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La Bara – terza parte

La discesa fu lunga, soprattutto perché le tremavano le gambe dalla paura, sentiva il manico del coltello contro il suo palmo e questo le dava maggiore sicurezza.
Dopo aver girato intorno alla colonna di pietra le apparve dinanzi l’estensione della caverna, era enorme e debolmente illuminata dalla poca luce che filtrava dalle feritoie sopra la sua testa e da un punto lontano, pressappoco dove aveva visto la prima volta la bara.
Vedeva solo l’alone luminoso, ma non riusciva a identificare nient’altro perché la visuale era occupata da rientranze e sporgenze della roccia.
Scese gli ultimi gradini con il cuore che sembrava volerle uscire dal petto, non sapeva cosa si sarebbe trovata davanti, ma aveva la netta sensazione che qualsiasi cosa fosse non sarebbe stata buona.
Rumori soffocati le giunsero alle orecchie ed immaginando il marito in difficoltà accelerò il passo puntando il coltello davanti a lei.
La scena che le si parò davanti era talmente surreale che rimase impietrita.
A circa sei metri davanti a lei, sulla bara che aveva visto giorni prima dall’alto, il marito era avvinghiato ad una donna, in atteggiamento chiaramente compromettente.
Emise un singulto mettendosi la mano davanti alla bocca, mentre calde lacrime cominciarono a scorrerle sulle guance.
La donna, evidentemente attirata dal rumore soffocato che lei aveva emesso, alzò il viso dal collo di Gioseph ed Ingrid per poco non urlò.
Aveva dei lunghi canini che le sporgevano dalla bocca tornita e del sangue che le sporcava le labbra e il mento.
Quando la vide sorrise mettendo in mostra ancora di più quelle zanne terrificanti.
“Oh cielo, tua moglie!” esclamò divertita dando un buffetto a Gioseph che smise di muoversi sul suo corpo per rimettersi in piedi.
Ingrid spostò lo sguardo sul marito ed inorridì, aveva il collo pieno di sangue e lo sguardo fisso a terra in atteggiamento catatonico.
Mille pensieri le passarono per la mente e non riusciva a decidersi a fare qualcosa.
“Un … un vampiro” disse in un sussurro, una constatazione, niente di più
La donna mise a posto il vestito e scendendo dalla bara le applaudì piano con eleganza.
“Complimenti, hai indovinato” disse divertita.
Poi inclinò la testa studiandola.
“Niente urla, niente Oh Mio Dio! Niente, non è vero è solo un sogno?” chiese corrugando la fronte.
Ingrid non riusciva a parlare, strinse con maggiore forza il manico del coltello e fissò i suoi occhi neri come la notte.
“Wow, mi piace questo nuovo tempo, niente crisi isteriche. Evidentemente la politica dei piani alti sta realmente funzionando” disse la vampira
La donna fu spiazzata da quel commento, ma l’attenzione fu subito attirata da Gioseph che come un automa si stava rivestendo e pulendo dal sangue, con movimenti meccanici e lo sguardo perso.
“Cosa gli hai fatto?” chiese con voce tremante.
“Oh” rispose voltandosi verso l’uomo “lui? Niente, è solo la mia nuova bambola, ma dovresti farlo mangiare di più altrimenti non regge il ritmo.” disse divertita.
Ingrid vide con orrore la creatura scendere il gradino su cui era posta la bara ed avvicinarsi a lei lentamente, come una pantera con la preda.
Istintivamente indietreggiò tenendo sempre davanti a lei il coltello.
La vampira rise.
“Lo sai che non puoi fare niente contro di me, vero? Soprattutto con quello” disse indicando il coltello.
La donna se ne rendeva perfettamente conto, ma non aveva altra difesa, terrorizzata si voltò per fuggire.
Andò a sbattere il braccio sinistro contro le colonne di roccia, mentre correva guardandosi dietro e sentì il sangue cominciare a scorrerle sul braccio, ma non poteva fermarsi, forse se fosse riuscita a salire e a chiudere quella porta, si disse.
“Che buon profumo” sentì dire alla vampira da un punto imprecisato alla sua destra.
Urlò e corse più forte.
Vide le scale davanti a lei e mise più forza nelle gambe per l’ultimo scatto, ma poco prima di riuscire a mettere il piede sul primo gradino la vampira le apparve di fronte e lei ci andò a sbattere.
Fu come prendere un muro in pieno.
Ricadde indietro e ruzzolò un paio di volte, mentre il coltello le sgusciava dalla mano e cadeva a qualche metro da lei.
“Sei proprio divertente, più di tuo marito, lui non ha avuto neanche il tempo di correre” disse la creatura ridendo.
In meno di un attimo fu su di lei e la tirò su come se fosse fatta di pezza, piantando i suoi occhi nerissimi in quelli dell’umana.
Ingrid si sentì sprofondare in un buco nero senza uscita
“Mi piaci umana, hai un buon profumo”
Fu l’ultima cosa che sentì prima di cadere nell’oblio.

Era l’alba quando i coniugi Rindle risalirono dalla cantina, chiudendo bene la porta e sistemando la credenza prima di mettersi a preparare la colazione.
Non parlarono, non si scambiarono neanche una parola, ma il pasto fu abbondante.

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La Bara - seconda parte
Scacciare il Male
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Oceanografa a tempo perso, grande lettrice che non disdegna dai classici agli ingredienti dei succhi di frutta. Nutre una grande passione per il Fantasy e in questo periodo, in particolare per il Weird. Avendo personalità multiple adora i GDR e sopratutto i GRV. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2008, ma è ancora in cerca di un editore che la sopporti.
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