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La prima alba del Sole e degli Uomini

E’ credenza comune ed errata che la Prima Era cominci con la nascita del Sole che coincide con il risveglio degli uomini. Secondo la reale definizione data da Tolkien, la Prima Era ha inizio approssimativamente con la creazione di Telperion e Laurelin cioè i Due Alberi anche se questo tempo viene generalmente indicato con “Anni degli Alberi”.

La Seconda Primavera di Arda iniziò quando il mondo fu nuovamente illuminato, questa volta dalla luce del Sole, nato dal frutto di Laurelin. Esso si trovava su un vascello, chiamato semplicemente “Vascello del Sole”, che fu affidato al Maiar Arien.

« Troppo lucenti erano gli occhi in Arien perché persino gli Eldar li fissassero e, lasciando Valinor, essa abbandonò la forma e gli indumenti che a guisa dei Valar ivi aveva indossato, e fu una nuda fiamma, terribile nella pienezza del suo splendore. »

(Silmarillion)

Si dice che fosse più potente di Tilion, il Maia scelto per guidare la Luna, perché era uno spirito di fuoco, capace di sostenere il calore sprigionato dal frutto di Laurelin. Secondo alcuni scritti, Tilion si invaghì di Arien e cerco di raggiungerla, ma fu bruciato dalla sua fiamma e per questo la Luna si riempì di crateri. Altri scritti, invece, parlano di Melkor desideroso di possederla come sposa e quando la rapì, ella abbandonò il suo corpo morente nelle mani dell’Oscuro Signore e lasciò fuggire il suo spirito. Il Sole, non avendo una guida, viaggiò senza controllo, bruciando parte di Arda, generando (secondo alcune supposizioni) i deserti, tra cui uno dei più grandi e famosi è il deserto di Harad.

La luce del Sole illuminò il risveglio degli Uomini. Erano in apparenza simili agli elfi, ma di minor splendore e resistenza e molto differenza li dividevano, in particolar modo gli uomini risentivano dello scorrere del tempo, della vecchia e, infine, della morte. La morte, infatti, e il dono di Iluvatar, assieme al libero arbitrio poiché nessun uomo è mai stato legato eternamente al destino delle Terra di Mezzo, come dice Aragorn in punto di morte, “oltre di essi vi è più dei ricordi“. Poiché in questo tempo gli uomini sono neonati, a scrivere il destino delle Terra di Mezzo sono ancora nelle mani gli Elfi.

A circa settantacinque anni di distanza dalla nascita degli uomini, le armate elfiche di Fingolfin, arrivate da Aman, diedero inizio alla Dagor Aglareb o “Battaglia Gloriosa”. Morgoth, credendo che i Noldor non si curassero della guerra, decise di devastare i loro regni appena fondati nel Beleriand. Gli orchi dilagarono per terre circostanti, cercando di accerchiare e sopraffare il nemico, ma Maedhros e Fingolgin erano vigili e, mentre altri distrussero le bande di orchi che devastavano il Belerian, portando con se tutta la crudeltà di Melkor, essi piombarono da est e da ovest sulla schiera principale sterminandola totalmente. Così si concluse la Dagor Aglareb e nessuno dei servi del Signore Oscuro fece ritorno ad Angband. I Noldor però non conquistarono la fortezza del nemico, non recuperarono i Silmaril e Morgoth continuò periodicamente a metterli alla prova.

Singolare è anche la storia di Maedhros che ha inizio approssimativamente nei giorni della morte di Feanor per mano dei Balrog e di Gothmog. Dopo la sconfitta nella Dagor-nuin-Giliath, Melkor inviò messaggeri di pace e Maedhros fu lieto di trattare. Le forze di Morgoth erano maggiori di quante fossero state concordate, considerando anche la presenza dei possenti Balrog. Gli Elfi vennero dunque sopraffatti.  Maedhros fu imprigionato e appeso per il polso della mano destra sul Thangorodrim. Per molti anni giacque lì, sofferente, mentre Fingolfin conduceva i suoi alleati nella Terra di Mezzo. Fu poi ritrovato da Fingon e  Maedhros pregò l’amico di porre fine ai suoi tormenti, chiedendo di essere trafitto da una freccia del suo arco. Ciò nonostante Fingon lo trasse in salvo, sebbene fosse stato costretto a tagliare la sua mano destra per liberarlo. Questo salvataggio, accompagnato dalla cessione del titolo di erede di Finwë e re di tutti i Noldor in favore di suo zio, significò molto e permise di riallacciare i rapporti tra la le due casate le cui inimicizie nacquero dopo il tradimento di Feanor.

Melkor cercherà in tutti i modi di porre fine all’assedio, inviando i suoi Balrog, le schiere di Orchi e anche il grande Glaurung, il primo drago creato Morgoth, e il padre di tutti gli altri. Viene detto anche il Verme perché sprovvisto di ali. Con il solo sguardo poteva pietrificare e fare impazzire le sue vittime. Tutto, però, fu inutile e l’assedio continuò fino all’anno del Sole 455 quando il Signore di Angband darò inizio alla Dagaro Bragollach, una delle battaglia più tremende della Terra di Mezzo e una delle più disastrose in fatto di perdite per gli Elfi.

(453)

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Noxed

- State tutto il tempo intorno ad un tavolo a lanciare dadi strani e a immaginare di essere cavalieri in cerca di gloria o farabutti in cerca di oro? - Fondamentalmente è così. - E dov'è la parte pratica? Dov'è il vero gioco? - La "parte pratica" è su questi manuali. La vera avventura è nella tua testa. - Nella mia testa? - Sì. Per quanti libri o manuali possano essere stati scritti non troverai mai un avventura straordinaria e potenzialmente infinita come quella nella tua testa. - Cioè? - La fantasia.
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