Risvolti

Valentina si guardò attorno alla ricerca di un’arma per difendersi, ma la sola idea di colpire la sua amica la disgustava. Fece un verso di disappunto.
“Pensa Vale, pensa!” sussurrò “Cosa devo pensare? Queste cose succedono solo in quei cazzo di film dell’orrore, che a me neanche piacciono!” finì la frase urlando per la disperazione.
L’amica fece uno scatto rapido per aggirare il tavolo, ma Valentina corse a frapporlo ancora tra loro e la situazione di stallo si ripresentò.
“Stefania per l’amor di Dio, svegliati!” gridò frustrata, ma l’amica rimase immobile nella stessa posizione.
Gli occhi di Valentina si fermarono sulla sua collezione di angeli in bella mostra nel salone, ne era sempre stata attratta, sin da bambina, e negli anni aveva collezionato centinaia di statuine di varie fogge, colori e materiali.
“Angeli miei aiutatemi” disse in un sussurro socchiudendo gli occhi.
Un tonfo sordo glieli fece riaprire e rimase basita non vedendo più l’amica. Nel terrore più cieco si guardò attorno immaginandosela alle sue spalle pronta ad ucciderla, ma niente. Dopo qualche minuto di silenzio si grattò la tempia
“Dove cappero è finita? Che sappia anche scomparire?”
Fece qualche passo verso la poltrona e si accorse che l’amica era riversa a terra.
“O Mio Dio!” urlò “Fa’ che non sia morta, fa’ che non sia morta!” disse, mentre l’orrore per l’eventuale perdita dell’amica le fece scendere un brivido lungo la schiena.
Si buttò in ginocchio accanto al corpo, ma con un sospiro di sollievo si accorse che stava solo dormendo.
Si mise seduta accanto a lei prendendosi la testa tra le mani.
“Cosa diavolo sta succedendo?”
Colta da un’improvvisa illuminazione scattò in piedi e si mise a correre verso la sua stanza. Ritornò dopo poco con in mano una piccola ciotola, un sacchetto ed un contenitore.
Mise tutto sopra il tavolo e dopo poco un carboncino brillava nel buio e l’aroma della mirra si spargeva per la casa.
Stefania si svegliò tossendo.
“Che diavolo?” disse guardandosi attorno confusa, era ancora stesa sotto il tavolo.
“Sono sicura che hai un’ottima spiegazione” disse a Valentina che le sedeva accanto col volto tirato.
La donna annuì sovrappensiero.
“Cioè no” disse riscuotendosi “non ho una spiegazione ottima, neanche discreta a dire la verità non ho neanche una spiegazione di merda!” le disse dando sfogo a tutta la sua frustrazione.
Appoggiò la fronte sulle ginocchia.
“Non ho idea di cosa sia successo, un attimo prima dormivamo, poi mi sveglio e tu sembri una di quelle pazze dei film dell’orrore e tenti di uccidermi, poi crolli a terra a dormire. Abbiamo dormito altre volte insieme in questi anni e so’ per certo che non sei una psicopatica sonnambula. D’altro canto eri lì, in piedi e non c’eri, ti chiamavo … e … ” ora Valentina aveva le lacrime agli occhi “che cazzo sta succedendo?” le disse in preda all’angoscia.
Stefania, che ne frattempo si era alzata su un gomito, si mise a sedere dritta e la strinse in un abbraccio.
“Shhh, tranquilla. Non ci ho capito niente, ma deve essere stato terribile se sei in questo stato.” Le disse dandole dei buffetti sulla schiena.
“O, non sai quanto, eri …. eri … posseduta!” ormai Valentina singhiozzava.
“Su su, ci sarà una spiegazione logica.”
La tenne stretta qualche minuto, mentre via via si calmava.
“Vale?”
“Si?”
“E’ normale che sembra di essere dentro una chiesa e c’è la nebbia in casa?”
“Si” rispose la donna senza scomporsi
“Questo è uno dei motivi per cui ti adoro come una sorella, sei completamente pazza!” le disse sorridendo.
“Me lo dicono in molti, non che mi adorano ovviamente … ” Valentina fece spallucce sorridendo.
Si alzò in piedi asciugandosi gli occhi dopo essersi sciolta dall’abbraccio confortante dell’amica.
“Ovviamente” le rispose Stefania alzandosi anche lei ed andando ad accendere tutte le luci.
L’improvvisa luminosità della stanza fece tirare un sospiro di sollievo a Valentina, che si accorse solo in quel momento di quanto l’oscurità aveva influito negativamente sui suoi pensieri.
“Bene, come procediamo?” chiese Stefania.
“Beh, onestamente non lo so’. Tu sai che studio esoterismo da sempre e che per questo mi hai preso in giro una vita” disse Valentina alzando gli occhi al cielo.
“Si lo ricordo perfettamente” le rispose incrociando le braccia al petto.
“Bene, ti sembrerà pazzesco, ma secondo quanto ho studiato, mi sa che mi sono portata qualcosa a casa dal Parco dei Mostri” disse Valentina azzardando un sorriso.
“Oh no, non mi dire, sembra la trama di un pessimo film” disse Stefania lasciandosi cadere sul divano “ e secondo le tue conoscenze come dovremmo comportarci?”
“Dovrei controllare sui libri, ma penso che siano tutti concordi nel dire che si deve esorcizzare la casa” lo sguardo di Valentina era tra il risoluto ed il disperato.
“Un esorcismo, certo, anche questo è fondamentale in un film di terza categoria.”
Stefania rimase in silenzio per qualche minuto, mentre Valentina camminava lentamente per la stanza, pensierosa.
“Ci credi veramente?” disse ad un tratto la donna.
Valentina la guardò fermamente.
“Si”
“Allora facciamolo!” disse l’amica battendo le mani sulle ginocchia “che male può fare? Sempre che non attiriamo roba ancora peggiore, allora sarebbe molto male!” disse sorridendo.
“Mi assicurerò che tu sia al sicuro!” rispose Valentina seria.
Stefania annuì facendole segno di precederla.
Le due amiche si frequentavano da così tanti anni che Stefania conosceva perfettamente quella che lei aveva chiamato stanza magica, ovvero la parte della casa destinata ai libri, oggetti ed erbe che usava nei suoi studi esoterici.
Le due donne entrarono nella stanza che profumava di lavanda e citronella, quando la padrona di casa accese la luce il suo laboratorio esoterico si palesò in tutto il suo disordine.
Vi erano libri aperti su ogni superficie disponibile, vasetti con erbe, candele, gruppi di rametti appesi in ogni angolo.
“Vedo che hai messo a posto dall’ultima volta” le disse sarcastica l’amica.
“Gne gne gne, non ho avuto tempo.”
Valentina si diresse verso una delle librerie e cominciò a tirar fuori diversi tomi che l’amica guardava sospettosa.
“Libro delle Ombre, Magia Pratica 1, La Magia Bianca … sei sicura che non siano tutte fandonie?”
“Hai già fatto questa domanda milioni di volte, se non ti va di aiutarmi posso fare da sola”
“Va bene, va bene. E’ che sono scettica.”
“Lo so perfettamente, ma in tutti questi libri ripetono costantemente che il pensiero è potere, quindi se tu pensi che falliremo …. Bhè … falliremo!”
“Non ti azzardare a dare la colpa a me se non succede niente” disse Stefania sfogliando un libro.
“Dico solo di non pensarci, oppure pensa ad altro: zucchine, la festa del paese, il tuo fidanzato che ti riempie di corna.”
“Ehi! Il mio fidanzato non mi riempie di corna!”
“Certo, certo. Solo tu non ci credi, sono anni che te lo dico!”
“Possiamo concentrarci sull’esorcismo? O mio Dio, l’ho detto veramente?” disse Stefania incredula.
Valentina si voltò verso di lei sorridendo.
“Si!”
Entrambe si misero a ridere e l’animo di Valentina si fece più leggero, tutto sembrava normale, tranne il fatto che Stefania fosse nella sua stanza magica a leggere i libri su cui aveva detto peste e corna per tutti quegli anni. Si sentiva carica e pronta a dare calci nel sedere a quella cosa che aveva deciso di infestargli la casa.

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L'inizio
L'Ombra e la Luce
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Oceanografa a tempo perso, grande lettrice che non disdegna dai classici agli ingredienti dei succhi di frutta. Nutre una grande passione per il Fantasy e in questo periodo, in particolare per il Weird. Avendo personalità multiple adora i GDR e sopratutto i GRV. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2008, ma è ancora in cerca di un editore che la sopporti.
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