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13. Romanticismo e rapporti sentimentali

Per i risvolti sentimentali ecco che il nostro teacher preferito passa il suo testimone a “pane e nutella”, si perché chi in fondo meglio di una romanticona per spiegare come si creano le nuvole rosa attorno a due (o più personaggi).

In realtà il mio personale approccio alla scrittura è lievemente diverso da quello di Alessandro, meno schematico, immaginatevi un foglio bianco e la possibilità di inscenare la storia d’amore che ha un posticino segreto nel vostro cuore. Fatto? Bene ora aggiungete la vostra protagonista al centro di ciò che avete creato, come si ci adatta? Se, ad esempio, la vostra eroina è timida non potrà mai essere sfacciata per l’uomo per cui prova dei sentimenti, anzi dovrebbe essere sfuggente e imbarazzarsi almeno all’inizio della loro conoscenza. Quindi, passaggio importante: non snaturate i vostri personaggi solo per fare in modo di seguire la vostra personale idea d’amore, ma modellatela in base ai loro caratteri. Insomma, ponetevi delle linee guide, ma poi calatevi nelle parti dei vostri lui e lei. La sinergia che esiste fra due personaggi che create deve essere unica, è veramente fondamentale, un po’ come le persone non esistono due uguali, perciò anche le iterazioni fra i vostri due innamorati dipenderanno strettamente dai loro caratteri. Aspetti come la loro intimità, i loro sguardi, sorrisi, modi di punzecchiarsi devono essere sviluppati in base a quanto si è già mostrato.
Di seguito, un esempio di quanto detto.

I loro sguardi si incrociarono unici testimoni di rabbia e cose non dette, Alette abbassò per prima il capo abbandonando gli occhi di Veritt, negandogli il suo supporto, subito dopo lasciò la stanza, altrimenti non sarebbe stata più padrona delle sue azioni.

Mi aspetto, quindi, che Alette sia una persona forte, intransigente, la quale agisce spesso per orgoglio.
In realtà, un po’in barba a quanto ho scritto sin ora, ponendo molta attenzione, potreste far emergere nuovi lati del carattere dei vostri personaggi grazie alle interazioni con la propria metà, ma tali caratteristiche non devono essere in contrasto con i tratti fondamentali che avete attribuito ai vostri protagonisti.
Ad esempio…

Alette percepì la sua presenza nell’angolo più buio della stanza, si nascondeva anche adesso, questa consapevolezza le fece male al cuore. Non resistette. La ragazza rischiarò la prigione buia con una sfera di luce chiara, delicata, che si posò nella cella angusta illuminando i bei tratti di Veritt deturpati dalle percosse, i suoi occhi chiusi e ormai ciechi. Lente, ma copiose, le lacrime presero a bagnare il viso di Alette mentre un grido di rabbia e dolore incrinò il silenzio, segnando l’inizio della sua vendetta.

Alette è inflessibile, per come l’abbiamo mostrata prima, ma non riesce a resistere vedendo cosa hanno fatto a Veritt, il suo amore prevale sul resto, facciamo capire in questo modo al lettore quando la sua maschera di imperturbabilità si rompe e cosa le scatena. Si noti che il nostro personaggio non corre ad abbracciare il suo amato e a consolarlo, ma grida aspirando già una possibile vendetta: Alette è lenta al perdono, proprio come abbiamo fatto intuire precedentemente.

Un altro aspetto fondamentale quando si inserisce una storia d’amore in un romanzo fantasy è ritagliarsi i giusti sotto spazi dove far crescere le scene fra i due. Per mio gusto personale, non bisogna infarcire un racconto fantastico di continue, melense, digressioni fra gli innamorati perché così facendo si perde il ritmo della narrazione.
Importante: non riempire la storia di così tante parti tra gli innamorati da far gettare il libro dalla finestra anche alla nostra signorina in rosa. Quest’aspetto è molto delicato, si deve essere furbi, raggiungere un compromesso fra mostrare l’evoluzione della storia dei protagonisti, non strafare né evitare completamente di descrivere scene rosa e poi far coronare un sogno d’amore mai esistito fra due personaggi presi a caso.
Un suggerimento per evitare di sovraccaricare le scene “d’amore” è mostrarle al lettore dagli occhi di terzi parti, magari un principe geloso o un mentore intransigente, come nel caso di Alette…

Recro incupì lo sguardo e il suo disappunto trasparì chiaramente dai lineamenti tesi. Nella stanza gremita di gente un solo movimento catturò la sua attenzione, il dolce posarsi di una mano sul viso rilassato della sua apprendista. Le rughe sulla fronte dell’alchimista aumentarono quando vide Alette illuminarsi e rispondere a quel tocco docilmente.

Naturalmente questo è possibile solo quando si sta usando un narratore esterno (di cui sono un’attiva sostenitrice).
Se accanto al bel Veritt a contendersi il cuore, un po’ arido, di Alette ci venisse voglia di inserire un altro personaggio? Beh, dovremmo stare molto attenti, i triangoli sono un cliché che stuzzica il lettore, ma possono essere anche scontati e banali, nonché fautori di contraddizioni. In questo caso, bisogna stare attenti che i due belli del cuore della nostra eroina siano all’altezza di essere due contendenti, dobbiamo concentrarci sul carattere di Alette e cercare di individuare perché potrebbe essere attratta da due persone diverse. Naturalmente i problemi si moltiplicano: bisogna non inserire troppe ‘scene rosa’ nei confronti di due uomini diversi, nel contempo abbiamo la necessità di mostrare l’evoluzione di due storie parallele che devono essere molto diverse fra loro. Quest’ultimo aspetto è fondamentale, mi raccomando di non creare un triangolo inesistente fra due copie esatte dello stesso personaggio: è un riempimento inutile che risulta un po’ l’equivalente del gioco del Memory. Inoltre, la nostra eroina deve pur sempre rimanere se stessa, non bisogna cambiare drasticamente il suo comportamento, può agire in modo diverso con in due pretendenti, ma perché, sottolineo, sono i protagonisti del suo cuore ad essere differenti. Ad esempio, l’altro a ricoprire un ruolo speciale nella vita di Alette potrebbe essere un suo collega apprendista molto talentuoso che lei ammira, proprio per la sua dedizione e bravura.

Alette sorrideva lievemente, forse per il nervosismo, ma lo sguardo era fisso determinato, sarebbe bastato così poco per generare un esplosione. Sfidando l’altro a farlo per primo, mise la sua mano destra sull’ampolla piena di liquido ambrato, lui avrebbe dovuto immediatamente poggiarci la sinistra ed esercitare una forza di cambiamento pari a quella della compagna. La forza di cambiamento doveva essere operata al momento stesso del contatto con l’ampolla, Alette non sorrideva più mentre i secondi passavano insieme alla sua forza che aumentava e che non incontrava ostacoli, preoccupata alzò lo sguardo trovandone uno beffardo di rimando. Sconcertata, stava per staccare la sua mano, per scongiurare il peggio, proprio in quel momento l’altro iniziò la propria parte dell’esercizio, in pochissimo raggiunsero l’equilibro e il liquido divenne color azzurro.
Concluso l’esperimento lo sguardo di Alette avrebbe potuto, a sua volta, generare una catastrofe ed era tutto per il suo collega, ma gli occhi azzurri di lui erano calmi, divertiti e la mascella volitiva veniva messa in mostra da quell’espressione buffa di rimprovero. Alette sapeva già quale frase le avrebbe detto ed infatti eccola, puntuale «Ella, Ella non sfidarmi, non conviene», lei, come sempre, finse ancora di essere impettita, ma guardando di sottecchi scoppiò in una risata fragorosa.

In questo caso la nostra eroina mantiene comunque le sue caratteristiche: è seria, concentrata, attenta, nel contempo, mostriamo un lato di lei che altrimenti sarebbe rimasto nascosto ed in più facciamo notare, ad un lettore attento, la sinergia ingenua e genuina che esiste fra i due compagni cresciuti insieme, la quale è palesemente più di una semplice collaborazione.

A colorare un romanzo fantasy e a renderlo appetitoso, molte volte, sono i particolari, al lettore di questa tipologia di libri spesso piace abbracciare con la mente una visione ampia di circostanze, accadimenti, intrecci, quindi potrebbe essere opportuno sviluppare diversi interazioni amorose, non è detto che solo la protagonista debba innamorarsi o magari la sua storia d’amore procede senza intoppi, mentre c’è qualcun altro a soffrire mille pene e peripezie. Mi raccomando anche in questo caso non strafate nell’aggiungere troppe storie e con troppi dettagli, un aggregazione mal distribuita di pane e nutella fa venire il mal di pancia anche alla più accanita sostenitrice del nettare alle nocciole.
Prima di lasciarvi voglio darvi un ultimo consiglio, di carattere forse più generale: non spaventatevi del foglio bianco, caricate una bella playlist e iniziate a scrivere un po’ come vi pare, isolatevi, sperimentate sulla vostra pelle il dolore di Alette o il disappunto di Recro e saprete come agiranno man mano che prosegue la vostra stesura, dopo che conoscete le interazioni, iniziate anche a fa caso a quanto vi ho detto, sempre se si è rivelato utile 🙂

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12. I personaggi - Parte IV
14. Scenografia e Location - Parte I
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Lissa

secondo nome Stachanov, non riesce a stare con le mani in mano, ogni minuto in cui non si è impegnati in qualche attività è un minuto perso! Le piace dialogare con le persone e cerca di avere pochi pregiudizi, non sempre le riesce… soprattutto quando le demoliscono i suoi libri fantasy preferiti. Passione e hobby unico lettura di libri, ovviamente, fantasy, ha provato anche altri generi con scarso risultato, sempre alla ricerca di qualche nuova bella saga da scoprire, insomma, leggere è l’unica cosa che non si stancherebbe mai di fare.

4 Comments

  1. avatar Gioia Riccardi ha detto:

    Anche io sostengo strenuamente il tipo di narratore esterno, in controcorrente rispetto al trend dei libri pubblicati in questo periodo.

    • avatar Lissa ha detto:

      La narrazione in prima persona la trovo riduttiva sia per il lettore che per lo scrittore, abbracciare un orizzonte molto ampio, a mio parere, è uno degli obiettivi di un buon fantasy; ovviamente, sottolineo, è un mio parere personale.

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