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La porta di Aurora Torchia

La verità uccide la magia
Ran, mago del gelo della Marca del Sud.

La Porta - Lande IncantateOk lo ammetto. Sono in possesso del racconto da qualche giorno, ma abbiamo atteso l’uscita, che è avvenuta l’altro ieri (9 gennaio) per pubblicare la recensione. Come abbiamo fatto ad avere in anteprima il racconto? Semplice! Aurora Torchia, l’autrice, altri non è che una delle nostre collaboratrici che qui sul blog trovate col nome di Cordelia. Non sarà un articolo autocelebrativo però: proprio perché si tratta di un lavoro di una di noi, mi affiderò alla vena più critica di cui dispongo.

La Porta non è un romanzo, bensì un racconto in e-book come tutti gli altri della linea editoriale della Wizard & Blackholes, per cui niente chilometri di testo da leggere e quintali di carta da portarsi dietro.
Come sempre riassumo in poche righe quello che poi svilupperò in seguito, così che i più pigri di voi possano tranquillamente fare a meno di arrivare alla fine per leggere un giudizio sintetico: va letto. C’è poco da fare, alla fine di ogni di ogni ragionamento il tutto si riduce ad una scelta binaria: lo consiglio o non lo consiglio. In questo caso lo consiglio. È un racconto, quindi ha tutti i pregi e difetti specifici del “formato breve” e cioè è veloce, pochi nomi da dover ricordare, si conclude rapidamente ma di contro, presenta un mondo poco dettagliato al di fuori delle scene descritte, lascia qualche questione in sospeso e finisce troppo presto. L’autrice però ha avuto un paio di idee molto carine per mascherare i difetti del formato e valorizzarne i pregi e quindi, sebbene non era possibile salvarlo da una fine troppo rapida, tutto il resto è perfettamente giustificato e non pesa per nulla al lettore. Vi lascio il link diretto ad Amazon: La Porta (Wizards & Blackholes)

La trama

La vicenda ruota intorno a Ran, un mago del gelo che, come tutte le persone dotate di poteri magici vive recluso in una gigantesca torre a guardia di una porta. La porta non è effettivamente un arco con un’anta di legno, ma è un punto attraverso il quale le Ombre cercano di invadere il regno. I maghi sono i guardiani delle porte essendo gli unici in grado di combattere queste creature di pura malvagità.
Nella torre, con Ran, vivono due guardie che ufficialmente dovrebbero rappresentare un rinforzo per il mago contro le Ombre, ma tra i loro compiti c’è anche quello ufficioso di impedire al mago di darsela a gambe lasciando incustodita la porta. Oltre ai tre uomini, anche una ragazza, Kyry, si aggira per i corridoi della torre e rappresenta l’unico essere umano di cui Ran si preoccupi oltre che se stesso
Quello che c’è oltre la porta è un mistero un po’ per tutti. Ran stesso sa che ogni mago vede a modo suo le Ombre e nella sua particolare interpretazione si tratta di tanti serpenti che spesso e volentieri lo chiamano, cercando di irretirlo a raggiungerli, a spianare loro la strada.
Ovviamente non tutto quello che Ran sa o vede corrisponde alla realtà e saranno proprio queste rivelazioni a costituire i colpi di scena del racconto. Non ve li elenco per non rovinare la sorpresa nel leggere, ma posso dire che si tratta di ottime idee che, aiutate sicuramente dalla brevità del racconto, risultano poco prevedibili.

L’ambientazione

Come detto, la vicenda si svolge nella torre in cui Ran e Kyry sono rinchiusi. Qui evidenziamo il primo limite del racconto che, a causa della sua brevità, non permette all’autrice di descrivere in maniera dettagliata il mondo da lei immaginato. Come dicevo però nell’introduzione, l’espediente di rinchiudere i maghi nella torre da tutta la loro vita fa sembrare naturale al lettore che il mondo, per loro, si limiti alla torre stessa e non si sente la mancanza di descrizioni del mondo esterno. Devo ammettere che ho apprezzato particolarmente l’incertezza sul mondo esterno di cui i maghi hanno studiato ogni aspetto, ma che non hanno mai visto. Esisto Quattro Direzioni, che suppongo siano quattro Marche corrispondenti ai punti cardinali, e sicuramente c’è un estremo Nord dove l’inverno è molto rigido, mentre al Sud, dove si trova la torre dei protagonisti è una zona desertica, ma non v’è altro. Sappiamo pure che al governo della Marca del Sud c’è una Marchesa, ma ogni altro dettaglio sarebbe risultato non funzionale alla storia ed avrebbe occupato spazio prezioso in un racconto breve, quindi va bene così.
Un altro aspetto che ho gradito è che la magia esercitata da Ran e Kyry ha delle regole ben precise, semplici e descrivibili in poche righe, ma precise. Io odio quelle storie dove i maghi sono onnipotenti e poi si perdono in un bicchier d’acqua per scopi legati alla trama. I nostri protagonisti qui, come tutti i maghi, non hanno il potere di controllare davvero gli elementi, ma possono creare solo pallide imitazioni di ciò che la loro immaginazione genera.

Ran non poteva far nevicare davvero, ma era in grado di dare la scintilla della vita all’immagine di una valle innevata che aveva visto in un libro, ad esempio. Il potere di rendere l’immaginazione materia, questo era il dono dei maghi.

I personaggi

Fatto salvo per le due guardie che sono dei meri comprimari, Ran e Kyry sono ben descritti. Ne conosciamo l’aspetto fisico ed il modo di pensare, nonché alcune sfaccettature del carattere. C’è da dire che, essendo tutto centrato nel punto di vista di Ran, sappiamo molto più di lui che di lei e tutte le informazioni che ci arrivano sulla maga sono filtrate comunque dalle sue percezioni. Ci saranno quindi momenti in cui lo stesso Ran non comprenderà appieno le parole di Kyry e ci lascerà col dubbio se la ragazza sia impazzita per la prigionia nella torre o il pazzo sia lui oppure ancora siano pazzi entrambi.
Come ho già accennato, Ran è un tipo abbastanza egoista. Talvolta si chiede se sia davvero una brava persona. Non si preoccupa di null’altro che di se stesso e di Kyry. È vero che gli mancano le guardie che sono morte tempo addietro in vari attacchi delle Ombre, ma di fatto il cinismo di una guerra contro l’ignoto che va avanti da almeno nove secoli, ha consolidato in lui il pensiero che “così vanno le cose”.
Kyry invece è l’opposto di lui. È nella torre da molto meno e spera ancora di rivedere il cielo. Non è forte o sicura, ma è descritta come quasi evanescente e le sue preoccupazioni sono più legate alla sfera dei sogni e dei sentimenti. In un certo senso, si completano.
Sebbene quindi i personaggi abbiano una loro caratterizzazione unica, però c’è da dire che a volte Ran si fa un po’ troppi problemi e si perde nei suoi pensieri quando magari la situazione richiede un’azione rapida ed istintiva. Talvolta i suoi pensieri sono usati per dare spiegazioni al lettore e, seppur mi renda conto che in un racconto breve in qualche modo si deve pur far capire a chi legge cosa accade, qualche volta ho storto il naso.

Lo stile

Rapido e veloce, come impone il formato di racconto breve, si addice particolarmente alla vicenda narrata in quanto, secondo me, a voler essere più dettagliati, si sarebbe rischiato di rallentare troppo e rendere prevedibili i colpi di scena. Come già accennato nei personaggi, l’univo vero problema che mi sento di evidenziare è la presenza di momenti di riflessione interna da parte di Ran, il cui unico scopo è quello di spiegare al lettore eventi passati o regole del mondo. Di fatto si tratta di segmenti di infodump non troppo molesti ma rilevabili anche da un lettore disattento. In un solo caso, nel finale, ho sentito l’impulso di saltare qualche riga perché, proprio nel mezzo dell’azione, il nostro Ran parte con una riflessione, funzionale al racconto, ma che spezza completamente il ritmo.

Conclusione

Come detto nell’introduzione, secondo me La Porta, è un racconto gradevole che va letto. È breve, ma il formato e-book ed il costo di 0,99 € sono perfetti per questo tipo di storie. Sono convinto che il finale lascerà sorprese un po’ di persone. Certo qualcuno potrebbe intuire tutto dall’inizio, gli indizi ci sono, ma proprio la brevità potrebbe trarre in inganno anche i più consumanti divoratori di fantasy.

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Alessandro Zuddas

Alto, bello, forte, intelligente, affascinante, carismatico, sposta gli oggetti con il pensiero, sa volare, parla la lingua comune intergalattica ed è così dannatamente fantasioso che qualche volta confonde cioè che immagina con la realtà… diciamo spesso… anzi no! Praticamente sempre! A pensarci bene non è che sia così tanto alto, affascinante o tutte le altre doti prima esposte, ma a chi importa? Quando si possiede la capacità di creare un mondo perfetto o perfettamente sbagliato oppure ancora così realistico da poterlo sovrapporre alla realtà, perde di senso chi si è veramente e conta solo chi si desidera essere.

2 Comments

  1. avatar RossellaS ha detto:

    Sembra interessante!

  2. avatar SaraIE ha detto:

    Il nuovo anno l’hai iniziato proprio alla grande, pubblicando il tuo libro! 😀 Brava Aurora!

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