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Recensione di Eternal War – Gli Eserciti dei Santi di Livio Gambarini

La recensioni di oggi parlerà del romanzo Eternal War – Gli Eserciti dei Santi di Livio Gambarini

Sinossi

Firenze, tredicesimo secolo. La guerra tra Guelfi e Ghibellini distrugge intere famiglie. Tutta la Toscana è sconvolta, ma le due fazioni non sanno che la loro guerra è solo il pallido riflesso di uno scontro che dura da secoli tra i misteriosi abitanti delle lande dello Spirito. Con ogni mezzo a sua disposizione, Kabal, spirito guida della famiglia Cavalcanti, trama per non soccombere alla guerra e conquistare il potere. Ha un asso nella manica: il suo nuovo capofamiglia umano, il guerriero e poeta Guido Cavalcanti. Per salvare la sua città e coronare il suo sogno d’amore, Guido dovrà inseguire il sogno di una pace impossibile, e in questo lo aiuterà un giovane e timidissimo poeta, di nome Dante Alighieri. Guerra, tradimenti, intrighi e magia in perfetto equilibrio tra la ricostruzione storica e il fascino di ciò che si cela dietro le quinte dell’umanità. “The Eternal War – Gli Eserciti dei santi” è la risposta fantasy a “House of Cards”, con la cornice fiorentina della Divina Commedia.

Personaggi

Kabal (per esteso Kaballicantes), spirito guida della famiglia Cavalcanti, è fantastico, nonostante tutti i guai che combina, la sua attitudine a mercanteggiare e l’agire solo per il suo proprio torna conto lo rende un personaggio ben strutturato. Lui è scaltro e non un vero eroe, è uno spirito che gioca con il fato e lo sa fare molto bene.
Alcune volte, l’ho un po’ odiato ad un certo punto si comprende chiaramente che è un bugiardo cronico ed è pronto a servirsi di tutti, anche di chi gli ha dato fiducia. Questo contrasta molto con l’idea del personaggio buono che agisce in modo cattivo, ma per un bene superiore, però propio per tale motivo il suo personaggio convince il lettore.

Guido di Cavalcante Cavalcanti è l’eroe senza macchia, bellissimo e coraggioso impeccabile nei modi e onesto sia con gli amici che con i nemici. Nel libro è mostrato come un personaggio invincibile e perfetto, forse un po’ troppo virtuoso, ma in fondo a chi non piace l’eroe che combatte per il giusto e per l’amore? Di questo poeta lo scrittore ne fa un ritratto molto nobile, che ben contrasta con quello del più cinico e egoista ancestrarca.

Ci sono una serie di altri personaggi del romanzo che non mi sono dispiaciuti, anzi tutti hanno la loro caratterizzazione se pur lieve. La conoscenza inoltre di alcuni di essi strapperà più di un sorriso, non voglio rivelarvi di più per non rovinarvi la sorpresa.

Trama

La trama del romanzo non è molto intricata, ci sono dei colpi di scena, ma tutto accade molto velocemente. Forse è una scelta dell’autore lasciar che gli eventi si susseguano avendo così un ritmo molto incalzante.
In realtà se devo trovare un aspetto negativo a questo romanzo è proprio quello di inserire poca suspance nella trama, insomma alcuni degli eventi narrati sono storici e quindi in una certa misura già conosciamo le sorti dei nostri personaggi ed il resto della storia non si ha modo di assaporarla in giusta misura.

Il libro ha, comunque, più di un aspetto positivo, infatti, mi ha molto affascinato tutto quello che riguarda gli ancestrarchi. Inoltre, lo svolgersi della trama sia dal punto di vista di Kabal che da quello di Guido e quindi su due piani diversi (e non voglio dirvi di più) mi ha molto intrigato. L’autore, poi, è molto bravo a mostrare come questi due mondi interagiscono.

Stile

Il ritmo della narrazione è incalzante, forse un po’ troppo. Le scene sono veloci ed alcune volte mancano di particolari e dettagli, non sono riuscita ad immaginare bene le scene, troppi pochi particolari e messi male.
Ad esempio, non è nessuna idea dell’aspetto di Kabal o di alcuni altri ancestrarchi e di altri personaggi ne emergono solo i tratti più distintivi, come il naso adunco del giovane Dante Alighieri.
Trovo però che sia le iterazioni tra i personaggi, sia i dialoghi che il funzionamento del mondo spirituale siano spiegati bene, senza fronzoli e in maniera precisa e dettagliata. Sono quindi arrivata a pensare che questa mancanza di dettagli nelle descrizioni (che tra l’altro si verifica anche per i luoghi) sia forse una scelta dello stesso autore. La quale a dir la verità mi è un po’ dispiaciuta, ho trovato il libro molto ben fatto e curato, tranne che per questo aspetto.

Conclusione

Il libro mi è piaciuto, è un romanzo fresco e godibile, la quale idea di base è innovativa, peccato per la mancanza di un maggior numero di dettagli che lo avrebbe reso una storia maggiormente ‘gustabile’.

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Lissa

secondo nome Stachanov, non riesce a stare con le mani in mano, ogni minuto in cui non si è impegnati in qualche attività è un minuto perso! Le piace dialogare con le persone e cerca di avere pochi pregiudizi, non sempre le riesce… soprattutto quando le demoliscono i suoi libri fantasy preferiti. Passione e hobby unico lettura di libri, ovviamente, fantasy, ha provato anche altri generi con scarso risultato, sempre alla ricerca di qualche nuova bella saga da scoprire, insomma, leggere è l’unica cosa che non si stancherebbe mai di fare.

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