Home » L'angolo delle opinioni » Il Viaggiatore » Recensione “La linea del destino”, di Daniela Tresconi

Recensione “La linea del destino”, di Daniela Tresconi

SINOSSI

“La linea del destino” è il romanzo d’esordio di Daniela Tresconi, edito da Panesi Edizioni, un mistery storico ambientato ad Arcola, vicino a Sarzana (SP), un bellissimo borgo medievale, arroccato in cima a un colle che si affaccia sulla valle del Magra. Il castello, con la sua torre pentagonale, da secoli osserva in silenzio l’avvicendarsi delle genti che popolano il borgo, custodendo segreti celati ai più. Quando Valentina arriva in paese, in cerca della tranquillità necessaria per scrivere, inizia a percepire presenze particolari, voci che la chiamano, echi dal passato. Si avvicina a Vanda, un’anziana signora che avverte le stesse sensazioni, e insieme cercano di chiarire un mistero che affonda nella storia del castello, per rendere giustizia a una giovane donna dimenticata dalla Storia.

Il romanzo è disponibile su tutti gli store di ebook. In cartaceo è acquistabile su Amazon e contattando la casa editrice Panesi.

PERSONAGGI

Valentina: giovane protagonista del romanzo. Scrive articoli per una rivista medica e giunge ad Arcola per fuggire al caos di Milano, in cerca di una località tranquilla dove sistemare tutte le informazioni raccolte sulla ricerca che sta conducendo, scrivendole in un testo ordinato da spedire all’editore. È una donna moderna, forte delle sue certezze scientifiche, che deve però ricredersi quando inizia a scoprire che la sua amata scienza non può spiegare tutto.

Vanda: donna anziana che vive ad Arcola. Veste di nero, in testa un foulard, addosso un cappotto consunto. In paese la chiamano “la gattara” e tutti la considerano matta, perché dice di avere le visioni e di poter parlare con gli spiriti. Tempo addietro perse il figlio che portava in grembo e da allora, secondo le voci paesane, è uscita di testa. Eppure Valentina non la teme, anzi sente di essere legata a lei, che forse è l’unica che può capirla e aiutarla a districare la matassa di visioni che le affastellano la mente.

Amelia: ragazzetta vissuta nel Quattordicesimo secolo ad Arcola, nata da un parto difficile e con un cesto di capelli rossi in testa, che l’hanno sempre fatta guardare con sospetto, in un periodo dove le superstizioni popolari erano fortemente radicate. Conosce gli usi delle erbe e cerca di fare del bene, anche aiutando chi le vuole male, finché non subisce la violenza di poteri più grandi di lei.

TRAMA

In “La linea del destino” Daniela Tresconi ricostruisce la vita di tre donne, vissute in tre epoche diverse, ciascuna con la sua personalità e il suo peso da portare, ciascuna simbolo del proprio periodo. Tre donne legate da un filo rosso che attraversa la storia e che porta Valentina a chiedere l’aiuto di Vanda, nel tentativo di scoprire la vera origine di Amelia e strappar via il velo di silenzio e omertà che ha ricoperto la sua morte. Nel farlo, l’autrice offre una bellissima rappresentazione di Arcola, paese in cui vive e lavora, entrando nelle sue viuzze, respirando gli aromi di un borgo fiero della sua identità e ricco di arte, storia e tradizioni. Ecco allora che il lettore si ritrova a spasso per il centro storico, ad ammirare la valle del Magra dall’alto degli spalti del castello, ad assaggiare le prelibatezze della cucina locale. Tutti i sensi sono coinvolti, sia da parte del lettore, che, soprattutto, da parte di Valentina, che vive un’esperienza totalizzante, dopo di che la sua vita non sarà più la stessa.

STILE

Il romanzo prosegue veloce, un capitolo dopo l’altro, quasi tutti brevi, alternando le ricerche e le scoperte di Valentina e Vanda nel presente, con la storia di Arcola nel Quattordicesimo secolo e la vita di Amelia, di certo non facile, stretta tra il sospetto dei paesani e le richieste del signorotto locale. È un romanzo fresco, che scorre rapido verso la sua conclusione, senza mai annoiare il lettore, né perdersi in inutili digressioni. Il finale aperto lascia spazio a ulteriori avventure per le protagoniste.

CONCLUDENDO

“La linea del destino” è una lettura veloce, adatta a chi vuol fuggire dalla routine quotidiana per immergersi in un altro mondo, e in un altro tempo, per scoprire uno scorcio perduto del nostro paese. Ottima la rappresentazione di Arcola, che coinvolge il lettore in un’esperienza a 360 gradi e fa venire voglia di visitare e scoprire questo affascinante borgo medievale, di camminare tra le sue strade, a caccia di presenze dimenticate, e assaggiare le golosità locali. È anche un romanzo che vuole rendere giustizia alle donne, a quelle cacciate, derise e offese, a quelle che, nei secoli, hanno dovuto chinare il capo, vinte, a quelle, infine, che non si arrendono e continuano ogni giorno a lottare. Valentina, Vanda, Amelia, tre facce diverse del lato femminile, tre storie diverse, tre figure che, a modo loro, non si arrendono, attaccate alla vita e a tutto ciò che di bello può offrire. Perciò, amici lettori, dimenticate lo smog e il caos cittadini e preparatevi a un viaggio nella Storia, mettete da parte ogni certezza e aprite la mente, chissà che anche voi non riusciate a percepire il soffio del vento del passato che vi comunica qualcosa. Altre storie, altre vite.

 

(211)

Recensione a "Le paludi d'Athakah" di Stefano Mancini
Recensione "Le anime bianche" di Frances Hodgson Burnett
The following two tabs change content below.
avatar
La vita è ciò che facciamo di essa. I Viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo ma ciò che siamo. (Pessoa)

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I Cookies permettono alle Lande Incantate di riconoscerti la prossima volta che tornerai a farci visita. Navigando sulle nostre pagine ci autorizzi a farne uso per rendere la tua esperienza migliore. Maggiori informazioni | Chiudi