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Il Risveglio degli Spiriti – Parte V

La pace l’attorniava, era fuori e dentro di lui.
Si sentiva completo, sereno, niente poteva toccarlo.
Come le sue membra anche lui galleggiava in un posto sicuro, come nel grembo di una madre.
Era così rilassato che per poco non gli prese un colpo quando mani forti lo afferrarono riportandolo a galla.
Sgranò gli occhi e quello che vide gli fece immediatamente capire che era in un mare di guai.
Il bagnino si stava sbracciando per portalo alle scalette della piscina.
“Hei!” gridò cercando di attirare l’attenzione dell’uomo, ma più si dibatteva più quello lo immobilizzava con mosse provate mille volte per portare in salvo un semi-affogato riluttante.
Decise che era meglio lasciar perdere e farsi trascinare.
Quando arrivarono a destinazione guardò l’uomo con ostentata malevolenza.
“Hai finito di trascinarmi in giro?”
Il bagnino sgranò gli occhi e lo guardò come se fosse un alieno.
“Cercavo di farti capire che non stavo annegando! Cosa ti è saltato in mente?”
L’uomo si era tirato su sul bordo della piscina e ora lo guardava con gli occhi socchiusi.
“Stavo facendo il mio lavoro”
“Il tuo lavoro dovrebbe essere quello di impedire alla gente di affogare, non rompere le palle a chi se ne sta tranquillo!”
“Signore, con tutto il rispetto, lei era lì sotto da più di sette minuti!” lo disse sgranando gli occhi.
Max corrugò la fronte, zittito dalla protesta. Era ragionevole pensare che stesse affogando dopo un tempo così lungo, ma come faceva a spiegare al bagnino che lui non poteva morire in acqua? Mestamente scosse la testa.
“Dovevo avvertirla che faccio pratica di apnea, non si sarebbe spaventato”
Il bagnino si alzò per andare alla sua postazione borbottando
“Non ho mai visto nessuno stare sott’acqua tutto quel tempo, ad ogni modo eviterò di soccorrerla in futuro”
Max sospirò e si tirò anche lui fuori. Avrebbe dovuto fare più attenzione, ma quando era in quello stato di calma non riusciva a staccarsene. Aveva dovuto cambiare già due piscine per non attirare troppo l’attenzione e ora avrebbe dovuto mollare anche questa.
Se avesse continuato così non ne sarebbe rimasta neanche una da utilizzare.
Lo stuzzicò l’idea di comprare una villa accessoriata per le sue esigenze, ma quando pensò al suo conto in banca per poco non si mise a piangere.
Si asciugò con l’ampio telo buttando uno sguardo in giro per assicurarsi di non aver attirato le attenzioni sbagliate e rimase pietrificato.
Imponendosi di comportarsi normalmente si distese sulla sdraio a prendere il sole, portando un braccio a coprirsi gli occhi per poter osservare meglio i due cacciatori che lo avevano individuato.
Porca miseria ci erano riusciti e questo non faceva ben sperare.
Per ora la zona era piena di gente, quindi non avrebbero fatto nulla, ma non era detto. Volse lo sguardo sull’acqua consapevole che era necessario un diversivo.
Socchiuse gli occhi incanalando il suo potere.
In un primo momento nessuno se ne accorse, poi la gente cominciò ad avvicinarsi al bordo della piscina innervosita dal mulinello che si era creato. Subito dopo scoppiò il caos.
Le persone urlavano immaginando un risucchio di qualche pompa idraulica che li avrebbe portati ad affogare sul fondo.
Con un sorriso sulle labbra Max raccattò velocemente le sue cose e si infilò nella baraonda di persone che, attirate dalle urla, stavano arrivando da tutte le parti.
Si guardò alle spalle ed emise uno schiocco con la lingua, soddisfatto. I due brutti ceffi stavano cercando di farsi largo tra la folla puntando alla sdraio dove prima era coricato, non si erano accorti dei suoi spostamenti, ma non sarebbe durato molto.
Quella che stava utilizzando era una piscina condominiale, aperta al pubblico la mattina e su cui affacciavano gli edifici del residence. Deciso prese uno dei corridoio che portavano ai blocchi di case, come se fosse uno dei tanti condomini e appena vide uno stanzino per gli addetti alle pulizie ne imboccò la porta.
Fortunatamente non c’era nessuno, quindi poté chiudere la porta a chiave per rivestirsi in tranquillità. Aveva appena finito di indossare l’ultima scarpa quando qualcuno cercò di entrare trovando la porta chiusa.
“Che strano, non è mai chiusa. Jack! Jack! Hai chiuso tu questa stanza?”
Sentì la donna sbraitare dall’altro lato pensando che avrebbe sicuramente attirato l’attenzione dei cacciatori. Si guardò freneticamente attorno e la sua fortuna non si smentì, in fondo alla stanza c’era una finestra. Andò ad aprirla mentre un’altra persona si era aggiunta alla donna e stavano litigando per chi avesse chiuso a chiave quella maledetta porta.
La finestra era piccola e alta, ma poteva passarci.
Si issò su uno scaffale riuscendo ad arrivarci agevolmente, sbirciò fuori e vide che dava sul retro del condominio, verso il giardino e la strada oltre il muretto di mattoni.
“Ehi! E voi chi siete?”
Urlò la donna.
“Stia buona signora, siamo agenti, probabilmente lì dentro c’è un uomo in fuga”
Bella scusa pensò Max mentre si buttava dall’altro lato della finestra dove atterrò agilmente. Sapeva che i due non avrebbero mollato, quindi iniziò a correre verso la strada e dopo aver superato il muro e altri due incroci si infilò in un vicolo per riprendere fiato e monitorare la situazione.
Proprio dall’altro lato della strada i due cacciatori si guardavano attorno per capire da che parte fosse andato.
Si accucciò dietro un cassonetto.
Non era vita quella.
La vecchia lo aveva avvisato che non sarebbe stato facile. Scosse la testa pensando a quanto è strano il destino. Fino a pochi giorni prima era un atleta campione dello Stato, che passava la maggior parte del tempo ad allenarsi a mollo nell’acqua o a spassarsela con gli amici.
Poi aveva incontrato quella vecchia al molo.
E pensare che all’inizio non le aveva creduto!
“Hai un grande dono, potrai padroneggiare lo Spirito dell’Acqua, ma dovrai nasconderti dai malvagi che ti cercano per le loro brame. Se ti prenderanno sarai perduto.”
Max aveva riso della vecchia e sorrise anche ora al ricordo.
Voleva tornare indietro nel tempo solo per farsi spiegare cosa poteva fare per trovare una via di fuga decente, come doveva comportarsi, se c’era un posto sicuro per lui.
Invece era lì, rannicchiato nell’immondizia a nascondersi dai cacciatori. Sospirò e proprio in quel momento sentì i passi nel vicolo.
Sbirciò da sotto il cassonetto e gli venne in mente una bella bestemmia. Uno dei due era entrato a controllare. Si guardò freneticamente intorno, ma non c’era via di uscita perché alla fine del vicolo c’era un muro.
“Jonson vieni, ho visto qualcuno scappare più avanti!”
Sentì i passi veloci che si allontanavano e si abbandonò con la schiena contro la parete lercia.
Aspettò pochi minuti e poi si alzò a controllare mettendo la testa fuori da vicolo. Non si vedevano. Velocemente tornò sui suoi passi mantenendo un’andatura normale in modo da confondersi con i passanti e percorse così tre isolati prima di fermarsi. Dopo un attento controllo si rese conto di averli definitivamente seminati. Doveva cambiare città, era l’unico modo per sfuggirgli, ma se presto non si fosse trovato un lavoro sarebbe stato nella merda. Continuò a camminare senza una meta fino a quando si accorse che il sole stava tramontando. Si guardò attorno rendendosi conto che era dall’altro lato della città.
Mise le mani in tasca e si incamminò verso l’appartamento preso in affitto due giorni prima, aveva fame e il suo frigo era pieno. Il suo cervello stava elaborando velocemente la situazione, doveva trovare una città in cui poter fare qualche lavoretto per mantenersi, ma anche fare qualche ricerca per capire cos’era lui e come poteva risolvere questa situazione così ingarbugliata.
Ci doveva essere una via di fuga, per forza.
Quando si chiuse la porta di casa alle spalle si buttò sul divano senza neanche accendere la luce, ma c’era qualcosa che non quadrava.
Il sesto senso che aveva sviluppato con i nuovi poteri lo stava avvisando del pericolo. Si mise subito in piedi e accese la luce.
Seduta sulla sua poltrona con le gambe accavallate c’era una donna con lunghi capelli biondi e due occhi scuri che lo osservava.
“Buonasera signor Maximilian Twint. Sono qui per aiutarla.”

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Il Risveglio degli Spiriti - Parte IV
Spiriti Vendicativi - Speciale di Natale
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Oceanografa a tempo perso, grande lettrice che non disdegna dai classici agli ingredienti dei succhi di frutta. Nutre una grande passione per il Fantasy e in questo periodo, in particolare per il Weird. Avendo personalità multiple adora i GDR e sopratutto i GRV. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2008, ma è ancora in cerca di un editore che la sopporti.
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