro ovunque va e legge addirittura durante i pasti.
“Se volete fare gli scrittori è necessario fare due cose più di tutte le altre: leggere molto e scrivere molto.” Leggere molto e costantemente servono per affinare e ridefinire il proprio lavoro.

È giusto, ma parliamoci chiaro, non è questa gran scoperta. È come dire a chi vuol fare il pittore di smettere di usare la macchina fotografica. Stiamo parlando di due media che seguono percorsi diversi. Farsi attrarre da uno, automaticamente allontana dall’altro.

2. Preparatevi a un maggior numero di fallimenti e critiche, più di quanto si pensa di poter affrontare

King paragona lo scrivere romanzi all’attraversare l’Oceano Atlantico in una vasca da bagno, perché in entrambi “ci sono innumerevoli occasioni per dubitare di sé.” Non solo dubiterete di voi stessi, ma anche le altre persone dubiteranno di voi. “Se scrivi (o dipingi o danzi o scolpisci o canti, immagino), ci sarà molto semplicemente qualcuno che cercherà di farti star male per aver osato tanto.” spiega King nel suo libro.
Spesso si deve continuare a scrivere anche quando non si ha voglia. “Fermare un lavoro solo perché è difficile, sul piano emotivo o su quello creativo, è una cattiva idea.” Anche quando si fallisce, King suggerisce di continuare ad essere positivi. “L’ottimismo è una reazione all’insuccesso perfettamente legittima.”

Purtroppo le persone sono più veloci a giudicare male che a pensare che forse farebbero meglio a tenere la bocca chiusa. Triste verità.

3. Non perdete tempo cercando di accontentare la gente

Secondo King, la maleducazione dovrebbe essere l’ultimo dei vostri problemi. “Se intendete scrivere in totale onestà, i vostri giorni come membro della buona società sono comunque contati.” scrive. King si trova spesso a disagio per quello che scrive, soprattutto dopo aver ricevuto delle lettere di persone arrabbiate che lo hanno accusato di essere bigotto, omofobo, omicida e anche psicopatico.
All’età di 40 anni si rese conto che ogni scrittore rispettabile è stato accusato di essere uno spreco di talenti. “Se disapprovate, io posso solo alzare le spalle. Sono fatto così.” Non è possibile accontentare tutti i vostri lettori per tutto il tempo, così King consiglia di smettere di preoccuparvi di questo.

Questa è una lezione più di vita che di scrittura. C’era una vecchia canzone che, ironicamente cercava di sottolineare questo aspetto delle persone. Chi se la ricorda vince 10 punti!

4. Scrivete soprattutto per voi stessi

Si dovrebbe scrivere perché procura un senso di felicità ed appagamento. Come dice King: “Ho scritto per il piacere di scrivere, per la gioia pura che ne ricavo. E se potete farlo per il piacere, potete farlo per sempre.”
Lo scrittore Kurt Vonnegut fornisce un quadro simile. “Trovate un argomento che vi sta a cuore e di cui pensate che anche altri dovrebbero preoccuparsi. È questo l’interesse sincero, non i vostri giochi con il linguaggio, che sarà l’elemento più convincente e seducente nel vostro stile.”

Io qua non sono d’accordo. Capisco il piacere che si prova a scrivere una bella storia, a realizzare qualcosa che prima era nella nostra testa. Io però scrivo per gli altri. Io desidero che la mia storia arrivi agli altri perché la voglio condividere. Voglio che gli altri provino parte della mia soddisfazione, che si affezionino ai miei personaggi e che si chiedano come finirà la vicenda. Di certo non si può accontentare tutti, ma se anche solo un’altra viene raggiunta dalla mia storia, allora ne è valsa la pena scriverla.

5. Affrontate le cose che sono più difficili da scrivere

“Le cose più importanti sono anche quelle più difficili da scrivere. Ci sono anche delle questioni per le quali si prova vergogna poiché le parole riducono i sentimenti.” La maggior parte delle grandi opere di scrittura sono precedute da ore di pensiero. Nella mente di King, “Scrivere è rifinire il pensiero.”
Quando si affrontano questioni difficili, assicuratevi di scavare in profondità. L’autore scrive “Le storie sono reperti, frammenti di un mondo preesistente e ignoto.” Gli scrittori dovrebbero essere come gli archeologi, scavare più a fondo nella storia di quello che possono scoprire.

6. Durante la scrittura, tagliate i fili con il resto del mondo

La scrittura deve essere un’attività totalmente intima. Mettete la scrivania nell’angolo della stanza ed eliminate tutte le possibili distrazioni, dal telefono alle finestre aperte. King consiglia: “Scrivi con la porta chiusa, riscrivi con la porta aperta.”
Si dovrebbe mantenere la privacy tra voi ed il vostro lavoro. La prima stesura “è allo stato grezzo, il genere di cosa che mi sento libero di buttar giù con la porta chiusa. È la storia svestita, messa lì in calzini e mutande.”

Più che tagliare i fili con il mondo, si tratta di tagliare la testa a chi, nonostante tu gli abbia detto “sto scrivendo” continua imperterrito a disturbare (per non usare un’espressione più colorita). Ucciso il primo, gli altri ne faranno un esempio e smetteranno.

7. Non siate pretenziosi

“Uno dei servizi peggiori che potete fare alla vostra scrittura è pompare il vocabolario, cercare paroloni perché magari vi vergognate un po’ della semplicità del vostro parlare corrente.” scrive King nel suo manuale. Poi paragona questo errore al vestire il proprio animale domestico con un abito da sera. In questo caso sia l’animale che il suo padrone sono imbarazzati perché il tutto è decisamente eccessivo.
Come ha scritto il famoso imprenditore David Ogilvy in un promemoria per i suoi dipendenti: “Non utilizzate mai parole in gergo tecnico, quali riconcettualizzare, demassificazione, attitudinalmente, criticamente. Sono tutti segni distintivi di un soggetto pretenzioso. Inoltre non utilizzate i simboli a meno che non siano necessari. “Il simbolismo serve ad adornare e arricchire, non a costruire un senso di artificiosa profondità.” dice King.

Io sono un tipo “le parole difficili sì, ma dove servono”. Se tipo abbiamo uno scienziato che deve spiegare come funziona il motore iperspaziale, qualche parolina complicata ci vuole. Per il resto, parliamoci chiaro, genera una ilarità oltremodo pantagruelica il solo ricorso a vocaboli desueti o dislocati in posizioni poco consone, ivi posti allo scopo di dar sfoggio del proprio vocabolario forbito.

8. Evitate avverbi e lunghi paragrafi

Come sottolinea più volte King, “l’avverbio non è vostro amico.” Infatti egli sostiene che “la via per l’inferno sia lastricata di avverbi.” Li paragona ai Denti di Leone che infestano il prato. La presenza degli avverbi, inoltre, è peggiore dopo la frase “ha detto”; tali proposizioni dovrebbero rimanere disadorne.
Si dovrebbe, inoltre, prestare molta attenzione ai paragrafi in modo tale che essi siano fluidi e in accordo con il ritmo della vostra storia. “I paragrafi sono importanti per come appaiono quasi quanto per quel che dicono.”

Non parlatemi degli avverbi. Questa storia che gli avverbi sono il male è esagerata. Da quando King l’ha detto, tutti a ripetere, prendendo alla lettera le sue parole, che chi fa uso degli avverbi è un pessimo scrittore. Il problema dell’avverbio è che, di solito, DI SOLITO (s’è capito che intendo dire “di solito”?) “racconta”, non “mostra”. (–> approfondimento sullo Show don’t tell). È vero che dire “camminava lentamente” è un modo troppo semplicistico di dire “camminava trascinando la gamba destra che stillava sangue ad ogni passo”. Ci sono però casi in cui l’avverbio calza a pennello e rappresenta l’unico modo moralmente accettabile per descrivere una scena: “alzò lentamente la mano, tremando per la vergogna e tenendo gli occhi incollati al proprio banco”. Quel povero avverbio di modo ci sta bene, ci vuole e vi sfido a trovare un altro modo per dire come il ragazzo alzava la mano. Non fanno testo soluzioni come “in modo lento”, che sono la stessa cosa.

9. Non siate troppo presi dalla grammatica

Secondo King, scrivere è soprattutto fascino, non precisione. “Il linguaggio non deve indossare sempre giacca e cravatta.” scrive King. “Il fine della fiction non è la correttezza grammaticale ma mettere il lettore a proprio agio e poi raccontargli una storia.” Si dovrebbe poi cercare di fargli dimenticare che stia leggendo una storia.

Vero! Quello che conta è la storia, ma qualcuno di voi ha mai letto un libro di King e trovato un congiuntivo sbagliato o una parola fuori posto?

10. Padroneggiate l’arte della descrizione

“La descrizione comincia nella fantasia dell’autore, ma dovrebbe finire in quella del lettore.” La parte importante non è scrivere abbastanza ma limitare ciò che viene detto. Visualizzate ciò che si desidera far sentire al lettore e poi tramutate in parole quello che vedete nella vostra mente. È necessario descrivere le cose “in un modo tale da renderne il lettore fisicamente partecipe.”
La chiave per una buona descrizione è la chiarezza sia nell’osservazione che nella scrittura. Utilizzate immagini vivide e un vocabolario semplice per evitare di stancare i vostri lettori. “In molti casi quando un lettore posa un libro perché «è diventato noioso», è perché lo scrittore si è lasciato affascinare dalla propria capacità descrittiva e ha perso di vista la priorità, che è quella di continuare a far rotolare la palla.” fa notare King.

Qui vi lascio solo il link all’approfondimento sulle descrizioni.

11. Non date troppe informazioni sui retroscena

“Ciò che dovete ricordare è che c’è una differenza tra tenere una conferenza su ciò che sapete e usarlo per arricchire un racconto.” scrive King. “Il secondo è quello buono. Il primo non lo è. Assicuratevi di includere soltanto quei dettagli che sono necessari a far avanzare la storia e che inducano il lettore a continuare a leggere.
Se avete bisogno di fare delle ricerche assicuratevi che non vadano ad oscurare la storia. Le ricerche devono trovarsi “nel retro più profondo possibile del vostro retroscena.” Si può certamente rimanere affascinati da ciò che si apprende, ma i vostri lettori saranno molto più interessati ai vostri personaggi e alla vostra storia.

Allarme Infodump. Ho già linkato un articolo che ne parla poco più su.

12. Raccontate storie su ciò che le persone effettivamente fanno

“La cattiva scrittura è molto più di una questione di pessima sintassi e imperfette osservazioni: la cattiva scrittura di solito nasce da un’ostinato rifiuto di raccontare storie su ciò che fanno effettivamente le persone. Per affrontare questo fatto, diciamo che talvolta gli assassini aiutano le vecchiette ad attraversare la strada.” dice King. I personaggi della vostra storia sono ciò di cui i vostri lettori si preoccupano maggiormente, perciò assicuratevi di riconoscere tutte le dimensioni che i vostri personaggi possono avere.

Qua invece parliamo di verosimiglianza. Mai far comportare i propri personaggi in maniera illogica (tranne se non ne abbiamo un motivo giustificato). Ne ho parlato così tanto negli articoli dell’apprendista scrittore che non so nemmeno quale linkarvi

13. Correte rischi, non agite cautamente

In primo luogo, smettete di usare la forma passiva. È il più importante indicatore della paura. “Sono convinto che la paura sia alla radice di quasi tutta la cattiva scrittura.” scrive King. Gli scrittori dovrebbero tirare indietro le spalle, mettere il mento in fuori e mettere la scrittura in carica.
“Provate secondo l’estro, banale o scandaloso non ha importanza. Se funziona, va bene. Se non funziona, buttatelo.” scrive King.

14. Rendetevi conto che non avete bisogno di droghe per essere bravi scrittori

“L’idea che lo sforzo creativo e le sostanze che alterano la mente siano strettamente legati è una delle grandi mistificazioni pop-intellettuali del nostro tempo.” Ai suoi occhi, gli scrittori che abusano di tali sostanze sono soltanto dei tossico-dipendenti.
“La pretesa che droghe e alcol siano necessari per sopire una sensibilità più percettiva non è che la solita stronzata autogiustificativa.”

15. Non cercate di rubare la voce di qualcun altro

Come dice King, “Non si può mirare con un libro come si fa con un missile intercontinentale.” Quando si tenta di imitare lo stile di un altro scrittore per una qualsiasi ragione diversa dalla pratica, si darà vita soltanto a “pallide imitazioni”. Questo perché non si può mai tentare di replicare il modo in cui qualcuno sente e sperimenta la verità soprattutto quando non emerge attraverso una rapida occhiata al lessico e alla trama.

Una volta io lo chiamavo copiare. Se si ci ispira ad un’altra persona è ovvio che si finisce per ricalcarne in maniera mai del tutto perfetta lo stile, rischiando di apparire come dei copioni di bassa lega.

16. Dovete comprendere che la scrittura è una forma di telepatia

“Tutte le arti dipendono in certa misura dalla telepatia, ma io credo che scrivere ne sia la quintessenza.” Un elemento importante della scrittura è il trasferimento. Il vostro lavoro non è quello di scrivere parole su di un foglio, ma piuttosto quello di trasferire le idee dalla vostra testa in quelle dei vostri lettori.
“Le parole sono soltanto il mezzo attraverso le quali avviene tale trasferimento.” Inoltre ricordatevi che Vonnegut raccomandava agli scrittori di utilizzare il tempo di un perfetto sconosciuto, in modo tale che costui non percepisse il tempo sprecato.

17. Prendete sul serio la vostra scrittura

“Potete avvicinarvi all’atto dello scrivere con nervosismo, eccitazione, speranza, o anche disperazione.” scrive King. “Mettetevici in qualsiasi modo, ma non alla leggera.” Se non potete o volete prendere sul serio la vostra scrittura, allora è meglio chiudere il libro e dedicarsi a qualcos’altro.
Come afferma la scrittrice Susan Sontag, “La storia deve colpire un nervo, in me stessa. Il mio cuore deve iniziare a martellare non appena sento la prima riga nella mia mente. Inizio a tremare per il rischio.”

Giusto, ma non prendetela troppo sul serio. Si finisce per diventare arroganti. L’arroganza porta alla cecità (figurata). La cecità porta all’ignoranza. L’ignoranza porta a tante pessime figure. Sì lo so che sembra il codice Jedi, ma la catena è vera. Uno scrittore che si prende troppo sul serio non sarà in grado di accettare le correzioni di un editore, e non sarà capace di riconoscere i propri limiti per migliorarsi.

18. Scrivete ogni singolo giorno

“Quando comincio a lavorare a un progetto, non mi fermo e non rallento se non è strettamente indispensabile.” scrive King nel suo libro. “Se non scrivo tutti i giorni, nella mia mente i personaggi cominciano ad appassire, cominciano a somigliare a personaggi invece che a persone reali. Il filo narrativo della storia comincia ad arrugginire e io comincio a perdere contatto con la trama e il ritmo.”
Se non si riesce a scrivere costantemente, l’eccitazione per la vostra idea inizia a svanire. “Quando il lavoro comincia a sembrare lavoro, per la maggior parte degli scrittori questo è l’alito della morte.” Il miglior consiglio di Stephen King è di scrivere «Una parola alla volta».

19. Terminate la prima bozza in tre mesi

King scrive 10 pagine al giorno, che, in un arco di tre mesi ammonta a circa 180,000 parole. “La prima stesura di un libro, anche se lungo, non dovrebbe prendere più di tre mesi, il tempo di una stagione.” Se si trascorre troppo tempo su un pezzo, King sostiene che “la storia comincia ad avere uno strano sapore di estraneità.”

20. Quando avrete finito di scrivere, fate una lunga pausa

King suggerisce sei settimane di “periodo di convalescenza” dopo aver terminato la stesura, così da poter avere una mente sgombra per individuare “le lacune più vistose nella trama o nello sviluppo dei personaggi.” Egli afferma che la percezione originale di uno scrittore su un determinato personaggio potrebbe essere fallace come quella di un lettore.
King paragona il processo di scrittura e di revisione alla natura. “Mentre scrivete il libro, giorno dopo giorno identificate ed esaminate ciascun singolo albero. Alla fine dovete fare un passo indietro e contemplare la foresta.” Quando troverete alcuni difetti, vi è proibito sentirvi depressi e strapparvi i capelli. Nessuno è infallibile.”

21. Abbiate il coraggio di tagliare

Durante la revisione, gli scrittori attraversano spesso un momento difficile quando devono togliere parte del testo che hanno trascorso così tanto tempo a scrivere. King consiglia, “Uccidi i tuoi cari, uccidi i tuoi cari, anche quando spezza il tuo egocentrico cuoricino da imbrattacarte, uccidi i tuoi cari.”
Anche se la revisione è una delle parti più difficili della scrittura, è necessario lasciare fuori le parti noiose, al fine di proseguire con la storia. Nei suoi consigli di scrittura, Vonnegut suggerisce: “Se una frase, per quanto eccellente, non illumina il soggetto in un modo nuovo o utile, tagliatela.”

Eh sì. Si deve avere il coraggio di “Accettare” la propria storia. Ok, battuta squallida, taglia! Taglia tutto!

22. Sposatevi, siate in salute e vivete una buona vita

King attribuisce il suo successo principalmente a due cose: la sua salute fisica e il matrimonio. “L’abbinamento di un fisico sano e una relazione stabile con una donna autosufficiente che non si fa menare per l’aia né da me né da nessuno ha reso possibile la continuità della mia vita professionale.”
È importante avere un forte equilibrio nella vostra vita così che la scrittura non consumi tutto. Lo scrittore e pittore Henry Miller, nei suoi 11 comandamenti sulla scrittura consiglia: “Siate umani! Incontrate gente, fatevi strada, bevete se ne avete voglia.”

Ma sbaglio o al punto 6 aveva detto di tagliare i fili con il mondo mentre scrive? E chi glielo spiega a mia moglie che non posso andare a fare shopping con lei perché sto finendo l’ultimo capolavoro di tutta la letteratura mondiale che oscurerà ogni altro libro già scritto o ancora da scrivere?

Fonte

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Azali

Ha ventidue anni da almeno sette e ha tutta l'intenzione di non spostarsì da lì per ancora molto tempo. Fin da bambina era l'incubo dei suoi compagni di gioco perché ogni giorno aveva una storia nuova da mettere in scena e crescendo non ha fatto altro che peggiorare. Passa le giornate tra libri e serie tv e anche tra film e videogiochi. Ha più volte pensato di vendere l'anima al diavolo per poter fare a meno di dormire, così da avere più ore libere per le sue passioni. Ideatrice di avventure di ogni genere, combatte ogni giorno con le varie personalità che abitano il suo corpo affinché riescano a condurla sana e salva verso i suoi obiettivi, che in questo momento ruotano principalmente intorno all'idea di mettere su carta tutto ciò a cui pensa.

1 Comment

  1. avatar RossellaS ha detto:

    Bhè, indubbiamente ottimi consigli.
    Decisamente simili a quelli già descritti in questo blog da Alessandro, ma in maniera più stringata.
    Alcune volte, ad esempio come in questo momento che ho la casa invasa, è comodo riuscire a scrivere anche se c’è il mondo intorno a te che spinge per farsi notare!

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