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Recensione – I due volti di Anny

Racconto scorrevole che si fa ben leggere, veloce e intuitivo. Storia intrigante, nuova, guardando la vita dal punto di vista dei demoni piuttosto che da quella degli umani, di una bambina demone per giunta. Perde di definizione nei dettagli e questo lo lascia nella categoria dei racconti da spiaggia piuttosto che un qualcosa di più impegnato.

Personaggi

Non è facile scrivere nei panni di una bambina, ma Stefano Procopio ci riesce bene. Anche la dicotomia che riesce a creare con l’Alta è interessante. Riesce a spiazzarti, un momento prima la odi un momento dopo l’apprezzi. Manca di dettagli che forse ci avrebbero fatto capire meglio questi personaggi e quelli che li circondano, come ad esempio la mancata caratterizzazione di Decido. Rimane una figura di sfondo che avrebbe invece portato maggiore pienezza al racconto.

Trama

In un mondo dove gli umani e i demoni sono in guerra, ci viene raccontata l’esperienza di Anny, un piccolo demone creato con la manipolazione genetica e cresciuto lontano dai nemici per la cui distruzione è stata creata. Il racconto non si conclude, ci lascia con l’aspettativa di un romanzo più lungo e dettagliato.

Stile

L’uso della terza persona fondamentale e non dispiace, rende concreto il mondo che circonda la nostra piccola demone. L’utilizzo di spot dove viene citata l’Enciclopedia di Kudia, e quindi un testo in cui vengono spiegati i termini come Neferre o vicende come la Guerra dei Demoni, è interessante e necessario per far capire il contesto in così poche pagine. Lo stile è veloce e discorsivo e rende il racconto leggero, a volte anche troppo, facendo perdere dettagli che avrebbero reso la storia più avvincente. Una maggiore caratterizzazione dei personaggi, sia principali che di sfondo, così come l’ambientazione avrebbe reso il racconto qualcosa di più completo.

Conclusione

Il racconto si fa leggere e ti trattiene, con uno stile scorrevole e veloce che se da una parte te lo fa finire in poco tempo, dall’altra lascia irrisolti parecchi punti. Apprezzabile come testo sotto l’ombrellone, ma poco maturo per essere qualcosa di più.

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Oceanografa a tempo perso, grande lettrice che non disdegna dai classici agli ingredienti dei succhi di frutta. Nutre una grande passione per il Fantasy e in questo periodo, in particolare per il Weird. Avendo personalità multiple adora i GDR e sopratutto i GRV. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2008, ma è ancora in cerca di un editore che la sopporti.
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