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Recensione “Ostilium” di Stefano Mancini

Recensione “Ostilium” di Stefano Mancini

Ostilium” è l’ultimo romanzo di Stefano Mancini, edito da Dark Zone. Si tratta di un dark fantasy autoconclusivo che affronta il tema dei demoni. L’Ostilium è infatti un portale, che separa il mondo in cui vivono i protagonisti da quello in cui sono stati confinati. Un sigillo, in pratica, che col tempo sta perdendo potere. Per questo motivo un’inaspettata combriccola di personaggi si mette in moto, per prevenire la distruzione del sigillo e l’invasione da parte dei demoni. Riusciranno in quest’ardua impresa?

La magnifica copertina è stata disegnata appositamente da Mauro Dal Bo.

SINOSSI

Giunto a Vidaara il ricco mercante Galor viene accusato di un crimine spregevole e giustiziato. Ma quando il boia prepara il corpo per la sepoltura, scopre qualcosa che getta ombre su una morte piena di ambiguità. Chi ha ordinato quell’uccisione? Per quale motivo? E che cosa c’entra l’Ostilium, la “Porta dei demoni”? Al boia, accompagnato da due improbabili alleati, il compito di trovare le risposte. E forse anche quello di difendere il mondo da un male antico e senza volto.

“La lotta ai demoni ha richiesto un prezzo elevatissimo. Decine di cercatori che mi hanno preceduto sono morti e io ora rimango l’ultimo depositario di tutta la loro conoscenza. Se fallisco io, non ci sarà più nessuno a portare avanti la nostra missione. Quando Galor è morto, ho visto questi ultimi vent’anni passarmi davanti agli occhi in un istante e ho quasi sentito le anime dei cercatori che mi avevano preceduto gridare il loro dolore e la loro rabbia.”

PERSONAGGI

I personaggi di “Ostilium” sono decisamente originali. Infatti non troviamo i soliti cavalieri, maghi o avventurieri, bensì un oste, un boia e una guida (che più che guida è una ladruncola che cerca di sopravvivere) che si ritrovano sobbarcati dal peso di salvare il loro mondo. Poi ci sono i demoni e misteriose figure nell’ombra, che scoprirete cammin leggendo. Gli adorati elfi e nani, protagonisti delle Cronache di Mhur (la splendida saga di Stefano Mancini), in questo romanzo sono ai margini della vicenda.

L’oste: Keldrak ha combattuto anni addietro una grande battaglia contro i demoni, assieme al boia, poi si è ritirato e dedicato a una vita tranquilla, nella sua locanda, dove ogni tanto scoppiano risse. Adesso, dopo la morte del mercante Galor, egli è l’ultimo che possa occuparsi dell’Ostilium e portare a termine la missione della Setta dei Cercatori. Deciso, determinato, non si fermerà di fronte a niente pur di raggiungere l’obiettivo.

Il boia: personaggio senza nome, identificato solo come “il boia”. Per anni ha tagliato teste nella cittadina di Vidaara, un lavoro monotono e un po’ inquietante, che col tempo ha corroso il suo spirito, soprattutto quando si trova di fronte il cadavere di Galor. Un po’ per evadere dalla routine quotidiana, un po’per sete di avventura e per la generosità del suo animo, che gli impone di aiutare l’amico Keldrak e salvare il mondo, decide di seguire l’oste nella sua impresa. Col tempo giunge a crederci davvero nella necessità di chiudere l’Ostilium, dimostrando uno spirito di sacrifico a dir poco encomiabile.

La guida: Blythe, l’unico personaggio femminile del romanzo. Tosta, spavalda, furbetta, abile a guerreggiare, vuole accompagnare i due compagni attraverso il Thyrsos e l’Eldorath, per oro e guadagno. In realtà, scopriremo, nasconde un fine più complesso. Un personaggio interessante, pieno di sofferenza e silenzio, e di ricordi scomodi da cui non riesce a liberarsi, che aggiunge spessore ai già complessi protagonisti creati da Stefano Mancini.

I demoni: i simpatici mostriciattoli che vogliono invadere il mondo. La maggior parte è confinata oltre l’Ostilium, in un inferno creato ad arte per ospitarli, ma qualcuno è rimasto da questa parte e le loro scorribande terrorizzano i villaggi e le città degli uomini.

Altri: il governatore Dankmar, Korel, il capitano delle guardie, Thorje, l’ubriacone e molti altri. Amici e nemici, alleati o infingardi traditori.

STILE

Lo stile di Stefano Mancini è, come sempre, ben curato. Con una padronanza completa della lingua italiana, ci regala una nuova avventura fantastica, senza esimersi dall’andare a fondo negli animi dell’oste e del boia, degli umani e dei demoni, di chi sta di qua e di chi sta di là dell’Ostilium, mostrandoci tante varietà quanti sono gli sguardi di chi osserva. Una narrazione fluida e scorrevole, adatta per tutte le età.

“La vita non è una linea retta, è costellata di bivi e diramazioni. Ogni giorno ci si presenta la possibilità di scegliere una strada invece di un’altra. E sono quelle scelte a determinare il nostro futuro. Quei tre hanno fatto le scelte sbagliate, hanno osato mettersi contro di me e per questo ne pagheranno le conseguenze. La pietà è un sentimento che non comprendo e che lascio ai deboli. Io non ne avrò.”

CONCLUDENDO

“Ostilium” è un romanzo originale, che non mette in scena i soliti elfi e nani, né cavalieri o stregoni, tipici di molti romanzi fantasy, bensì due personaggi solitamente marginali: un oste e un boia, a cui si aggiunge la stramba guida che li porterà lontano. Due personaggi ben caratterizzati, ciascuno con le sue motivazioni per andare avanti, ciascuno con i suoi progetti e ideali. Una trama semplice, che nasce dalla missione di (ri)chiudere il varco tra i mondi, ma ostacolata da vari intoppi, come nelle migliori avventure: liti nelle locande, guerrieri spavaldi e ubriachi, spie e informatori, demoni spietati e traditori. Non mancano azione, avventura, battaglie, ma anche colpi di scena, che vi terranno incollati fino all’ultima pagina.

Un romanzo con un finale particolare, che tutti ricorderanno, diverso come struttura da molti altri romanzi. Un romanzo sulla forza del male e sulla necessità di combatterlo, di lottare per vincerlo, anche a costo di sacrifici e sofferenza. Perciò, preparatevi per il viaggio, riempite lo zaino e seguite Keldrak e il boia, ma occhio ai demoni. Potrebbero essere già tra di noi! 🙂

 

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