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La Mano Sinistra delle Tenebre di Ursula K. Le Guin – Recensione

Quando circa un anno fa feci un grosso ordine su comprovendolibri.it, presi tutti i libri di Ursula Le Guin usati che trovai. A quei tempi non facevo differenza tra i più conosciuti e i meno conosciuti: semplicemente li volevo tutti. Dopo un po’ di ricerche mi resi conto che La mano sinistra delle tenebre, che ancora mi mancava, era considerato il suo primo capolavoro. Lo cercai assiduamente, essendo ormai introvabile, finché non presi una vecchia copia piena di macchie su ebay. E ne è valsa certamente la pena. Ne La fantascienza e la signora Brown, la Le Guin spiega come l’idea di un romanzo non le viene da un’idea, una società, un messaggio; le viene da una persona. In questo caso, due figure viste da lontano, piccole, immerse in una bufera di neve. Ironicamente, non sapeva nemmeno di che sesso fossero. La stesura del romanzo stesso è un tentativo di arrivare a quelle due figure sulla neve, ‘isolate da tutto e unite’.

La Mano Sinistra delle Tenebre - U. Le Guin | Lande Incantate

La Mano Sinistra delle Tenebre, Cosmo Oro

Scheda del Libro

Titolo La mano sinistra delle tenebre
Autore Ursula K. Le Guin
Data 1969
Pubblicazione italiana 1984
Editore Editrice Nord
Traduttore Ugo Malaguti
Titolo originale The left hand of darkness
Pagine 269
Reperibilità Difficilmente reperibile. Le copie disponibili su Ebay hanno spesso un prezzo altissimo.

Trama e Worldbuilding

La mano sinistra delle tenebre, scritto nel 1969, pubblicato in Italia nel 1984 da Editrice Nord, ha vinto sia il premio Hugo sia il premio Nebula. Il protagonista, Genly Ai, è un inviato dell’Ecumene (la lega dei mondi civilizzati) sul pianeta Gethen: il suo scopo è quello di stabilire un’alleanza con i getheniani. Alcuni capitoli riguardano brevi storie di questo mondo, altri sono dal punto di vista Estraven, il primo ministro di Karhide. Il genio della Le Guin, come sempre, si manifesta nell’immaginare e descrivere un’intera cultura. A partire dal calendario: come riportato nell’appendice,

“In Karhide/Orgoreyn (due stati di Gethen) gli anni non sono numerati consecutivamente da un anno base fino al presente; l’anno base è sempre l’anno corrente. Ogni Giorno del Nuovo Anno l’anno appena concluso diventa l’anno ‘uno-fa’, e ogni data del passato è aumentata di un anno. Il futuro viene contato in maniera analoga, l’anno successivo essendo l’anno ‘uno-prossimo’, finché a sua volta non diventa l’Anno Uno.”

I nomi dei mesi e dei giorni sono riportati in karhidiano, così come il termine shifgrethor, traducibile come prestigio, reputazione, principio cardine delle civiltà di Gethen, e l’espressione nusuth, non importa. Sicuramente l’argomento che ha reso il libro famoso è la sessualità dei getheniani, a cui è dedicato il settimo capitolo, ‘la questione del sesso’. Per la maggior parte dell’anno, sono individui somer, neutri, sessualmente inattivi. Nella fase di kemmer, sono pronti per l’accoppiamento e la riproduzione. Essi non sanno se saranno il maschio o la femmina, e non hanno alcuna scelta nella questione. Il kemmer può essere fatto sia a coppie sia in gruppo. L’usanza di votarsi il kemmeri si può paragonare al nostro matrimonio monogamo. La questione sessuale governa il modo di vivere dei getheniani, che si organizzano di conseguenza: nessuno lavora quando è in kemmer, nessuno viene rifiutato dalla casa del kemmer. L’idea verrà ripresa dalla Le Guin anni dopo, nel meraviglioso racconto ‘Le Stagioni degli Ansar’, apparso nel libro Su altri piani. La diversità di Genly Ai viene sottolineata più volte: i getheniani lo considerano un perverso, essendo la sua sessualità continua e non ciclica. Tra le noti dolenti: i capitoli-diario di Estraven sono un po’ pesanti; è tutto raccontato, ed è facile confondersi con tutti i nomi dei politici e dei luoghi (non è presente una mappa); in alcune parti inoltre è lento e macchinoso. Tuttavia, è un romanzo che vale la pena leggere: la descrizione del viaggio tra i ghiacci è sublime, così come l’amicizia tra due individui così diversi eppure profondamente umani. Di particolare efficacia il capitolo tredicesimo: un viaggio crudele, traumatico e spietato viene mostrato nei più sordidi dettagli; non si può rimanere indifferenti. Il finale l’ho trovato sconvolgente: mi ha commosso e scosso nel profondo.

Conclusioni

La mano sinistra delle tenebre è un libro fantastico, che consiglio a tutti gli amanti della fantascienza e di Ursula Le Guin. I punti di forza sono di sicuro l’originalità dello sfondo, la trattazione del diverso e le evocative scene tra le nevi. Deve aver faticato molto, per arrivare a quelle due figure confuse tra i ghiacci.

Voto: 9/10

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Ho indossato il Cappello Parlante insieme a Harry, Ron e Hermione; ho consultato l'aletiometro con Lyra; ho partecipato alla creazione di Ea e sono stato invisibile con Bilbo; ho viaggiato con Ged su migliaia di isole, tra diversi mondi con Pug, e su diversi piani con Sita Dulip; sono stato un reietto con Shevek e ho cavalcato draghi con Dany; ho sghignazzato con Bartimeus e cavalcato su Aslan; ho intrapreso viaggi interminabili con Frodo, Tasslehoff, Sutty, Drizzt, Phèdre, Morgon... E sono ancora qui.

5 Comments

  1. avatar Misia ha detto:

    Bella recensione, complimenti. Mi hai trasmesso la voglia di leggerlo, spero solo non sia introvabile come dici… 🙂

    • avatar Nymerios ha detto:

      Ciao! Grazie del complimento (:
      Incuriosire i lettori era proprio il mio scopo!
      Cercalo su ebay, dovresti trovarlo facilmente!

  2. avatar Misia ha detto:

    Lo farò. Grazie!! 🙂

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