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Recensione – Hania – Il cavaliere di Luce di Silvana De Mari

Un essere di puro spirito e poteri immensi decide di generare una discendenza, una vergine si scopre incinta, un concepimento annunciato dalle comete, un bambino con poteri incredibili… Vi sembra di conoscere la storia? Beh! Non credo! Lei è Hania, figlia dell’Oscuro Signore, ed è venuta al mondo per dannarlo!

Torna in libreria Silvana De Mari con una nuova saga per ragazzi, edita da Giunti, il primo libro è intitolato Il cavaliere di Luce, uscito quasi in contemporanea con il prequel Il regno delle tigri bianche. In questo articolo parlerò del primo libro, del prequel vi dico solo che vale la pena leggerlo per avere una panoramica degli antefatti.

Trama

Hania Il cavaliere della Luce - Lande Incantate“Sciami crudeli di orride meteore rossastre avevano afflitto il cielo per tutta la notte […]. Un orrore cupo aveva penetrato ogni creatura che avesse osato posare i suoi occhi su quell’agghiacciante evento, un gelo assoluto che cominciava dagli occhi e finiva nell’anima. Un dolore incondizionato, una disperazione illimitata avevano ferito coloro che avevano osato apprendere la conoscenza.”

A quanto pare è questo che succede quando l’Oscuro Signore decide di dannare il mondo, concependo una figlia, con la sua abominevole magia. La ragazza prescelta per portare in grembo la sua “dolcissima pargoletta” è Haxen, principessa del regno delle Sette Cime, con cui, da precedenti trascorsi raccontati nel prequel, l’Oscuro Signore ha qualche conto in sospeso. Il concepimento viene annunciato da uno sciame di orride meteore che solcano il cielo, così che, coloro che conoscono i segni della magia, possano sapere. La  principessa Haxen e sua madre, la regina, vengono avvertite del pericolo imminente da una lettera scritta dal nonno in punto di morte, con la raccomandazione di uccidere la progenie oscura, pena orrori indicibili, carestie, siccità e dannazione del mondo intero! Nonostante questo, Haxen, all’ultimo momento decide di risparmiare la vita della bambina e scappare, inizia così un lungo viaggio per portare la figlia nell’unico luogo dove non potrà nuocere a nessuno.

“L’Oscuro Signore voleva metterli con le spalle al muro: avrebbero perso il loro mondo, oppure la loro anima”

Hania già dal grembo di sua madre, dispone di una mente da adulto, della conoscenza del mondo e di terribili poteri. Il viaggio sarà duro e terribilmente solitario per entrambe, sarà una partita a scacchi tra Haxen e l’Oscuro Signore, ma soprattutto: tra quanto di buono può esserci in un essere umano e le forze del male.

Personaggi

La scrittrice non descrive accuratamente i personaggi, ci dice solo che sia la principessa Haxen che Hania sono bellissime. Lasciamo alla vostra immaginazione… Caratterialmente non potrebbero essere più diverse di così!

Haxen: è la bellissima principessa del regno delle Sette Cime, educata come un cavaliere per volere del padre, che la fa crescere a lezioni di spada e storie del Cavaliere di Luce (personaggio mitologico inventato dal re per trasmettere alla figlia i più alti ideali di cavalleria). Cavalieresca di sicuro, ma non troppo sagace. Il suo punto forte è di sicuro la tenacia.

Hania: intelligentissima, cattivissima e sarcasticissima: uno spasso! Purtroppo o per fortuna è muta. Ha la tendenza a considerare tutti degli idioti, tranne il suo paparino. Ha poteri fantasticamente orrendi e la tattica militare è la sua specialità, peccato che non può dirlo a nessuno.

Stile

L’ironia è il punto forte del libro, che altrimenti risulterebbe un filino troppo serio. L’autrice usa un registro linguistico piuttosto alto, a tratti epico, che conferisce maggior slancio alla sua ironia. A questo proposito vi riporto un pezzetto, che ho soprannominato “La ballata dell’idiota”, si trova all’inizio del libro, quando il nonno di Haxen vede le meteore che annunciano la nascita di Hania e tenta di avvertire la regina prima di morire.

“Raggiunse la base della torre, spinse la porta di legno, entrò nella grande stanza. Un camino dava ancora qualche calore. Per terra dormiva il paggio.
P
rotetto dalle mura, della sua giuliva età, dal suo sonno profondo e infinito come la sua abissale imbecillità, mentre si dichiarava l’imminente fine del mondo, il paggio russava, lieto come un ghiro, sereno come un fringuello”

I dialoghi sono pochi, pochissimi. Tutta la storia viene raccontata, tranne l’inizio, dal punto di vista delle due protagoniste che si alternano nei capitoli. Del resto Haxen è quasi sempre da sola e Hania è muta.

Conclusioni

Il libro è bello, gli ideali alti, mi piace lo stile e adoro Hania. Tutto il libro è una storia, che la scrittrice ci vuole raccontare, così come il re faceva con Haxen con le storie del Cavaliere di Luce, per insegnarci a credere un po’ di più in noi stessi e negli ideali della cavalleria, così da poter fare la differenza nel nostro mondo, perché chi la dura la vince e se non ti butti giù, nonostante tutto il male che ti può capitare, alla fine la spunti, magari con l’armatura un po’ opaca e ammaccata, ma ancora intera. Perché quello che conta alla fin fine è scegliere da che parte vogliamo stare e fare del nostro meglio.

Non vedo l’ora di leggere una nuova avventura di Hania!

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