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Licantropi nella letteratura – Il ventunesimo secolo

LICANTROPI NELLA LETTERATURA
Il Ventunesimo Secolo

Il nuovo millennio vede un aumento esponenziale della narrativa sui licantropi, al punto da rendere difficile, al lettore moderno, avere una lista definitiva, trovandosi a navigare tra ripetizioni di abusati cliché e tentativi degli autori di creare una propria originale mitologia licantropica, a volte anche con risultati bizzarri. Il ventunesimo secolo è anche il momento delle saghe, per cui non è raro trovare storie che si sviluppano in trilogie o anche in un numero maggiore di libri, dei libri per giovani adulti e delle storie d’amore tra umani e creature sovrannaturali, che spopolano sia nella letteratura che in tv e al cinema.

Bitte (in italiano: Bitten. La notte dei lupi) è il romanzo di apertura della saga fantasy contemporanea Women of the Otherworld (2001), di Kelley Armstrong, che mostra licantropi in grado di trasformarsi anche fuori dalla luna piena e, raggiunta una certa maturità, trasformare anche una sola parte del loro corpo. Possono essere uccisi da tutto ciò che ucciderebbe anche un uomo, ma non hanno una repulsione specifica per l’argento. In questa saga è possibile diventare licantropi per ereditarietà (essendo figli di licantropi) o per il morso. Jeremy Danvers, l’Alfa del branco, possiede anche poteri telepatici.

Altra saga urban fantasy è il ciclo The Southern Vampire Mysteries di Charlaine Harris, con protagonista Sookie Stackhouse, una cameriera della Louisiana dotata di telepatia e innamorata di un vampiro. In Italia è nota come Ciclo di Sookie Stackhouse. Oltre ai vampiri, la saga è popolata da altre creature sovrannaturali, tra cui mannari e mutaforma, con i primi che osteggiano un atteggiamento di superiorità verso i secondi. La particolarità è che l’essere lupo mannaro, o mutaforma, è una condizione congenita, derivante dall’essere nato da due licantropi, che quindi sono una vera e propria stirpe. Qualora mordano un essere umano, questi diverrà un mannaro o mutaforma inferiore, incapace di trasformarsi completamente e comunque solo nelle notti di luna piena.

Laurell K. Hamilton inserisce i licantropi in alcuni romanzi della serie della cacciatrice di vampiri Anita Blake, ad esempio The Lunatic Cafè, del 2004 (in Italia: Luna Nera), o Burnt offerings del 2007 (in Italia: Dono di cenere) e Osbidian Butterfly, del 2009 (in italiano: Butterfly). Tra i tanti, il potente licantropo Richard Zeeman è un interesse amoroso della protagonista.

licantropi, anita blake - Lande Incantate

I licantropi di Anita Blake

Impossibile non citare Harry Potter and the Prisoner of Azkaban (2000) terzo romanzo della serie creata da Joanne Rowling, che vede la presenza di Remus Lupin, un lupo mannaro sotto le mentite spoglie di un insegnante; e la saga di Twilight, di Stephenie Mayer (2007-2009), dove compare il licantropo Jacob, della tribù indiana dei Quileute, sebbene più che un licantropo classico sia un semplice mutaforma. Al di là del valore meramente commerciale dei suoi libri, la Mayer riconduce, con una certa originalità, l’origine dei licantropi ai riti sciamanici praticati dagli indiani Quileute, tribù fittizia che popolava l’attuale stato americano di Washington. In forma di lupo, i Quileute sono molto grossi e la lunghezza del loro pelo dipende da quella dei capelli; hanno sensi affinati e riescono a comunicare telepaticamente anche a notevoli distanza.

In Italia nel 2002 esce Black Flag, di Valerio Evangelisti, un romanzo fantawestern in cui compaiono dei licantropi, in grado di imbracciare un fucile. Luca Barbieri, nel già citato saggio Storia dei Licantropi, dedica un capitolo all’analisi dei licantropi di Black Flag, in particolare a quelli più solitari e ribelli che

“rappresentano un’umanità che ha nell’aggressività il proprio naturale modo di esprimersi e relazionarsi con gli altri”.

Nel 2006 tocca a L’homme à l’envers, della francese Fred Vargas (in Italia: L’uomo a rovescio), un poliziesco licantropico in cui il commissario Adamsberg indaga su misteriosi omicidi nelle Alpi Marittime, compiuti da quella che viene definita la bestia di Mercantour, strizzando l’occhio alla leggenda della bestia del Gevaudan. In questo anno esce, finalmente, il già citato The Wolf’s Hour (in italiano: L’ora del lupo) di Robert McCammon.

Nel 2007 escono molti libri fantastici al riguardo: Lonely Werewolf Girl, di Martin Millar (in Italia: Ragazze lupo) con protagonista la lupa mannara Kalix, della famiglia MacRinnalch, accusata di aver ucciso il capobranco e costretta a vivere a Londra, braccata dai cacciatori e dai fratelli che vogliono catturarla; Bareback (in Italia: Sorpresi dalle tenebre), della scrittrice inglese Kit Whitfield, ambientato in una realtà alternativa in cui la popolazione è divisa in licantropi e “senza pelo”, ossia coloro che non si trasformano, tra cui la protagonista Lola Galley; Streghe, fantasmi, lupi mannari nell’antichità, un’antologia curata da Alfio Siracusano che segue il mito del licantropo nell’Antichità; The Mammoth Book of Monsters, antologia curata da Stephen Jones contenente racconti fantastici con protagonisti mostri, demoni e licantropi, tra cui “In The Poor Girl Taken by Surprise” di Gemma Files; e infine Chronicles of Ancient Darkness (in Italia: Cronache dell’Età Oscura) la saga di sei libri scritta dall’inglese Michelle Paver, che narra le vicende di Torak, un ragazzo lupo che vive nelle foreste della Norvegia dopo l’era glaciale.

Nel 2008 esce The Graveyard Book, di Neil Gaiman, autore che non ha bisogno di molte presentazioni. Nel romanzo, tradotto in italiano come Il figlio del cimitero, il protagonista Nobody, detto Bod, cresce in un cimitero, aiutato dalla severa maestra, un licantropo russo di nome Miss Lupescu. I licantropi di Gaiman sono “mastini di Dio”, e come tali vogliono ripagare il loro creatore combattendo i demoni con tenacia.

“Quelli che gli uomini chiamano Lupi Mannari o Licantropi, tra loro
si definiscono Mastini di Dio; sostengono infatti che la loro
trasformazione sia un dono del Creatore e ripagano tale dono con la
loro tenacia, giacché sono capaci di inseguire un malfattore
letteralmente fino alle porte dell’Inferno.”
(Estratto da Il figlio del cimitero, di Neil Gaiman)

The Graveyard Book, fanart - Lande Incantate

Una fanart di Madcheshcat per “The Graveyard Book” di Neil Gaiman

Nello stesso anno esce The Wolfman (in Italia: Lupo nelle tenebre), del giovane scrittore e poliziotto Nicholas Pekearo, primo libro di una (supposta) trilogia rimasta purtroppo incompleta, a causa della prematura scomparsa dell’autore, ucciso in servizio nel marzo 2007. L’efficace caratterizzazione del protagonista, Marlowe Higgins, lo rende un uomo maledetto, divorato da una belva pronta a scatenarsi, ma che non accetta di diventare un predatore di innocenti. Con forza di volontà, riesce quindi a guidare la propria furia animalesca, rivolgendola solo contro la feccia dell’umanità: assassini, stupratori, spacciatori e vari criminali. Dopo la trasformazione, quando riprende la forma umana, Higgins si ritrova, nella propria mente, i ricordi della persona divorata.

Le due lune, Tarenzi - Lande Incantate

Le due lune, Luca Tarenzi, Alacran edizioni

Il 2009 vede l’uscita di Le due Lune, del geniale Luca Tarenzi, ambientato nella Milano contemporanea, ricca di storia e misteri che a occhio umano possono sfuggire: Veronica Meis, la protagonista, viene morsa da un licantropo e si ritrova a dover lottare per la propria sopravvivenza contro i cacciatori, adoratori del Dio Luperco. Come sempre, Tarenzi mescola storia e leggenda, rifacendosi a un episodio avvenuto a Milano alla fine del Diciottesimo Secolo, già citato nell’articolo sui Licantropi Italiani, quello della “fiera bestia del Milanese”.

Werewolf, di Francesca Angelinelli - Lande Incantate

Werewolf, di Francesca Angelinelli, Linee Infinite Edizioni

Di mano italiana è anche Werewolf, di Francesca Angelinelli, un paranormal romance ambientato nell’Inghilterra del XIX secolo. Sempre nel 2009 esce Shiver, di Maggie Stiefvater, primo capitolo della serie adolescenziale dei lupi di Mercy Falls, che continua con Linger (in italiano: Deeper) e Forever: l’originalità di questo paranormal romance sta nella scelta dell’autrice di pensare la trasformazione da uomo in lupo innescata dal freddo. David Wellington inaugura infine la sua serie sui licantropi: Frostbite: a Werewolf Tale (in Italia: Frostbite – L’alba del licantropo), ambientata in Alberta, con protagonista Cheyenne Clark. Un elemento originale sta nella non trasformazione dei licantropi che, di fatto, nascono con un corpo nuovo a ogni luna piena, privo di qualsiasi ferita.

Sempre nel 2009 prende il via la Trilogia dei Lupi di Dorothy Hearst, con il romanzo Promise of the Wolves (in italiano: La promessa dei lupi), poi seguito da Secret of the Wolves e da Spirit of the Wolves, ambientato in un lontano e gelido passato (14000 anni addietro) in cui uomini e lupi vivevano assieme, prima come compagni e amici, poi come nemici. Dello stesso anno Lunaris. Diario di un licantropo, dell’italiano D. F. Lycas, incentrato su Lyka, un giovane copywriter che subisce mutazioni durante la luna piena.

“Torno alla finestra. Apro le tende e mi rimetto a guardare. Fuori. La gente da
lontano. Da lontano sono tutti così belli. Da vicino, invece, c’è il rischio di scoprirli anche buoni.”

Al romanzo ha fatto seguito Lunaris. Licantropi alla porta, in cui Lyka parte alla ricerca dei suoi simili nell’Europa del nord.

Concludiamo con un paio di titoli del secondo decennio del Ventunesimo Secolo: The Last Werewolf (Titolo originale: L’ultimo uomo mannaro) di Glen Duncan (2011), pensato come primo libro di una trilogia che continua con The Dawn of Talulla e By Blood We Live, in mezzo a tanti paranormal sdolcinati il romanzo ci mostra una storia d’azione e fuga di quello che crede di essere l’ultimo licantropo al mondo, con uno stile crudo e diretto; e Werewolf – Rise of the Wolf, di Curtis Jobling (2011), la storia del giovane licantropo Drew Ferran. Infine una curiosità, nel racconto “I sei lupi” di Grazia Di Salvo, inserito nell’antologia La Lanterna dei Sogni, Liam deve salvare i sei fratelli mutati in lupi da uno stregone che ha usurpato il trono del loro regno e, per farlo, deve coprire i loro corpi con un mantello realizzato l’ortica. Una pelle che li fa tornare umani.

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Licantropi nella Letteratura - Il Novecento
Licantropi femmine - le "were-women"
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