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Recensione – Malice. La guerra degli dei. La fede e l’inganno di John Gwynne

Sinossi

Le terre d’Esilio hanno un passato violento, in cui eserciti di uomini e di giganti si scontravano in battaglia, scurendo la terra con il sangue nero dei loro cuori. Anche se i clan dei giganti sono stati spazzati via in ere ormai remote, le loro fortezze in rovina continuano a segnare come cicatrici la terra degli uomini. E ora i giganti riprendono a mostrarsi, le pietre piangono sangue e cominciano a spargersi voci di avvistamenti di wyrm giganti. Coloro che sono ancora in grado di leggere i segni vi vedono l’annuncio di una minaccia ben più grande delle antiche guerre. L’alto re Aquilus convoca un concilio con i re degli altri stati, cercando di formare un’alleanza per affrontare i tempi oscuri che si profilano all’orizzonte. Alcuni di loro si mostrano scettici: combattono già le loro schermaglie di frontiera contro pirati e giganti. Ma la profezia indica che l’oscurità e la luce esigono due campioni, il Sole Nero e la Stella Lucente. E farebbero bene a cercare entrambi, perché se il Sole Nero dovesse guadagnare potere, le speranze e i sogni dell’intera umanità cadrebbero in rovina. Il primo volume della saga “La fede e l’inganno”.

StileMalice - La guerra degli dèi - John Gwynne (Cover italiana) - Lande Incantate

Lo stile è semplice, la lettura è sempre scorrevole, non si ha difficoltà a seguire i personaggi. I combattimenti, molti già da questo primo libro, sono ben descritti e senza accorgerti ti ritrovi a parteggiare per una fazione piuttosto che per l’altra. Le descrizioni, in generale, sono ben fatte e non si ha nessuna difficoltà ad immergersi nell’ambientazione.
Il libro è narrato attraverso punti di vista dei vari personaggi, approccio molto in voga negli ultimi tempi, che a me non dispiace e permette di apprezzare la storia da diverse angolature. C’è però qualche sbavatura, alcune volte quanto l’autore segue un punto di vista spiega anche cose che in realtà il personaggio non potrebbe sapere. Comunque questo problema accade di rado e non mi ha particolarmente infastidito.

Personaggi

Una nota positiva del romanzo è sicuramente la presenza di molti personaggi, ognuno dei quali molto ben caratterizzato, forse alle volte c’è qualche sfumatura troppo marcata che rende alcuni aspetti dei loro caratteri un po’ stereotipati, ma nel complesso sono tutti riusciti piuttosto bene. Io posso dire che mi sono affezionata un po’ a tutti loro, come scoprirete nel resto della recensione.

Corban è uno dei protagonisti indiscussi di questo primo libro, lo vedremo diventare un uomo e un guerriero mentre le pagine scorrono via. Ho molto apprezzato la crescita continua di questo personaggio, nonché il suo carattere. Uno dei suoi tratti distintivi è la forte capacità di discernere giusto e sbagliato e di seguire le proprie opinioni senza lasciarsi influenzare.

Evnis cresciuto all’ombra del fratello maggiore è consumato dal rancore, accecato dal potere e animato dal desiderio di vendetta. Evnis è forse uno dei personaggi più oscuri del romanzo, ma non perché sia particolarmente potete, ma perché con lui lo scrittore ci mostra quanto può essere miserabile un uomo debole, animato solo da sentimenti negativi.

Veradis abile spadaccino, uomo d’onore e prima-spada di Nathair. Ragiona poco con la testa è tutto istinto e cuore, forse è un po’ troppo leale per rendersi conto di quanto davvero gli accade intorno. Mi piace questo personaggio, il lettore si ci affeziona subito, è uno dei POV che più preferisco.

Cywen indomita e coraggiosa, è la sorella di Corban al quale è molto affezionata. In realtà in questo primo libro si conosce poco di lei, perché non sono molti i capitoli dal suo punto di vista, ma si evince subito la sua irascibilità e la sua attitudine a cacciarsi nei guai.

Kastell è forse il personaggio che già dalle prima pagine del libro si trova in una posizione scomoda grazie ad un cugino che non perderà occasione per sbarrargli la strada. Un po’ insicuro e molto discreto, purtroppo si lascia governare dalle sue emozioni e desiste un po’ troppo facilmente.

Camlin è un bandito, un ladro e un’assassino, tuttavia non ama uccidere donne e bambini (che tenerone!). Rappresenta una figura molto particolare all’interno del romanzo, con una propria storia che a me è piaciuta anche se un po’ prevedibile…

Oltre ai personaggi elencati, che sono quelli di cui seguiamo il punto di vista, ve ne sono degli altri molto importanti. Ad esempio: Nathair il bello e carismatico principe di Tenebral, Maquin lo scudiero di Kastell, Gar amico e mentore di Corban, l’enigmatico Meical e Calidus il futuro consigliere di Nathair.

Trama

Malice lo definirei un libro di battaglie e sangue, non adatto sicuramente ad un pubblico di ragazzine in cerca della nuova coppia romantica e delle loro struggente avventura amorosa. A mio papere ho molto apprezzato questa scelta dell’autore, il romanzo regge molto bene senza il “sotterfugio” delle storie d’amore. Insomma, il libro è per molti aspetti un fantasy classico fatto di scontri epici, di bene e male, lunghi viaggi e una po’ di mistero che non guasta. A mio parere, però, quest’ultimo elemento è gestito male, il lettore (dopo un certo punto) può facilmente intuire alcune delle cose che verranno svelate molto più avanti. Non so se questa è una scelta voluta dall’autore, ma anche in quel caso, forse una maggior dose di colpi di scena ci sarebbero stati bene in un romanzo così lungo.
Un’altra delle pecche principali è che la prima parte del romanzo è molto lenta, all’inizio non si è subito coinvolti nella storia, però questo piccolo sforzo iniziale verrà poi premiato nella seconda parte del libro.
L’ambientazione, invece, mi piace molto, come ho detto è un fantasy classico, quindi come ci si aspetta è composta di cavalieri, donne guerriere, eserciti, reami, principi, re, pirati, una buona dose di creature soprannaturali quali dei, demoni, angeli ed infine un paladino del bene e uno del male.

 Conclusione

Il libro procede molto lentamente all’inizio, tuttavia  dalla metà in poi la lettura è molto più spedita e le pagine scorrono giù veloci. Leggerò sicuramente il secondo romanzo, il finale lascia col fiato sospeso, in realtà appena ho finito Malice sono passata a Valour (il secondo volume della trilogia) immediatamente!

(510)

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Lissa

secondo nome Stachanov, non riesce a stare con le mani in mano, ogni minuto in cui non si è impegnati in qualche attività è un minuto perso! Le piace dialogare con le persone e cerca di avere pochi pregiudizi, non sempre le riesce… soprattutto quando le demoliscono i suoi libri fantasy preferiti. Passione e hobby unico lettura di libri, ovviamente, fantasy, ha provato anche altri generi con scarso risultato, sempre alla ricerca di qualche nuova bella saga da scoprire, insomma, leggere è l’unica cosa che non si stancherebbe mai di fare.

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