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Recensione – “Pink Future” di Michele Botton

SINOSSI

Nell’anno 2114 il 95% del potere economico e politico del pianeta è concentrato nelle mani delle donne che, nel corso del Ventunesimo Secolo, hanno superato gli uomini, non soltanto numericamente ma soprattutto in termini evolutivi. Passata la crisi economica di inizio secolo, e grazie alla scoperta di un nuovo materiale, il neutronio, messo a disposizione dell’umanità, le nazioni della Terra tornano a fiorire, vivendo un rinascimento globale che porta, nell’arco di pochi anni, alla creazione degli Stati Uniti della Terra. Una nazione globale, altamente tecnologizzata, dove gli uomini son relegati a mestieri infimi, di secondo livello, non utili nemmeno più per procreare, in virtù degli sviluppi della tecnologia e della medicina. Uno tra i pochi uomini tenuti in grande considerazione, il Dottor Andrew Brown, insigne professore di cronologia, è un appassionato di letteratura, in particolare raccoglie libri antichi, delle rarità in un Ventiduesimo Secolo in cui tutto è ormai digitalizzato e tecnologico, per questo attrezza un laboratorio segreto per estrarre il libro di un antenato dal passato. Ma qualcosa va storto e, oltre al libro, il Dottor Brown si ritrova a estrarre un uomo in carne e ossa, Johan Sawyer, il responsabile della biblioteca. Per rimediare a questo pasticcio temporale, il professore cerca di nascondere Johan alle indagini del Comitato di Tutela Temporale che si mette subito sulle sue tracce, per aver violato la legge che vieta le estrazioni temporali. Incalzato da ogni lato, è costretto a prendere decisioni impreviste, mentre Sawyer vorrebbe soltanto godersi una vacanza in un luogo (anzi, in un tempo) tutto da scoprire.

Pink Future - Lande Incantate

“Pink Future”, di Michele Botton, Editrice GDS, disponibile in ebook e in cartaceo.

PERSONAGGI

Dottor Andrew Brown: insigne professore di cronologia, un mestiere riservato solitamente alle donne, sintomo di quanto la sua cultura e competenza siano grandi, al punto da essere tenuto in considerazione dal popolo femminile. È molto preciso e attento a quello che fa, certo dell’ineluttabilità del destino. Si ritrova alle prese con una situazione che, nonostante i suoi tentativi di direzionarla, finisce presto per sfuggirgli di mano.

Johan Sawyer: nel 2014 è il responsabile della biblioteca cittadina. Tipo scrupoloso nel suo lavoro, quanto scanzonato nella vita reale. Ama le donne e soprattutto ama corteggiarle, flirtare e divertirsi con loro. Quando viene trascinato nel Ventiduesimo Secolo, anziché impaurirsi, si incuriosisce e vuole saperne sempre di più della vita di quell’epoca.

Zoe Blake: agente del Comitato di Tutela Temporale. Nonostante sia vicina alla cinquantina, sembra una ragazza, merito dei progressi della chirurgia plastica di cui ormai tutte le donne fanno abbondante uso fin dall’adolescenza, per ritoccare i loro difetti. È decisa e determinata, oltre che molto competente, nello svolgimento del suo lavoro, per il quale ha sempre ricevuto encomi. Si mette subito sulle tracce del Dottor Brown, rivelando poi un inaspettato lato di sé più intimo e rilassato.

Anna: analista del CTT, collega di Zoe, lavora dietro le quinte, aiutando il suo superiore.

Callista: amica del Dottor Brown, lavora in una clinica di chirurgia plastica e non ama assolutamente gli uomini, considerandoli dei bifolchi sottosviluppati. Nonostante ciò, possiede buon cuore e non esita ad aiutare l’amico in difficoltà.

Sulla pagina Facebook del romanzo sono presenti commenti dell’autore sui personaggi, in particolare immagini di attori famosi immaginati come interpreti.

TRAMA

La trama di “Pink Future” scorre linearmente, alternando i capitoli dedicati all’estrazione di Sawyer da parte del Dottor Brown, e poi alla loro fuga, a quelli dedicati a Zoe e agli agenti del CTT che indagano su quanto accaduto, presentando, di volta in volta, il punto di vista di Andrew, Johan e Zoe. È una trama che avanza linearmente anche da un punto di visto cronologico, accompagnando il lettore alla progressiva scoperta del Ventiduesimo Secolo e del tentativo di Brown di rimandare Sawyer a casa, senza stacchi temporali. Abbondano le parti descrittive e dialogiche, soprattutto le prime da cui emerge come la società mondiale si sia evoluta nel corso dell’ultimo secolo. Non mancano le innovazioni tecnologiche del nuovo secolo, come i robot, ormai presenti in ogni aspetto della vita, i mezzi di trasporto autonomi, i maggiordomi elettronici e innovativi strumenti di comunicazione. Sullo sfondo, una società del benessere che, però, ha raggiunto quest’obiettivo a spese della privacy e di un sempre più invasivo utilizzo della tecnologia che permette l’immediata localizzazione di ciascun individuo. Una trama che, da questo punto di vista, porta anche a riflettere e a chiederci quanto sia “giusta” quest’intrusione tecnologica nella vita di ognuno.

STILE

Lo stile è semplice e di piacevole lettura. Contrariamente ad altri autori emergenti, Michele Botton non si fa prendere dalla smania di apparire, rifiutandosi di infarcire il romanzo di paroloni o di espressioni ricercate, preferendo un linguaggio chiaro, in alcuni punti colloquiale, diretto con il lettore, senza troppi giri di parole. Molto ricche le descrizioni, soprattutto quelle relative alla storia del pianeta nel corso del Ventunesimo Secolo e ai progressi e mutamenti tecnologici e sociali. Non mancano le spiegazioni di ogni evento, punto su cui era possibile sfoltire un po’, lasciando di più all’immaginazione del lettore.
I colpi di scena sono presenti, soprattutto a fine capitolo, e coinvolgono chi legge nella narrazione, stuzzicando la sua curiosità. Il finale è originale e anche sprezzantemente ironico, soprattutto alla luce dei discorsi sull’immutabilità del fato.

Pink Future - Lande Incantate

CONCLUSIONE

“Pink Future” è il romanzo di un esordiente, che ripropone un tema ben noto, i viaggi nel tempo, sullo sfondo di una società distopica. Fin qui, niente di nuovo. L’originalità sta però nel mondo che l’autore ha costruito, dominato dalle donne, con il maschio relegato al ruolo di cagnolino da tenere al guinzaglio, trovando il punto di forza in una trama che, nella sua semplicità, scorre tranquilla fino alla fine, senza incasinare la mente nel lettore in ingarbugliate sottotrame. Certo, chi ama le trame complesse, con mille personaggi (alla George Martin style) risulterà deluso. Alcuni conflitti e problemi sono risolti forse in maniera un po’ ingenua, alcune spiegazioni potevano essere snellite, lasciando di più all’immaginazione, ma nel complesso è un romanzo che funziona e invoglia il lettore a proseguire nella lettura. La conclusione, inoltre, non è stucchevolmente scontata.
Dispiace però vedere che la casa editrice non ha ben curato l’editing, essendo presenti numerosi refusi, che rendono la lettura fastidiosa.

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