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Recensione – L’orrore di Dunwich di H.P. Lovecraft

Nella nostra smaliziata era – poiché l’orrore di Dunwich del 1928 fu messo a tacere da coloro che avevano a cuore il benessere del villaggio e del mondo – la gente lo sfugge senza sapere perché. Forse un motivo – sebbene non sia valido per i forestieri non informati – è che gli abitanti del villaggio hanno raggiunto uno stadio di decadenza repellente, avendo percorso a ritroso i sentieri dell’evoluzione in maniera molto più accentuata dai nativi di altri sobborghi isolati del New England. Ormai formano una razza a sé stante, con ben definite stigmate di degenerazione e regressione. La media della loro intelligenza è penosamente bassa, mentre le cronache del paese pullulano di episodi di depravazione, incesto, assassinio, violenze e perversioni irriferibili.

L’orrore di Dunwich” è un racconto horror scritto dall’autore americano H.P. Lovecraft e pubblicato nel 1929 sulla rivista Weird Tales. Il racconto narra di tre coraggiosi professori che salveranno il mondo da una aberrante creatura che ha trovato in una piccola cittadina del Massachusetts il suo rifugio.

L’Autore: Howard Philips Lovecraft

Howard Philips Lovecraft - Lande IncantateHoward Philips Lovecraft nasce il 20 Agosto del 1890 e muore nel marzo 1937. E’ universalmente riconosciuto come uno dei grandi padri dei generi Horror e Weird e deve la sua fama soprattutto alle riviste pulp. Lo scrittore americano è originario della città di Providence, dove trascorse gran parte della sua vita. Lovecraft era un solitario con poche esperienze sociali e dotato, pur avendo abbandonato la scuola già nel 1908, di vastissime conoscenze nel settore della linguistica, dell’astronomia e della mitologia.

Dopo la morte dell’iperprotettiva madre, Lovecraft sposò la giornalista dilettante Sonia Greene e si trasferì con la nuova moglie nella città di New York. Tuttavia, il matrimonio era destinato a durare poco, anche a causa del razzismo e del nazionalismo dello stesso Lovecraft, che mal sopportava una città multietnica come la Grande Mela. Lo scrittore rientrò nell’amata Providence nel 1926.

Lovecraft manteneva una fitta corrispondenza ed amicizia con altri scrittori di rilievo, come Robert Bloch, Clarck Ashton Smith e Robert E. Howard, autore della celebre serie fantasy-eroica “Conan il Barbaro”. Inoltre, il solitario di Providence su fortemente influenzato da scrittori come Edgar Allan Poe e Lord Dunsany.

L’opera più significativa di Lovecraft è il cosiddetto “Ciclo di Cthulhu”, termine coniato da August Derleth, una serie di romanzi brevi e racconti che fanno riferimento ad ere precedenti allo sviluppo dell’umanità sulla Terra, a culti innominabili e segreti, a razze aliene ed incomprensibili ed ai loro dei, i Grandi Antichi. Il ciclo inizia con il racconto “Dagon” del 1917 e termina con il racconto “L’abitatore del buio” del 1935.

Lovecraft morì a causa di un cancro alla parte bassa dell’intestino nel 1937. La sua lapide, eretta grazie al contributo di appassionati da tutto il mondo, reca la scritta “I AM PROVIDENCE”, una citazione dalle lettere dello scrittore.

La trama: i mostri di un piccolo villaggio

Nell’isolato villaggio di Dunwich, dello stato del Massachusetts, nasce Wilbur Whateley, figlio di una ragazza albina lievemente deforme chiamata Lavinia e di un padre sconosciuto. La notte della sua nascita iniziano ad accadere fatti strani: i cani abbaiano senza sosta e si odono grida nella notte. Old Whateley, il padre di Lavinia, è conosciuto in tutto il villaggio come un occultista e si dichiara orgoglioso del nipote, al quale desidera trasmettere tutto il suo sapere. Il bambino cresce velocemente (inizia a parlare a sette mesi), assumendo un aspetto caprino. Il villaggio assiste con sgomento ai riti oscuri praticati da madre e figlio durante le notti di Halloween.

Old Whateley continua ad acquistare febbrilmente nuovi capi di bestiame, che però spariscono senza lasciare traccia, e a lavorare al secondo piano della casa, da cui provengono rumori agghiaccianti. Wilbur ha quattordici anni e l’aspetto di un uomo adulto quando il nonno muore di vecchiaia e anche la madre lo lascia misteriosamente. L’uomo, però, trova il libro dei rituali del nonno, il Necronomicon, incompleto. Decide perciò di recarsi alla Miskatonic University nella città di Arkham per poter visionare una copia del medesimo libro conservata nella biblioteca. Il Dottor Henry Armitage, tuttavia, resosi conto delle blasfeme intenzioni di Wilbur, gli impedisce di copiare le formule mancanti e lo scaccia dalla biblioteca. Wilbur si introduce nell’Università durante la notte, con lo scopo di appropriarsi del libro, ma è attaccato ferocemente dal cane del custode a causa del suo odore non umano. Armitage ed un gruppo di altri studiosi fanno appena in tempo ad analizzare il corpo mostruoso e senza vita dell’abitante di Dunwich prima che esso si dissolva.

Abbandonata a se stessa, la creatura che vive nella soffitta di Wilbur, si libera ed inizia a terrorizzare la città, uccidendo numerosi abitanti e poliziotti. Il Dr. Armitage, il Professor Warren Rice, ed il Dr. Francis Morgan riusciranno a contrastare il mostro usando un rituale magico per renderlo visibile e scoprono, in conclusione, la sua vera natura.

Personaggi: occultisti e creature

Old Whateley: il padre di Lavinia, un uomo non completamente sano di mente e proprietario di una vastissima libreria di libri occulti. Old Whateley è orgoglioso del nipote e della sua particolare ascendenza. Morirà di morte naturale a metà del racconto.

Lavinia Whateley: la figlia zitella di Old Whateley e la madre di Wilbur. Lavinia a perso la madre quando aveva dodici anni per cause misteriose. E’ una donna albina e deforme che non ha mai frequentato la scuola ma ama perdersi in complicati sogni ad occhi aperti. Scompare senza motivo a metà del libro, probabilmente uccisa dal figlio.

Wilbur Whateley: il figlio di Lavinia e di una strana creatura. Wilbur ha un aspetto caprino e cresce ad una velocità impossibile per un essere umano. E’ dotato di un’intelligenza fuori dal comune ma la sua morte, causata dall’aggressione di un cane, rivela che i vestiti da lui portati celano caratteristiche mostruose.

Henry Armitage: il librario della Miskatonic University. Dottore laureato e grande conoscitore dell’occulto. Un uomo coraggioso nonostante l’età avanzata, impedisce a Wilbur di visionare il libro maledetto Necronomicon dopo aver intuito le sue vere intenzioni.

Francis Morgan: Professore di Anatomia Comparata e Medicina. Segue Armitage a Dunwich per aiutarlo ad eliminare il mostro. Descritto come magro e giovanile.

Warren Rice: Professore di Lingue Classiche alla Miskatonic University. . Segue Armitage a Dunwich per aiutarlo ad eliminare il mostro. E’ un uomo maturo e robusto.

Un’opinione sul racconto

L'orrore di Dunwich - Lande IncantateLovecraft è in grado di creare, con eccezionale maestria, una particolare sensazione di stranezza ed angoscia nel descrivere il piccolo villaggio di Dunwich. Il “mostro”, tuttavia, non viene rivelato subito ed il solitario di Providence riesce a tenere i lettori in uno stato di tensione crescente che trova il suo culmine nella rivelazione finale sulla identità ultraterrena del vero padre di Wilbur.

Naturalmente “L’orrore di Dunwich” è caratterizzato da quel particolare stile narrativo che ha reso H.P. Lovecraft celebre e che non molti apprezzano. Le vicende sono raccontate da un narratore esterno alla storia e onnisciente, i personaggi sono caratterizzati in maniera insufficiente e poco significativa il descritto domina imponentemente sul mostrato. Naturalmente anche il lessico utilizzato è problematico: l’autore si impiega numerosi termini aulici che distaccano il lettore e gli impediscono di sentirsi immerso nella storia.

I racconti di Lovecraft continuano, dopo quasi un secolo, ad affascinare lettori ed appassionati del genere Horror di tutto il mondo. Nonostante lo stile di scrittura non esattamente eccelso, “L’orrore di Dunwich” è un racconto originale e fantasioso e l’angoscia che pervade il tetro villaggio raggiunge chi legge superando tutte le barriere linguistiche.

In definitiva raccomando “L’orrore di Dunwich” come un ottimo punto di partenza per famigliarizzare con il cupo mondo dei miti di Cthulhu e come un valido strumento per comprendere che non sempre il non aderire alle regole della narrazione drammatica compromette un’intera opera letteraria.

Le tematiche ed il simbolismo

Per H.P. Lovecraft la più grande paura che l’uomo può provare è quella dell’ignoto. Si tratta di un tema che domina l’intera struttura narrativa di “L’orrore di Dunwich”: la terra è stata in passato abitata da creature aliene provenienti da un’altra dimensione e, oggi, nuovi orrori camminano sul suolo del New England, il frutto di blasfeme unioni tra uomini e mostri. La scoperta della vera natura di Wilbur sarà, infatti, per il Dottor Armitage una rivelazione sconcertante che minerà per sempre la sua concezione della vita e del destino dell’umanità. La paura dell’ignoto si collega con un altro importantissimo dogma lovecraftiano: la piccolezza dell’uomo di fronte alla immensità dell’universo e dei suo abitanti. I Grandi Antichi, descritti nei Miti di Cthulhu, non sono entità “malvagie”, semplicemente si limitano a dare valore all’esistenza degli uomini come gli uomini danno valore all’esistenza di una formica.

Un altro filone tematico che appare evidentissimo nel racconto è quello della purezza razziale: i cittadini di Dunwich, infatti, sono descritti come decadenti e macchiati da secoli di accoppiamenti tra consanguinei. Da chi poteva nascere Wilbur, una sorta di anticristo nel mondo letterario di Lovecraft, se non da una donna deforme ed albina? Il solitario di Providence, nazionalista anglosassone e razzista dichiarato, costruisce una brillante metafora per denunciare l’accoppiamento interrazziale, che, secondo la morale della sua epoca storica, avrebbe portato la rovina del mondo.

Naturalmente il male può proliferare unicamente tra i disperati membri delle classi più povere. H.P. Lovecraft si identificava con il personaggio del Dottor Armitage, un intellettuale brillate in grado di individuare il pericolo occulto che si nasconde dietro a Dunwich grazie alla propria intelligenza (garantita, ovviamente, da un eccellente pedigree). Vi è una grande linea di demarcazione di natura classista nei racconti di Lovecraft: gli eroi rappresentano l’elite della società americana.

(1791)

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Melinoe

Melinoe è una divinità ctonia associata al culto dei morti. Nel tempo libero finge di studiare Lettere Moderne all'università di Bologna. Appassionata di libri fantasy, fumetti e manga, anime, occulto, moda gotica, giochi di ruolo e mitologia. Colleziona tarocchi, ama scrivere ed è patologicamente dipendente dal Nintendo DS

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