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La Sacerdotessa e il Cacciatore

Emma voleva sprofondare in un baratro e rimanere lì per tutta la durata della riunione, ma purtroppo non sarebbe stata così fortunata.
La stanza, con il suo odore di libri e cuoio era quella che preferiva, la biblioteca, e se non ci fossero stati due mostri sacri a confronto, da una parte Eleonora la Somma Sacerdotessa del Conclave e dall’altra Malik Direttore della Setta dei cacciatori di creature soprannaturali, avrebbe trovato gradevole trovarsi lì, magari a leggere un bel tomo di magia. Si fece ancora più piccola nel suo angolino mentre spostava lo sguardo su Eleonora.
Aveva un tailleur verde sottobosco che sulla Sacerdotessa stava d’incanto, su di lei avrebbe dato l’impressione di trovarsi di fronte ad una enorme ranocchia.
Sospirò. Avrebbe tanto voluto avere la figura longilinea e comunque ben fatta di Eleonora, invece si ritrovava ristretta in un metro e sessantacinque di ciccia. Non che fosse grassa, ma si vedeva sempre troppo in carne rispetto alle altre.
“Forse non ci siamo capiti” stava dicendo Eleonora “non è importante quello che tu e la tua Setta volete, ma quello che siete disposti a fare per mantenere segreta l’esistenza di noi creature.”
“Ci sono cose che possiamo fare, altre che vogliamo fare ed altre ancora che non rientrano in nessuna delle due categorie” le rispose Malik.
Si guardavano negli occhi, l’uno di fronte all’altro, in piedi in mezzo alla stanza.
“Sarà il caso che analizziate bene la situazione allora, perché se non agiamo in fretta i normali sapranno di noi” gli rispose Eleonora con estrema calma.
Ad Emma sembrava una Grace Kelly dai capelli castani, sia per il modo di fare che per il modo di pettinarsi e vestirsi.
“Perché avete chiesto l’incontro? Non era qualcosa che potevate sbrigare da soli?”
Malik sembrava seccato, indossava uno spezzato marrone che gli dava l’aria di un professore universitario.
“Non fare il finto tonto con me, Malik. So bene che Cassius ti sta passando informazioni su Berith.”
Emma vide Malik serrare la mascella.
“Come al solito il Conclave è ben informato” le rispose.
“Siete fortunati che tra noi c’è la pace.”
“E’ una minaccia?”
Emma stentava a credere alle sue orecchie, se qualcuno non li avesse fermati si sarebbero picchiati lì davanti a tutti.
Poteva già vedere l’aria attorno alla sacerdotessa che si deformava, come quando guardi nelle giornate calde l’asfalto, e la magia crepitare nell’aria. Malik era un normale, ma non era detto che non avesse delle protezioni magiche addosso o anche incantesimi di attacco.
Si guardò attorno, ma sembrava che le altre due streghe presenti e il cacciatore, che aveva accompagnato Malik, non fossero intenzionati a mettersi in mezzo.
Non poteva biasimarli.
Così fece la prima cosa stupida che le venne in mente, si schiarì la gola. Gli occhi di entrambi saettarono nella sua direzione lanciandole occhiate che avrebbero potuto ucciderla sul posto.
“Ehm… mi chiedevo… chi è questo Berith?”
“Un’antica divinità” le rispose Eleonora mentre Malik rispondeva “Un demone”
Eleonora alzò gli occhi al cielo, perdendo quell’aria calma che aveva avuto fino a quel momento.
“E’ mai possibile che quando non sapete dare un nome ad una cosa la chiamate subito demone?” disse con veemenza.
“Gli antichi scritti tramandano il suo nome come uno dei 72 demoni della Clavicola di Salomone” le rispose l’altro con tono saccente.
“Mi stai dicendo che non avete condotto ricerche più approfondite?”
Emma sospirò, erano di nuovo in procinto di litigare.
La Somma Sacerdotessa spostò lo sguardo infastidito da Malik per portarlo su di lei, addolcendolo.
“Berith era una divinità pre cristiana, la divinità dei patti. Non era né buono né malvagio, accettava tutti i tipi di patti che gli venivano proposti esigendo le sue ricompense. Con l’avvento del Cristianesimo fu riconosciuto, così come tante divinità minori, come demone. Da quel momento in poi cessarono in molti di adorarlo e chiamarlo in caso di necessità. Come ben sai le divinità hanno bisogno di fedeli per trarre la loro forza, più sono adorati più sono forti. Lui perse tutta il suo potere.”
“Divenne un demone, temuto dalle masse” sussurrò Emma.
“Esattamente! Per ripicca cominciò a razziare, uccidere, violentare e poiché anche la paura è un ottimo propellente per la forza delle divinità, il suo potere crebbe. Negli anni lui diventò il Principe dei Demoni dei Patti. Continuò a fare quello che faceva prima, ma in cambio esigeva l’anima del contraente. Mi duole ammettere che il suo lavoro nella nostra epoca è sicuramente aumentato.”
“Quindi ora ha anche degli adepti, gente che gli ha richiesto un patto e a cui lui ha risposto” riprese Emma.
Eleonora annuì pensierosa ed anche Malik sembrava assorto nei suoi pensieri.
“Non è fuori luogo pensare che ci sia una qualche setta o congrega che lo adori” rispose la sacerdotessa.
“Anche all’interno delle coven di satanisti è molto conosciuto e adorato” disse Malik.
Emma non sapeva che dire, come si fa a combattere una divinità che ha dalla sua masse di fanatici dediti alla magia nera? Ora capiva perché Eleonora avesse chiamato Malik.
Quando Jenny, un mese prima, l’aveva portata dai suoi genitori non si sarebbe mai aspettata di venire a conoscenza che fossero adepti della più grande congrega di streghe bianche del mondo. Anche l’amicizia con Jenny era stata incentivata dai suoi genitori, consapevoli che in lei scorreva sangue magico dalle descrizioni che faceva la sua amica delle loro piccole parentesi divinatorie.
Aveva apprezzato che non si fossero fatti avanti per cercare di farla entrare forzatamente nella loro congrega e maggiormente che avessero aperto le porte della loro casa quando lei ne aveva avuto la necessità.

Zucca di Halloween - Lande Incantate

Quando aveva conosciuto le altre streghe della Congrega e poi Eleonora del Conclave di New Orleans, aveva subito capito che erano riusciti a sottrarsi alle attenzioni di quelli che loro chiamavano “normali” mantenendo un basso profilo. Non erano soldati e non usavano magie che potevano essere usate in guerra. Avevano tutti un aspetto ordinario, alcune erano signore bassine e grassocce che cucinavano torte e biscotti per Imbolc.
Si era esercitata con alcuni di loro e aveva partecipato alle lezioni sulla magia bianca, su quella nera e su quella rossa.
Aveva capito subito che la magia nera era molto più immediata e negli scontri, molto più utile. La magia bianca rispetta gli equilibri e di conseguenza chi la pratica non forza la Natura ad assecondarlo, ma aspetta i normali cicli. Avevano di fronte persone che non si sarebbero creati il minimo problema a forzare la Natura per raggiungere nell’immediato i loro scopi.
“Cosa vorresti da me Eleonora?” disse Malik interrompendo i suoi pensieri.
“Propongo una task force. Cellule formate da maghi e cacciatori, divisi in coppie. Ogni mago affiancato da un cacciatore, distribuiti sul territorio.”
“Intendi setacciare tutto il globo?” chiese Malik sgranando gli occhi.
Emma vide Eleonora sorridere.
“O no, mio caro Malik. Io so già dove si trova Berith.”
Proprio in quel momento la loro attenzione fu attirata dalla porta della Biblioteca che si apriva. Emma non poté trattenere un gridolino di felicità nel vedere entrare Renata e Thomas, rispettivamente la Custode dello Spirito del Fuoco e quello dell’Aria.
“Sono felice di vedere che siete tornati” disse Eleonora mentre andava incontro a Renata e l’abbracciava, per poi passare a Thomas che arrossì fino alle punte dei capelli.
“Stiamo tutti bene, Max è stato ferito da un colpo di pistola, mentre Marisa si sta riprendendo dalla prigionia.”
Emma vide Eleonora rabbuiarsi.
“Max è grave?”
Renata scosse la testa.
“No, no. E’ stato medicato subito all’arrivo in aeroporto e grazie al suo potere ha interrotto subito l’emorragia.”
“Bene” rispose la sacerdotessa con un sospiro di sollievo.
Emma fece ciao con la mano a Renata che la raggiunse. Le due si abbracciarono strette. In quel mese avevano fatto amicizia. È facile quando hai in comune il fatto che vieni catapultato nel mondo delle creature soprannaturali da un giorno all’altro.
“Vuoi spiegarti?” disse Malik con tono frustrato dopo aver assistito ai saluti.
“Questi sono ragazzi molto particolari, ti basta sapere questo. Sono appena rientrati dalla tana di Berith dove sono riusciti a salvare una loro, diciamo, amica.”
Malik sbuffò portandosi la mano sugli occhi.
“Vuoi tenerti i tuoi segreti e ti aspetti che io mi precipiti ad aiutarti?” chiese quasi in un sibilo.
“Bhè, a parte che mi sei debitore, dovresti farlo se tieni ai normali” rispose Eleonora con voce fredda e tagliente.
Emma si rese conto che nella stanza l’atmosfera era cambiata, come se le parole della sacerdotessa avessero fatto cadere il freddo su tutti i presenti. Guardò i visi intorno a lei e si rese conto che quasi tutti cercavano di non guardare i due contendenti, sembravano imbarazzati.
“Hai ragione” disse dopo un po’ Malik con tono altrettanto freddo e tagliente “tengo molto ai normali.”
Emma pensò che se Eleonora avesse continuato a guardare in quel modo l’uomo, questi avrebbe preso fuoco.
“Ti manderò i miei uomini. Definiremo tutto nella prossima riunione, quando saranno scelti i membri della task force. Buona serata.” riprese subito Malik in tono formale.
Detto questo si avviò a passo pesante verso la porta. Il cacciatore lo precedette uscendo e lui sbatté la porta alle sue spalle.
Emma poteva vedere che la sacerdotessa era furiosa, alcuni libri tremarono nella libreria e per alcuni secondi era indecisa se scappare a gambe levate o nascondersi sotto uno dei tavoli di lettura. Poi tutto tornò calmo.
“Andate a riposare. Ci attendono giorni difficili” disse la sardotessa uscendo anche lei dalla stanza.
Emma spostò lo sguardo interrogativo su Renata che si limitò a fare spallucce.

Anche questa volta ci sono richiami a personaggi ed eventi presenti nei racconti già pubblicati sul blog. Eccovi i link diretti:
La guerra in arrivo
I Custodi
La Preda

(606)

I Custodi
La Strega
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Oceanografa a tempo perso, grande lettrice che non disdegna dai classici agli ingredienti dei succhi di frutta. Nutre una grande passione per il Fantasy e in questo periodo, in particolare per il Weird. Avendo personalità multiple adora i GDR e sopratutto i GRV. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2008, ma è ancora in cerca di un editore che la sopporti.
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