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Le Trilogia degli Iremonger di Edward Carey

Cominciavo a rendermi conto che Heap House, la nostra dimora, non era stata costruita con mattoni e I Segreti di Heap House - Lande Incantatecemento, bensì con dolore e pensieri tetri, con freddo e sofferenza, con pianto e sudore e sputi. La tappezzeria dei nostri muri era incollata con le lacrime di gente sfruttata. Quando la nostra casa singhiozzava, singhiozzava perché qualcuno nel mondo ricordava cosa gli avevamo fatto.

I Segreti di Heap House

La Trilogia degli Iremonger dell’autore Edward Carey è composta dai romanzi; Iremonger.I Segreti di Heap House (Heap House, Iremonger), Iremonger. Foulsham (Foulsham, Iremonger), Iremonger. Lombra (Lungdon, Iremonger).

IREMONGER. I SEGRETI DI HEAP HOUSE

Clod è un Iremonger. Vive tra un mare di oggetti gettati via o smarriti che provengono da tutti gli angoli di Londra. E al centro di questo mare c’è una casa. Heap House, un insieme di tetti, torrette, comignoli, parti di case smantellate con i loro misteri, raccolti per tutta la città e fusi in un labirinto vivo di scale, saloni e angoli nascosti. Gli Iremonger hanno una caratteristica: ciascun Iremonger è legato, sin dalla nascita, a un oggetto. Ma Clod Iremonger ha una caratteristica ulteriore: lui può udire i sussurri degli oggetti. Il primo di cui ha avvertito la voce è stato il suo oggetto natale: il tappo da bagno universale James Henry che diceva proprio questo “James Hayward Henry”. Ma un giorno su Heap House iniziano a radunarsi nubi di tempesta: gli Iremonger sono sempre più irrequieti e le voci degli oggetti si fanno più forti; Clod incontra Lucy Pennant, una ragazza appena arrivata a Heap House, e la sua vita cambia. I segreti che tengono insieme la casa iniziano a dipanarsi rivelando un’oscura verità, che minaccia di distruggere il mondo di Clod.

Iremonger. I Segreti di Heap House, Bompiani, collana Romanzi Bompiani.

Recensione

IREMONGER. FOULSHAM

Foulsham, la grande discarica di Londra, è sull’orlo del collasso. Le mura che contengono i rifiuti stanno per cedere, la spazzatura straborda dall’alto per tornare nella città da cui proviene. Negli uffici della famiglia Iremonger, nonno Umbitt, accecato dalla sete di potere, ha trovato un modo per far assumere forma umana agli oggetti di tutti i giorni e, allo stesso modo, per trasformare le persone in carne e ossa in oggetti. Abbandonata nelle profondità dei cumuli, Lucy Pennant è stata portala in salvo da una creatura terrificante, Binadit Iremonger, più un animale che un uomo. È disperata e decisa a ritrovare Clod. Ma, a sua insaputa, Clod è diventato una mezza sovrana d’oro ed è “perso”. Viene passalo di mano in mano come denaro contante in giro per Foulsham, eppure lo stanno cercando tutti! Potrebbe essere lui, infatti, il pericoloso Iremonger che si pensa abbia il potere di far finire il regno di Umbitt. Nel frattempo, però, in città gli oggetti, oggetti comuni, prendono vita…

Iremonger. Foulsham. Bompiani, collana Romanzi Bompiani.

IREMONGER. LOMBRA

Dopo essersi lasciati alle spalle i resti ancora fumanti di Foulsham, gli Iremonger si sono dispersi per tutta Londra. Hanno bisogno di una nuova casa e sono determinati a trovarla. Strane cose cominciano ad accadere in tutta la citta: persone care che spariscono nel nulla, oggetti bizzarri mai visti prima e un’inquietante oscurità che sembra volersi ingoiare la luce del giorno. La Polizia ha spiegato le forze, ma saprà fronteggiare i temuti Iremonger? E quale sarà il ruolo di Clod: ribelle o figliol prodigo? La storia della dinastia Iremonger, edificata sui rifiuti, sta per concludersi.

Iremonger. Lombra, Bompiani, collana Narratori Stranieri.

La Trilogia degli Iremonger, tra il gotico e il grottesco, è il primo tentativo di scrivere e illustrare un’opera per ragazzi dell’autore Edward Carey. Il primo libro degli Iremonger è stato pubblicato, con grande successo, in Inghilterra nel 2013 e negli Stati Uniti nel 2014, ed è stato nominato tra i migliori libri dell’anno da molte testate, a partire dal New York Times al Sunday Times.

Accoglienza:

Se fosse uno spartito, Carey sarebbe Eric Satie. Se fosse un film, sarebbe Tim Burton

Newsday

A prima vista, puoi confonderlo con una nuova edizione di Dickens illustrata da Edward Gorey. Heap House è un libro insolito, sensazionale, deliziosamente misterioso: ci auguriamo che questo scrittore originale e di talento resti fuori dal comune.

Pseudonymous Bosch, New York Times

L’importanza del dettaglio è dolcemente distaccata, la sua prosa minuziosa ha i suoi antecedenti nei sogni illuminati di Borges, Calvino e Georges Perec.

The New York Times Review of Books

Dickens incrociato con Lewis Carroll. Una storia gotica insieme spiritosa, dolce, meditativa ed emozionante… magnificamente inquietante.

Kirkus Reviews

Estratto dell’intervista a Edward Carey rilasciata ad Ilaria Tagliaferri in occasione dell Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna:

clod, heap house - lande incantateIl suo esordio come autore di narrativa è stato con il romanzo per adulti Observatory mansion (Bompiani, 2003): all’epoca lei lo definì “una fiaba per adulti” e dichiarò “Da tempo riflettevo sul fatto che i libri per adulti non sembrano godere della libertà d’ immaginazione delle favole per bambini, dove accadono molte più cose straordinarie e spesso anche spaventevoli”. Ora che ha dato vita alla trilogia degli Iremonger, destinata ai ragazzi, ha soddisfatto la sua voglia di libertà immaginativa?

Sì, avevo una gran voglia di scrivere per ragazzi e di scatenare la mia immaginazione, cosa che avevo comunque fatto anche nei miei libri precedenti per adulti. La differenza sostanziale sta solo nel fatto che ne I segreti di Heap House i protagonisti sono dei ragazzi, mentre nei miei libri per adulti, che pure hanno una struttura molto simile alla fiaba, i protagonisti hanno un’età diversa. Insegno storia della letteratura per l’infanzia e scrittura creativa all’università e leggo spesso fiabe ai miei studenti: grazie alla mia formazione il passaggio tra lo scrivere per adulti e per ragazzi è stato molto naturale. Sono da sempre convinto che le fiabe non siano dedicate esclusivamente all’infanzia, ma a tutti. E il mio desiderio era, allora come oggi, dare vita a libri pieni di avventure che fossero godibili sia dai bambini che dagli adulti. In realtà ho incontrato anche qualche difficoltà in questo percorso, soprattutto riguardo alla creazione dei vari personaggi: il mio editore, per esempio, non capiva quale fosse la funzione, all’interno del plot, del dinoccolato Tummis. Un personaggio che adora allevare gabbiani e blatte, al quale vengono dedicate decine e decine di pagine, e che apparentemente, almeno in questa prima parte, non sembra avere granché a che fare con la storia…ma vedremo cosa succederà nei libri successivi.

Gli abitanti di Heap House, sia quando dialogano tra loro che quando riflettono in solitari monologhi interiori, usano spesso un linguaggio teatrale e sembrano quasi muoversi su un palcoscenico. Questa scelta deriva dalla sua attività come drammaturgo?

È vero, c’è una forte componente drammatica e teatrale nel libro, ma questo viene prima di tutto dal mio amore viscerale per Dickens, che ha influenzato moltissimo la mia formazione. La sua lingua era fortemente drammatica e tutti i suoi personaggi sembravano creati per essere messi in scena. A volte, quando leggo questo libro agli studenti interpreto con la voce un personaggio, poi un altro e mi scopro un po’egoista… vorrei riuscire a interpretarli tutti, come se davvero fossimo sul palcoscenico! Vorrei essere Lucy che è arrabbiata, forte, piena di energie, ma anche Tummis che è pacato, Clod così insicuro: insomma tutti i personaggi hanno un loro preciso ritmo linguistico e drammaturgico.

La storia che ha scritto è costruita sul legame tra persone e oggetti. All’inizio è un rapporto oscuro, che piano piano viene svelato. Da dove viene l’idea di legare oggetti e personaggi?

Da tempo desideravo scrivere una storia dove gli eroi fossero proprio gli oggetti quotidiani. Mi sono messo a disegnare, come faccio sempre per iniziare un libro, e i disegni, così simili a dagherrotipi, mi hanno suggerito le atmosfere e l’ambientazione vittoriana della storia. Poco alla volta ho iniziato ad attribuire caratteristiche specifiche a questi oggetti. La stessa cosa è avvenuta per i personaggi: il primo che ho disegnato è stato proprio Clod, e volevo assolutamente che risultasse un personaggio staccato dal resto della famiglia Iremonger. Nel periodo vittoriano i giovani di buona famiglia erano soliti portare l’orologio con la catena, e anche Clod ne ha una che esce dal taschino: invece di un orologio regge il suo oggetto natale, il tappo universale. Il tappo è simbolo di qualcosa che “contiene” e Clod è proprio colui può tenere insieme la famiglia. Via via che creavo i vari personaggi attribuivo loro un oggetto e mi sono chiesto come poteva essere per ognuno di loro dover trascorrere tutta la propria vita attaccato inscindibilmente agli oggetti donati: come avrà vissuto uno che aveva come oggetto natale un porta toast?. Nella storia ho voluto proporre una riflessione sul rapporto tra uomo e oggetti, che nel corso dell’esistenza diventano parte di noi, ci proteggono, ma non ci salvano, diventano una sorta di armatura con cui affrontiamo il mondo per non essere nudi, mai davvero esposti. Gli oggetti sono ciò che di più vicino abbiamo al concetto di immortalità: più persistenti delle persone, meno scalfibili dagli accidenti. Ci danno fiducia.

Intervista all’autore su Il Giornale:

Un romanzo stupefacente. Da dove partirebbe per raccontarlo?

Da un disegno. La prima volta che tratteggiai questo ragazzo infelice e molto, molto preoccupato, malaticcio, con una camicia troppo grande e il papillon, mi chiesi da dove potesse venire. Considerato il papillon, così vittoriano, ho pensato a Dickens e alla sua Londra. Ecco come è cominciata.

Questa è anche una trilogia sugli oggetti.

I vittoriani erano ossessionati dagli oggetti. Così ho creato il cumulo di spazzatura più imponente di tutta la Londra vittoriana, un ammasso di vastità inconcepibile: la mia arcigna famiglia siede nel mezzo di quell’ammasso, Heap House, un castello assemblato con i palazzi rubati agli altri. Una storia d’amore “di formazione” ambientata in un cumulo di spazzatura con oggetti che si muovono: ho capito subito che sarebbero stati tre libri. Il primo ambientato a Heap House, il secondo nella città di spazzatura che sta tra il castello e Londra e il terzo, che ho appena terminato di scrivere, a Londra.

Spazzatura: un tema così irresistibile?i segreti di heap house 2 lande-incantate

Affascinante. Ogni cosa viva crea rifiuti, sono una prova dell’esistenza. Gli oggetti ci consolano, ci governano, dicono chi siamo, ci sopravvivono. Quando qualcuno muore, gli oggetti che ha accumulato vengono gettati e separati per non essere ricomposti mai più. Un oggetto d’epoca parla, racconta segreti e a volte mi pare che provi sentimenti, voglia piangere o gridare. Per questo ho volute muovere gli oggetti in un ammasso grande quanto un mare, che avesse onde minacciose, che ci fosse una vera possibilità di annegarci.

Non tutti però sono «oggetti natali»

Gli oggetti natali proteggono ogni Iremonger per tutta la vita. Se un Iremonger perde il suo, si ammalerà e morirà. Sono oggetti di uso domestico, mai costosi, eroici nella loro modestia. Dickens scriveva che in un mondo utilitaristico è una questione di grave importanza aver rispetto delle favole. Gli oggetti natali sono la favola delle cose.

La letteratura può aiutarci ad accettare il male?

Aveva ragione Kurt Vonnegut: “Bisogna essere gentili, è l’unica regola che conosco”, diceva. Ma naturalmente non lo siamo. La letteratura può solo aiutarci a capire meglio, pensare diversamente, scoprire altri punti di vista.

EDWARD CAREYEdward Carey - lande incantate

Edward Carey è uno scrittore e illustratore nato a North Walsham, Norfolk, Inghilterra, nel corso di una bufera di neve di aprile. Come suo padre e suo nonno, entrambi ufficiali della Royal Navy, ha frequentato Pangbourne Nautical College, in seguito entra a far parte del National Youth Theatre e ha studiato recitazione alla Hull University. Ha scritto opere teatrali per il Teatro Nazionale di Romania e il Piccolo Teatro di Stato di Vilnius, Lituania. In Inghilterra sue opere e adattamenti sono stati effettuati al Young Vic Studio, il Centro Battersea Arts, e la Royal Opera House Studio. È  anche l’autore dei romanzi Observatory Mansions e Alva e Irva: i gemelli che hanno salvato una città, che sono stati tradotti in tredici lingue diverse, entrambi illustrati da lui stesso. Ha insegnato scrittura creativa e fiabe in numerose occasioni; al Writers Workshop presso la Università dell’Iowa, al Michener Center e il Dipartimento di Inglese presso l’Università del Texas a Austin. Ha vissuto in Inghilterra, Francia, Romania, Lituania, Germania, Irlanda, Danimarca e Stati Uniti. Attualmente vive a Austin, Texas.

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Gioia Riccardi

« Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che fi­nora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arreca­to troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura. » H.P. Lovecraft, Il Richiamo di Cthulhu 1928.

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