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Prologo – Shameland

– ATTENZIONE: I CONTENUTI DI SHAMELAND SONO RIVOLTI A UN PUBBLICO DI MAGGIORENNI. –

Shameland è una storia ironica, dissacrante e spesso volgare. Mette a nudo l’indecenza del fantasy degli ultimi tempi e non ha paura di farlo nella maniera più dura e diretta possibile.

Questo disclaimer è d’obbligo sia per avvisare i deboli di cuore, sia tutti i nostri lettori non ancora in età da patente che forse è meglio che cambino articolo, prima di ritrovarsi davanti contenuti disturbanti o troppo espliciti.

È anche vero che da quando si trovano orde di fan in visibilio per il trono di spade, sembra che il sesso (esplicito), le stragi (con smembramenti) e il turpiloquio (gratuito) siano stati sdoganati nella letteratura, ma noi preferiamo avvisare lo stesso. Per questo motivo, proseguire nella lettura, rappresenta una implicita accettazione di questo avviso e dei contenuti che potreste trovare

Prologo

Il Signore Oscuro™ osservò la marmaglia di orchetti entrare nella sala del trono e disporsi in tre file disordinate al centro. Erano brutti, con facce storte e dalla carnagione che variava dal verdognolo al nero. “Non avrei dovuto mandare in pensione i minotauri…” pensò, portandosi una mano al volto.
«Signore Oscuro™, siamo tornati dalla prima missione!» gridarono in coro.
«Forza, orchetti! Fate rapporto!» intimò loro il Signore del Male™ minacciandoli con l’indice dal suo trono di teschi e ossa.
«La maga gnocca non ha dubbi, signore» un orchetto nero e dal naso grosso come una banana si fece avanti dal gruppetto schierato in mezzo alla sala del trono. «Il Prescelto™ nascerà l’anno che viene, sarà un maschio della città di Yhdhyotèn, non conoscerà i propri genitori, e vi sfiderà al suo ventesimo anno d’età…»
«Giusto in tempo per la conclusione del campionato…» rifletté Il Signore Oscuro™. «Quanti corrispondono a questa descrizione?»
«Le donne incinta di un maschio di Yhdhyotèn sono trecento, signore.» rispose l’orchetto.
Il Signore del Male™ si grattò la nuca. «Molte…» disse.
«Quali sono gli ordini?» chiese l’orchetto.
Il Signore Oscuro™ appoggiò il gomito sul bracciolo e posò la guancia sul pugno chiuso.
«Ma non è ovvio?» disse.
Gli orchetti si guardarono fra di loro, i loro volti erano tanto brutti quanto stupidi.
«N-n-no, signore.» Azzardò lo stesso orchetto che aveva parlato prima.
«Tu!» lo indicò il Signore Oscuro™.
«Io?» l’orchetto fece un salto indietro.
«Come ti chiami?»
«M-m-mi chiamo Katarrat, signore.»
«Bravo, Katarrat. Mi piace la tua intraprendenza. Sarai il comandante del mio nuovo Esercito del Male™.» “Quest’infornata di mostri cattivi si sta rivelando una delusione… dovrò far evirare il mescolatore di stereotipi malvagi…” pensò il Signore Oscuro™.
L’orchetto si inchinò. «È un onore, mio signore.»
«Poche balle. Voglio che tu faccia subito eseguire i miei ordini.»
L’orchetto scattò in piedi. «Subito, mio signore. Procedo con il sequestro e l’uccisione di tutti gli infanti che nasceranno da qui alla fine dell’anno prossimo.»
Il Signore del Male™ scattò in piedi e cacciò un urlo che riempì la sala del trono: «SEI IMPAZZITO?»
L’orchetto si fece piccolo piccolo, mentre gli altri si schiacciarono contro il portone tremanti e terrorizzati.
“Proprio un vero Esercito del Male™.” Il Signore Oscuro™ era raggiante.
«P-p-perché, signore?» balbettò.
«Hai idea di quanto sia noioso fare il tiranno senza Ribellioni™ e Prescelti™? Chi uccido? Chi squarto? Secondo te chi è che finanzia di tasca propria gli insorti? Eh? Che razza di figura farei al meeting interdimensionale dei Signori Oscuri™ se non compio almeno un genocidio ogni cinquant’anni?» Il Signore Oscuro™ si massaggiò le tempie. «Uccidere i neonati che potranno a loro volta uccidermi diventando grandi, come la logica imporrebbe, non mi farà guadagnare Punti Cattivo… I neonati non valgono niente…» sbuffò. «Vi ricordate Erode? È finito ultimo alla prima edizione del torneo. È stato preso per il culo persino da Darth Vader… Io vi sembro così scemo? Fottuti orchetti senza cervello!» Il Signore Oscuro™ fece una pausa e prese un respiro profondo. Scacciò con la mano una mosca che gli svolazzava davanti agli occhi. «Io vorrei imitare il mio grande maestro, Galbatorix!» guardò ammirato un punto non precisato del soffitto a volta. «Ah! Che uomo signori miei! Non si è schiodato dal trono nemmeno col Prescelto™ alle porte! Ho ancora tanta strada da fare…» il Signore Oscuro™ sospirò, carico di ammirazione, poi tornò a rivolgere la propria attenzione agli orchetti e riprese il suo discorso: «Per non parlare del fatto che sono secondo nel Campionato Dei Tiranni Più Cattivi Del Secolo Scorso e Presente, millecinquecento punti avevo… Avevo sorpassato perfino quel vecchio rincoglionito di Sauron! Avevo la vittoria in pugno, avevo! Ma quello stronzo di Voldemort continua a spammare Avada Kedavra, e così mi ha superato di cinquanta punti negli ultimi dieci anni!»
Si girò verso il muro e tirò un pugno che creò una crepa orizzontale lungo tutta la parete.
«Ditemi voi se è giusto… lui punta un bastoncino, dice una formula e il nemico muore… io devo stanarli e combattere contro di loro all’ultimo sangue… per me è irregolare!» sbuffò il Signore del Male™.
«Anche secondo noi è irregolare, signore» dissero in coro gli orchetti.
«L’arbitro dice che è regolare, dice…» il Signore Oscuro™ sputò per terra, subito un orchetto armato di straccio si precipitò a pulire. «Per fortuna la maga gnocca profetica ha fatto la sua nuova profezia, temevo saltasse il secolo…» incrociò le braccia e rifletté ad alta voce: «Devo ideare un piano così assurdamente complicato e arzigogolato da fare cinquecento punti in un colpo solo! Voldemort non capirà nemmeno come ha perso!» il Signore Oscuro™ scoppiò in una risata malvagia che fece tremare i muri. «Non vedo l’ora di alzargli la coppa in faccia! Immaginate la sua espressione quando vedrà che ho vinto! Sbiancherà d’invidia!» scoppiò in una risata incontrollata. «L’avete capita? Andiamo su, avete visto com’è pallido?»
Gli orchetti rimasero in silenzio, perplessi.
Il Signore Oscuro™ si accigliò. «Che fate? Non ridete?» creò una palla di fuoco nel palmo della mano e la scagliò contro un orchetto della prima fila, che svanì in una nuvola di polvere.
La banda di orchetti scoppiò in una fragorosa risata, e il Signore Oscuro™, soddisfatto, si unì a loro.
«Ma ora passiamo alle cose serie» disse, tornando serio di colpo.
Nella sala piombò il silenzio.
Il Signore Oscuro™ si rivolse a Katarrat: «Sbrigati ed esilia tutti i neonati nel Deserto degli Esiliati.»
«S-s-signore, non c’è nessun deserto degli esiliati.»
Il Signore Oscuro™ imprecò a denti stretti.
«Devo sempre dirvi tutto io? Butta una bella bomba atomica in qualche regione di provincia, magari una di quelle piene di poveri… e poi mettici i bambini. Ora smammate che ho la mia tortura medievale quotidiana da fare» li scacciò con un gesto della mano, ma gli orchetti non si mossero.
«Vi ho dato un ordine.» Li minacciò, creando un’altra palla di fuoco.
«Signore?» chiese Katarrat.
«Cosa c’è?» sbadigliò annoiato Il Signore Oscuro™.
«Ma i bambini come sopravvivranno in un deserto senza cibo, acqua, o qualcuno che si occupi di loro?»
«Porca puttana! Che palle questi Prescelti™! Bisogna sempre pensare a tutto!» il Signore Oscuro™ lanciò la palla infuocata contro un altro orchetto, che però riuscì a schivarla. Fu quello dietro di lui a venire incenerito. L’orchetto si rialzò e sorrise al proprio padrone.
«Bravo! Tu come ti chiami?»
«Brumilda, signore» la sua voce era dolce e melodiosa.
«Ma che cazzo? Un’orchetta? Femmina?» chiese stupito il Signore Oscuro™.
«Signore il cuoco ha detto che aveva finito la polvere di Orchi Cattivi™ e ha usato un pizzico di polvere di Fata™» si intromise Katarrat.
«Quel vecchio stramboide! Katarrat, voglio che tu lo scuoi vivo ed esponga le sue viscere nella piazza della città!»
«Come desiderate, mio signore.»
«Cosa stavamo dicendo prima dell’orchetto trans?» il Signore Oscuro™ si tamburellò la tempia, creare piani malvagi complicati era così… complicato.
«Dei bambini, signore» lo aiutò Brumilda.
«Ah già… grazie. Allora… promulgherò una legge per cui ogni bambino nato il prossimo anno, raggiunti i sei anni di età, sarà esiliato! Diffondete la notizia in tutta Shameland e iniziate i preparativi! » “Questo sì che è un piano inutilmente complicato, mi dovranno dare almeno cento punti bonus!” il Signore Oscuro™ era sempre più raggiante.
Katarrat scattò sull’attenti, seguito da tutta la banda di orchetti.
«Sissignore!» dissero in coro.
«Ora andatevene! La sala delle torture chiude alle sette. E se per quell’ora non avrò strappato tutte le unghie del ribelle random #46789 perdo il bonus malvagità tripla, e sapete quanto mi serve, ho Joker dietro, a soli tre punti.»
Gli orchetti sciamarono fuori dalla stanza picchiandosi e spingendosi. Quando fu solo, il Signore Oscuro™ contemplò il foglio A4 appeso dietro al trono sul quale era stampata la mappa del suo mondo.
«Che piano geniale! La Evil’s League sarà mia!» urlò da solo. Prese il panno di camoscio che teneva sempre sotto il cuscino del trono e pulì la bacheca vuota lì accanto, un giorno avrebbe ospitato la coppa più prestigiosa.
Sentì il portone alle sue spalle aprirsi con un cigolio.
«Signore, mi dispiace interromperla…» il Signore Oscurò™ si voltò: la sua segretaria bionda, gnocca, maggiorata, e dal viso angelico entrò nella sala con il suo solito passo sexy. Indossava solamente un perizoma e sulla schiena aveva due piccole ali da diavoletta che spuntavano da sopra le spalle, come ogni sua sottoposta a palazzo. «Ma sarà costretto a saltare la sua seduta di tortura medievale…»
«E perché mai?» chiese furioso il Signore Oscuro™.
«Un insegnante richiede la sua presenza… si tratta di suo figlio…»
«Quel ragazzo mi dà solo delusioni… cosa ha fatto stavolta?»
«Lui ha… lui ha…» le mani della segretaria tremarono.
«Dimmelo, cazzo!»
«Ha salvato un coniglietto destinato a essere cotto al forno con le patate…»
Il Signore Oscuro™ urlò per la disperazione, un urlo così forte da rompere i vetri della sala.
«Finisci di pulirmi la bacheca… poi chiama il nuovo Esercito del Male™ e digli di cambiare i vetri…» “Dannazione, è già la quarta volta che li cambio questo mese…”
«Ah dimenticavo!» esclamò il Signore Oscuro™.
«Mi dica tutto.»
«Fatti trovare nel piano harem per quando torno…» le fece l’occhiolino.
«Certo, mio signore. Vado a prendere l’anello del potere» rispose languida.
Il Signore Oscuro™ lasciò la sala del trono e si diresse verso il garage.
“Dannato Arcibald! Del resto con un nome così dovevo aspettarmelo che sarebbe cresciuto come una mammoletta… Ah! Ma me la pagherà quel ciccione buono a niente! Me la pagherà!» pensò mentre saliva in macchina.
Accese la sua Death Mustang. Fiamme uscirono dai collettori laterali. Premette l’acceleratore fino in fondo, il motore ruggì.
«Cazzo, sì!» gridò. Inserì il disco dello Zecchino d’Oro e mise il volume al massimo.
“Non c’è niente di meglio di “Quarantaquattro Gatti” per rilassarsi.”
Impostò la Scuola per Futuri Tiranni™ nel navigatore e partì, cantando a squarciagola il ritornello.

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Capitolo 1 - Cane Pazzo - Shameland
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2 Comments

  1. avatar Andrew Next ha detto:

    …se continua così questi insedierà anche il titolo di Rigor Mortis. Deve solo cambiare CD alla macchina. Io ci avrei messo un pezzo dei Gem Boy, tipo EF Ai Gi Ei o la Regola del Becchino.

  2. avatar Calvinator2 ha detto:

    ahahah ha una compilation per ogni stato d’animo!

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