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Sette libri per chi vuole imparare a scrivere (anche fantasy)

Arrivati a questo punto vi ho detto buona parte di quello che so (o che almeno credo di sapere) e per questo ritengo fondamentale invitarvi a leggere anche le opinioni di altre persone, preferibilmente molto più esperte di me.
Costruire un’ambientazione fantasy, e soprattutto un romanzo fantasy, non è certo una cosa semplice, per questo molti autori più o meno celebri si sono impegnati a scrivere manuali di scrittura e saggi sull’argomento che possono essere fondamentali per un aspirante autore. I libri al riguardo sono moltissimi, perciò quelli che andrò a consigliarvi sono soltanto alcuni che, a mio parere, sono più utili (non posso escludere che ne esistano altri diecimila decisamente migliori).
Non vi consiglierò libri legati esclusivamente al mondo della letteratura di genere fantasy (o fantastica in senso lato), poiché ritengo che se si vuole diventare scrittori si debba imparare il più possibile da persone molto diverse tra loro. Inoltre vi invito a non essere prevenuti nei confronti dei cosiddetti “manuali di scrittura”. Anni fa anche io li guardavo con sospetto, poiché temevo che fossero mucchi di carta colmi di consigli banali, e anche perché pensavo che nella scrittura soltanto “il talento è fondamentale”. Ciò è vero, poiché senza talento è difficile andare lontano, ma al tempo stesso imparare le tecniche di base da persone esperte è il modo migliore per iniziare a lavorare in modo professionale. Per dirla in parole povere: nessun manuale di pittura vi renderà Leonardo Da Vinci, ma al contempo nessuno può disegnare soltanto per grazia divina. Nella scrittura è uguale.

Prima di iniziare il mio personalissimo elenco di consigli, premetto di aver lasciato fuori un libro ritenuto fondamentale da molti, soprattutto quando si parla di letteratura fantasy. Sto parlando del famoso “Viaggio dell’eroe” di Christopher Vogler, libro consigliato ovunque da chiunque. Ebbene, non dico che sia un libro poco interessante, ma credo che vada a descrivere principi troppo basilari delle storie “fantastiche”. Preferisco consigliarvi testi un poco più impegnativi, ma che vi possano insegnare molto di più.

Cominciamo!

1 – On Writing – Stephen King
Il maestro dell’horror ha moltissime cose da dire sulla scrittura e lo sa fare anche in modo leggero e appassionante.

2 – Pronto soccorso per scrittori esordienti – Jack London
Un librettino breve e veloce, ma che vi può insegnare moltissimo. A questo aggiungerei il ben più famoso “Martin Eden”, sempre dello stesso London. “Martin Eden” è un gran bel romanzo, non un manuale, ed è perfetto per comprendere quanto sacrificio sia necessario se volete fare questo mestiere. Del resto, escludendo il finale, lo si potrebbe definire un’autobiografia dello stesso London (anzi, compreso anche il finale).

3 – Il mestiere dello scrittore – John Gardner
Uno dei più grandi scrittori e insegnanti di scrittura della storia americana (maestro anche di Raymond Carver) spiega qui le sue idee. Un libro non molto lungo, ma decisamente utile. Perfetto per imparare il concetto secondo cui occorre creare un “sogno vivido ininterrotto” nella mente del lettore.

4 – Consigli a un giovane scrittore – Vincenzo Cerami
Cerami (vincitore anche di un Oscar con Benigni per “La vita è bella”) spiega alla perfezione alcune tecniche narrative e come elaborare la propria trama. Qui ho imparato la differenza abissale che esiste tra il creare suspense e far avvenire un colpo di scena (sembrano due cose simili, ma non lo sono affatto, anzi sono l’opposto l’una dell’altra).

5 – Scrivere – Roberta Mazzoni
Una raccolta di aforismi, pensieri e spiegazioni di grandi scrittori sul tema del “come scrivere”. All’apparenza più semplice degli altri libri in elenco, poiché si presenta come una raccolta di massime, ma in realtà propone un oceano di consigli utilissimi.

6 – Non un corso di scrittura e narrazione – Giulio Mozzi
Mozzi lo ritengo personalmente il miglior insegnante di scrittura che abbiamo in Italia in questo momento. Qui troverete una raccolta di una sua vecchia rubrica raccolta in un volumetto agile, divertente e molto utile. A volte sembra partire un po’ per la tangente, ma alla fine si arriva sempre al punto giusto.

7 – Albero e foglia – J.R.R Tolkien
Se volete scrivere fantasy, non potete non leggere questo libro. Un saggio sulla fiaba e sull’importanza di riportare il genere fantastico all’attenzione del pubblico “adulto e letterario”.

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Ha scritto il suo primo libro all'età di otto anni (un'orribile copia di Jurassic Park) e da allora non ha più smesso di sprecare inchiostro, nel tentativo di emulare i suoi inarrivabili punti di riferimento. Collabora con alcuni siti di interesse letterario, oltre a questo blog. Ha affrontato i misteri dell'autopubblicazione, alcuni premi letterari e una piccola pubblicazione in cartaceo, ma continua a scrivere continuamente per raggiungere il suo vero obbiettivo: scrivere continuamente.
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9 Comments

  1. Interessante! Alcuni non li conoscevo. Li procurerò al più presto!
    Consiglierei (pure se ben poco riguarda il fantasy) anche il “Senza trama e senza finale” di Anton Cechov.

    Detto ciò, se posso dire la mia…leggere questi libri per approfondire l’argomento e trovare spunti è senza ombra di dubbio un grande aiuto alla scrittura. Ma per quanto riguarda la scrittura prettamente creativa (e soprattutto il fantasy) io, nel mio piccol(issimo), ritengo che non si possa parlare di “manuali”. La scrittura non è ingegneria, e lo dico da informatico. Partire da basi teoriche stese dai Maestri è il modo migliore per raggiungere traguardi, ottenere la stima dei recensori, ma personalmente non penso che appiattirsi ad essi sia la strada, per tutti, da seguire. A volte inventarsi la strada può essere una valida scelta. E chi legge, recensore compreso, può intuire la cosa e apprezzarla. Se invece pure il lettore, o recensore, si appiattisce a questi standard, allora si è condannati alla fossilizzazione. Fossilizzazione perfetta e con stile, ma fossilizzazione.

    Comunque bell’articolo!
    (ma dunque la rubrica sui consigli di scrittura è finita?)

  2. avatar Andrea Micalone ha detto:

    Ciao Francesco,

    Ti ringrazio per le belle parole.
    (No, la mia rubrica non è ancora finita. Ci sono ancora alcune cose da dire.)
    Ti ringrazio anche per aver segnalato il libro di Cechov, lo aggiungerò alle mie letture future.

    Per quanto riguarda la cosiddetta “scrittura creativa” sono d’accordo quando dici che non bisogna fossilizzarsi, e in fondo anche per questo ho segnalato libri di autori diversi da me (e migliori di me) e diversi tra loro, così da permettere a chi fosse interessato di valutare altri punti di vista.
    Non sono d’accordo però quando dici che nella “scrittura creativa” non si possa parlare di manuali. Come sostengo anche nell’articolo, con libri di questo tipo non si diventa da un giorno all’altro dei “creatori di capolavori” come Leonardo da Vinci, ma si apprendono sicuramente molti principi utili.
    Anche nella “scrittura creativa” esistono meccanismi e regole che è meglio conoscere, così come in ogni forma d’arte.
    Poi, ovviamente, l’obbiettivo è (può essere) superare queste regole per creare qualcosa di nuovo, ma prima le regole vanno comunque apprese.
    Mi è capitato spesso di leggere romanzi di esordienti in cui quello che manca non è l’intelligenza o il talento, ma proprio una cultura di meccaniche narrative. Chi è alle prime armi troppo spesso confonde la propria impreparazione con la “sperimentazione”. Io credo che soltanto quando si ha una profondissima conoscenza dei meccanismi narrativi “classici”, si possa trovare il modo di superarli.

  3. avatar SaraIE ha detto:

    Ciao Francesco

    Mi riaggancio al tuo commento anche se Andrea ha già risposto.

    Trovare la propria strada è certamente una via percorribile, capita però di “non conoscere la strada per Mordor” e di girare in tondo per giorni (come scrittore penso anche per anni) senza capire il perché non si raggiunge l’obiettivo.
    A quei punti due nani, elfi o esseri umani avrebbero avuto l’idea di fare dei segni evidenti nella roccia o negli alberi di un bosco: i nostri hobbit non ci arrivano. Per questo torna utile aver letto qualcosa su qualcuno che la strada per Mordor la conosceva.

    Ero anch’io scettica sui manuali e per questo preferivo leggermi le recensioni (mooolto critiche) dei miei libri preferiti. E’ leggendo e analizzando da sola lo stile e la trama di questi libri che ho percorso il primo tratto di strada, poi mi sono bloccata proprio come i nostri amati hobbit. Correggevo il mio italiano che ovviamente migliorava mentre crescevo, ma per il resto, la storia lì stava. Le Lande Incantate mi hanno dato una bella bussola, dovevo solo imparare ad applicarla. XD

    Mi imbattei molti anni fa in un titolo molto spoileroso (permettetemi l’invenzione di una nuova parola): “Vorrei fare la scrittrice” di Paola Zannoner.
    Con grande humor e percorrendo la storia di una ragazzina che ha il nostro stesso sogno, la storia di Mia ripercorre diversi punti (quasi esclusivamente) basilari, ma che possono aiutare a evitare grossi errori: tipo perdersi a imitare le lunghissime descrizioni di paesaggi o persone. Alcuni lo sanno fare davvero bene, e per questo adoro rileggermi unicamente le loro descrizioni, la trama m’importa quasi di meno, da questo genere di autori. Ma io non sono nessuno di loro!
    E fra una risata e l’altra ho iniziato ad escludere le direzioni percorribili per riprendere la mia strada per la mia Mordor.

  4. avatar Francesco ha detto:

    Le vostre posizioni, Andrea e Saraie, oggettivamente sono quelle corrette!
    Però con fossilizzazione non volevo riferirmi all’inventarsi la strada come “presunzione” di sperimentare e inventarsi la strada. Può anche essere solo un tentativo, era questo che volevo dire 🙂

    Io ho scritto un libro, ma quando qualcuno mi dice “oh ma allora sei uno scrittore!” beh, io smorzo subito i toni. Preferisco sempre il termine “autore”. Ho scritto un libro perché volevo scriverlo e ho avuto la possibilità di farlo, mi sono impegnato per farlo ma senza alcuna presunzione di segnare una nuova strada che accolga pubblico consenso (per quella sì che ci vogliono solide basi teoriche!), bensì una strada per me e per il mio libro.

    In quest’ottica quindi, ho la mia idea, sottoscrivo invece quanto detto da Micalone per la visione più oggettiva. Mi sono espresso male nel primo commento 😉

  5. avatar Andrea Micalone ha detto:

    Capisco, Francesco. Allora ti do ragione 🙂

    In realtà volevamo dire forse la stessa cosa e non ci eravamo spiegati bene. Mi ritrovo molto nel tuo commento.

  6. avatar Francesco ha detto:

    Ne approfitto Andrea per chiederti una cosa: avrei un racconto breve, già pubblicato, prequel al mio libro, racconto comunque indipendente (questa è stata la sfida della stesura 😉 )… potrei mandarvelo? Lo chiedo perché ho letto nella sezione “Collabora” che accettate questo tipo di richieste, pubblicando i contenuti poi su Lande Incantate nella rubrica apposita. Cosa molto utile per ricevere feedback 🙂

    • avatar Alessandro Zuddas ha detto:

      Supponendo che si tratti di un racconto fantasy o fantascientifico, Le indicazioni di Andrea sono perfette. Inviaci un messaggi tramite il contattaci, così da finire nella coda dei messaggi in attesa che otterranno risposta il prima possibile.

  7. avatar Andrea Micalone ha detto:

    Francesco, onestamente non ti so dare una risposta precisa poichè io non gestisco le email e il materiale che arriva.
    Ti consiglio comunque di mandarlo (alla sezione “contattaci”), spiegando in quale rubrica vorresti essere inserito, e riceverai di certo una risposta più precisa di quella che posso darti io. 🙂

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