La tecnologia

In alcuni fantasy gli autori vanno a inserire alcuni elementi tecnologici per caratterizzare la propria ambientazione in modo più forte rispetto al classico mondo medievale in stile tolkieniano. Simili idee possono essere ottime per non andare a creare la solita minestra riscaldata, ma come sempre bisogna fare attenzione alla logica ed è bene prendere alcuni piccoli accorgimenti.

Partiamo da un assioma a mio parere evidente: la tecnologia non è magia.

Se la magia potete lasciarla in dubbio, immersa in un’atmosfera di mistero indescrivibile per coloro che non la possiedono, la stessa cosa non può essere fatta con la tecnologia. Quest’ultima è qualcosa che si fonda per definizione sulle leggi di natura e che da esse deriva in modo logico e meccanico. I protagonisti della vostra storia potranno non sapere come faccia a funzionare un dato oggetto, ma sarebbe bene che l’autore invece sapesse alla perfezione come esso funziona. Dico questo per un semplice motivo: se inventerete un marchingegno che fa cose incredibili e impossibili senza inserire alcuna spiegazione su come può fare quello che fa, oppure senza farne quantomeno intuire il funzionamento al lettore che, vivendo ai giorni nostri, di tecnologia ne sa qualcosa, sembrerà che avrete creato soltanto l’ennesimo oggetto magico e la particolarità della vostra ambientazione sparirà.
La tecnologia deve dunque differenziarsi dalla magia perché deve essere sempre conseguente alle leggi di natura. La magia anche dovrebbe esserlo all’interno dell’ambientazione, ma si può prendere comunque un maggiore spazio di “manovra” per rimanere un elemento meraviglioso e, per l’appunto, magico. Insomma dovrà rimanere sempre evidente la linea di separazione fra la tecnologia, definita e meccanica, e la magia, che può essere invece indistinta e vaga.
Per ottenere questo obiettivo dovrete creare una tecnica funzionante propria del vostro mondo, e in tal modo questa potrà andarsi a distaccare in modo divertente e particolare dalla magia. Ciò non significa che la vostra tecnologia dovrà basarsi per forza sulle regole naturali della realtà. Trovandoci in mondi di fantasia, voi potrete inventare anche nuove leggi fisiche diverse dalle nostre (ma attenti sempre alla logica delle loro conseguenze!) su cui basare in modo intelligente le macchine create dai personaggi.
Sarà bene non uscire mai troppo dal possibile, né tantomeno creare macchine troppo avanzate, altrimenti il pericolo “Star Wars” è dietro l’angolo. (Non a caso molti sostengono che Star Wars sia inscrivibile meglio nel genere “science fantasy” che in quello fantascientifico).

Zucca di Halloween - Lande Incantate

AMBIENTAZIONI STEAMPUNK E FANTASY “TECNOLOGICHE”

Le ambientazioni che fanno della tecnologia a vapore e meccanica il proprio punto forte sono di solito definite steampunk e creano ambientazioni molto particolari, accostabili al nostro ‘800. Non a caso molti romanzi di questo genere sono storie con impostazione storica o ucronica, del genere di cui parlavamo la volta scorsa.
Non è però obbligatorio sconfinare in mondi in cui la meccanica fa da padrone. Rimanendo nel fantasy “puro” ci sono molti casi in cui la tecnologia si inserisce bene in un mondo che, per il resto, rimane fondamentalmente di stampo medievale.
Ad esempio in molti casi, soprattutto nei giochi e videogiochi di ruolo, i nani si avvalgono di tecnologie meccaniche e costruiscono golem e costrutti per aiutarsi nei lavori nelle profondità.
Oppure, rimanendo nella nostra penisola, da alcuni anni la Bonelli dà alle stampe la serie a fumetti “Dragonero” e nell’ultimo anno sono usciti anche due romanzi che si legano alla storia. L’ambientazione di quest’opera è tipicamente fantasy (con molti elementi forse eccessivamente ispirati a Martin e Brooks), ma si differenzia proprio per via di una “spolverata” di tecnologia che va a rendere il mondo caratteristico. Nell’universo di “Dragonero” i tecnocrati gestiscono la tecnologia in modo molto privato, nascondendo gelosamente i propri segreti, ma separandosi con forza dai maghi. In questo modo, come vi dicevo all’inizio, la scissione tra incantesimi e macchine rimane sempre netta.

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Le ambientazioni storiche
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Ha scritto il suo primo libro all'età di otto anni (un'orribile copia di Jurassic Park) e da allora non ha più smesso di sprecare inchiostro, nel tentativo di emulare i suoi inarrivabili punti di riferimento. Collabora con alcuni siti di interesse letterario, oltre a questo blog. Ha affrontato i misteri dell'autopubblicazione, alcuni premi letterari e una piccola pubblicazione in cartaceo, ma continua a scrivere continuamente per raggiungere il suo vero obbiettivo: scrivere continuamente.
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