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Recensione – Tito di Gormenghast di Mervyn Peake

Tutto era pronto. I partecipanti alla cerimonia sarebbero arrivati a uno a uno, a cominciare dai meno importanti, fino al penultimo, la Contessa, il cui ingresso avrebbe annunciato quello di Mamma Stoppa, arredo mobile quanto mai indispensabile, con in braccio un fagottello del destino, il Futuro della Stirpe, un nonnulla che era Gormenghast, un de’ Lamenti di puro lignaggio, Tito, il settantasettesimo.

Tito di Gormenghast”, pubblicato nel 1946, è un romanzo del poeta ed illustratore inglese Mervyn Peake. “Tito di Gormenghast” ha atmosfere gotiche e surreali, personaggi bizzarri e una trama lenta ma misteriosa ed affascinante. Il capolavoro di uno degli ispiratori di Tolkien.

L’autore: Mervyn Peake

Mervyn Laurence Peake - Lande IncantateMervyn Laurence Peake(1911-1968) fu uno scrittore, illustratore e poeta britannico. Nato in Cina da genitori inglesi, fin da giovanissimo dimostra uno spiccato interesse per la mitologia, la filologia ed i romanzi di Charles Dickens e Robert Louis Stevenson. Approfondisce la propria educazione artistica presso i prestigiosi Eltham College, Croydon School of Art e la Royal Academy, svolgendo successivamente la professione di illustratore negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Peake, pur ottenendo scarso riconoscimento per le proprie doti artistiche, ricevette numerose commissioni: soprattutto scene di guerra per i quotidiani nazionali.

Un altro grande interesse dello scrittore rimaneva la poesia non-sense, primariamente sotto forma di racconti e libri per bambini. Gli anni che vanno dal 1943 al 1948 costituiscono il picco produttivo di Peake: in quegli anni illustra “Alice nel Paese delle Meraviglia” di Lewis Caroll, “Lo strano caso del Dottor Jeckyll e Mister Hyde” di Robert Stevenson e le fiabe dei fratelli Grimm, inoltre pubblica raccolte di poesie ed i primi due libri del “Ciclo di Gormenghast” (il primo uscirà nel 1946).

Dopo un viaggio in Spagna nel 1956, lo scrittore inglese inizierà a dare i primi sintomi di una forma di demenza. Nonostante subisca diversi elettroshock, Peake perde la propria lucidità mentale. Morirà quattordici anni dopo in una casa di cura gestita dal fratello, lasciando il “Ciclo di Gormenghast” incompiuto. I suo romanzi, nonostante avessero riscosso poco successo durante la vita dello scrittore, verranno tradotti in oltre dodici lingue diverse ed ispireranno scrittori come R.R.Tolkien.

La trama: una prigione onirica

Il romanzo è ambientato nel Castello di Gormenghast, un enorme struttura quadrangolare, dove la dinastia dei Conti de’ Lamenti ha governato per secoli, senza mai infrangere le rigide regole dettate dal Maestro delle Cerimonie. L’attuale Conte de’ Lamenti è il melanconico e triste Sepulcrio, incapace di rapportarsi con la bizzarra moglie Gertrude e la figlia quindicenne Fucsia.

Il Conte e la Contessa, nonostante i cattivi rapporti, hanno finalmente un figlio maschio, destinato a regnare su Gormenghast, che viene chiamato Tito. Tito è affidato all’anziana balia Signora Stoppa e viene allattato da una donna del popolo, Keda.

Intanto un ragazzo delle cucine, Ferraguzzo, fugge dal capo cuoco, il terribile Sugna. Lo sguattero inizia ad aggirarsi per il castello e ha occasione di spiare le conversazioni dei de’ Lamenti. Dopo essersi introdotto nell’attico dove la contessina Fucsia trascorre le proprie giornate e aver fatto amicizia con quest’ultima, Ferraguzzo incanta con la propria intelligenza l’eccentrico Dottor Floristrazio e ne seduce la vanitosa sorella Irma. Floristrazio decide di fare del ragazzo il suo assistente.

Ferraguzzo desidera con tutte le sue forze diventare il padrone di Gormenghast e accumulare più potere possibile, sfrutta, perciò, la propria posizione di assistente di Floristrazio per avvicinare Cora e Clarice de’ Lamenti, le rancorose sorelle maggiori del conte Sepulcrio. Grazie alle sorelle de’ Lamenti Ferraguzzo può portare a compimento il piano che si è prefissato: dare fuoco alla biblioteca dove si trova la famiglia del Conte, salvare i presenti e risultare un eroe agli occhi di tutti. Il piano riesce alla perfezione, tuttavia Sepulcrio impazzisce a causa della distruzione dei suoi amati libri e l’anziano Maestro delle Cerimonie muore durante l’incendio.

Barbacane, figlio del defunto Maestro delle Cerimonie e suo successore, impressionato dalla vivace intelligenza di Ferraguzzo, lo assume come proprio assistente.

Dopo la morte del Conte Sepulcrio, divorato dalle civette, Tito assume il titolo di Conte di Gormenghast in un’elaborata cerimonia. Tuttavia, il bambino getta i simboli del suo potere, la pietra e l’alloro nel fiume, suscitando scandalo tra i presenti.

I Personaggi: i prigionieri del castello

Tito de’ Lamenti: settantasettesimo conte di Gormenghast, un bambino di meno di un anno. Figlio di Sepulcrio e Gertrude, rovinerà inavvertitamente la cerimonia del proprio Battesimo.

Sepulcrio de’ Lamenti: padre di Tito e Fucsia. Sepulcrio è un uomo triste e melanconico, che trova rifugio dalle responsabilità che il proprio titolo comporta nella lettura. Incapace di relazionarsi con la moglie e con i figli, perderà la ragione dopo che la sua preziosa biblioteca sarà distrutta in un incendio.

Gertrude de’ Lamenti: madre di Tito e Fucsia e moglie di Sepulcrio. Gertrude è descritta comme una donna imponente, dalla stazza prodigiosa e con particolari capelli rosso scuro. La Contessa vive isolata nella propria stanza, rifiutando di vedere chiunque, figli compresi. E’ circondata continuamente da gatti ed uccelli, le uniche creature che ama veramente. Non è di origine nobile.

Fucsia de’ Lamenti: sorella di Tito, figlia di Sepulcrio e Gertrude. Quindicenne impaziente ed egoista, ma anche estremamente affettuosa e sensibile. Inizialmente odia il fratello minore, ma successivamente si affeziona a quest’ultimo. E’ affascinata da Ferraguzzo. Muore tragicamente.

Dottor Floristrazio: l’eccentrico medico di Gormenghast. Floristrazio è noto per le sue risate e battute di spirito. Nonostante appaia come un uomo sciocco, è intelligente e coraggioso e nutre grande affetto sia per Fucsia sia per Tito.

Ferraguzzo: l’antagonista del romanzo. Ferraguzzo è uno sguattero delle cucina che, grazie alla propria intelligenza ed alle proprie eccezionali doti di manipolatore, risalirà la gerarchia del castello di Gormenghast. Non si fa scrupoli nell’uccidere.

Cora e Clarice de’ Lamenti: sorelle maggiori del Conte Sepulcrio, gemelle. Parte del loro corpo è paralizzato a causa di un incidente di gioventù. Sono gelose di Gertrude e desidero maggiori onori e rispetto dal popolo di Gormenghast. Le ignare pedine di Ferraguzzo.

Un giudizio sul romanzo

In “Tito di Gormenghast” il lettore può facilmente intuire come Mervyn Peake, l’autore, sia stato in origine un pittore: le sue parole, spesso ricercate, appaiono come distese con la punta di un pennello e contribuiscono a creare quella particolare atmosfera di oppressione e soffocamento che permea il romanzo. Inoltre, Peake dimostra una straordinaria abilità nel delineare le figure umane: ogni personaggio appare unico e ricco di particolarità e stranezze che lo rendono più simile ad una persona di carne che ad un archetipo letterario. Nonostante ciò, gli interventi dell’autore sono spesso comici ed irriverenti ed, uniti all’ambiente malsano e ai fatti di sangue narrati, creano un’atmosfera assolutamente surreale.

Lo svolgersi della trama è particolarmente lento, ciò è dovuto essenzialmente alle ricercate descrizioni impiegate da Peake. Se le descrizioni sono in certi casi utili a caratterizzare i personaggi, molto spesso richiedono l’uso di un dizionario per essere comprese dal lettore comune.

La saga di Gormenghast rimane una delle pietre miliari del fantasy moderno, ma non è accessibile a tutti, attingendo a piene mani dalla letteratura gotica e dai romanzi di Charles Dickens.

Le tematiche del romanzo

Tito di Gormenghast - Lande IncantateLa tematica principale del romanzo è l’eterna lotta tra libertà e tradizione: Tito, l’antagonista del romanzo (l’opportunista Ferraguzzo) ed in misura minore la giovane Fucsia cercano di ribellarsi alle oppressive regole del Rituale. Naturalmente solo quella di Tito può definirsi una ribellione positiva, dato che Ferraguzzo mira ad esercitare un controllo totale sul mondo che lo circonda, in un modo che è stato paragonato dai critici all’instaurazione di un regime fascista.

Tito di Gormenghast” non può definirsi un romanzo puramente fantastico, dato che la magia e gli elementi soprannaturali sono quasi del tutto assenti, ma ha invece molte caratteristiche in comune con il surrealismo e soprattutto con il romanzo gotico: il protagonista vero e proprio è il monumentale castello di Gormenghast, che esercita un oscura influenza sulla personalità dei suoi abitanti.

Alcuni critici hanno visto nell’isolamento della monumentale Gormenghast e nelle sue leggi bizantine l’immagine di una società post-bellica (non ha caso le illustrazioni di Peake ricordano le rovine Londra dopo i bombardamenti e i campi di concentramento nazisti). Perciò, “Tito di Gormenghast sarebbe in realtà un romanzo di fantascienza, simile al contemporaneo “1984” di Orwell.

Naturalmente, il romanzo può anche essere interpretato come una critica sociale, destinata a deridere arrampicatori ed arrivisti. Questo è evidente sopratutto nelle figure di Irma Floristrazio, perennemente alla ricerca di un marito facoltoso, e del giovane Ferraguzzo.

Ferraguzzo stesso potrebbe essere inteso come il simbolo del nazi-fascismo che invade l’Europa (Europa stagnante e soffocata dal peso delle sue stesse tradizioni). Se lo sguattero è mosso dal “seme dell’indipendenza”, i suoi desideri vertono intorno al potere personale, non esitando a cambiare faccia a seconda delle circostanze. Promette, infatti, uguaglianza a Fucsia e vendetta alle sorelle de’ Lamenti.

Peake esplora anche il legame tra la follia, il genio ed una creatività destinata a rimanere inespressa: Sepulcrio è destinato ad una vita di sofferenza e solitudine perché ama più i libri che il governo di Gormenghast, il Dottor Fioristazio è considerato da tutti un uomo frivolo e bizzarro per la sua sensibilità e Fucsia incontra una fine fatale nel tentativo di rincorrere i propri sogni.

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Melinoe

Melinoe è una divinità ctonia associata al culto dei morti. Nel tempo libero finge di studiare Lettere Moderne all'università di Bologna. Appassionata di libri fantasy, fumetti e manga, anime, occulto, moda gotica, giochi di ruolo e mitologia. Colleziona tarocchi, ama scrivere ed è patologicamente dipendente dal Nintendo DS

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