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Shameland – Capitolo 9: Indovina chi c’è per cena

– ATTENZIONE: I CONTENUTI DI SHAMELAND SONO RIVOLTI A UN PUBBLICO DI MAGGIORENNI. –

Shameland è una storia ironica, dissacrante e spesso volgare. Mette a nudo l’indecenza del fantasy degli ultimi tempi e non ha paura di farlo nella maniera più dura e diretta possibile.

Questo disclaimer è d’obbligo sia per avvisare i deboli di cuore, sia tutti i nostri lettori non ancora in età da patente che forse è meglio che cambino articolo, prima di ritrovarsi davanti contenuti disturbanti o troppo espliciti.

È anche vero che da quando si trovano orde di fan in visibilio per il trono di spade, sembra che il sesso (esplicito), le stragi (con smembramenti) e il turpiloquio (gratuito) siano stati sdoganati nella letteratura, ma noi preferiamo avvisare lo stesso. Per questo motivo, proseguire nella lettura, rappresenta una implicita accettazione di questo avviso e dei contenuti che potreste trovare

Il Signore Oscuro™ si aggiustò la cravatta e si controllò i denti allo specchio. Erano scintillanti.
«Sei un cazzo di grande» disse alla propria immagine riflessa. Andò nella Sala dei Piani Malvagy e batté le mani due volte, il megaschermo si accese, rivelando una ripresa aerea del banchetto organizzato a Khovo dei Buonhy™ per il ritorno del Prescelto™.
«Alfooooooonse!» gridò.
«Sono qui, Signore Oscuro™.» L’orchetto spuntò fuori dalla penombra al suo fianco.
«Non me n’ero accorto. È tutto pronto per la mia grande entrata in scena?»
«Sì, il nostro messaggero è giunto a destinazione.»
Le immagini confermarono le parole del maggiordomo, Cane Pazzo si alzò e prese il tablet dalle mani del messaggero, lo rigirò, studiandolo, provò ad addentarlo, poi lo sbatté a terra e lo pestò.
«Ma che cazzo fa?» Il Signore Oscuro™ era basito.
Cane Pazzo estrasse il fucile, Glandalf alle sue spalle cercò di fermarlo, ma fu troppo lento, il Prescelto™ aprì un terzo occhio nella fronte del messaggero, poi tornò a sedersi, prese con le mani del pane e lo masticò con la bocca aperta.
«Mi ha rovinato l’entrata in scena! Alfonse!»
«Signore Oscuro™, avvio il proiettore?»
«Aspetta,» lo fermò con un gesto della mano «aspettiamo che gli consegnino la cena.»
Due belle e lascive ragazze, vestite quel tanto che bastava per coprire le loro grazie, consegnarono i filetti di pesce al tavolo degli ufficiali, dove, insieme a Cane Pazzo e a Glandalf, sedevano Illekhal, Bella, Teschio di Cazzo, e un tipo strano, grosso e peloso come un orso.
«Quello chi diavolo è, Alfonse?»
«È un lupo mannaro. I rapporti dicono che il suo nome e le sue origini sono sconosciute.»
«Attiva il microfono. Voglio sentire cosa dicono.»
Alfonse premette il pulsante rosso e nella sala risuonarono i rumori e le grida del banchetto.
«Isola le voci del loro tavolo.»
«Subito.»
«Teschio di Cazzo, non mangi?» chiese Cane Pazzo. Annuì, come se avesse avuto una risposta, prese un pezzo di pesce con le mani e se lo ficcò in bocca, deglutì senza neanche masticare. «Ti capisco, sai. Anche a me manca molto.»
«Già» si aggiunse Illekhal «La regina Leylap manca a tutti noi.»
«Leylap?» chiese Cane Pazzo.
«Sì, la nostra regina. Di chi parlavi tu?»
«Di Squalo-stronzo2. Leylap è una stronza, aveva rapito Teschio di Cazzo.»
«Hai ragione, è proprio una vera stronza.» Confermò Illekhal.
«Buono questo storione» disse Glandalf, il Signore Oscuro™ rise sotto i baffi che non aveva più, se li era fatti radere. La ferita per essere andato in giro come un idiota per tre giorni senza che nessuno gli dicesse niente era ancora aperta.
«Sì, buono, cazzo!» esclamò Cane Pazzo.
«Cane Pazzo» disse Bella «come hai intenzione di combattere il Signore Oscuro™ e liberare i nostri amici?»
«Non ho intenzione di farlo.»
Il Signore Oscuro™ rimase a bocca aperta a fissare lo schermo.
«Come?» squittì Glandalf «tu devi combattere, sei il Prescelto™!»
«A me di questa storia non frega un cazzo. È stato divertente uccidere con voi, ma il mio branco ha bisogno di me. Sono già stato lontano per tanto tempo.»
«Ma Squalo-stronzo2?» chiese Glandalf. Cane Pazzo strinse i pugni.
«Hai ragione, vecchio coglione, lui fa parte del mio branco, non posso abbandonarlo così.»
“Per fortuna.”
Lo stregone si asciugò la fronte con una manica della veste.
«Ora, Alfonse!»
L’orchetto tirò una leva, il Signore Oscuro™ fu scannerizzato e la sua immagine tridimensionale comparve sul tavolo di Cane Pazzo. Il Prescelto™ schizzò in piedi e gli sparò tre colpi di fucile alla testa, l’immagine sfarfallò e poi si ristabilizzò.
«Demone! Muori, cazzo! Stronzo!» Sparò ancora, questa volta ai testicoli.
Il Signore Oscuro™ rise.
«Calmo, calmo, ci sarà un tempo e un luogo, ma non qui. Ti è piaciuto il pesce?»
Cane Pazzo lo squadrò. Non rispose, ma scoprì i canini ben appuntiti.
«Sai chi era quel pesce così gustoso?» il Signore Oscuro™ sorrise sornione, fece una lunga pausa ad effetto gustandosi gli sguardi dei commensali. «No, non te lo dico, voglio che indovini tu chi c’è per cena…»
Cane Pazzo fece per rispondere, ma il Signore Oscuro™ lo anticipò: «Scusa, non resisto, non sto più nella pelle…» stava esplodendo di malignità. «Era Squalo-stronzo2!»
Scoppiò in una lunga risata malvagia, l’aveva provata così tanto allo specchio durante l’arco della serata precedente, che andò avanti per minuti interi senza fermarsi.
Cane Pazzo scaricò un intero caricatore contro il suo ologramma, urlò, picchiò i piedi per terra.
«Cazzo! Cazzo! Cazzo! Cazzo! Cazzo!» ogni imprecazione, era accompagnata da un colpo di fucile alle palle dell’ologramma.
Il Signore Oscuro™ si sfregò le mani.
«Vieni a prendermi, Prescelto™.»
«Io ti stacco le mani e te le faccio mangiare, figlio di puttana!»
Si accese una spia rossa accanto al megaschermo, seguita da un bip.
«Scusatemi, ho una chiamata su un’altra linea. Ci rivedremo, idioti!» E scoppiò in una risata malvagia, ma la comunicazione non si interruppe.
Si girò verso Alfonse.
«Stacca pure. Dopo “ci rivedremo, idioti” e la risata malvagia dovevi staccare! Mi fai perdere l’uscita ad effetto, è nei dettagli che si prendono punti bonus!»
«Signore Oscuro™, c’è un problema… non credo che sia meglio rispondere…»
«Forza, cambia linea» sorrise nervosamente a Bella che lo stava fissando, «piccoli problemi tecnici, le nuove tecnologie…» si scusò. Cane Pazzo aveva incominciato a ululare alla luna stando a quattro zampe.
Alfonse chiuse l’olo-chiamata e passò sull’altra linea. Sul megaschermo comparve il volto grasso dell’uomo che il Signore Oscuro™ detestava di più all’universo: l’arbitro della Evil’s League. Un ciccione brufoloso con la voce degna di un eunuco.
«Signore Oscuro™» lo salutò.
«Thomas Eleonoire, a cosa devo il piacere della tua chiamata?»
«Ti ho già detto che non devi chiamarmi così, fratello.»
«Taglia corto, ho dei ribelli che attendono la manicure, e per manicure intendo strappargli le unghie con delle cannucce di plastica.»
«Oh, e come fai?»
«Sono un tipo creativo. Allora?»
«Ti ho chiamato per comunicarti che hai raggiunto Voldemort. Far mangiare al Prescelto™ uno dei suoi compagni è stato un vero tocco di classe.»
«Grazie, non ce l’avrei mai fatta senza…»
«Tuttavia» lo interruppe Thomas Eleonoire «ci sono state alcune segnalazioni su cui è opportuno indagare. Sono previste penalizzazioni nel caso dovessero rivelarsi fondate.»
«Cosa cazzo stai dicendo? Quali segnalazioni?»
«Qualcuno dice che stai aiutando il Prescelto™ per fare punti. Che avresti già potuto far finire questa storia parecchio tempo fa, ma non ti muovi dal tuo castello.»
«E cosa c’è di male? Lo sai che sono un tipo sedentario.»
«Ci è stato segnalato che avevi perfino il Prescelto™ nelle tue mani fino a ieri, completamente indifeso, ma tu te lo sei fatto fuggire sotto il naso.»
Il Signore Oscuro™ guardò Alfonse. «Chi cazzo ha fatto la spia?»
«Come dici, fratello?»
Il Signore Oscuro™ alzò il mento con aria fiera.
«Menzogne! Calunnie! Non nego che il Prescelto™ sia stato catturato, ma è riuscito a fuggire con un piano di grande ingegno, lui e Glandalf sono davvero dei combattenti formidabili. E non c’è nessun divieto nel starsene con le mani in mano mentre il Prescelto™ fa il cazzo che gli pare!»
«È vero» confermò Thomas Eleonoire «ma, secondo la testimonianza, sei stato tu stesso a farlo scappare. Quindi i casi sono due, fratello, o sei un baro, o sei un coglione.»
«Non c’è nessuna fottuta regola che impedisca a un Signore Oscuro™ di essere un coglione!» sbraito il Signore Oscuro™, le vene sulle tempie che pulsavano per la rabbia.
«In tal caso… nel mio verbale scriverò che siccome sei un coglione, l’hai fatto fuggire, e che il tuo intento non era fraudolento.»
«Esattamente. Voglio vedere il mio accusatore in faccia, che si faccia coraggio ed esca fuori!» ci pensò su un attimo e rise. «L’hai capita, Thomas Eleonoire? In faccia, che si faccia!» e scoppiò in una nuova risata, con Alfonse che si unì a lui subito dopo.
Thomas Eleonoire scomparve dallo schermo, al suo posto, l’altra persona che il Signore Oscuro™ odiava di più nell’universo. Arcibald, suo figlio.
«Tu… brutto Caino…»
Alfonse zoomò sulle mani pacioccose, erano sporche di torta al cioccolato, così come gli angoli della sua bocca.
«Hai venduto tuo padre per un po’ di torta…» disse sottovoce.
«Ciao, papà! Qui c’è lo zio Thomas Eleonoire che vuole sapere quando passi a pranzo da lui!» lo salutò allegro Arcibald.
«Pezzo di sterco, io ti rinchiudo nella stanza dei teneri gattini finché non compi vent’anni!»
Arcibald saltò dalla gioia. «Evvai! I teneri gattini!»
«No, cazzo! No!» il Signore Oscuro™ strinse i pugni. «tu devi essere malvagio! I teneri gattini devono farti ribrezzo! Sono stato troppo buono con te. È tempo che tu ti tempri dove si sono temprati i tuoi antenati: sul campo di battaglia.»
«Hai detto che si cena con la lasagna?» chiese con l’aria innocente.
Il Signore Oscuro™ avvampò.
«Avvio le pratiche per lo Stage del Male™ della tua scuola. Te lo faccio fare io. Domani mattina.»
«Ma papà, domani mattina no… danno in tv uno splendido documentario sugli usi e costumi di una colonia di formiche!»
«Ti ficcherò dentro un’armatura di ferro, a costo di far strabordare fuori la tua ciccia!»
«Papà, sei cattivo!»
«Non credere di farmi cambiare idea adulandomi! Domani si scende in guerra, ti saluto, figlio mio.»
Fece cenno ad Alfonse di staccare la comunicazione, ma l’orchetto era distratto e non lo colse.
«Stacca, Alfonse» bisbigliò a denti stretti.
«Papà, non ti ricordi come si chiudono le videochiamate? Te l’ho insegnato un sacco di volte!»
«Alfonse!» gridò, l’orchetto ebbe un sobbalzo e staccò di netto la comunicazione, il Signore Oscuro™ si rilassò.
«Che cazzo, Alfonse, se ti dico stacca, stacca. Che cazzo di figure!»
«Vuole che le prepari un bagno caldo, Singore Oscuro™?»
«No, Alfonse. Prendi la fica più sexy del regno e legala nuda alla testiera del mio letto con delle manette di spine di rosa, falle le sopracciglia, ma non con la ceretta, con le pinzette. Sempre con le pinzette, toglile ogni pelo dal suo corpo, sai che le voglio depilate.»
«Posso chiedere il perché di questa insolita richiesta? Non posso dirle semplicemente di rasarsi prima?»
Il Signore Oscuro™ esplose in una risata che fece tremare le pareti.
«Perché, mio caro Alfonse, stasera mi sento cattivo.»

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Shameland - Capitolo 8: Cane Pazzo e la camera dei beoti
Shameland - Capitolo 10: Il dominatore dei Tuoni
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