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La Leggenda Del Cavaliere Senza Testa

La figura del Cavaliere Senza Testa è presente già nella mitologia celtica e poi nel folclore europeo sin dai tempi del Medioevo. Appartenendo al folclore e quindi alla tradizione di diverse popolazioni tutte appartenenti all’area europea, la storia e la visione del Cavaliere subisce mutazioni e acquisisce diverse sfumature. In seguito la sua figura misteriosa affascinerà altre culture prima fra tutte quella americana.

Nella Mitologia Celtica

Cavaliere Senza Testa - Lande Incantate

Il Dullahan è un folletto presente nella mitologia celtica e inseguito nel folclore irlandese. La creatura reca la propria testa sotto la coscia o la alza sulle braccia per vedere a grandi distanze, in una versione conduce una carrozza nera trainata da un cavallo nero o generalmente lo si vede cavalcare un cavallo anch’esso privo della testa. Altre fonti affermano che possieda una testa con occhi fiammeggianti. Brandisce una frusta  creata con la colonna vertebrale di un cadavere umano e sfoggia un sorriso ampio e sinistro sul volto. Alle persone che incontrano l’essere durante il suo tragitto annuncia la morte imminente. Il Dullahan nomina il nome delle future vittime, come racconta  W. J. Fitzpatrick, inutile cercare di non sentire, la morte è pressoché immediata. Nella versione che lo vede alla guida di una carrozza può essere scacciato indossando un oggetto dorato. A chi, incuriosito dai rumori provenienti dall’esterno, apre la porta di casa al suo passaggio, l’essere si mostra e sommerge lo sventurato con sangue, gettandogli addosso il liquido contenuto in un recipiente.

** Uno dei più illustri racconti scozzesi riguardanti un cavaliere senza testa narra la storia di un uomo di nome Ewen, decapitato durante una battaglia tra clan a Glenn Cainnir nell’isola di Mull, la battaglia gli negò la possibilità di diventare capo e sia lui sia il suo cavallo sono senza testa secondo i resoconti dell’epoca.

Nel Folclore Tedesco

I fratelli Grimm nelle loro Leggende Tedesche (Deutsche Sagen) raccontano due versioni della storia del cavaliere senza testa. Una versione è ambientata in Sassonia a Dresda, dove una signora una domenica esce di buon mattino  per andare a raccogliere ghiande nella foresta, precisamente in luogo chiamato Acque Perdute, all’improvviso sente il richiamo di un corno da caccia, la donna si volta e vede un uomo  senza testa su un destriero grigio. Un’altra versione è ambientata in Bassa Sassonia, dove un uomo senza testa chiamato “il cacciatore selvaggio” suona un corno per avvisare i cacciatori di non cavalcare il giorno successivo. Altre versioni tedesche dell’uomo senza testa lo vedono come un vendicatore che cerca i responsabili di  crimini mortali o accompagnato da un branco di segugi neri con lingue di fuoco.

El Hombre Muerto

La leggenda de El Hombre Muerto è ambientata al confine tra Messico e Texas, nata probabilmente da un fatto storicamente attendibile avvenuto nella metà del 19° secolo. Nel 1850 un bandito messicano di nome Vidal fu catturato nel Texas meridionale da due Texas Ranger, Creed Taylor e William “Bigfoot” Wallace. I due, spinti dalla voglia di impedire ad altri desperados di seguire le orme del bandito, ebbero la macabra idea di trasformarlo in uno spettro vagabondo. Lo decapitarono, legarono il suo corpo alla groppa di un cavallo nero accecato, assicurarono la testa tagliata alla sommità della sella protetta da un sombrero e spinsero il cavallo a correre. Molti lo videro, messicani, indiani, coloni e presto cominciò a circolare la voce che lo spirito di un bandito messicano vagasse sul confine per proteggere una miniera d’oro.

** Questa storia è stata fonte di ispirazione per il numero 27 del fumetto Tex Albo Speciale intitolato La cavalcata del morto, scritto da Mauro Boselli e disegnato da Fabio Civitelli.

Zucca di Halloween - Lande Incantate

Nel Folclore Statunitense

A fissare il personaggio del cavaliere senza testa nel folclore americano ha contribuito certamente il racconto di Washington IrvingLa Leggenda Sleepy Hollow” anche conosciuto come “La Leggenda della Valle Addormentata”, contenuto nella raccolta “Il Libro degli Schizzi” (The Sketch Book of Geoffrey Crayon) scritta a Birmingham in Inghilterra e pubblicata nel 1820.

L’animale che egli cavalcava era un cavallo rovinato dall’aratro, che con l’età aveva perduto ogni bella qualità, ma conservato tutti i vizi; era magro e irsuto, con un collo da pecora ed una testa a forma di martello, la criniera spelacchiata e la coda erano tutte aggrovigliate con bacche spinose; un occhio era senza pupilla, e guardava fisso come quello di uno spettro, ma l’altro conservava un luccichio davvero diabolico. Pure, a giudicare dal suo nome, «Polvere da sparo», doveva essere stato un tempo un cavallo focoso e vivace.

da La Leggenda della Valle Addormentata, Washington Irving

La Trama

Lungo le strade polverose che, dalla baia di New York, conducono tra le valli della contea di Westchester, si aggira la figura inquieta di un soldato misterioso, un cavaliere dell’Assia a cui un colpo di cannone ha fatto saltare la testa nel corso di una delle tante battaglie senza nome della guerra civile americana. Devoto alle virtù del progresso e alla forza della ragione, anche Ichabod Crane, uno strano maestro di scuola, si mette in viaggio. La sua meta è Tarrytown, una piccola colonia olandese. Qui Crane scoprirà che la passione ha il volto bellissimo della giovane Katrina Van Tassel e che gli uomini disposti a negargli la possibilità di realizzare i suoi sogni possono essere spietati come Abraham Van Brunt, suo rivale in amore. Il cavaliere dell’Assia continua a battere la campagna di Tarrytown in groppa a un possente stallone nero, condannato da un sortilegio che lo spinge a decapitare chi intralcia il suo cammino. Crane, accecato dall’amore, non da retta alle mille voci che definiscono i contorni di questa leggenda. E così, in quello che resta il più celebre racconto di Washington Irving, insieme al cuore, il protagonista rischia di perdere anche la testa.

Edizioni Italiane

Il Mistero di Sleepy Hollow Ed. Integrale, Newton&Kompton, collana Grandi Tascabili Economici.

Adattamenti per il piccolo e il grande schermo

In seguito il racconto ha avuto numerosi adattamenti cinematografici che hanno contribuito a ingigantirne l’impatto, rendendolo appunto, leggenda.

 

Il mistero di Sleepy Hollow - Lande IncantateThe Legend of Sleepy Hollow, film del 1908, prima trasposizione sullo schermo della storia.

The Legend of Sleepy Hollow, film del 1912 diretto da Étienne Arnaud.

Le avventure di Ichabod e Mr. Toad, lungometraggio del 1949 realizzato dalla Disney, il quale contiene i mediometraggi animati: Il vento tra i salici e La Leggenda della Valle Addormentata.

The Legend of Sleepy Hollow, film per la televisione canadese del 1999 filmato a Montreal, diretto da Pierre Gang e interpretato da Brent Carver e Rachelle Lefevre.

Il mistero di Sleepy Hollow (Sleepy Hollow), film del 1999 diretto da Tim Burton.

La leggenda di Sleepy Hollow (The Haunted Pumpkin of Sleepy Hollow), film animato del 2002.

Sleepy Hollow, serie televisiva del 2013 prodotta per la Fox.

 

LA LEGGENDA DEL CAVALIERE SENZA TESTA MADE IN ITALY

A Riva del Garda

Riva del Garda si trova all’estrema punta del Lago di Garda. La Rocca risale al XII secolo ma subì pesanti restauri. L’interno ospita il Museo della Rocca, luogo che ancora oggi evoca un episodio molto inquietante. Circa negli anni 50 fu scoperta un’antica tomba romana a capanna, contenente resti umani di un guerriero, ma senza testa, probabilmente il guerriero era stato decapitato e il cranio perduto. Il corpo fu sistemato all’interno del museo ma da allora si verificarono degli strani episodi. Accadevano fatti inspiegabili narrati dai guardiani che sentivano strani rumori e degli addetti alle pulizie che il giorno dopo trovavano inspiegabile disordine, ma soprattutto trovavano il corpo del guerriero in luogo differente e con la disposizione delle ossa diversa dalla sera precedente. Insomma l’unica spiegazione poteva essere data dal fatto che la notte il cavaliere senza testa si fosse periodicamente destato dal suo sogno eterno, magari un po’ adirato per la sua nuova collocazione, alla ricerca della propria testa. Provarono dunque a mettere dei fili trasparenti un po’ dappertutto per capire se poteva essere lo scherzo di qualcuno, ma il giorno dopo, veniva ritrovato lo stesso disordine e i fili erano intatti. Accadde nel 1955 un episodio correlato. Fu ritrovato a Malcesine un teschio, che probabilmente poteva essere il tassello mancante. Oggi lo scheletro è conservato sotto una teca di vetro nella sala delle torture e sembra che non accada più nulla ormai da molto tempo.

La Leggenda di Otranto

 La leggenda di Otranto parte da un importante fatto storico: l’assedio e l’occupazione della città da parte delle truppe saracene di Mechmèt Cavaliere Senza Testa - Lande IncantatePascià. L’attacco partì dal mare, nell’agosto del 1480. Per diversi giorni i cannoni delle navi turche lanciarono contro le mura di Otranto palle di pietra e di piombo, alcune delle quali fanno ancora da battistrada, adagiate al suolo agli angoli della città vecchia. I turchi sbarcarono e il 15 agosto lo scontro si trasformò in una battaglia di terra, ottocento persone furono decapitate dai saraceni. ossa e teschi si vedono ancora, in apposite teche della famosa Cattedrale di Otranto. Un forte ruolo aveva avuto, negli scontri e nei duelli del 15 agosto, il Conte di Conversano Giulio Antonio Acquaviva, luogotente del Re di Napoli Alfonso d’Aragona. Abile spadaccino aveva fatto strage di saraceni ma, alla fine, era stato ammazzato, decapitato da un colpo di scimitarra turchesca. Stando alla leggenda, il ‘cavaliere senza testa’ aveva però continuato a combattere, seminando morte e sgomento tra i nemici. Poi il fido corsiero si era dileguato nelle campagne ed aveva portato il Conte decapitato al Castello di Sternatia. Nel cortile del palazzo, il cavallo si fermò e il cavaliere cadde al suolo per sempre. Nella Chiesa Maggiore di Sternatia il cadavere del Conte fu ricomposto. Questa leggenda concorda in gran parte con la verità storica, anche se – a quanto pare – il Conte morì nel 1481, e non nell’80, combattendo contro i turchi a Muro Leccese. Fu effettivamente decapitato da un fendente nemico e il corpo morto, fermo sull’arcione, fu trasportato dal cavallo al Castello di Sternatia. I cavalieri allora erano bardati di corazze e legami metallici, al punto che quasi facevano un blocco unico con il cavallo. Ciò spiega l’arcano del guerriero che rimaneva in sella senza testa.L’idea dello spettro però sopravvive e più d’uno racconta di aver visto, nelle notti di agosto, un cavallo montato da un cavaliere senza testa che agita la spada nell’aria, cercando la guerra e l’avventura sulla linea degli antichi bastioni di Otranto.

Tutto si svolge in un luogo relativamente vicino alla vecchia fortezza sul mare, quella che ispirò, nel 1764, allo scrittore inglese Horace Walpole il primo ‘romanzo gotico’, che appunto si intitola, Castello di Otranto (The Castle of Otranto).

 

Affascinante, inquietante, misteriosa, la leggenda del Cavaliere Senza Testa da qualsiasi cultura essa provenga, costituisce una pietra miliare nell’immaginario collettivo.

 

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Banshee
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Gioia Riccardi

« Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che fi­nora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arreca­to troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura. » H.P. Lovecraft, Il Richiamo di Cthulhu 1928.

2 Comments

  1. avatar Nymerios ha detto:

    Mi piace tantissimo questa rubrica! Spero farai altri articoli al più presto 🙂

    • avatar Gioia Riccardi ha detto:

      Mi fa piacere che apprezzi 🙂 Ci saranno sicuramente altri articoli, devo solamente trovare il tempo e l’equilibrio per gestire questa rubrica e la “sorella maggiore”, la rubrica Libri a 360°.

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