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Recensione: Il Giardino degli Aranci – Il Mondo di Nebbia – Ilaria Pasqua

“Hai mai la sensazione di girare a vuoto?”
“Ogni giorno.”

Il giardino degli aranci - Il mondo di nebbia - Ilaria Pasqua - Lande IncantateIl Mondo di Nebbia, dove Aria e il fidato amico Henry vivono e frequentano un liceo come tanti altri ragazzi, nasconde dei segreti inquietanti, come incubi che prendono forma e sono in qualche modo collegati ai Cinque Sacerdoti, misteriosi individui che controllano la città.
Aria non è però una ragazza come tutte le altre: in quel mondo ha la sensazione di “girare a vuoto”, e dentro di sé sospetta che dietro ai suoi incubi ci siano verità dimenticate… sarà l’incontro con Will, che come lei sembra frustrato e insoddisfatto da quella realtà, a rivelarle che tutto quello in cui credeva prima è nient’altro che un’illusione. Qual è la verità dietro quel mondo? Chi sono i Cinque? E in che modo Aria ha il potere di cambiare tutto?
Sarà la strana brigata di Aria, Will ed Henry, unita da una forte amicizia (ma non solo) a squarciare i veli della nebbia?

Il Mondo di Nebbia è il primo volume della trilogia fantasy-distopica Il Giardino degli Aranci di Ilaria Pasqua. Disponibile in e-book ed edito dalla Nativi Digitali Edizioni, è acquistabile su Amazon
a 1,99 €. È sicuramente una lettura godibile che saprà trascinarvi in una originale e avvincente avventura dagli spunti interessanti.

Ho ultimato la lettura di questo e-book e ne sono rimasta alquanto colpita in positivo, anche se, devo ammettere, che alcune cose potevano forse essere gestite in un modo completamente diverso. Alla fine, essendo un giudizio personale, non posso dire che sarebbero state gestite meglio, ma di certo avrebbero posto gli eventi sotto un’altra luce.

Partiamo dall’inizio. La storia.
Ilaria Pasqua ha avuto delle idee di base davvero interessanti; il primo capitolo del libro, in particolare, riesce benissimo nel suo intento: condurti direttamente nel mezzo della storia, in una giornata normalissima per i nostri protagonisti ma un evento singolare e del tutto inaspettato per il lettore. La questione degli incubi mi ha immediatamente ricordato la saga Queste oscure materie di Pullmann ma ha saputo scindersi perfettamente da questo richiamo, trovando una sua identità dai contorni ben definiti.
Il Mondo, perennemente avvolto dalla nebbia, assume connotati al contempo piacevoli e inquietanti: si tratta di un mondo privo di dolore dove non mancano numerosi misteri. E come mai solo nel Giardino degli Aranci la nebbia non riesce a lambire il paesaggio? Con il procedere della storia ogni vicenda colloca un tassello alla volta svelando tracce della verità che si cela in questa realtà. Ahimè, non tutte le domande trovano risposta in questo primo capitolo della trilogia perciò probabilmente vi rimarrà un po’ di amaro in bocca.
La vicenda non è così scontata, tranne per alcune situazioni tipiche dei libri young adult (qualcuno per caso ha detto triangolo amoroso?); alcuni colpi di scena sono ben studiati mentre altri sono facilmente intuibili, ma non per questo meno importanti.
Una cosa che ho notato è che l’autrice non ha mai definito il tempo in cui si svolge la vicenda, non sappiamo effettivamente in che anno vivono i personaggi e quanto tempo sia trascorso tra gli eventi passati dei flashback e quelli recenti.
Forse ci sono un po’ troppi flashback che rallentano l’azione nel presente e alcune scene sono superflue quindi potevano anche essere eliminate e non avrebbero comunque apportato cambiamenti ai fini della trama principale.
Per il resto non voglio anticiparvi altro perché la storia è davvero avvincente e merita di essere letta dagli appassionati di questo genere.

I personaggi.
La protagonista principale è Aria, una ragazza molto sicura di sé, talvolta lunatica, ma dotata di una grande forza di volontà. Ha ricordi frammentari sull’abbandono del padre e sul suo passato. Nel corso della storia matura ben presto dentro di sé una consapevolezza che la porterà a indagare e a scoprire cose di cui ha sempre nutrito il sospetto.
Henry, da sempre migliore amico di Aria, è il classico bravo ragazzo che tutte le madri adorano vedere accanto alle proprie figlie. Quello che ho trovato stonato in questo personaggio è che in alcune occasioni si lascia andare ad alcuni atteggiamenti di gelosia abbastanza esagerati.
Poi c’è Will, presentato come il ragazzo misterioso che nasconde chissà quali segreti e che si rivela affidabile e leale nei confronti di Aria e dello stesso Henry. Aria e Will, inoltre, sono accomunati dall’amore per l’arte e scopriranno di essere legati da diversi altri eventi accaduti nel passato.
L’autrice ha saputo essere introspettiva al punto giusto, esternando chiaramente pensieri, paure, riflessioni e supposizioni di ognuno dei personaggi principali e di parte dei secondari, quello che mi ha fatto storcere il naso talvolta sono stati alcuni dialoghi. Spesso, infatti, i personaggi si dimostrano infantili oppure dicono frasi che snaturano il carattere secondo cui sono stati modellati.
I Cinque Sacerdoti sono il vero punto di domanda di tutta la storia. Chi sono? Perché si trovano lì? Non sono stati interamente caratterizzati anche se a grandi linee si intuiscono i loro differenti caratteri, però sappiamo ancora pochissimo su di loro.
Gli altri personaggi di contorno sono delineati da piccole sfaccettature che sono sufficienti a darci un’idea della loro individualità.

Lo stile. Su questo punto sarò molto critica.
Innanzitutto parliamo del punto di vista. L’autrice salta spessissimo a distanza di qualche riga da un punto di vista all’altro e talvolta ci si perde anche durante l’azione. In diverse occasioni ho dovuto rileggere il periodo perché avevo perso il filo e non riuscivo a capire chi stesse parlando o di chi fossero quei pensieri. E talvolta non sono riuscita a capirlo, soprattutto in presenza dei Cinque Sacerdoti. Va bene cambiare punto di vista per mostrarci più a fondo un personaggio, ma saltellare così spesso fa perdere il focus sull’azione.
Ho notato anche la presenza di tantissime ripetizioni, anche nella stessa pagina, da un capoverso all’altro. L’esempio più lampante è la parola “giacca” ripetuta ben 5 volte in una sola pagina (parlo di pagine e-reader in questo caso).
Troppe virgole. Alcuni periodi sono spezzati solo da un’infinità di virgole, mentre sarebbe meglio usare anche altri segni di punteggiatura. Non so se mi sbaglio o meno, ma credo di non aver notato l’utilizzo del punto e virgola all’interno del testo. Meno virgole equivalgono anche ad un testo più pulito, una migliore esposizione e una riorganizzazione del testo che forse in alcuni casi appariva necessaria.
Ho notato anche la presenza di qualche refuso che, per fortuna, non danneggia il ritmo della lettura.
Tutto sommato però il libro è scritto bene, l’ambientazione è descritta minuziosamente e la cura dei dettagli permette al lettore di immaginare esattamente il luogo in cui si svolge la storia.

In conclusione, tralasciando alcune questioni prettamente di stile, mi sento davvero di consigliarvi la lettura de Il Mondo di Nebbia, primo capitolo della trilogia Il Giardino degli Aranci. Forse è più indicato per un pubblico femminile, ma sicuramente è un fantasy distopico diverso da quelli a cui siamo abituati ultimamente. Arriverete al finale in un crescendo di emozioni, leggerete l’ultima pagina e poi vi chiederete “E adesso?” Beh io adesso vado a leggere il seguito, Il Mondo del Bosco!

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Azali

Ha ventidue anni da almeno sette e ha tutta l'intenzione di non spostarsì da lì per ancora molto tempo. Fin da bambina era l'incubo dei suoi compagni di gioco perché ogni giorno aveva una storia nuova da mettere in scena e crescendo non ha fatto altro che peggiorare. Passa le giornate tra libri e serie tv e anche tra film e videogiochi. Ha più volte pensato di vendere l'anima al diavolo per poter fare a meno di dormire, così da avere più ore libere per le sue passioni. Ideatrice di avventure di ogni genere, combatte ogni giorno con le varie personalità che abitano il suo corpo affinché riescano a condurla sana e salva verso i suoi obiettivi, che in questo momento ruotano principalmente intorno all'idea di mettere su carta tutto ciò a cui pensa.

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