Home » Storie e racconti » Shameland » Shameland – Capitolo 8: Cane Pazzo e la camera dei beoti

Shameland – Capitolo 8: Cane Pazzo e la camera dei beoti

– ATTENZIONE: I CONTENUTI DI SHAMELAND SONO RIVOLTI A UN PUBBLICO DI MAGGIORENNI. –

Shameland è una storia ironica, dissacrante e spesso volgare. Mette a nudo l’indecenza del fantasy degli ultimi tempi e non ha paura di farlo nella maniera più dura e diretta possibile.

Questo disclaimer è d’obbligo sia per avvisare i deboli di cuore, sia tutti i nostri lettori non ancora in età da patente che forse è meglio che cambino articolo, prima di ritrovarsi davanti contenuti disturbanti o troppo espliciti.

È anche vero che da quando si trovano orde di fan in visibilio per il trono di spade, sembra che il sesso (esplicito), le stragi (con smembramenti) e il turpiloquio (gratuito) siano stati sdoganati nella letteratura, ma noi preferiamo avvisare lo stesso. Per questo motivo, proseguire nella lettura, rappresenta una implicita accettazione di questo avviso e dei contenuti che potreste trovare

«È sveglio! È sveglio! Chiamate il Signore Oscuro™»
Cane Pazzo aprì gli occhi a fatica, li richiuse subito a causa di una luce abbagliante. Era sdraiato su un qualcosa di morbido, c’era un fastidioso odore di pulito che gli faceva prudere le narici.
Starnutì e si tirò su. Spalancò gli occhi: si trovava in una stanza, era intrappolato da candide lenzuola bianche, la luce che l’aveva accecato proveniva dalle fessure della serranda alla sua destra. Nella penombra scorse il profilo di un orchetto, digrignò i denti e ringhiò.
«Stai calmo… stai calmo, Prescelto™» la voce era femminile, ma bassa e roca.
Cane Pazzo si divincolò dalle coperte agitando gambe e braccia, saltò in piedi sul materasso, e ringhiò in direzione dell’orchetto. Un rivolo di bava gli colava dal lato sinistro della bocca lungo il mento e i peli della barba in ricrescita.
Affondò le unghie nel materasso, guardò le fessure di luce, l’orchetto, poi un rumore lo fece sussultare, arrivava da un angolo buio. Si voltò di scatto, pronto a difendersi, l’angolo buio si aprì in un fascio di luce, una figura nera, alta e snella risaltava in esso.
«Prescelto™, Prescelto™» la voce della figura era calda «mi hai deluso. Ti sei fatto quasi fottere da uno stupido orchetto. Primilda, alza le fottute tapparelle, non si vede nulla.»
«Subito, signore!»
Dei colpetti di tosse.
«Volevo dire… subito, Signore Oscuro™!»
L’orchetto si precipitò a sollevare la serranda e il sole irruppe nella stanza, illuminando la figura del Signore Oscuro™, un uomo alto, dai capelli neri, il naso aquilino e due grossi mustacchi che gli arrivavano fino alle orecchie.
Cane Pazzo smise di ringhiare e scoppiò a ridere.
«Cosa ci trovi di tanto divertente?» chiese il Signore Oscuro™ alzando un sopracciglio.
«Ma che cazzo hai in faccia?»
«Non ti seguo.»
«I baffi. Fanno schifo.»
Il Signore Oscuro™ rivolse un’occhiataccia a Primilda, Cane Pazzo la vide trasalire e sbiancare. «Ah è così…» si posizionò in centro alla stanza. «Tutti qui a palazzo mi dicevano che mi donavano. Primilda!»
«Sì, Signore Oscuro™?»
«Porta quel dannato stilista del Male™ nelle segrete. Voglio che mangi i propri peli del culo per i prossimi dieci giorni. Poi strappategli le dita e datele in pasto agli albatros.»
«Subito, Signore Oscuro™!» Primilda corse fuori dalla stanza, lasciandoli soli, il Signore Oscuro™ si sedette sul letto accanto a Cane Pazzo™ e gli mise un braccio sulle spalle.
«Mio caro Prescelto™, devi capire che il tuo ruolo in questa storia è davvero importante, non puoi permetterti di fare simili cazzate. Il tuo predecessore si è fatto catturare troppo presto, gli ho tagliato gli arti e lo ricoperto con una colata di cemento, ora è uno splendido busto di marmo che adorna il mio giardino. Vuoi fare quella fine?»
Cane Pazzo si irrigidì, strinse i pugni.
«Porca puttana ti stacco la gola a morsi!»
«Questa è la risposta che mi piace!» Gli diede un colpetto sulla spalla. «Farei lo stesso con te, ma purtroppo il campionato è quasi alla fine, e sono ancora sotto a quel dannato Voldemort. Ti sembra normale che quello possa spammare Avada Kedavra? Guadagna punti su punti! E senza avere neanche un Grande Piano Malvagio™! Ti sembra normale, dico?»
Cane Pazzo scosse la testa.
«Non so di che cazzo tu stia parlando.»
«Non importa, tu non devi capire. Devo fare ancora cento punti, me ne mancano solo cento per superarlo! E questo, da un certo lato, è merito tuo.»
«Mio?»
«Certo, mi hai consegnato tutto il tuo gruppo e io non vi ho ucciso, questo è stato un bel colpo per il punteggio. Solo i veri Signori Oscuri™ parlano con le uniche persone che potrebbero intralciare i loro piani. Ma lascia che ti mostri. Vieni con me.»
Il Signore Oscuro™ si alzò e lisciò il soprabito nero, gli fece cenno di seguirlo con la mano e Cane Pazzo obbedì.
Attraversarono i corridoi dalle pareti in oro che costringevano a socchiudere gli occhi mentre si camminava.
«Che cazzo di posto è questo?»
Il Signore Oscuro™ scoppiò in una risata malvagia™.
«Ma come? Non lo sai? Questo è il Palazzo del Male™. Il mio palazzo» disse con una punta d’orgoglio. Cane Pazzo annuì.
«E dove stiamo andando?»
«Alla Camera dei Beoti» il Signore Oscuro™ fece un risolino. «L’ho inventato io, appropriato vero?»
«Che cazzo vuol dire beoti?»
«Stupidi, scemi, insomma, una roba del genere.»
«Chi c’è dentro?»
«I tuoi compagni.»
Cane Pazzo non ebbe nulla da obiettare.
Oltre a una porta in legno le pareti d’oro lasciarono il posto alla fredda pietra, con fiaccole tremolanti appese al muro a distanza regolare.
«Oh sì… più giù… lì… che mani fatate che hai, Brigitta» disse una voce familiare, fu seguita da risate maschili e da gemiti.
Cane Pazzo proseguì nel corridoio alle spalle del Signore Oscuro™, arrivarono alla porta dalla quale proveniva la voce, si sporse sulla soglia e vide un vecchio dai lunghi capelli bianchi sdraiato su un lettino con un orchetto a cavalcioni sulla schiena che gli stava spargendo un olio sulla schiena.
«Brigitta, dopo ti strappo di dosso i vestiti a morsi, la mia pillolina dov’è?»
«Sul comodino, accanto all’acqua» rispose l’orchetto femmina.
«Vecchio coglione?» chiese Cane Pazzo.
Il vecchio si voltò di scatto verso la soglia, sgranò gli occhi e rimase a bocca aperta. L’orchetto si coprì i due capezzoli verdi con le mani e arrossì.
«Cane Pazzo!» gridò Glandalf «mi sta torturando! Ti prego, vattene via e lasciale finire questo orribile massaggio alla schiena! Sennò ne farà uno anche a te!»
«Questo è parecchio imbarazzante» disse il Signore Oscuro™ alle sue spalle. Chiuse la porta, e prese sottobraccio Cane Pazzo.
«Quella è un’antica tecnica di tortura per far crollare psicologicamente i propri nemici» gli spiegò «siamo arrivati, comunque.»
Il Signore Oscurò indicò una porta con su un cartello con degli strani simboli sopra, sorrise compiaciuto.
«Allora?» chiese.
«Cosa?»
«Non mi dici niente?»
«Ma cosa?»
«Il cartello.»
«Che ha il cartello?»
«Leggilo!»
«Non so leggere.»
Il Signore Oscuro™ alzò gli occhi al cielo.
«C’è scritto: “Camera dei Beoti, riservata agli stolti e agli idioti.” Forte, vero? Mi diverto a creare poesie e filastrocche divertenti! Qui a corte tutti si scassano un casino durante il mio Venerdì Umoristico!»
Cane Pazzo rimase impassibile.
«Cosa vuol dire stolti?»
Il Signore Oscuro™ allargò le braccia.
«Porca puttana, già non ti sopporto più, potessi ti strangolerei ora con le mie mani.»
«Provaci che te le mangio.»
«Tempo al tempo, mio Prescelto™, tempo al tempo.»
Aprì la porta e lo fece entrare per primo. Era una stanza dalle piastrelle blu sia sui muri, che sul soffitto, che sul pavimento. A delle sbarre di ferro erano appesi, con dei ganci in ferro che erano piantati chissà dove nella schiena, Leylap, Squalo-stronzo2, Dump, e Retoric.
«Le piastrelle sono antimacchia e la stanza è insonorizzata, di solito la uso come mattatoio.»
«Dov’è Teschio di cazzo?»
«Devi riferirti al teschio che indossavi, è insieme agli altri tuoi effetti personali nella tua stanza. Tranquillo, sono il signore del male, mica un ladro.»
«Sta bene?»
«Diciamo di sì… anche se è tutto pelle e ossa!» Il Signore Oscuro™ scoppiò in una fragorosa risata. «L’hai capita?» tirò un pugno contro il muro. «Questa era davvero forte!»
Cane Pazzo non rise neanche questa volta.
«Ragazzo mio, hai il senso dell’umorismo di un paio di stivali marci.»
“Io non ho ancora capito chi cazzo sei.” Ma Cane Pazzo vedeva quello strano uomo così felice e gli sarebbe dispiaciuto non stare al gioco, perciò rimase in silenzio.
Il Signore Oscuro™ tornò serio.
«Ognuno di loro è vittima di un’illusione che sfrutta il loro punto debole per torturarlo meglio. Grazie a quest’idea geniale, modestamente mia, ho colmato quasi tutti lo svantaggio che avevo su Voldemort. Pensa che quell’idiota ha lanciato in battaglia il suo serpente, gli sarebbe bastato nasconderlo in Uganda per essere immortale. Ma come può uno così vincere il titolo? Ma stiamo divagando.»
Il Signore Oscuro™ toccò una gamba di Dump, il vecchio fu scosso da un tremito.
«No, ti prego, non leggere quel fantasy! Non farlo!» gridò. «No! Le baliste appese alle pareti no! Oddio, no! No! I draghi colpiti al volo dalle catapulte no! Tutto ma non quello!» il vecchio Dump deglutì.
«Oh no… non avrai il coraggio di farlo… giovane scrittore fantasy… non inserire un cattivo che urla “no!” al cielo, ti prego, non farlo… Nooooo!»
Il Signore Oscuro™ staccò la mano e lasciò Dump a piangere singhiozzando.
«Come vedi, l’illusione è pressoché impeccabile» si vantò il Signore Oscuro™. «All’inizio pensavo di agganciare pure te qua, ma ho sondato la tua mente e non ho trovato nulla, a parte cagne e carcasse in putrefazione.»
A Cane Pazzo venne l’acquolina in bocca al sol pensiero.
Il Signore Oscuro™ toccò la gamba di Leylap.
«Prescelto™ sei brutto, grasso, e basso, ma devo amarti, perché io sono la donna del protagonista. Non ho scelta. Sono costretta ad innamorarmi di te, dei tuoi difetti, di sopportare i tuoi tradimenti e le tue bugie. Sono costretta a piangere mentre tu mi abbandoni per stare con altre. Sono solo un personaggio bidimensionale e stereotipato, ma vorrei essere qualcosa di più. Perché sono qualcosa di più che sole parole, sono qualcosa di più che sono carne, tette, culo e fica. Io esisto, in questo universo, e vorrei poter avere dei pensieri miei, una vita mia, un carattere mio, e non dipendere dalle scelte del protagonista.»
Il Signore Oscuro™ si staccò, una lacrima rigava il suo viso pallido.
«Ci sono andato giù troppo pesante» si asciugò la lacrima con un dito. «Ogni volta che trovo dei personaggi del genere, mi si spezza il cuore. Non ci pensi mai, Cane Pazzo? Essere costretto a fare qualcosa, anche se lontano da quello che davvero vuoi essere?»
«No.»
«Pensa che da piccolo io volevo diventare la più grande comparsa fantasy di tutti i tempi, sognavo di dire la mia battuta spettacolare e poi eclissarmi per sempre, dopo aver ottenuto la gloria eterna» sospirò «ma la vita non va sempre come vogliamo noi.»
Il Signore Oscuro™ si avvicinò a Cane Pazzo e gli poggiò una mano sulla spalla.
«Nel mio libro “Filosofia e timore di un Tiranno senza amore” parlo proprio di questo. Dalla settimana prossima è in tutte le peggiori librerie del Male™. Se lo prendi, te ne autografo una copia.»
«Va bene.»
“Ma di che cazzo sta parlando?”
Cane Pazzo sbadigliò, era annoiato a morte e non stava capendo nulla.
«Sei stanco, lo capisco. Ora ti spiego come andranno le cose da qui a domani.» Fece una lunga pausa ad effetto e alzò il mento verso l’alto. «Stasera cenerai e avrai una schiava sexy tutta per te. Domani mattina, i tuoi compagni rimarranno qua con me, tranne Glandalf. Tornerete a Khovo dei Bhuony™ o come si chiama, organizzerete un esercito, unirete le forze con gli elfi sopravvissuti e con i nani, che ho già provveduto a informare. Ho armato e rifornito di vivande tutti i vostri eserciti, non dovreste avere problemi. Insieme, marcerete verso la mia capitale, Kap-Dekaz. Ci sarà una battaglia all’ultimo sangue. Strada per strada, casa per casa, mentre io starò nella mia sala del trono e non muoverò un solo dito. Ricordati la strada che abbiamo fatto, salverai i tuoi compagni da questa stanza e poi insieme verrete a cercarmi. Infine, perirete tutti dopo uno spettacolare scontro finale dove usciranno poteri mai visti prima da ambo le parti. Metterò la tua testa accanto alla Coppa Evil. Ti ricorderò per sempre, Prescelto™.»

(37)

Shameland - Capitolo 7: A Cena con il Nemico
Shameland - Capitolo 9: Indovina chi c'è per cena
The following two tabs change content below.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I Cookies permettono alle Lande Incantate di riconoscerti la prossima volta che tornerai a farci visita. Navigando sulle nostre pagine ci autorizzi a farne uso per rendere la tua esperienza migliore. Maggiori informazioni | Chiudi