Salubri

È davvero una bella notte per morire, non trovi?
Sono qui a osservare il cielo da un po’ di tempo ormai: la magnificenza della luna, il mistero insondabile delle stelle – perché non ho mai pensato a tutto questo quando ero ancora in vita? L’arroganza con cui si guarda al mondo quando si è umani è davvero incredibile: si pensa sempre di sapere ogni cosa, di avere ogni chiave a portata di mano.
E poi, di colpo, cala la notte.
Ma perdonami, sto divagando, e immagino tu abbia poca pazienza in questo momento per i borbottii di un vecchio scienziato.
Arriviamo al dunque.
So perché sei qui. So perché non hai ascoltato nessuno dei miei accorati appelli a non farlo. Ti ho ripetuto fino allo sfinimento che non avresti trovato il mio Sire qui, che ti aveva abbandonato per sempre. Ma nulla di quello che ti ho detto ti avrebbe mai fermato dal cercare la verità, ora lo so. Io, da scienziato quale ero e spero di essere ancora, non posso che piegarmi di fronte a un’anima che anela la conoscenza. È per questo che non me ne sono semplicemente andato: avrei potuto, e in verità varie volte sono stato sul punto di farlo.
Eppure qualcosa mi ha sempre trattenuto.
Ti dirò dunque la verità, anche se forse non sarà la verità che eri venuto a cercare.
Il mio Sire, come ho detto, non è più qui: su questo non ho mentito. E non ho mentito nemmeno sul fatto che ti ha abbandonato. Sei corso qui, armi alla mano, per difenderla da uno dei suoi tanti nemici, convinto che lei ti abbia allontanato per proteggerti dagli Stregoni Tremere che le danno la caccia dai tempi in cui Roma era ancora un fulgido impero. Non è così. Non ti ha abbandonato per proteggerti. Né riteneva che tu non fossi in grado di badare a te stesso.
Tu sei forte, Rodrigo. Lo sei sempre stato: ti serviva solo una persona che ti aiutasse a vederlo. E il mio Sire era quella persona, e lo è stata per gli ultimi cento anni. Ora, però, non hai più bisogno che sia un altro a mostrarti ciò che davvero si nasconde dentro di te: non lei, né il suo amore, ma tu stesso ti sei liberato delle catene che altri avevano posto su di te. Hai visto la spirale di decadimento in cui il Sabbat ti stava precipitando e hai riconosciuto le menzogne della Camarilla per quello che sono.
Adesso sei pronto, e Kagura non ha più nulla da insegnarti. Puoi – no, anzi, devi – andare per la tua strada e percorrere la notte seguendo solo la voce della tua coscienza. Hai ritrovato l’umanità che avevi perduto e, facendo questo, sei ora e per sempre libero dai giochi dei dannati: l’eterna Jyhad ormai è dietro di te, sotto di te. Comprendi ora cosa ti ha donato Kagura prima di andarsene? Qualcosa che ormai quasi tutti hanno dimenticato, al punto di smettere anche solo di sognarla: la completa libertà.
Ancora non capisci? Ella ha trovato, dopo secoli di ricerche e solitudine, la persona che può portare avanti la sua missione. Ha visto la sua stirpe morire, uno a uno, in una lenta agonia. Ha visto la conoscenza data alla fiamme insieme ai corpi di chi la custodiva. Eppure non ha mai vacillato, non ha mai dubitato: sapeva che tu saresti arrivato, prima o poi.
E ora sei qui, e con la tua semplice esistenza hai finalmente liberato la sua anima così come lei ha liberato la tua.
Ora il compito di portare altri sulla via di Golconda ricade su di te.
Ma non temere. So benissimo che questa impresa sembra schiacciarti con il suo peso. Kagura era vecchia quanto le montagne della sua amata terra natale, mentre tu al confronto sei solo un bimbo che ha appena imparato a camminare. Ti servirà saggezza e conoscenza per perseguire la via di Golconda, e farla poi intraprendere ad altri.
Ella lo sapeva.
Ed è per questo che io sono qui ad aspettarti, spoglio ormai di tutto ciò che mi rendeva un uomo mortale.
Kagura è ricorsa agli antichi riti del nostro Clan, più antichi e saggi di coloro che vorrebbero vedere la fiamma della verità spenta. Mi ha donato non solo il suo sangue, ma la sua stessa anima: la sua antica saggezza vive in me, fino all’ultima stilla del mio sangue. Ha preso me – un vecchio, uno scettico incallito, un freddo ricercatore – e mi ha reso un profeta e un martire.
Non troverai il mio Sire qui, Rodrigo, né in nessun altro luogo di questo mondo ormai. Ella è ascesa, amico mio. Andata in un luogo migliore di questo. Ha finalmente trovato quella pace che troppo a lungo si è negata, serena al pensiero che tu continuerai ciò che lei ha iniziato. E che forse – chi può dirlo? – lo porterai persino a termine.

È davvero una bella notte per morire, non trovi?

-Rodrigo Rossiglione, Lasombra Antitribù, e Lee Thorn, Salubri. Cacciati di Sangue dal clan Tremere.

Soprannome: Ciclopi (o altri, più offensivi, come Ladri di Anime)
Discipline di Clan: Auspex, Obeah, Robustezza
Debolezza di Clan: Quando un Salubri si nutre di un umano che oppone resistenza perde un livello di salute per ogni punto sangue ingerito. L’unico tipo di sangue che i Ciclopi possono bere senza correre rischi è quello di vittime consenzienti o in ogni caso in uno stato di quiete, come ad esempio nel caso di umani addormentati.
Inoltre, il terzo occhio per cui questo Clan è famoso, se non opportunamente occultato, rende palese il lignaggio – invero ben poco amato – del vampiro.

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City Gangrel
Giovanni
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Vivo vicino alla bella Venezia e faccio la scrittrice e sceneggiatrice. Da quando ero molto piccola, ho sempre inventato mondi fantastici, e ora mi sforzo di dar loro forma su carta. Ho studiato prima al liceo classico, poi all'università Ca' Foscari di Venezia (lingue orientali). Ho una grande passione per il Giappone e il mondo dell'intrattenimento in genere, nonché per gli stili di abbigliamento un po' particolari.
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