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Recensione di “E vissero? Fiabe horror e dintorni” di Aurora Stella

SINOSSI

Lo sapevate che nella versione originale Cappuccetto Rosso veniva mangiata dal Lupo? E che la Sirenetta non ha mai conquistato il Principe? Aurora Stella si siede con noi attorno al fuoco e racconta fiabe horror di nuova generazione, riportando il genere alle sue oscure origini. Fra incubi domestici, cataclismi e finali multipli, nulla sarà più come prima…

E vissero? Fiabe horror e dintorni” è un’antologia digitale di racconti horror scritti da Aurora Stella, e edita da Panesi Edizioni, disponibile su tutti gli store di ebook. La raccolta comprende dieci racconti ispirati a leggende e fiabe generiche, anche domestiche, riadattate per farne storie ad alta tensione, dove l’orrore, il mistero e il buio stanno dietro l’angolo, proprio dietro l’angolo di casa, o magari nella stanza accanto, presentandosi sotto forma di una lavatrice fagocitatrice, di uomini neri che sbucano dalle ombre, di incubi che non se ne vanno, di squadriglie di scout fantasmi e di alieni invasori. Racconti che mettono in scena situazioni diverse, come ambientazione o genere, ma tutti caratterizzati dalla presenza di “mostri”, da intendersi non (soltanto) come mostri alla Aliens o zombie, ma anche mostri “umani”. Mostri che vogliono il loro spazio, anche e soprattutto a scapito dei protagonisti che, se non sono all’altezza, vengono fatti fuori. E vissero… come? Beh, non tutti felici e contenti. Anzi.

“E vissero? Fiabe horror e dintorni“ - Aurora Stella - Lande Incantate

“E vissero? Fiabe horror e dintorni“ – Aurora Stella

RACCONTI

I VAPORI DELL’INFERNO: il racconto che apre l’antologia è dedicato a una squadriglia di scout che, durante un’uscita, incontra… una squadriglia fantasma, ossia una squadriglia di ragazzi che, tempo addietro, si perse e non rientrò mai e che adesso, si dice, infesta i boschi in cerca di vendetta. La particolarità di questo racconto è che presenta due finali ben diversi, anche se, potremmo dire, sono più due racconti diversi.

SONNO LETALE: dopo una prima parte comune, la storia offre tre possibili finali, diversi non soltanto nel contenuto ma anche nella tipologia di mostro che i protagonisti devono affrontare (alieni, Lucifero e dei mostri antropofaghi). La trama in sintesi: un bel giorno tutti i maschi del pianeta rimangono addormentati, di un sonno innaturale, senza che nessuno riesca a svegliarli. L’umanità sopravvissuta (ossia le donne) si ingegna per andare avanti, riorganizzarsi e scongiurare la minaccia che, come sempre, è dietro l’angolo, come scoprono in fretta le due protagoniste: la scienziata Silvia e sua figlia Miriam.

AD LIBITUM: (il titolo è un’espressione latina che significa “a discrezione, a piacere, a volontà”) un racconto breve ma intenso, con un finale ben costruito. È la storia di una donna che cerca di sfuggire al destino, finché non comprende che ad esso non si può fuggire. C’è un terremoto da evitare, una scadenza da rispettare, una madre da convincere, dei figli da proteggere. Ci prova, tante volte ci prova, fallisce e continua a provare, finché non capisce che potrebbe provarci anche tutta la vita ma il destino troverà sempre il modo di intervenire. Uno dei racconti migliori della raccolta.

CIRCUITO CHIUSO: Chiara e Lorenzo assistono alla progressiva scomparsa dell’umanità, impotenti, senza che nessuno riesca a trovare una soluzione. Poi, una notte, viaggiano indietro nel tempo e si ritrovano alle origini, alle loro origini, e iniziano a pensare che forse qualcosa possa cambiare, che il cerchio possa spezzarsi. Paradossi temporali e volontà di proteggere le persone care sono il binomio che regge il racconto.

IL SEGUACE: racconto che si sviluppa attorno a dei riti satanici, dove non mancano invocazioni, sacrifici e fedi estreme.

LA LAVATRICE: una storia davvero inquietante che farà passare la voglia a tutte le massaie di fare la lavatrice. O, quantomeno, non lasciateci un bambino davanti a osservare l’oblò! Potreste non ritrovarcelo!

NEBBIA: un gruppo di animali senzienti vigila su una famiglia, cercando di proteggerla dall’influenza del Maligno esercitata da una… statuetta porta(s)fortuna. Una storia toccante di amore tra un cane (Nebbia, appunto) e i suoi padroni.

UNA SPLENDIDA GIORNATA: tre cacciatori si ritrovano a pranzo in un ristorante sulle colline fuori Roma, un ristorante molto particolare, arredato con teste imbalsamate di animali e frequentato da un branco di cinghiali. Una strana sagra, quasi un rito, una tempesta e un bus fantasma segneranno la giornata dei tre uomini in maniera indimenticabile.

L’UOMO NERO: il “mostro” è quel boogeyman delle leggende americane, noto in Italia come Babau, spettro evocato solitamente dalle madri per costringere i figli scapestrati a fare (o non fare) qualcosa. Anche la piccola Sara ne ha paura, e teme di avvicinarsi al pozzo dietro casa. Ma quando la violenza che subisce dal patrigno aumenta di intensità, la piccola è costretta a confrontarsi con le sue paure. Chi è, in fondo, l’uomo nero? Quello che vive in fondo al pozzo o quello che condivide il letto con sua madre, molestandola e picchiandola di botte? Un testo di attualità che offre interessanti spunti di riflessione.

INCUBI: Tutti i bambini hanno degli incubi, ma quando sono gli adulti a sognare, quando non riescono più a distinguere il sogno dalla realtà, la situazione si fa preoccupante. Lo sa bene Gloria, che è sul punto di impazzire, passando di continuo da un sogno all’altro, e forse alla realtà.

STILE

“Non si tratta di vera e propria volontà ma di divertimento. Le mie fonti spesso sono sogni, ma anche rielaborazioni personali di leggende metropolitane o episodi che catturano la mia attenzione. Adoro Stephen King, ma anche Poe, Lovecraft ecc. e c’è un po’ di ognuno di loro nei miei racconti.” (Aurora Stella)

Lo stile di Aurora Stella è scorrevole, chiaro, diretto, va subito al sodo, senza tanti giri di parole. È immediato, adatto alla forma del racconto, e in grado di evocare nella mente del lettore l’immagine, e soprattutto la sensazione, di ciò che sta accadendo. Potremmo dire che è cinematografico, accompagnando il lettore, come fosse una telecamera, dentro la scena, svelando assieme gli orrori del mondo.

CONCLUSIONE

“E vissero?” è una bella raccolta, scritta bene e decisamente interessante, disponibile a un prezzo stracciato, che offre racconti variegati, sia come idee che come tematiche trattate. Tematiche che non si limitano al puro edonismo, ma offrono anche spunti riflessivi, su problematiche attuali (il rapporto con gli animali, ad esempio, dalla cui parte l’autrice si schiera con vigore; la violenza sulle donne, certe superstizioni di cui ancora l’uomo è succube), portando il lettore a chiedersi cosa sia, e dove dimori davvero, il Male. Negli alieni, nei mostri leggendari, nei demoni cacciati dal Paradiso o forse nell’animo dell’uomo? Considerando che alcuni di questi racconti si svolgono nei dintorni di Roma (come quelli di “Onirica”, altra raccolta di storie horror di Aurora Stella, ispirate alle leggende metropolitane) la domanda è più che legittima. Al tempo stesso, pur nel quadro a tinte fosche che l’antologia offre, permane una luce alla fine del tunnel, l’autrice nutre ancora speranza. Del resto Silvia e Miriam, le protagoniste di “Sonno letale”, sanno reagire e fronteggiare la grande sonnolenza, e anche Nebbia, la sua compagna e i gatti sono fedeli amici dell’uomo, che fanno il possibile per aiutarlo. Anzi, l’impossibile, poiché spesso l’uomo non se ne accorge. Forse, dopo queste letture, ci faremo tutti un po’ più caso.

(60)

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La vita è ciò che facciamo di essa. I Viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo ma ciò che siamo. (Pessoa)

2 Comments

  1. avatar Aurora ha detto:

    Grazie mille per la bellissima recensione. ..Non me l ‘ aspettavo e mi ha piacevolmente sorpreso

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