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Recensione di “Punti cardinali” di Elevian

“Punti cardinali” è un romanzo fantastico autoprodotto da Elevian ed è il primo capitolo delle avventure di Vittorio e Alessandro Frondiquercia.

Sinossi: Chi non ha mai guardato verso l’orizzonte, chiedendosi se ci possa essere un cammino che va oltre i confini del mondo? Chi non ha mai sognato che sopra le nuvole si celi qualche regno segreto agli uomini? Vittorio è figlio del più famoso mercante dell’Altopiano, Flavio Frondiquercia: nessuno si è mai spinto più a oriente di suo padre. Ma l’Est ha una fine, e strade che portano a quella fine. Lo sguardo di Vittorio punta al Nord, oltre le montagne, alla ricerca di ciò che per gli altri uomini ancora non esiste. Un Re, Sette Assassini, due fratelli, una compagnia di elfi. La fine delle terre li attrarrà tutti inesorabilmente verso di sé.

Punti cardinali - Lande Incantate

TRAMA

Il romanzo d’esordio di Elevian, “Punti cardinali”, è una storia fantastica e avventurosa, che segue le avventure del giovane Vittorio Frondiquercia e del fratello Alessandro alla scoperta del mondo, del vasto mondo che sta oltre i sicuri confini dell’Altopiano, ma anche alla scoperta dell’età adulta e delle difficoltà della vita. È un romanzo che si snoda su trame parallele, sia all’interno del grande regno dove vivono i protagonisti, sia dentro di loro, raccontando una doppia fase di scoperta.

Tutto ha inizio quando il nonno Vittorio e il padre Flavio rientrano dall’ultima spedizione oltre i confini dell’Altopiano. Famiglia di mercanti, per molti anni hanno battuto i sentieri perigliosi oltre la Scarpata, recandosi nelle lontane città, persino nella capitale, per commerciare i prodotti degli abitanti dell’Altopiano. Adesso però il tempo e la vecchiaia iniziano a pesare, come pure un sempre maggior interesse che il Re sta dimostrando per l’Altopiano, e i Frondiquercia preferiscono ridurre i loro commerci, per paura che l’ombra del sovrano cali su tutti loro. Vittorio, però, non ci sta. Non adesso che ha tanta voglia di mettersi in gioco, non adesso che sta crescendo, ha quasi vent’anni, vuole dimostrare di essere uomo, di sapersela cavare, e soprattutto è attratto da tutto ciò che sta oltre.

Vittorio ha sete di conoscenza, vuole scoprire il mondo, vuole vedere con i propri occhi i luoghi magici e misteriosi di cui il nonno e suo padre gli hanno sempre raccontato attorno al fuoco. E poi, ammette, la vita a Lungofiume, per quanto piacevole, è monotona, anche troppo per un ragazzo in piena crescita. Così, di nascosto, si fa addestrare da Sigfrido a cacciare e a cavarsela nei boschi, ma tutti i suoi bei piani precipitano quando un misterioso criminale ferisce le sue amiche, costringendolo a inseguirlo e a raggiungere da solo la Scarpata. Da lì hanno inizio le avventure di Vittorio oltre l’Altopiano, un viaggio in cui, come in tutti i migliori viaggi, incontrerà amici e nemici, vedrà con i propri occhi luoghi affascinanti e pericolosi, conoscerà le insidie del mondo, che si celano anche dietro i volti più amichevoli, ma la sua sete di conoscenza non si sazierà mai.

Al tempo stesso, anche il povero Alessandro, che nient’altro avrebbe voluto se non godersela ancora un po’ con gli amici e le ragazze, nelle taverne dell’Altopiano, verrà coinvolto in giochi di poteri più grandi di lui e si ritroverà a rischiare la vita più volte. Flavio, appreso quanto accaduto ai propri figli, dovrà prendere decisioni importanti, aiutato dal fido Sigfrido, per il benessere della famiglia, dando vita a una trama sempre più ampia che collegherà situazioni e personaggi in luoghi diversi, in una vera e propria quête, in cui ognuno cerca e desidera qualcosa. Riusciranno a trovarlo?

PERSONAGGI

I personaggi sono caratterizzati molto bene e hanno tutti un proprio ruolo da svolgere all’interno della trama, in perfetto stile del viaggio dell’eroe.

Vittorio: il maggiore dei due fratelli Frondiquercia, il più attento a cogliere le sfumature del mondo, è il nostro eroe. Animato da un’ansia di vita e dalla voglia di scoprire, inizierà a sentirsi stretto all’interno dei placidi confini dell’Altopiano e vorrà andare oltre.

“Perché era così strano scoprire di non essere l’unico a provare il desiderio di andarsene? Perché era così difficile essere unico? Perché sognare di avere compagnia nel proprio viaggio e poi dentro di sé rifiutare che fosse possibile averne una? Perché io sono diverso da tutti loro”.

Alessandro: il minore e più festaiolo dei fratelli Frondiquercia, un eterno Peter Pan che avrebbe voluto continuare a divertirsi con gli amici, le ragazze e le chiassose serate in taverna. Non ha mai pensato troppo al futuro, preferendo vivere un appassionato presente.

Flavio: padre di Vittorio e Alessandro, ha sposato la figlia del più esperto mercante dell’Altopiano, iniziando poi a battere strade e sentieri del mondo assieme a lui. Farebbe di tutto per difendere i propri figli e il prestigio acquisito dalla sua famiglia.

Sigfrido: inizialmente mentore di Vittorio, gli insegna a cacciare e a cavarsela nei boschi, finché le loro non strade non si dividono. Burbero e solitario, ha in realtà un cuore d’oro ed è molto affezionato ai Frondiquercia.

Felis: uno dei sette Assassini al servizio del Re. È molto giovane ma esperto, sa combattere e riesce a cavarsela nelle situazioni più disparate. Il suo simbolo è il gatto.

Altri personaggi: Feral, Ethelred e gli elfi incontrati da Vittorio durante il viaggio; l’Orso e gli altri Assassini; il maligno Edoardo, e poi Virginia e Federica, gli gnomi e i lupi.

“Non le invidio affatto, le stelle, proprio perché nulla è celato alla loro vista. Quello che per noi è un mondo vasto e ignoto, a loro non apparirà più grande del giardino di casa, un giardino privo di segreti. Tu dici che possono assistere, anno dopo anno, alla nascita di nuovi esseri, ognuno con la propria storia e tutti diversi, ma non credi che nei millenni queste storie abbiano dei tratti in comune che le rendono tutte simili tra loro? Io credo che i più fortunati siamo noi, esseri mortali o quasi mortali che navigano nell’ignoranza e perciò possono andare alla scoperta del mondo”.

STILE

Lo stile dell’autore è molto piacevole, leggero e ben curato. È uno stile che si prende il suo tempo, soffermandosi non soltanto sulle novità dei luoghi scoperti da Vittorio e Alessandro, ma anche sulle sensazioni provate da loro, sui riflessi del loro viaggio di ricerca.

Apprezzatissima la scelta di dare ai protagonisti e ai loro luoghi natii dei nomi italiani. Non soltanto per diversificarsi dai soliti nomi di origine anglosassone o pseudo-elfica, ma per aggiungere un tocco di casa all’ambientazione di partenza. Ecco allora che Vittorio e Alessandro Frondiquercia vivono a Lungofiume, a volte si recano a Querceto, passano il Guado e uno di loro supererà persino la Discesa, unica via d’accesso alla Scarpata. Poi, con l’espandersi del mondo, in virtù dei viaggi dei protagonisti, anche le nuove realtà assumono sfumature esotiche, come Taurinia, Varis o Meanor.

Molto carine e chiare anche le mappe che corredano il volume.

CONCLUDENDO

Leggere “Punti cardinali” significa partire per un viaggio. Tutti i libri, di fatto, sono un biglietto per un mondo nuovo, e questo romanzo non tradisce la regola, anzi la fa propria, raddoppiando il divertimento. Non soltanto il lettore può immergersi nelle atmosfere fantastiche dell’Altopiano e delle terre oltre la Discesa, ma può crescere con Vittorio e Alessandro, imparando ad affrontare la vita e a guardare il mondo con occhi diversi. Curiosità, voglia di sapere, conoscenza, e anche ambizione, incapacità di rimanere fermi e accettare passivi gli eventi, voglia persino di prendere in mano le redini della vita. Tanti sentimenti animano i personaggi di questa storia (inconclusa, come indicato in apertura, dato che si tratta del romanzo di apertura di una saga), tutti sentimenti umani, che un po’ tutti abbiamo provato prima o poi.

Ispirato alla migliore tradizione fantasy, questo romanzo di formazione strizza l’occhio a Tolkien e ai viaggi di Bilbo e Frodo, ma anche al delfino Daniel di Bambaren e al gabbiano Jonathan Livingston, tutti in cerca dell’onda perfetta, tutti in cerca di un’avventura. Certo, spesso le cose non vanno come programmate, i piani saltano e allora bisogna inventarne di nuovi, bisogna reinventarsi, come accade nella vita di tutti i giorni, dopo un lutto o un problema di lavoro. Vittorio ci prova, in misura minore anche Alessandro. E noi siamo curiosi di saperne di più, per cui ci auguriamo che l’autore prosegua con la scrittura e porti avanti le avventure dei fratelli Frondiquercia e degli assassini che danno loro la caccia.

 

 

 

 

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