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La Luce nel Bosco

Freddo, umido, mal di testa, dita ghiacciate, naso ghiacciato e gocciolante, umore di merda. La lista poteva essere interminabile se avesse avuto qualcuno ad ascoltarla, ma erano tutti troppo impegnati a scambiarsi sorrisini e a cantare stonando al suono di una chitarra scordata.
Elda buttò il pezzetto di legno con cui stava giocando, nel fuoco. Era seduta lì davanti da ore. Non era stata la sua migliore idea quella di partecipare alla scampagnata, ma la sua amica Lucy le aveva detto che ci sarebbero stati alcuni ragazzi, che si sarebbe divertita, ed invece erano tutte coppie, tranne lei ovviamente.
Gliel’avrebbe fatta pagare, di certo!
All’ennesima stonatura decise che forse si sarebbe divertita di più a passeggiare nel bosco nella speranza che un orso se la mangiasse.
L’idea di andare a fare un giro era intrigante, ma lei era troppo paurosa, non era tipo da fare queste cose, in più, al di fuori del cerchio di luce dato dal fuoco scoppiettante, tutto sembrava buio tetro e pericoloso. Persino l’idea di arrivare fino alla tenda le faceva venire i brividi sulla schiena.
Una folata di vento freddo la fece rabbrividire sul serio.
Una gita nei boschi a Novembre, che idea geniale!
Continuava a rimuginare su questo e su quanto sarebbe morta di freddo da lì a poco.
Ad un certo punto non ce la fece più.
“Salvo” disse spostando lo sguardo dal fuoco al ragazzo della sua amica “mi accompagni fino alla tenda per favore? Ho troppo freddo e mi voglio mettere a dormire.”
Il ragazzo guardò prima Lucy che fece un cenno di assenso e poi lei.
“Va bene, anche se è dieci passi dietro di te.”
“Lo so, ma ho paura del buio” disse sfidando gli altri a prenderla in giro.
Nessuno osò dire niente, evidentemente la sua faccia scontenta ed il suo umore parlavano chiaro.
Si alzò e si spazzolò i pantaloni facendo cadere aghi di pino e terriccio.
“Torno subito” disse Salvo a Lucy, che dopo avergli dato un bacio come se stesse partendo per il polo nord guardò lei e mimò con le labbra un Scusa che fece finta di non vedere.
“Dai, partiamo per questa avventura!” disse il ragazzo canzonandola
Lei gli diede una spinta sulla spalla e poi proseguirono.
“Ti stai annoiando parecchio, vero?” chiese facendole un mezzo sorriso.
“Abbastanza, magari potresti organizzare un attacco di Zombie per farmi divertire” rispose lei facendo spallucce.
“Per questa volta meglio di no” disse lui ridendo.
Erano arrivati alla sua tenda, e il fuoco rischiarava le altre 3 coppie e la sua amica seduti intorno al fuoco che ridevano e cantavano.
“Beh, io mi accuccio qui, non fate troppo casino” disse lei aprendo la zip della tenda dopo essersi inginocchiata.
“Cos’è quella cosa?” disse lui indicando un punto nel bosco oltre le tende.
Elda si alzò e guardò nella direzione indicatele. C’era una luce che si muoveva tra gli alberi, ora era visibile perché non erano accecati dalla luminosità del fuoco.
“Potrebbero essere altri campeggiatori” disse lei sforzandosi di vedere.
“O guardia boschi” rispose lui mordendosi un labbro “ciò non sarebbe una cosa buona.”
“Perché?” chiese lei spostando lo sguardo sul viso in ombra dell’amico
“In genere non è legale portare erba da fumare in giro, sai?”
“Beh, fatti vostri, io ve lo avevo detto di non portarla.”
“Aspetta qui, vado a dare un’occhiata”
“No, no, avvisiamo gli altri prima, nei film finisce sempre male quando uno si allontana dal gruppo, fidati!”
“Ma va là, mica siamo in un film” rispose lui ridendo.
“Ecco, la frase, lo dicono sempre i protagonisti dei film horror!”
“Vai ad avvisare chi vuoi, intanto io controllo” disse lui girando intorno alla tenda ed acquattandosi.
Elda era indecisa, sentiva freddo e voleva solo entrare nella tenda e dormire al caldo, ma se quelli non erano guardia boschi ma assassini?
Sbuffò pesantemente e girò su se stessa dopo aver ben chiuso la tenda, non aveva intenzione di dormire con qualche bestia strisciante nel sacco a pelo!
Ritornò con passo pesante dagli altri e attirò la loro attenzione andandosi ad accovacciare in mezzo a loro che erano seduti a terra.
“C’è una luce nel bosco, Salvo è andato a controllare, dice che potrebbero essere i guardia boschi, quindi se avete erba, nascondetela” disse a bassa voce dopo che si interruppero dal cantare e suonare.
“Ma, non è pericoloso?” chiese Lucy guardando oltre lei
“Secondo me, sì!” disse lei con enfasi “e gliel’ho anche detto, forse è il caso che qualche altro ragazzo vada a controllare” disse spostando lo sguardo dal chitarrista agli altri due.
“Ci vado io, voi restate qui” disse uno dei tre alzandosi.
“Ah, sicuro che resto qui” disse Elda a mezza voce
“Sentite da qui non si vede niente” disse una delle ragazze, se non ricordava male aveva detto di chiamarsi Giada “spostiamoci alle tende”
“Non è una buona idea” rispose lei scrollando la testa, ma nessuno le diede retta e si alzarono spostandosi verso il buio.
Sospirando li seguì.
Ognuno cercava il posto migliore per vedere, Elda si sentì prendere dalla mano e sobbalzò, ma era solo Lucy che le fece cenno con la testa di seguirla.
Lei non ne aveva nessuna intenzione, ma l’amica la tirò dietro di sé. Così oltrepassarono l’ultima tenda e si misero in ascolto. Sentirono un mormorio lontano e videro la luce a non più di cinquanta metri davanti a loro.
Appena gli occhi si abituarono al buio potè distinguere due sagome, una era sicuramente quella di Salvo, mentre l’altra era minuta, doveva essere una ragazza.
Lucy la tirò di nuovo per la mano trascinandola più vicina fino a quando non furono in grado di vedere cosa stava succedendo.
La ragazza aveva in mano una lanterna, non era molto alta, a occhio e croce non più di un metro e sessanta, indossava uno strano vestito, sembrava di un’altra epoca, ma quello che inquietò di più Elda fu che non riusciva a vederne i lineamenti. Aveva la testa chiana in avanti e i capelli a coprirle tre quarti del viso, Salvo sembrava rapito da quella figura. Erano abbastanza vicine da poter vedere la sua espressione illuminata dalla lanterna. Ad un certo punto lei girò loro le spalle e si inoltrò nel bosco e lui la seguì, senza dire una parola.
Quando Lucy si accorse che lui se ne stava andando senza neanche voltarsi uscì fuori dai cespugli.
“Salvo!” gridò
Lui neanche si voltò, ma la ragazza si. La posizione sempre la stessa, le mani giunte avanti a se a tenere la lanterna, il volto leggermente chino come se guardasse in terra davanti a lei.
“Salvo, dove stai andando?” continuò l’amica facendo qualche passo in avanti.
A quel punto successe qualcosa che fece venire i brividi ad Elda, una strana nebbia vischiosa cominciò a vorticare intorno a quella ragazza, alzandosi sempre di più. La visione, nella notte alla luce della sola lanterna era spettrale, dava l’impressione che i due stessero scomparendo pian piano, come se sbiadissero.
Lucy a quel punto si mise a correre, con un coraggio che lei non avrebbe mai avuto, ma quando li raggiunse la nebbia era ormai fitta tanto che anche lei sembrava venisse inghiottita.
La luce della lanterna era scomparsa ed il buio era rischiarato solo da una inquietante luminescenza data dalla nebbia.
Elda sentì i passi degli altri che arrivavano alle sue spalle e si volse, avevano le torce e correvano chiamandole.
“Dov’è Lucy? E Salvo?” chiese uno dei ragazzi
Elda si voltò ad indicare davanti a lei, ma quando le torce inquadrarono il punto vi era solo Lucy, in lacrime.
La nebbia era scomparsa lasciandola sola.

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Oceanografa a tempo perso, grande lettrice che non disdegna dai classici agli ingredienti dei succhi di frutta. Nutre una grande passione per il Fantasy e in questo periodo, in particolare per il Weird. Avendo personalità multiple adora i GDR e sopratutto i GRV. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2008, ma è ancora in cerca di un editore che la sopporti.
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