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L’esodo dei Quendi

Ripercorrendo brevemente alcuni passi dell’articolo precedente, sappiamo che gli Elfi (Quendi, “coloro che parlando con voci”)  nacquero dalle acque di Cuivienen, nel Mare di Helcar dove sprofondò la colonna che reggeva Illuin, una delle due Lampade distrutte da Melkor.

Essi guardarono per la prima volta il cielo illuminato dalla costellazione di Valacirca, creata da Varda come monito per l’Oscuro Signore e  come simbolo di speranza per tutti gli Elfi. Guardando il cielo, si udì “Ele!” ovvero “guarda!“, la prima parola in lingua elfica mai pronunciata. Per questo motivo il Vala Orome li soprannominò Eldar nella loro stessa lingua.

Sappiamo, inoltre, che non passarono innoservati agli occhi di Melkor che portò molti di loro lontani dalla propria gente verso la fortezza di Utumno dove li trasformò nei primi Orchi.

Quando Orome si presentò loro, essi si nascosero timorosi che anch’egli fosse un “demone” come Melkor, ma poi conquistò la loro fiducia e ne scelse tre da portare con se a Valinor: Ingwe, Finwe ed Elwe. Essi furono testimoni delle bellezze e dei miracoli di Aman e tornarono indietro dalla propria gente per spronarli ad intraprendere un lungo viaggio verso quella terra promessa. Una parte di loro decise di seguire i Valar ad Aman e furono chiamati da li in poi Eldar per distinguerli da coloro che, invece, rifiutarono l’invito, gli Avari, “i riluttanti”.

« Molti tuttavia respinsero l’invito, preferendo la luce delle stelle e i vasti spazi della Terra di Mezzo al fruscio degli Alberi; e sono questi gli Avari, i Riluttanti. »

(Silmarillion)

Il viaggio vero Aman fu ostacolato in tutti i modi da Melkor. Le Montagne Nebbiose sono uno degli ostacoli creati dall’Oscuro Signore per fermare il viaggio degli Eldar.

Coloro che videro la luce degli Alberi sono chiamati “Caliquendi” e compredevano:

– I Vanyar o “I Chiari” in Quenya, guidati da Ingwe. Sono gli elfi partiti per Aman e li rimasti per sempre. Si stanziarono nel Taniquetil, sotto la dimora del signore dei Valar Manwe e sua moglie Varda. Sono caratterizzati da capelli biondi, luminescenti e privi di striature scure. Hanno una carnagione molto chiara, ma non pallida, simile all’argento. Notevole era anche la loro statura: erano alti più di 2 metri.

– I Noldor, guidati da Finwe. Raggiunsero Aman e li vi rimasero per molto tempo finchè una parte di loro non tornò nella Terra di Mezzo. Erano caratterizzati da una carnagione chiara, con lunghi capelli neri o bruni  e occhi generalmente chiari. Il successore di Finwe, Feanor, sarà protagonista, assieme ai Noldor, di nuovo esodo nella Terra di Mezzo per recuperare i preziosissimi Silmaril da lui creati.

– I Teleri, guidati da Elwe e poi da Olwe dopo la scomparsa del primo. I Teleri, che chiamavano se stessi Lindar, “i cantori“, indugiarono nella Terra di Mezzo per lungo tempo alla ricerca di Elwe, ma il Vala Ulmo li spronò insistentemente a raggiungere Valinor. Erano la stirpe più numerosa, superando di gran lunga i Vanyar, e molti di essi stanchi e provati dal lungo viaggio verso Aman, decisero di rimanere nella Terra di Mezzo permettendo la nascita di due nuove stirpi: i Sindar (letteralmente “Il popolo grigio“) cioè coloro che scelsero di non andare a Valinor per cercare il loro re Elwe, e i Nandor o Elfi Silvani che si rifiutarono di continuare la lunga marcia e si stabilirono lungo le rive del fiume Anduin. I discendenti dei Nandor sono chiamati Laiquendi o Elfi Verdi a causa del loro abbigliamento in sintonia con i colori delle foreste che abitavano nel Lindon dove, in futuro, sorgerà la città di Mithlond, i Porti Grigi, che fanno da sfondo alle ultime scene de “Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re” in cui Gandalf e Frodo insieme a Bilbo, Galadriel e Celeborn salutano i proprio compagni e si lasciano alle spalle la Terra di Mezzo.

E’ importante sottolineare che i Nandor, i Laiquendi, i Sindar e i loro discedenti (Falathrim, Mithrim e Iathrim) senza escludere gli antichi Avari, siano elfi Moriquendi, Elfi delle Tenebre, cioè coloro che non viddero mai la luce degli Alberi.

Infine, sempre per la stirpe dei Teleri, vi furono i Falmeri (“Elfi del mare“) che si stanziarono sulle rive del mare, ad Aman e quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti elfi Calaquendi.

Nei prossimi articoli si descriverrano più in dettaglio le stirpi elfiche e le loro storie, in particolar modo i Noldor e i Teleri che saranno coinvolti nelle vicende dei primi.

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Genesi - Parte III
I Silmaril di Feanor
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Noxed

- State tutto il tempo intorno ad un tavolo a lanciare dadi strani e a immaginare di essere cavalieri in cerca di gloria o farabutti in cerca di oro? - Fondamentalmente è così. - E dov'è la parte pratica? Dov'è il vero gioco? - La "parte pratica" è su questi manuali. La vera avventura è nella tua testa. - Nella mia testa? - Sì. Per quanti libri o manuali possano essere stati scritti non troverai mai un avventura straordinaria e potenzialmente infinita come quella nella tua testa. - Cioè? - La fantasia.
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