Le ambientazioni storiche

Come ho ripetuto sino a oggi, un’ambientazione fantasy deve avere una propria logica interna per apparire realistica. Questo elemento è imprescindibile. Quando poi ho affrontato il discorso del fantastico, ho detto che in tal caso occorre anche domandarsi in quale modo l’elemento meraviglioso, magico o, appunto, fantastico, debba emergere da una situazione normale.
Oggi parliamo di fantasy (o per meglio dire, racconti fantastici) che hanno ambientazioni storiche, oppure partono da esse per arrivare a un mondo proprio. Come noterete ho già fatto una piccola suddivisione, poiché la strada si biforca subito.

AMBIENTAZIONI STORICHE
Nel primo caso abbiamo storie che potremmo definire prettamente “fantastiche”, poiché troviamo un’ambientazione storica ben definita in cui si vanno a inserire alcuni elementi di fantasia. Se questi elementi non muteranno niente del corso degli eventi del nostro mondo, avremo un “semplice” racconto di genere fantastico con ambientazione storica. In tal caso ci dovremo fare tutte quelle domande che già ci eravamo posti per il racconto fantastico in generale, ma oltre a queste dovremo studiare anche con cura l’ambientazione storica in cui abbiamo inserito la nostra storia.
L’informazione e il realismo in questo genere di racconti sono fondamentali, poiché servono a conferire un enorme peso di veridicità alla narrazione. Se volete scrivere storie di questo tipo, preparatevi a lunghe sessioni di studio, poiché poco o nulla potrà essere lasciato al caso. In un mondo fantasy creato da voi al cento percento potete muovervi come volete, ma invece nel mondo reale dovrete essere attentissimi a ogni dettaglio, altrimenti un qualsiasi errore comprometterebbe la credibilità del vostro racconto. Facciamo un po’ di esempi: se i vostri personaggi si muovono nel medioevo reale, non potranno parlare di “stati”, ma sempre di “regni”, poiché il concetto di “stato” è arrivato molto dopo il medioevo. Oppure le donne non potranno mai partecipare a battaglie armate di tutto punto (escludendo Giovanna d’Arco), poiché un tempo ricche o povere che fossero, passavano il tempo in casa e avrebbero avuto molte difficoltà a intraprendere attività militari da un giorno all’altro, come invece avviene nei film (ciò non è vero per le popolazioni nordiche come i vichinghi o i celti in cui pare ci fossero molte donne guerriere). Oppure, se la vostra storia si svolge nel rinascimento, non armate tutte le guardie con i fucili, poiché seppure le armi da fuoco erano già state inventate allora, non per questo erano disponibili per un intero esercito.
Si potrebbe continuare per ore, ma io mi fermo qui.
L’attenzione storica è dunque fondamentale e potrà essere ottenuta solo con molto studio e molta intelligenza.
Quando poi inserirete i vostri elementi di fantasia, badate a specificare come e perché questi siano rimasti nascosti nel tempo. Potete raccontare la storia di Nostradamus, potete dire che lui era un vero mago e che pertanto vedeva davvero il futuro, ma non potete fargli evocare draghi durante una guerra, poiché altrimenti questo evento sarebbe rimasto ben impresso nella storia. Oppure, se evocherà draghi, dovrete poi trovare un buon motivo per cui nessuno se ne sia mai accorto.

UCRONIA
Il discorso fatto sinora è valido quando si vuole rimanere nei limiti di un’ambientazione storica, ma si può anche decidere di prendere un’altra via: l’ucronia.
L’ucronia va a definire un mondo nuovo, con un percorso storico diverso da quello che si è verificato nella realtà. Anche in tal caso dovrete fare un buono studio storico per comprendere bene la vostra situazione di partenza, ma in questo genere, una volta che l’elemento di scarto invade il sentiero, va a deformarlo completamente.
Qui potrete dire che Nostradamus ha evocato draghi e da allora ha dominato il mondo. In tal caso però dovrete essere bravi a rendere il tutto credibile, essendo evidente che in questo modo potrete creare delle storie molto particolari.
Anche in tal caso però la logica deve giocare il suo solito ruolo. Ad esempio non potete far inventare a Leonardo da Vinci la bomba atomica, poiché a suo tempo non c’era alcuna conoscenza scientifica adeguata in questo senso. Se vorrete davvero arrivare a una simile conclusione, dovrete giustificarla con estrema attenzione, illustrando come sia possibile che un uomo rinascimentale sia riuscito a scindere un atomo con i suoi mezzi antiquati.

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Ha scritto il suo primo libro all'età di otto anni (un'orribile copia di Jurassic Park) e da allora non ha più smesso di sprecare inchiostro, nel tentativo di emulare i suoi inarrivabili punti di riferimento. Collabora con alcuni siti di interesse letterario, oltre a questo blog. Ha affrontato i misteri dell'autopubblicazione, alcuni premi letterari e una piccola pubblicazione in cartaceo, ma continua a scrivere continuamente per raggiungere il suo vero obbiettivo: scrivere continuamente.
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