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Lacrime e Ira, le due grandi battaglie

A 110 anni di distanza saranno combattute le ultime due grandi battaglie della Prima Era, la Nirnaeth ArnoediadBattaglia delle Innumerevoli Lacrime e la Guerra dell’Ira.

« Allora sulla piana di Anfauglith il quarto giorno della guerra ebbe inizio la Nirnaeth Arnoediad, la battaglia delle Innumerevoli Lacrime, poiché né canto né racconto basta a riferire tutte le sofferenze che costò. »

(Silmarillion)

La Nirnaeth Arnoediad inizò quando Maedhros e Fingon, determinati a scacciare il nemico dalle loro terra, forgiano un’allenza militare chiamata Unione di Maedhors. L’unione era formata da Fingon, Re Supremo dei Noldor, e annoverava tra le sue file non solo tutti gli elfi dello Hithlum, ma anche gli uomi della casa di Hador, Huor e Hùrin. Sempre dall’Occidente si uniranno gli Uomini di Brethil e gli Elfi di Cìrdan. Dall’Oriente giunse Maedhors con gli eserciti di tutti e sette di figli di Feanor, gli Uomini di Bòr e Ulfang e i Nani del Belegos sotto il comando di Azaghal.

Gli eserciti dell’Unione scacciarono gli Orchi dai loro territori e poi marciarono su Angband. Morgoth era pronto a riceverli, saputo del loro arrivo grazie alle notizie di Ulfang che tradì la sua gente. Morgoth sguinzagliò i propri eserciti di lupi, Balrgog e Draghi, tra cui Glaurung, Padre di Draghi. Tale imponenza rendeva inutili le gesta coraggiose dell’Unione, le cui schiere erano state rinforzate anche  dall’arrivo inaspettato di Turgon da Gondolin con diecimila soldati. Gothmog, Signore di Balrog, uccise un’altro grande re, Fingon, Re Supremo dei Noldor. Gli Uomini del Dor-Lomin si sacrificarono favorendo la fuga di Turgon con i pochi Noldor sopravvissuti. A est la situazione non fu migliore. I figli di Fëanor fuggirono verso sud  mentre i Nani piansero la morte di Azaghal, ucciso da Glaurung, e si ritirarono dal campo di battaglia.

La sconfitta dell’Unione fu più tremenda del previsto: Himring, venne abbandonato e insieme ad esso la fortezza principale di Maedhros che sorgeva su di esso, il regno di Fingon non esisteva più e i figli di Fëanor si dispersero. La gioia di Morgoth fu grande poiché le perdite per gli Eldar erano state numerose, ma soprattutto Uomini avevano combattuto contro altri Uomini e avevano tradito gli Elfi. Dopo questa battaglia, il destino del Beleriand fu segnato.

La Guerra dell’ira avrà come protagonisti, oltre agli Elfi e gli Uomini, anche gli stessi Valar che saranno commossi dall’appello di aiuto di Earendil, Il Lucente o Il Marinaio, poichè egli, dopo la distruzione di Gondolin, aveva ereditato il Silmarill che era stato sottratto a Morgoth ed era una grande navigatore, tanto da aver raggiunto Aman.

Come nelle precedenti battaglie contro Morgoth, la terra tremava violentemente e i lampi della battaglia erano visibili da lontano. L’esercito dei Valar distrusse completamente le armate di Orchi e i Balrgo. Solo pochi fuggirono e si nascosero in caverne profonde. Mentre le tre case degli Uomini lottarono al fianco dei Valar, gli uomini dell’Est combatterono al servizio di Morgoth. Furono uccisi oppure fuggirono nei territori all’estremo oriente della Terra di Mezzo, dove divennero re di uomini selvaggi. Temendo la sconfitta finale, Morgoth, in un tentativo disperato, scatenò le sue armi segrete, i draghi alati, mai usati prima, che per un poco riuscirono a respingere l’esercito dei Valar. In quel momento però giunse Eärendil con la sua nave volante Vingilot, insieme alle acquile di Manwe, che lottarono contro i draghi, uccidendone molti tra cui il loro capo, Ancalagon il Nero, che, nella caduta, distrusse le torri di Thangorodrim (Montagne della Tirannia), le tre montagne  erette dal Oscuro Signore nei tempi della sua venuta che celavano l’immensa fortezza-voragine di Angband.

Morgoth sarà catturato mentre si nascondeva nelle segrete più profonde di Angband e legato nuovamente con la catena Angainor; i due Silmaril in suo possesso furono presi dal Maia Eönwë, l’araldo di Manwë, e sorvegliati. Le sue gambe furono tagliate fino al ginocchio e la sua corona di ferro gli fu messa come collare. Infine i Valar lo scagliarono «attraverso la Porta della Notte, oltre le Mura del Mondo, nel Vuoto Atemporale», dove sarebbe rimasto fino al Giorno della Sorte, sorvegliato per sempre da Ëarendil. Solo allora Morgoth potrà essere completamente distrutto.

A causa dell’enorme forza usata dall’esercito dei Valar, i danni derivati dalla guerra furono immensi. Gran parte delle terre a ovest sprofondarono nel mare. Il Beleriand scomparve per sempre e la geografia della Terra di Mezzo ne fu profondamente alterata.

Gli Elfi furono pregati da Eonwe di tornare con lui ad Aman. La maggior parte lo seguì, ma alcuni rifiutarono l’offerta e si recarono verso oriente, dove diventarono re dei restanti Noldor e Sindar e degli altri Elfi che vivevano nell’est, come gli Elfi Silvani. Galadriel e Celeborn furono tra questi. Coloro tra gli Uomini che lottarono nell’esercito dei Valar ottennero la terra di Numenor. Quest’isola non faceva parte né di Aman né della Terra di Mezzo, ma era la più vicina ad Aman di tutte le terre mortali. Dopo la sconfitta del suo padrone, il maggiore servo di Morgoth, Sauron, si arrese e fu convocato a Valinor per essere giudicato dai Valar. Tuttavia, preferì scappare ad est.

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Gondolin
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Noxed

- State tutto il tempo intorno ad un tavolo a lanciare dadi strani e a immaginare di essere cavalieri in cerca di gloria o farabutti in cerca di oro? - Fondamentalmente è così. - E dov'è la parte pratica? Dov'è il vero gioco? - La "parte pratica" è su questi manuali. La vera avventura è nella tua testa. - Nella mia testa? - Sì. Per quanti libri o manuali possano essere stati scritti non troverai mai un avventura straordinaria e potenzialmente infinita come quella nella tua testa. - Cioè? - La fantasia.
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