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L’Arma – terza parte

La giornata era splendida, il sole si rifletteva nell’acqua davanti al Tempio D’oro, ed il cielo era di un azzurro quasi innaturale.
L’idea che il Palazzo fosse raggiungibile da un tunnel sito al di sotto del Tempio più importante per i Sikh per lei era ancora pazzesca. Guardandosi intorno rimase affascinata dai mille colori delle vesti dei molti pellegrini e cittadini di Amritsar che si riunivano in quel sacro luogo a pregare. Amber si volse verso Chamy e sorrise.
Dopo tutto era bello trovarsi in mezzo alla gente, indubbiamente il fatto che fosse mattina aiutava la sua fobia dei vampiri. In mezzo a tutti quegli indiani loro non passavano inosservati, ma al contrario di molte altre culture quella dei Sikh era tollerante e rispettosa nei confronti di tutti e le donne erano trattate in maniera equa rispetto agli uomini, l’unica cosa che non tolleravano era l’essere irrispettosi verso il loro tempio e i loro riti. Per cui ambedue portavano uno scialle in testa come era prescritto fare.
C’erano bambini che giocavano, donne e uomini che immergevano i piedi nell’acqua sacra del Sarovar, balli e canti, era un’atmosfera festosa e allegra.
Lo sfarzo con cui era costruito il complesso che ospitava il Tempio D’oro era notevole, e la cittadina che lo abbracciava non riusciva a stare sullo stello livello.
I dintorni ospitavano infatti sia case moderne che palazzi e baracche. Era un connubio molto particolare, ma la gente era spesso sorridente e i negozi pieni di oggetti e vestiti colorati che mettevano allegria solo a guardarli.
Dopo un po’ Amber dovette sedersi per calmare i propri sensi sottoposti a quell’esplosione di vita che per tanto tempo lei aveva lasciato fuori dalla sua vita.
Chamy le sedette vicino.
“Tutto bene?” chiese continuando ad osservare la gente che passava
“Si si, è che…” inspirò profondamente “troppi stimoli. Mi rendo conto di aver perso troppo tempo seguendo i miei incubi”
“No, non saresti stata pronta. Va bene così, ogni volta che vorrai uscire io ti accompagnerò se questo ti farà stare più tranquilla” le disse sorridendole.
“Grazie lo apprezzo molto”
Lo scambio di sguardi di riconoscenza fu interrotto bruscamente da un urlo.
Entrambe si voltarono immediatamente alzandosi in piedi e Amberlee si mise dietro Chamy, mentre il cuore le andava all’impazzata.
La gente poco prima sorridente ora scappava da una parte all’altra senza un ordine.
La donna guardava a destra e a sinistra aspettandosi da un momento all’altro di veder spuntare i suoi nemici, i vampiri di quella notte, che l’avevano inseguita lì in India dall’Europa.
Ma quello che vide era molto peggio.
Del fumo si levava da diversi punti della parikarma, la parte al di fuori del complesso, creando un cerchio intorno a loro.
“Stai dietro di me” disse Chamy senza guardarla.
Dal punto dove si trovava non poteva vederla in faccia, ma avvertiva la tensione che l’avvolgeva.
Dopo pochi minuti la piazza in cui erano si era svuotata completamente e loro potevano vedere solo il cerchio di fumo che tagliava loro la fuga da tutte le direzioni.
“Cosa sta succedendo?” chiese con voce tremante
“Qualche amico voleva far compere evidentemente” disse l’angelo girando in tondo lentamente mentre perlustrava ogni possibile punto da cui poteva venire l’attacco.
Dal fumo pian piano vennero verso di loro tre figure che alla donna sembrarono enormi, da direzioni differenti.
Sentì Chamy emettere un mezzo borbottio.
“Questa non me l’aspettavo” disse “non aver paura, me la vedo io” aggiunse voltandosi per strizzarle l’occhio, mentre un’aurea dorata l’avvolgeva.
Amber rimase affascinata a guardarla mentre delle splendide ali color dell’ambra apparivano e la sua statura diventava più alta. Una lancia con la punta acuminata e tutta d’oro apparve nella sua mano e a lei sembrò che le parlasse. Era talmente presa da quello spettacolo che per poco non dimenticò il pericolo in cui si trovavano.
Una delle figure rise sguaiatamente.
“Angioletto angioletto perché sei fuori dal letto?” canzonò con voce roca
“Per farti il culo!” rispose con veemenza Chamy puntando la lancia verso di lui.
Ora la donna poteva vederli bene e la sensazione che ne ebbe per poco non la privò del respiro. Avevano lunghe corna arcuate sulla testa e ampie ali membranose che si aprivano sulla loro schiena. La loro pelle era rossastra e indossavano delle armature piene di spunzoni di metallo.
Un brivido di paura le corse lungo la schiena mentre si faceva piccola piccola.
Con un’occhiata Chamy le comunicò di accucciarsi sotto una panchina di marmo e lei non se lo fece ripetere due volte.
Non fece in tempo a prendere posizione che i primi rumori di lotta le arrivarono alle orecchie.
Il demone che aveva parlato si era gettato su Chamy a testa bassa, con lo spadone puntato in avanti nel tentativo di trafiggerla, ma lei era saltata di lato agilmente e gli aveva dato un colpo con la lancia sulla testa, colpo che gli aveva quasi fatto perdere l’equilibrio.
“Sei parecchio arrugginito Gontha” disse l’angelo sorridendo
Con un urlo agghiacciante i tre demoni partirono all’attacco contemporaneamente, cercando di afferrarla e trafiggerla. Uno di loro era armato di un’enorme ascia bipenne che Amber stimò essere più o meno quanto lei, con la quale cercava di decapitare l’angelo, ma lei era molto più agile e la lancia sembrava viva nelle sue mani.
Era uno spettacolo guardarla combattere.
Le sirene si sentivano in lontananza, presto sarebbero arrivati polizia e pompieri e quella battaglia avrebbe fatto il giro di tutti i telegiornali del mondo.
Amberlee si chiese come avrebbe preso la notizia la gente, una battaglia tra angeli e demoni nel centro dell’India.
Volse di nuovo lo sguardo su quegli esseri soprannaturali e vide che i demoni perdevano lucore da parecchi punti, mentre Chamy sembrava ancora illesa.
“Ti sei portato dietro gli sfigati?” chiese l’angelo al demone con cui aveva parlato dall’inizio.
“Ti strapperò le ali e me le mangerò!” disse lui digrignando i denti
“Bla bla bla, le mie ali sono ancora qui, ma le tue?” disse prima di avventarglisi contro e lacerare la sua ala destra con la punta della lancia.
Il demone urlò facendo tremare la terra, ma quel colpo aveva esposto il fianco destro dell’angelo e uno degli altri due demoni riuscì a lanciare un pugnale che si conficcò nel suo fianco.
Amber gridò insieme con lei, mettendosi una mano davanti alla bocca.
Il demone che l’aveva ferita approfittò del colpo andato a segno per attaccarla ripetutamente con affondi di spada. Lei continuava a combattere, ma aveva perso in agilità e numerosi tagli si aprirono sulla sua pelle candida lasciando uscire strie di sangue.
Tutti e tre i nemici si diedero da fare per metterla sempre più in difficoltà.
Chamy si volse verso di lei e riuscì a sorriderle nonostante il dolore che stava provando, la donna era sicura che lo facesse solo per rincuorarla e urlò quando vide il demone armato di ascia alle sue spalle pronto a decapitarla.
Chiuse gli occhi per non vedere la scena, ma invece delle urla di giubilo dei demoni sentì ringhi di sfida e urla di rabbia.
Quando aprì gli occhi la scena che le apparve davanti era ancora più surreale di quella a cui aveva appena assistito.
Altri due angeli erano arrivati e si erano messi a difesa di Chamy, uno aveva le ali nere come la notte e lucenti ed era completamente disarmato, eppure i demoni arretrarono lo stesso, mentre l’altro le aveva bianche con fili dorati ed impugnava una splendida spada dorata.
Sotto lo sguardo torvo dei due nuovi arrivati i demoni indietreggiarono e sparirono nel fumo denso.
Chamy cadde a terra, segno che stava resistendo solo per forza di volontà e Amber corse verso di lei ignorando gli altri due.
“Chamy, Chamy parlami!”
“Tranquilla, mi riprenderò, ma non posso riaccompagnarti al Palazzo” disse lei con un sorriso tirato, poi volse lo sguardo verso l’angelo dalle ali nere “proteggila come non hai mai fatto” gli disse prima di svenire.
“No, no, no” disse Amber, mentre cercava di arginare il sangue che usciva dalle sue ferite.
“Lasciala umana” disse quello dalle ali bianche “devo portarla via”
La scostò con gentilezza per poi prendere in braccio l’angelo ferito.
“Ma guarirà vero?” chiese lei spaventata
Lui le sorrise e si alzò in volo.

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L'Arma - seconda parte
L'Arma - quarta parte
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Oceanografa a tempo perso, grande lettrice che non disdegna dai classici agli ingredienti dei succhi di frutta. Nutre una grande passione per il Fantasy e in questo periodo, in particolare per il Weird. Avendo personalità multiple adora i GDR e sopratutto i GRV. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2008, ma è ancora in cerca di un editore che la sopporti.
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