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Recensione – Obsidian – Serie Lux#1 di Jennifer L. Armentrout

«Ah, sono proprio contenta. Era ora che uscissi dal guscio.»
Non sapevo di averne uno.

Titolo: Obsidian
Serie: Lux #1
Autore: Jennifer L. Armentrout
Editore: Giunti
Pagine: 336
Prezzo: Copertina rigida 10,20€ – Brossura 5,87€ – ebook 4,99€
Reperibilità: Online e in libreria

 

 

«Nessun ragazzo ti ha mai detto che sei bella?».
Non era il primo a farmi un complimento, ma era la prima volta che m’importava.

DAL WEB

Kathy è una blogger diciassettenne con un grande sense of humour, si è appena trasferita in un paesino soporifero del West Virginia, rassegnandosi a una noiosa vita di provincia, noiosa finché non incrocia gli occhi verdissimi e il fisico da urlo del suo giovane vicino di casa. Daemon Black è la quintessenza della perfezione. Poi quell’incredibile visione apre bocca: arrogante, insopportabile, testardo e antipatico. Fra i due è odio a prima vista. Ma mentre subiscono un’inspiegabile aggressione, Daemon difende Kathy bloccando il tempo con un flusso sprigionato dalle sue mani. Sì, il ragazzo della porta accanto è un alieno. Un alieno bellissimo invischiato in una faida galattica, e ora anche Kathy, senza volerlo, c’è dentro fino al collo. Salvandola, l’ha marchiata con un’aura di energia riconoscibile dai nemici che li hanno aggrediti per rubare i poteri di Daemon. L’unico modo per attenuare questo pericoloso marchio è che Kathy stia più vicina possibile a Daemon. Sempre che lei non lo uccida prima…

Si regà, lo so, già leggendo questa trama ogni accanimento sembra superfluo…ma sapete quanto io adori i libri balordi.

«Tua sorella si comporta come se fosse colpa sua.»
«Non le piace quando le persone soffrono» disse in tono gentile. «E chi ci sta intorno soffre spesso.»

Si confermo, anche io più di una volta ho sofferto nel leggervi.

Ogni tanto sento il bisogno di leggere un libro balordo, qualcosa che so già mi farà ridere, venir voglia di aggredire fisicamente i personaggi e odiare più del solito il sistema editoriale che incoraggia certe porcherie. Ci vuole, ogni tanto ci vuole.

Devo ammettere che Fallen (la perla che ho recensito QUI) è ancora il balordo imbattuto, ma questo ci è andato vicino.

PREMESSA

Vi incollo la stessa premessa presente nella recensione di Fallen, visto che ci andrò giù pesante anche stavolta:

Non ho dimenticato cosa vuol dire essere adolescenti, confusi e con gli ormoni a mille. Ho alle spalle talmente tanti film mentali e amori platonici da poter scrivere un libro (no, non lo scriverò), tuttavia, quando questo lato adolescenziale viene portato all’estremo, stereotipato, trattato con superficialità e spacciato come se fosse una cosa normale, e soprattutto quando si punta alla bassa autostima delle lettrici adolescenti per farle immedesimare, allora lì mi girano le balle, e do il peggio meglio di me.

Il mio animale spirituale durante l’adolescenza.

PERSONAGGI

C’era qualcosa che non andava in quel ragazzo.
In tutti loro.

Confermo di nuovo. Anche solo definirli personaggi penso sia azzardato. Ci troviamo davanti ad degli stereotipi ripieni di banalità e squallore.

Campanellino sotto anfetamine – Dee

I raggi del sole le creavano un sorta di aura intorno alla chioma scura e sulle labbra aveva un sorriso birichino.
Sembrava la regina delle fate. O Campanellino sotto anfetamine, visto quant’era agitata.

Visto il via libera alle similitudini balorde, io la definirei più come un incrocio tra una strafiga e un My little pony.

Li conosco solo per esigenze lavorative, giuro.

Questa tipa sembra uscita dal cilindro, ha ancora il cartellino al cervello. Scopre che la protagonista, appena trasferita di fronte, ha la sua età, la insegue fino al supermercato e decide di adottarla prenderla come sua migliore amica forever. E guai a chi rovina i suoi progetti, altrimenti questa aliena cazzutissima che ha viaggiato anni luce nell’universo si metterà a piangere ogni due minuti.

«Daemon, non fare così» bisbigliò Dee mentre gli occhi le si riempivano di lacrime. «Ti prego, lei mi piace
E l’imprevedibile accadde. Daemon la guardò con tenerezza. «Dee…»
«Ti prego» ripeté lei, saltellando sul posto come una bambina, una scena piuttosto buffa considerato che era altissima. Avrei voluto picchiarlo, quell’idiota, per averla costretta a elemosinare un po’ d’amicizia.

Solo a me sembra una bambina che cerca di convincere il padre a prendergli un furetto alla fiera? In tutto il libro è sempre così. A livello narrativo, funge solo da collante tra la protagonista e il figo.

Il cattivone cucciolotto mezzo nudo – Daemon

Per un attimo non feci altro che fissarlo. Era il ragazzo più bello che avessi mai visto ma anche uno stronzo totale. Figurarsi.

Lui è il figo di turno, bellissimo, stronzo come pochi, squallido, sempre mezzo nudo e piatto come un foglietto. Eppure vi posso assicurare che, fra i tre, è quello che ha più cervello. Immaginate.

Sempre mezzo nudo
Cattivone, ma con un cuore

 

La bambola stupida – Katy

Avere finalmente il collegamento a internet era meglio che sentirsi chiedere il numero di telefono da un bel ragazzo.
Su questo, non avevo dubbi.

Come sempre, vi ho lasciato il meglio per ultimo: la protagonista furetta, stupida e antipatica da morire.

LUCE VS KATY

Il paragone con Luce, la protagonista di Fallen e personaggio balordo ancora imbattuto, sorge spontaneo. Con Luce ti rendi subito conto che non ci arriva proprio, che è fatta così, con un cervello sgonfio e ne è del tutto inconsapevole. È come affezionarsi ad un cane che considera la sua coda un nemico. Luce è talmente limitata che alla fine la prendi in simpatia, ma Katy no, lei è proprio da prendere a secchiate d’acqua in faccia, a colpi in testa e lanciargli addosso qualsiasi cosa perché, oltre ad essere antipatica da morire, dà l’idea di avere una minima intelligenza di base ma che, per qualche motivo, decida di non usarla MAI.

Giusto per rafforzare il concetto, userò come titoli le frasi che questo romanzo mi ha fatto dire più spesso. (Sì, io parlo con libri, computer e televisore.)

«A QUESTA TRA UN PO’ SERVIRÀ UN COLLIRIO.»

«NO VABBÈ MA IO TIFO PER I CATTIVI, FATELA FUORI»

«MA QUANTI ANNI HAI?»

«QUESTA NON STA BENE»

«LUI HA UNA GRANDE PAZIENZA CON LEI EH, C'È DA DIRLO.»

«MA LI CONOSCI DA 5 MINUTI!»

«MA COM'È CHE OGNI SCENA SI TRASFORMA IN UN PORNO?»

«ORMONI, ORMONI OVUNQUE»

«VEDO CHE IL LIVELLO DELLA CONVERSAZIONE È ALTO»

TRAMA CHE VABBÈ…QUALE TRAMA?

Non avevo voglia di andarmene, non volevo abbandonare quell’angolo di mondo che ci eravamo ritagliati, l’unico posto in cui non litigavamo e non ci detestavamo.

Questo romanzo si può tranquillamente riassumere in un Twilight versione alieno, più squallido e scritto peggio.
L’autrice secondo me non aveva le idee chiare su cosa far succedere, quindi ha pensato bene di dare ai suoi personaggi alieni ogni potere esistente, per non togliersi nessuna possibilità. Non scherzo se vi dico che questi tizi posso fare qualsiasi cosa. È molto rischioso creare dei personaggi del genere, perché meno un personaggio ha limiti, più è difficile creare una trama che regga. Ma qui ci sono lacune elementari, quindi penso ci stiamo preoccupando per nulla.

«Noi veniamo da un pianeta oltre Abell.»
«Abell?»
«La galassia più distante dalla vostra, circa tredici miliardi di anni luce da qui.
Il nostro pianeta dista un’altra decina di miliardi di anni luce da lei. Voi umani non possedete telescopi o shuttle abbastanza potenti da vederla o raggiungerla. Né mai li avrete.» […] La nostra casa non esiste più. È stata distrutta quando eravamo piccoli. Per questo abbiamo dovuto andarcene e cercare un pianeta compatibile col nostro in quanto a cibo e atmosfera. Non che ci serva ossigeno, ma male non fa. Abbiamo dovuto imparare a fingere di respirare e ormai non ci facciamo più nemmeno caso.»

E miliardi e miliardi di anni luce paro paro la Terra avete trovato? Niente di più vicino?

«Eravamo troppo piccoli per conoscere il nome della galassia a cui appartenevamo e nemmeno sentivamo il bisogno di saperlo. Ma io me lo ricordo. Si chiamava Lux. E noi siamo i Luxen».
«Lux… significa luce.»

E quindi questi alieni lontani lontani come lo conoscono il latino?

«Se venite da un pianeta distante milioni di anni luce… allora avrete anche impiegato milioni di anni ad arrivare…» Il prof di fisica sarebbe stato fiero di me.
«No. Come avrai capito quando ho fermato quel furgone che stava per investirti, siamo in grado di piegare il tempo e lo spazio. Non so come funzioni, so solo che ci riusciamo.
Alcuni meglio di altri.»
Per quanto stentassi a crederci, non lo interruppi. Come aveva detto, ero stata testimone di fatti impossibili, perciò non ero la persona più adatta a giudicare.

Ma qui si tratta di logica, non di giudizio. Se questi possono piegare il tempo vuol dire che possono fare qualsiasi cosa, e quindi tutto quello che è accaduto finora potevano evitarlo.

«Sono i nostri nemici giurati.
Praticamente gli unici che abbiamo.
Loro sono come noi, ma all’opposto.
Vengono da un pianeta gemello. E hanno distrutto il nostro.[…]»

“Nemici giurati”? Oh poveri noi…

La trama era talmente debole che io ho finito per interessarmi alla protagonista e a tutti i suoi modi creativi per finire dei guai ed essere corcata di botte da chi capita. E anche queste scene erano tutte già viste e sentite.

«Tu mi mandi in bestia» sbottò Daemon con lo sguardo carico di frustrazione. «Quel tizio non ha una buona reputazione. Vorrei solo che stessi attenta.»
Lo fissai per un istante. Che fosse sinceramente preoccupato per me?
Quella eventualità non fece in tempo a balenarmi in testa che subito la scartai.
«Non mi succederà niente, Daemon. So badare a me stessa.»

E secondo voi non è telefonato ciò che succederà?

Spoiler

STILE

Nella mente mi risuonavano le parole d’incoraggiamento preferite di mio padre. «Su, Kittycat, non guardarti vivere.» Raddrizzai le spalle. Papà non si era mai guardato vivere…

NARRAZIONE PIGRA E BLANDA

Raramente mi sono trovata davanti ad uno stile così becero. Raccontato come se piovesse, punteggiatura a caso, espedienti beceri e banali, descrizioni inesistenti o messe nel posto sbagliato e, quando ci sono non sono, per nulla efficaci. Davvero tremendo.

«Ah, quindi non siete di qui nemmeno voi?»
Il sorriso le morì sulle labbra e distolse lo sguardo. «No, non siamo di qui.»
«I tuoi si sono dovuti trasferire per lavoro?» chiesi, anche se non riuscivo proprio a immaginare che carriera si potesse fare in un luogo del genere.
«Già, lavorano giù in città. Non li vediamo molto.»
Ebbi l’impressione che non mi stesse dicendo tutto.

Che arguzia, mamma mia.

Eppure non riuscivo a togliermi dalla testa l’impressione che mi stesse sfuggendo qualcosa. E che in qualche modo c’entrassero i gemelli.

Sempre più arguta.

Il mio riflesso mi fissava dallo specchio, mentre me ne stavo lì con un costume da un lato e uno dall’altro. Quella ero io: capelli castano chiaro, lunghi fino a metà schiena; occhi marroni, non magnetici ed espressivi come quelli di Dee; labbra piene, ma non belle come quelle della mamma.

Classica scena dello specchio per descrivere la protagonista.

Scavalcando un altro albero sradicato, vidi apparire davanti a me una radura, al di là degli alberi.
«Benvenuta in paradiso» disse con un ghigno sardonico sulle labbra.
Ignorandolo, feci ingresso nella radura. Ero stupefatta. «Wow. Questo posto è meraviglioso.»
«Già.» Daemon era in piedi accanto a me, con una mano si riparava gli occhi dal riverbero del sole sull’acqua.
Si capiva che quello era un posto speciale per lui. Ero contenta. Gli posai una mano sul braccio e lui si girò a guardarmi. «Grazie di avermici portata.»

Ma non dimenticate qualcosa? La descrizione!

La radura era attraversata da un ruscello che si gettava in un piccolo lago naturale. La sua superficie s’increspava al soffio del vento. Al centro spuntava un gruppetto di rocce piatte e lisce. Per puro caso il prato intorno al lago formava un cerchio perfetto, ricoperto d’erba bassa e fiorellini selvatici.
Tutt’intorno regnava una gran pace.

E che descrizione poi… ma da dove parte questo ruscello? Non hai sentito il rumore dell’acqua?

Forse stavo già dormendo, quando sentii la voce di Dee, lontana e attutita.
«Io l’avevo avvertita.»
«Lo so.» Pausa. «Non preoccuparti.
Questa volta non permetterò che accada nulla di male. Te lo prometto.»
Silenzio, seguito da altri bisbigli.

Altro cliché del protagonista che sente discorsi importanti fingendo di dormire…

Daemon si sporse rapidamente inavanti e mi posò una mano sul ginocchio. M’immobilizzai. I suoi occhi mi fecero loro prigioniera.

Ma che banalità.

Ci fermammo appena prima di oltrepassare le porte a vetro appannate e
Simon mi diede un abbraccio strano.

E come sarebbe un abbraccio strano?

Si avvicinò. Esssistono torture ben
più convincenti di quelle fisssiche.
Forse è di quessste che hai bisssogno…

Attenzione ci sta anche il cattivo sibilante.

La morte era davvero piena di sofferenza, rabbia, disperazione. Non c’era pace. Era così ingiusto… dopo tutto quello che avevo passato avrei tanto voluto sentirmi cullare da braccia calde, rivedere mio padre…

Ma perché l’autrice perde tempo con queste scene di finta morte quando ha scritto il libro in prima persona…? Lo sappiamo che non muore se sta raccontando lei!

PUNTEGGIATURA A CASO

Ma basta!!! Cominciavo a chiedermi se non avessi scritto «idiota» in fronte.
La tensione si tagliava col coltello, e tutto per colpa mia. Era assurdo, io quello non lo conoscevo nemmeno.

Credo che lo stile di questo romanzo si possa definire un diario Smemoranda scarabocchiato da una dodicenne. Punteggiature assurde, parole allungate… Tremendo.

Ho dovuto portarti via in braccio.»
«Per tutto il tragitto?» Accidenti. E me l’ero perso?! «E… l’orso?»

«Ho dato un’occhiata al tuo blog.»
Oh – Madre – Santissima. L’aveva cercato? E, cosa ancora più incredibile, l’aveva trovato!? Era googleabile? Che figata pazzescaaa!

«Allora quanto ci vorrà prima che questa macchia inizi a svanire?» E d’istinto i miei occhi si incollarono di nuovo a lui. Che fastidio…!

Daemon si sollevò su un gomito, senza smettere di guardarmi. Poi fece un profondo respiro. Ora che aveva messo a fuoco la situazione sembrava quasi sul punto di incolparmi per quella momentanea – e dolcissima! – perdita di concentrazione.

«Puoi scordartelo, bello.» Avanzai puntandogli un dito addosso. «Neanche se fossi l’ultimo… mmm, non posso dire neanche “uomo” sulla faccia della Terra!!!»

Ovviamente non significava che fosse diretto per forza qui, ma era molto, moooolto probabile.

FINALE

Non c’è una trama, figuriamoci il finale. Tutto si basa sull’inciucio tra i due furetti, trascinato fin troppo pur di dare alle lettrici furette un motivo per comprare il seguito. Mi stanno talmente sulle balle che penso aspetterò un po’ prima di leggere il prossimo della saga.

CONCLUSIONE

Credo di aver finito gli insulti per questo romanzo, quindi li ripeterò: Balordo, squallido, straripante di ormoni, punteggiatura tremenda, narrazione sciatta, protagonista talmente stupida da farti tifare per i cattivi che la pestano, figo di turno dello spessore di un foglietto, sorella MylittlePony, nessuna trama. Non lo consiglio nemmeno per divertimento, visto che è più il nervoso a venire fuori, molto meglio Fallen e quella povera creatura limitata di Luce.

Voto: 1/10

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Phèdre Banshee

Phèdre Banshee è un esserino fuori da ogni logica. Tutti i giorni attraversa il tempo e viaggia nei mondi per scrivere, sul suo grande libro, storie tragiche ma divertenti. Ha molte maschere, di cui ha la massima cura. Le guarda appese in ordine sulle pareti e ne sceglie una diversa ogni mattina, a volte anche più di una. Ne tiene una sul viso e l’altra in tasca, masticando Luoghi comuni. A chi? Non si sa. Il suo aspetto più frequente è quello di una vecchia gobba e sciatta che ondeggia tra la realtà e la pazzia, ma i denti sono sempre perfetti, perché su certe cose non scherza. Quando non è in giro a raccogliere storie, le piace leggere libri fantasy contemporanei e i vari sottogeneri; giocare ai videogame, in particolare i gdr; guardare film e serie tv per poi lamentarsi a voce alta con la tv quando i personaggi fanno qualcosa di stupido o sono troppo sdolcinati.

6 Comments

  1. avatar Fabio ha detto:

    WOW voto 1/10 XD
    Per me vince quello che pensi su Katy: “È come affezionarsi ad un cane che considera la sua coda un nemico” ahahaha

  2. avatar Federico Luchetti ha detto:

    MA, colpo di scena se la protagonista morisse davvero e il resto del libro fosse stato pagine bianche, dato lo spessore psicologico dei personaggi forse era la scelta letteraria migliore.
    Comunque è stato come sparare sulla croce rossa, ma in guerra e in letteratura non si fanno prigionieri XD
    Bel lavoro come sempre!
    ps. un abbraccio strano: https://www.google.it/url?sa=i&rct=j&q=&esrc=s&source=imgres&cd=&ved=0ahUKEwi_gNy-sdbUAhWKWBQKHWYSCHQQjBwIBA&url=https%3A%2F%2Fcdn.someecards.com%2Fsomeecards%2Ffilestorage%2Fawkward-embrace-thanks-ecard-someecards-share-image-1479833035.png&psig=AFQjCNH9insnvBCbJf7BFPnJCoVxXjgrWA&ust=1498390435748189

  3. avatar Elena ha detto:

    Sono morta dalle risate per tutto il tempo, mi mancavano le tue recensioni distruttive. Tra campanellino sotto anfetamine, i due furetti e tutto il resto secondo me come balordaggine batte anche Fallen! ps: Voto come gif più bella quella della vida loca, anche se tutte quelle a tema “trauma cranico” meritano

  4. avatar Monica ha detto:

    È sempre bello leggerti 😉

  5. avatar wren ha detto:

    Che dire, ho riletto questo libro dopo un po’ di tempo, è ho anche completato tutta la serie, mi mancavano un po’ di libri tipo il prequel, il pov di daemon, lo spin-off. Mi è piaciuto, il primo libro è la tipica storia d’amore tra un ragazzo un po’ stronzo, ma in fondo buono, che in questo caso si rivela essere un alieno, e una ragazza tranquilla, ma con carattere, un po’ testarda forse. Entrambi i protagonisti sono a volte indisponenti e non proprio amabili, anzi diciamo proprio che Daemon mi fa proprio arrabbiare a volte, nonostante io non sia una femminista sfegatata. Però tutta la storia è molto carina. La verità è che ho trovato gli ultimi due libri della serie Lux molto più avvincenti e per cui ho rivalutato poi tutta la trama.

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