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Lasombra

Niente retorica del Sabbat stanotte, amici miei, fratelli miei.
Tra poco le nostre spie in città daranno il segnale per l’attacco. E noi attaccheremo, e non lasceremo superstiti. Così deve essere, per volontà del nostro Vescovo a Lione, ma soprattutto per nostra volontà. Non dimenticatelo mai.
Io sono qui, ora, per mia scelta, così come vostra scelta è seguirmi: dire diversamente sarebbe macchiare di infamia il nostro sangue sacro. Noi non siamo burattini di alcun Anziano. Siamo e saremo sempre i burattinai.
Abbiamo scelto di essere qui poiché ci siamo addossati il più santo dei compiti. Qui non si tratta di politica, fratelli, ma di sangue che va lavato col sangue: un imperativo più vecchio di qualunque disputa di Setta. Questa notte noi metteremo a ferro e fuoco questa città per insegnare una lezione importante.
E qual è questa lezione?
Semplice: tra i Custodi c’è posto solo per i migliori dei migliori.
Osservate i vostri nemici mentre li spedite, urlanti, all’inferno: quello è ciò che noi tutti non dobbiamo diventare. La debolezza va estirpata come un parassita molesto. E noi siamo qui per assolvere prima di tutto a questo sacro compito, che poco ha a che vedere con le logiche del Sabbat e le sue Crociate.
Il Lasombra che si trova oltre queste alte mura e questo filo spinato ha fatto una scelta: ha deciso di tenersi fuori dalla guerra che infiamma la notte, rifiutando più e più volte gli inviti a unirsi alla Spada di Caino. Si è quindi rinchiuso in questa piccola fortezza, credendo che le sue guardie e i suoi sistemi di sicurezza lo avrebbero tenuto per sempre al sicuro dai suoi nemici.
Lui, più di chiunque altro, dovrebbe sapere che nessuna barriera può tener fuori le ombre.
Ha perduto la forza di lottare. Il lupo si è fatto pecora, tremante nel suo ovile.
Per questo noi lo faremo a pezzi, fratelli miei. Non perché ha rifiutato la chiamata alle armi del Sabbat, né perché ha rifiutato i suoi ideali di libertà. Non gli strapperemo il cuore dal petto perché, quando ancora ero viva, mi ha portato via tutto ciò a cui davo un valore. Non lo puniremo nemmeno per aver venduto informazioni su di noi alla maledetta Camarilla. Noi questa notte caliamo su di lui e i suoi servi perché si sono dimostrati mancanti, non all’altezza degli standard del nostro nobile e antico retaggio. La sua ignavia lo condanna all’oblio, poiché per noi non c’è altra strada se non quella della grandezza. Ovunque noi siamo, comandiamo. Ovunque noi comandiamo, vinciamo. Ovunque vinciamo, non lasciamo il minimo segno della nostra presenza. Siamo i re senza corona, i poteri dietro ai troni. Una nostra parola può far crollare intere civiltà. Fu lui stesso a insegnarmi che questo è l’unico modo di condurre la propria esistenza come Custode: nella perfezione assoluta. Quindi è giusto che ora io gli mostri sulla sua stessa carne quanto bene ho imparato la lezione.
E sia chiaro ora e per sempre questo: mi comporterei allo stesso modo con chiunque di voi, se mai pensassi che nei vostri cuori alberga la minima debolezza. Così come mi aspetto di perire sotto le vostre zanne affamate se mai la mia guida si facesse meno che sicura.
Ecco il segnale, mie fiere Aquile!
Venite, ora.
È tempo che io faccia visita a mio padre.

– Luna, Ductus del branco Black Eagles, dal suo famoso discorso precedente all’attacco al Rifugio del suo Sire, un Lasombra Antitribu

Soprannome: Custodi (Magistri nei tempi antichi)
Discipline di Clan: Dominazione, Ottenebramento, Potenza
Debolezza di Clan: I Lasombra sembrano confermare con la loro esistenza il mito del vampiro che non si riflette negli specchi. Dal momento dell’Abbraccio, infatti, il Lasombra non è più in grado di specchiarsi su nessuna superficie riflettente di alcun tipo – questo include, oltre agli specchi, l’acqua, il metallo, il vetro e qualunque altro materiale in grado di riflettere un’immagine. Telecamere, fotografie a colori, monitor, sensori di movimento e altri strumenti elettronici riescono invece a catturare l’immagine di questi Cainiti, anche se in modo impreciso.

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Giovanni
Salubri Antitribu
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Vivo vicino alla bella Venezia e faccio la scrittrice e sceneggiatrice. Da quando ero molto piccola, ho sempre inventato mondi fantastici, e ora mi sforzo di dar loro forma su carta. Ho studiato prima al liceo classico, poi all'università Ca' Foscari di Venezia (lingue orientali). Ho una grande passione per il Giappone e il mondo dell'intrattenimento in genere, nonché per gli stili di abbigliamento un po' particolari.
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