La Strega

La strega si spostò leggermente nella logora poltrona cercando una posizione più comoda.
“Vi vedo turbati” disse con la sua voce gracchiante.
I suoi ospiti la guardavano dal divano scomodo su cui li aveva fatti accomodare, qualche ora prima, quando aveva cominciato a raccontare. Tutto l’arredamento era assai bizzarro, con quel fuoco al centro della caverna attorno al quale erano sistemati il divano e la poltrona e al di sopra di esso, attaccata ad un treppiedi di ferro, c’era una enorme pentola con qualcosa di maleodorante che gorgogliava al suo interno.
Il resto della caverna era troppo buio per capire esattamente cosa ci fosse, ma quel poco che si intravedeva faceva rizzare i peli sulle braccia anche ai più temerari.
“Tutte fandonie” disse uno dei suoi ospiti con poca convinzione.
La strega ghignò mettendo in mostra alcuni denti marci.
“Pensi che ti stia raccontando balle?”
I suoi occhi fissarono quelli dell’uomo che si ritrasse leggermente, ma annuì anche se con poca convinzione.
“Oh bene!” disse la vecchia sbattendo le mani rugose sulle ginocchia e alzandosi. “Dovrò fornirvi qualche prova.”
Senza indugio si diresse in un angolo buio e ne ritornò con quello che sembrava un album per le fotografie, di quelli che si usavano agli inizi del ‘900. La copertina era in cuoio nero e recava alcuni simboli.
La strega, dopo essersi avvicinata al divano, aprì il tomo e lo mise con malagrazia sulle gambe dell’uomo con cui stava interloquendo, che fece un balzo come se gli avessero messo una bomba a mano tra le gambe. Ci volle qualche minuto prima che i suoi ospiti, dopo essersi ritratti al suo passaggio, si chinassero a guardare il contenuto.
Vi erano dei ritagli di giornale, ben conservati, incollati su ogni pagina. Leggendo i titoli tutti ebbero un brivido lungo la schiena.
Misteriosa scomparsa di una donna a Berlino. Un poliziotto, Jasmine Schwarz, è scomparsa dalla sua abitazione ben chiusa dall’interno. Pare stesse indagando sulla scomparsa di alcune donne e un serial killer. Continuano le indagini.
Scomparsi due giovani a Bomarzo. Roberto Cressino e Saverio Giovetti sono scomparsi nella notte, la loro macchina è stata ritrovata all’esterno della recinzione del Parco dei Mostri a Bomarzo.
Ancora nessuna notizia di Marty Greece scomparso a Tolosa dopo essere stato ricoverato in ospedale. I medici affermano che è uscito in serata dopo le normali cure a cui si sottoponeva ed era in ottime condizioni. Continuano le indagini.
La strega rise di gusto accomodandosi sulla sua logora poltrona.
“Pensavate realmente di essere al sicuro?” disse guardandoli come un gatto alla vista del topo “che sciocchi! Tutto quello che io racconto è vero, non avrei motivi per mentirvi. Avete fatto la vostra scelta quando siete entrati nel mio antro, avete voluto che io raccontassi, avete voluto sapere la verità. Ora dovrete fare i conti con essa!”
“Come può essere tutto vero? Io ho quasi cinquant’anni e non ho mai visto niente del genere!” disse l’uomo che aveva sulle gambe l’album di ritagli.
La strega lo guardò di sottecchi
“Quindi ciò che tu non vedi non esiste. Mi ricorda un famoso santo di una religione tanto nota.” disse con un ghigno.
“La religione non c’entra niente con tutto questo, se ci fossero dei mostri in giro qualcuno se ne sarebbe accorto, ne avrebbe parlato!” insistette lui.
La vecchia annuì e fece un movimento con il dito come a sfogliare un giornale, nello stesso momento le pagine dell’album di ritagli si mossero facendo spaventare i suoi ospiti che urlarono. L’uomo diede una spinta al tomo come a scacciare un insetto disgustoso, ma quello, invece di cadere rumorosamente a terra rimase fermo a un paio di centimetri dalle sue gambe.
“Oh mio Dio! Aiutaci!” esclamò facendosi il segno della croce.
La strega ormai rideva di gusto.
Quando tutti si calmarono lei li guardò mettendo in mostra i suoi denti marci in un ampio sorriso.
“Siete così divertenti! Dovrei tenervi sempre con me!”
I suoi ospiti trasalirono.
“Non preoccupatevi, non ne ho alcuna intenzione. L’ospite puzza dopo un po’, soprattutto i miei” disse ghignando “Ad ogni modo, leggete!” Intimò indicando il libro.
Una donna terrorizzata è stata ritrovata in un bosco, afferma di essere stata inseguita dai vampiri. Le autorità l’hanno affidata agli organi competenti, si presume un esaurimento nervoso.
Strani avvistamenti nel cielo di Berlino, testimoni affermano di aver visto un uomo alato volare. Le autorità pensano ad uno scherzo di giovani.
Continuano le stranezze nel Parco dei Mostri di Bomarzo, l’altra notte alcuni testimoni hanno raccontato di fiamme alte e bagliori multicolori, ma quando i vigili del fuoco sono arrivati sul posto non c’era nessuno. Tra i cittadini di Bomarzo si è diffusa l’idea che siano arrivati gli alieni.
Man mano che le facce dei suoi ospiti mutavano in sgomento e stupore la vecchia ghignava.
“Chi non vuol vedere, non vede. Chi non vuol credere, non crede. E’ più facile dare la colpa agli alieni che credere ai mostri. Voi umani siete così …. prevedibili!”
I presenti la guardarono preoccupati.
“Quindi è tutto vero?” chiese il secondo uomo.
“Dalla prima all’ultima parola” rispose lei senza esitazione.
“E come potremo dormire ora? O mandare i nostri figli in giro?” disse la donna che fino a quel momento non aveva parlato.
“O carissima, come hai fatto finora, coprendoti gli occhi col prosciutto e vivendo la tua vita nella finta ignoranza.”
“Ma nessuno fa niente?” insistette lei.
“Cosa vorresti che si facesse?” chiese la strega corrugando la fronte rugosa.
“Non lo so, magari uccidere questi mostri!” rispose la donna indignata.
“A dire la verità, molte delle entità che tu indichi come mostri sono presenti sulla terra da prima della comparsa degli uomini. Quindi, a rigor di logica, dovrebbero far sparire voi.” disse giungendo le mani in grembo.
“Ma loro sono cattivi!” aggiunse la donna guardandola come se le sue parole fossero un’ovvia verità.
“Cattivi, buoni, chi ha fatto questa divisione? Cosa significa essere cattivi? Uccidono umani? Per molti di loro siete come galline, voi non uccidete le galline per mangiarvele? Siete forse cattivi per questo?” chiese la strega facendo spallucce.
“Non è la stessa cosa” disse risentito uno dei suoi ospiti.
“Oh mio caro, e perché mai?”
“Noi siamo esseri senzienti! Abbiamo l’intelletto che gli animali non hanno.” rispose alzando il mento.
La strega sbottò a ridergli rumorosamente in faccia.
“Ti sbagli di grosso, conosco parecchi umani che sono meno senzienti di una lumaca! Ad ogni modo” fece un gesto nell’aria come a scacciare qualcosa di fastidioso “nessuno potrà fare qualcosa, o meglio quel qualcosa che intendi tu. Se fossi stato attento ai miei racconti avresti capito che esistono degli umani che sanno e che collaborano per isolare le entità più pericolose.”
“Allora esistono anche quelli?” chiese stupito.
“Certo! E ora mi dirai che vuoi l’indirizzo per andarti a unire a loro!” sbottò in un’altra fragorosa risata “No mio caro, non sei adatto.”
L’uomo socchiuse gli occhi mal celando il suo disappunto.
La strega batté le mani.
“Orsù! Ve ne andate o volete sapere altro?”
I suoi ospiti schizzarono in piedi.
“Significa che non ci intrappolerà qui?” chiese stupita la donna.
La strega alzò un sopracciglio cisposo.
“E per quale motivo? Siete brutti e poco intelligenti, se volessi dei famigli me li creerei io e di certo con risultati migliori!”
“Bhè, allora … noi andiamo via.” disse la donna quasi correndo verso l’ingresso dell’antro.
La strega fece un segno con la mano e tutti e tre furono letteralmente spinti di forza all’esterno.
“Finalmente se ne sono andati” disse la vecchia megera parlando da sola, mentre si alzava dalla poltrona “odio quando si trattengono troppo.”
“Perché non gli hai raccontato quella storia” disse una voce nell’aria, quasi un sussurro.
“Perché quella storia è solo per poche orecchie, non avrebbero capito, avrebbero frainteso. Sono solo dei piccoli, stupidi umani!” disse stizzita rimettendo a posto l’album dei ritagli.
“Ed a me? A me la racconteresti?” disse la voce che sembrava non aver origine.
La strega sorrise sfoggiando denti bianchissimi e perfetti. Camminando per l’antro le sue fattezze erano mutate, aveva perso quell’aspetto cadente, i capelli bianchi, la postura arcuata. Era una giovane donna che ora si muoveva sicura verso la poltrona, lunghi capelli castani, pelle liscia, spalle ben erette.
“Oh, certo! A te la racconterò.” disse accomodandosi.

(557)

La Sacerdotessa e il Cacciatore
L'inizio
The following two tabs change content below.
avatar
Oceanografa a tempo perso, grande lettrice che non disdegna dai classici agli ingredienti dei succhi di frutta. Nutre una grande passione per il Fantasy e in questo periodo, in particolare per il Weird. Avendo personalità multiple adora i GDR e sopratutto i GRV. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2008, ma è ancora in cerca di un editore che la sopporti.
avatar

Ultimi post di RossellaS (vedi tutti)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I Cookies permettono alle Lande Incantate di riconoscerti la prossima volta che tornerai a farci visita. Navigando sulle nostre pagine ci autorizzi a farne uso per rendere la tua esperienza migliore. Maggiori informazioni | Chiudi