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Recensione di “Dodici porte” di Daisy Franchetto

SINOSSI

“Dodici porte” è un romanzo fantastico, a tratti onirico, di Daisy Franchetto. Costituisce la prima parte della trilogia “Io sono Lunar”, incentrata sul personaggio di Lunar, ma può anche essere letto singolarmente, in quanto l’avventura principale vissuta dalla protagonista si conclude alla fine del romanzo. Edito attualmente da Dark Zone edizioni, con una nuova accattivante veste grafica, è disponibile in ebook e cartaceo.

Dodici varchi su mondi sconosciuti. Dodici porte per non essere più la vittima di una violenza.

“Dodici Porte” è una fiaba dark che si snoda attraverso dodici passaggi che la protagonista Lunar deve superare, scoprendo luoghi e mondi inaspettati. Inizia così un percorso di guarigione spirituale dalle violenze subite nel mondo reale. Un viaggio iniziatico alla scoperta delle proprie origini. I personaggi e i luoghi che Lunar incontra sono simboli generati dal suo subconscio, manifestazioni del suo dolore.

Dodici Porte - Io sono Lunar

TRAMA

Lunar è una giovane ragazza, che una terribile notte si trova a fuggire per strade sconosciute dopo essere stata vittima di una violenza. Corre, fino a raggiungere una porta. La porta della Casa. La prima porta di un viaggio onirico che la porterà a ricostruire i pezzi della propria identità e a rimarginare le ferite subite. La ragazza tenterà di far fronte all’angoscia contando sulle proprie forze e sull’aiuto della famiglia, ma quando si ritroverà faccia a faccia con il suo carnefice, si renderà conto di aver bisogno di un aiuto che non avrebbe mai pensato di ricevere. Inizia così il percorso di guarigione all’interno della Casa, alla scoperta di personaggi e luoghi fantastici, figli della sua psiche e non solo. Dodici tappe di trasformazione. Dodici porte che si aprono una dentro l’altra.

“Non so come uscirne, non so a che cosa aggrapparmi, sembra che dovrò rinunciare a me stessa per sempre, se voglio continuare a stare in questo mondo. E questa non è una via d’uscita”.

PERSONAGGI

I personaggi sono uno dei punti di forza del romanzo “Dodici porte”, tutti diversi, originali, a volte bizzarri e stravaganti, tutti con qualche dettaglio o caratteristica che li contraddistingue e che contribuisce a renderli amati.

Lunar: protagonista del romanzo. All’inizio è trascinata dalla marea della vita, subisce la violenza e si incammina, suo malgrado, lungo la strada della riparazione interiore. L’arrivo alla Casa, l’incontro con quel nuovo fantastico mondo, le aprirà tante possibilità e la farà crescere.

La Loba: donna e lupo, guida di Lunar, guardiana della soglia. Enigmatica e misteriosa, a modo suo affascinante.

LaMamà: matrona della Casa, accoglie Lunar dopo la violenza subita.

“Il suo volto maturo non aveva un’età definita. LaMamà era un’anima consapevole dell’eternità del tempo, aveva uno sguardo intenso e profondo. Lunar riconobbe gli occhi d’oro che ardevano come braci. La luce chiara del giorno che filtrava da una finestra la illuminava: rughe profonde le solcavano il viso, era robusta e alta. Emanava un intenso profumo di mela e indossava un abito rosso scuro e antico”.

Sigfrido: gatto grigio che sta appollaiato tra i capelli di LaMamà. È un gatto AssorbiPensieri, che aiuta LaMamà a districarsi nella rete dei suoi pensieri. Accompagna Lunar ad Anguuna.

Virgilio: cuoco della Casa, un’anima delicata in un corpo grosso. Ai piedi sempre due deliziose ciabattine rosa

“Un omone enorme e robusto, con i capelli neri legati in una coda e la barba scura, che teneva in mano un mestolo e indossava un grembiule. Era così alto che doveva piegare la testa per passare dalla porta della cucina. La faccia era tutt’altro che amichevole.”

Alma: profetessa. Donna saggia, guida la spedizione a Uralia per salvare la vita della regina. È anziana e robusta, fuma la pipa, a volte isolandosi nei suoi pensieri.

Sinbad: il cane del Mondo Ctonio. E molto altro.

Altri personaggi: ce ne sono davvero tanti, e tutti vi strapperanno sorrisi. Ci sono le arpie, non cattive come vuole il mito, e poi le chiocciole della Nana Terrosa, e Muschiado e Palmada, e il terribile Lucàs e molti altri. Perderete il conto dei vostri personaggi preferiti.

STILE

Lo stile dell’autrice è piacevole, semplice, curato. A tratti riesce a essere divertente, a rasserenare, nonostante la violenza subita dalla protagonista. Ho apprezzato molto la costruzione del romanzo, a tappe (porte, infatti), che segue la progressiva acquisizione di consapevolezza da parte di Lunar. Ottima anche la commistione di elementi fantastici provenienti da leggende, mitologie e culture differenti.

CONCLUDENDO

“Dodici porte” è una lettura piacevole, scorrevole e sorprendente. È un romanzo che non risponde alle canoniche classificazioni di genere, mescolando elementi da generi letterari diversi e divertendosi nel farlo (e divertendo anche il lettore). Inizia come una storia vera, cruda, quella di una violenza subita da una ragazza, e poi evolve in un romanzo di formazione, con Lunar che dovrà ritrovare la voglia di vivere, e il piacere di farlo, attraverso dodici prove, dodici porte che la condurranno in piani diversi dell’esistenza. Ecco allora che subentra l’elemento fantastico, onirico, quel senso di meraviglioso che strapperà sorrisi al lettore, portandolo ad affezionarsi a Lunar e a tutta la stravagante compagnia che si porta dietro. C’è spazio per azione e battaglie, per amore e odio, per storie di coraggio e di resistenza, di vittimismo e sopraffazione. È un romanzo che abbraccia ogni campo dell’esistenza, con uno sguardo attento alla condizione femminile, in ogni epoca e in ogni mondo. Un romanzo che fa sognare. Perciò, lettore, mettiti comodo e apri la prima porta, non sia mai che tu riesca a incrociare Lunar su e giù per le dimensioni del creato.

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