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Il Silmarillion di J.R.R. Tolkien

Music Of  Ainur - Lande Incantate

Music Of Ainur – By Breathing2004

Esisteva Eru, l’Uno che in Arda è chiamato Ilúvatar; ed egli creò per primi gli Ainur, i Santi, rampolli nel suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato. Ed egli parlò loro, proponendo temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu lieto. A lungo cantarono soltanto uno alla volta, o solo pochi insieme, mentre gli altri stavano ad ascoltare; ché ciascuno di essi penetrava soltanto quella parte della mente di Ilúvatar da cui proveniva, e crescevano lentamente nella comprensione dei loro fratelli. Ma già solo ascoltando pervenivano a una comprensione più profonda, e s’accrescevano l’unisono e l’armonia.

Incipit

Il Silmarillion (The Silmarillion) è un’opera mitopoietica scritta da J.R.R. Tolkien, pubblicata postuma nel 1977 da Christopher Tolkien con la collaborazione dello scrittore fantasy  Guy Graviel Kay, che narra la storia di Arda, dalla sua creazione fino alla Terza Era.

Il Silmarillion - Lande IncantateSINOSSI

Il Silmarillion, iniziato nel 1917 e la cui elaborazione è stata proseguita da Tolkien fino alla morte, rappresenta il tronco da cui si sono diramate tutte le sue successive opere narrative. “Opera prima”, dunque (ma anche “ultima”, e di tono assai diverso ben più elevato delle altre), essa costituisce il repertorio mitico di Tolkien, quello da cui è derivata, direttamente o indirettamente, la filiazione delle sue favole, da Lo Hobbit a Il Signore Degli Anelli, da Il Cacciatore di Draghi ai racconti di Albero e Foglia. Si tratta di un’opera che, nella vasta produzione di Tolkien, occupa una posizione di primato, non soltanto temporale, ma anche soprattutto tematica e formale. Vi si narrano gli eventi della Prima Età, alla quale di continuo si rifanno, come un necessario antecedente e a una chiave interpretativa, i personaggi e le avventure de Il Signore Degli Anelli. I tre Silmaril, nucleo simbolico della narrazione, la cui perdita e tentata riconquista costituiscono lo schema della vicenda, sono gemme tenute in altissimo conto dagli Elfi, ma concupite anche da Melkor-Morgoth, primo Signore delle Tenebre, perché contengono la Luce dei Due Alberi di Valinor distrutti dall’Avversario. Vera e propria mitologia i cui modelli ideali vanno ricercati nella tradizione celtica altomedievale, Il Silmarillion, comprende cinque racconti legati come capitoli di un’unica “storia sacra”, narra la parabola di una caduta: dalla “musica degli inizi”, il momento cosmogonico, alla guerra, eroica quanto disperata, di Elfi e Uomini contro l’Avversario. L’ultimo dei racconti costituisce l’antecedente immediato de Il Signore Degli Anelli, sorta di prefazione elaborata nei toni epici che caratterizzano tutto quel grande “pentateuco” che è Il Silmarillion. Il quale non è un romanzo né una favola,  bensì un’opera unica nel suo genere, forse l’unico tentativo coerente, compiuto in tempi recenti, di costruire un vero e proprio edificio mitico imperniato sulla fondamentale antitesi tra brama di possesso e poteri creativi, tra l’amore della bellezza suprema e la volontà di dominio, insomma tra “essere” e “avere”; un’antitesi cantata nel linguaggio, sublime e semplice insieme, che è proprio dell’antico epos. Mai pubblicato vivente l’autore per la sua qualità di work in progress, Il Silmarillion ha visto la luce grazie all’opera paziente del figlio dell’autore, Christopher, che ha compiuto un attento lavoro di ricerca e collazione sui manoscritti lasciati dal padre.

Il Silmarillion, Bompiani, copertina rigida, pag. 446

Il Silmarillion, Bompiani, copertina flessibile, collana I Grandi Tascabili, pag. 682 (Nuova Edizione)

I CINQUE CAPITOLI

Il Silmarillion è suddiviso in cinque capitoli principali:

Ainulindalë (La Musica Degli Ainur)

La Musica Degli Ainur, in Quenya Ainulindalë (da Ainur “i primi” e lindalë “musica”), primo capitolo del Silmarillion, gioca un ruolo fondamentale nella cosmogonia di J.R.R. Tolkien, dove narra la creazione vera e propria di Arda (la Terra) ad opera degli Ainur potenti spiriti nati dalla mente di  Eru Ilúvatar, lo spirito supremo.

Valaquenta (Novero Dei Valar)

Novero Dei Valar E Dei Maiar Secondo La Tradizione Degli Eldar

Nel principio Eru, l’Uno, che nella lingua elfica è detto Ilúvatar, creò gli Ainur dalla propria mente; e gli Ainur intonarono una Grande Musica al suo cospetto. In tale Musica il mondo ebbe inizio, poiché Ilúvatar rese visibile il canto degli Ainur, e costoro lo videro quale una luce nell’oscurità. E molti di loro si innamorarono della sua bellezza e della sua vicenda che videro cominciare a svolgersi come una visione. Per tale ragione Ilúvatar conferì Essere alla loro visione, e la collocò in mezzo al Vuoto, e il Fuoco Segreto fu inviato ad ardere nel cuore del Mondo; e questo fu chiamato. Poi quelli degli Ainur che lo desideravano si levarono ed entrarono nel Mondo al principio del Tempo; e il loro compito fu quello di completarlo, e con le loro fatiche di attuare la visione che avevano scorto. A lungo essi travagliarono nelle regioni di Eä,  la cui vastità trascende il pensiero di Elfi e Uomini, finché a tempo debito fu fatta Arda, il Regno della Terra. Poi essi assunsero abito terrestre, e in essa scesero e vi dimorarono.

Quenta Silmarillion (La Storia Dei Silmaril)

Yavanna Kementari, GustavoMalek - Lande Incantate

Yavanna Kementári – By GustavoMalek

Si racconta la storia di Arda dopo la sua creazione. I Valar (i più potenti tra gli Ainur), entrarono nel Mondo per dargli forma dopo la visione data loro da Eru. La forma iniziale di Arda, scelta dai Valar, era di un continente simmetrico illuminato da due lampade (Illuin e Ormal). Tuttavia le lampade furono distrutte dal malvagio Melkor, Arda sprofondò nell’oscurità e la distruzione delle due lampade compromise la simmetria della superficie di Arda. Si crearono due continenti Aman ad ovest e la Terra di Mezzo ad est. A seguito di questo, Melkor si nascose dai Valar nella sua fortezza di Utumno nel nord della Terra di Mezzo, inoltre si circondò di bestie orribili, molte delle quali erano Maiar in forma di animali, conosciuti come Balrog. I Valar si spostarono nel continente occidentale dove fondarono il regno di Valinor, di cui Manwë fu fatto re e la Valië (femminile singolare di Valar) Yavanna Kementári creò due Alberi che illuminavano Valinor. Nella Terra di Mezzo, invece, era buio perpetuo, ed era raramente visitata dai Valar, solo alcuni di loro, e in particolare Oromëla visitarono regolarmente soprattutto per preparare la venuta degli e Elfi, prevista da una loro visione, e per tenere d’occhio le attività di Melkor.

Akallabêth (La Caduta di Númenor)

Melkor e Sauron - Lande Incantate

Melkor (Morgoth) e Sauron – By BohemianWeasel

Akallabêth è la quarta parte del Il Silmarillion, relativamente corta (lunga una trentina di pagine),  sintesi della narrazione del regno di Númenor nel legendarium tolkieniano. Númenor è il nome di un’isola che è stata catastroficamente distrutta, la versione tolkieniana del mito di Atlantide. Nella lingua inventata da Tolkien, il Quenya, Atalantë vuol dire “(la) Caduta”. La stessa parola Akallabêth è l’equivalente di Atalantë in Adûnaico, lingua dell’Ovest, parlata dagli abitanti di Númenor nel corso della Seconda Era. Akallabêth è la storia della distruzione di Númenor scritta da Elendil. Dopo la caduta del Signore Oscuro Melkor (chiamato anche Morgoth) alla fine della Prima Era (narrata nel Quenta Silmarillion) agli Eldain, gli uomini che avevano aiutato gli Elfi nella lotta contro l’Oscuro, fu dato Númenor, un nuovo piccolo continente, libero dal male e dalla tristezza della Terra di Mezzo. Si trovava nel bel mezzo del Grande Oceano, tra le coste occidentali della Terra di Mezzo, e le coste orientali di Aman, dove i Valar vivevano. Quando entrarono in Númenor agli uomini fu proibito di salpare verso Aman.  Per 2500 anni Númenor prosperò e crebbe in grandezza, grazie alle navi a vela Númenóreane che salpavano per stabilire remote colonie nella Terra di Mezzo. Durante questo periodo gli Elfi della Terra di Mezzo furono impegnati in un’aspra lotta contro il servitore di Melkor, Sauron, il secondo Signore Oscuro. Gli uomini di Númenor aiutarono gli Elfi comandati da Ereinion Gil-galadrimasero nella Terra di Mezzo, ma col passare del tempo gli uomini si ribellarono agli Elfi e ai Valar, nel corso di 1500 anni, desiderarono l’immortalità. Tar-Palantir, il penultimo re di Númenor, si pentì delle azioni dei suoi padri, ma ormai era già troppo tardi. L’ultimo re era suo nipote, Ar-Pharazôn (conosciuto anche come il Re Usurpatore) che reclamò il trono sposando la figlia di Tar-Palantir, Tar-Míriel, contro il suo volere a dispetto della legge che vietava il matrimonio tra cugini. Appreso che Sauron aveva cominciato a muoversi per il dominio sugli uomini e minacciava di distruggere Númenor,  Ar-Pharazôn si recò con un grande schieramento di forze nella Terra di Mezzo. L’esercito di Sauron temeva la forza di Númenor, e così molti disertarono, lasciando il loro padrone. Vedendo che non poteva rovesciare Númenor con le armi, Sauron si umiliò davanti al re Númenóreano, Ar-Pharazôn non convinto, lo prese come prigioniero a Númenor. Ben presto Sauron divenne il consigliere del re, corruppe la gran parte di Númenor al culto di Morgoth offrendo sacrifici umani e abbattendo Nimloth, lAlbero Bianco, e costruì un tempio sacro a L'affondamento di NumenorMorgoth al suo posto. Durante questo periodo, Númenor diventò ancora più potente grazie al consiglio di Sauron. Sauron convinse Ar-Pharazôn ad assalire Aman e a strappare l’immortalità dei Valar, dicendo che grandi re prendono ciò che gli  appartiene di diritto, anche se Sauron voleva distruggere Ar-Pharazôn e la flotta degli invasori Númenóreani provocando l’ira del Valar, voleva anche perpetuare il  dominio assoluto di quel regno. Tuttavia, quando la Grande Armata mise piede su Aman, i Valar sospesero le loro difese e chiamarono Eru Ilúvatar, colui che modellò il mondo. Ilúvatar distrusse Ar-Pharazôn e il suo esercito Númenóreano, seppellendoli sotto le colline che  caddero fino alla fine dei tempi. Ilúvatar, inoltre, affondò Númenor nel mare e rimosse Aman per sempre dai cerchi del mondo; il mondo che era stato piatto era ormai di forma sferica. Da ora in poi  Aman sarebbe stato accessibile solo agli Elfi, gli unici che avrebbero potuto trovare la  Strada Dritta. Nove navi  che trasportavano uomini di stirpe Númenóreana, discendenti dei Signori di Andúnië, della Casa di Elros, furono trasportate dalla tempesta della Caduta fino alle coste della Terra di Mezzo. Erano guidati da Elendil l’Alto, e i suoi due figli: Isildur e Anárion, portavano con loro una piantina dell’Albero Bianco e il palantíri. Questi e i Númenóreani che già vivevano nella Terra di Mezzo portarono il titolo de “I Fedeli“, a significare la loro continua dedizione ai Valar ed Eldar. Essi si allearono con Gil-galad e marciarono nella Guerra dell’Ultima Alleanza, in cui Isildur tagliò l’Unico Anello dalla mano di Sauron. I seguaci di Elendil fondarono due regni Númenóreani in esilio: Arnor, l’alto regno, nel Nord, e Gondor nel sud. Alcuni dei Re degli Uomini, nemici di Elendil, fondarono altri regni in esilio a sud; di questi Umbar era il capo. La cultura di Númenor divenne la cultura dominante della Terra di Mezzo, Arda era divenuta sferica, e Aman posto al di  là di essa, fuori dalla portata degli uomini mortali. La forma fisica di Sauron era stata distrutta, ma il suo spirito fuggì Númenor e tornò alla Terra di Mezzo, dove prese possesso  dell’Unico Anello.

Gli Anelli di Potere e la Terza Era

È la quinta e ultima parte de Il Silmarillion, breve anche questa come Akallabêth (circa una ventina di pagine), la prima stesura avvenne prima del giugno 1948, certezza data da una lettera scritta da Tolkien stesso.

Gli Anelli del Potere

Non tutta la Terra di Mezzo rimase sotto il dominio di Sauron; quegli Elfi che erano sopravvissuti alle vicissitudini della Prima Era fondarono un nuovo regno, Eregion, e durante la Seconda Era, gli Elfi di Eregion forgiarono molti anelli magici, di cui 19 Anelli del Potere con l’ausilio di Sauron. In quel momento Sauron era ancora in grado di mantenere le apparenze e riuscì a ingannare gli Elfi facendo credere le sue intenzioni erano buone. Ma gli Elfi furono ingannati, perché in segreto Sauron forgiò l’Unico Anello per se stesso, al fine di renderli schiavi e, insieme a loro, tutti gli altri popoli della Terra di Mezzo. Il piano di Sauron non riuscì, però: gli Elfi scoprirono la sua trama e deposero i loro anelli per essere schermati dalla sua influenza. Sauron quindi mosse guerra sul Elfi, catturando tutti gli Anelli del Potere, tranne tre ( Nenya fu dato a Galadriel, Vilya a Gil-Galad che in seguito lo diede ad Elrond prima della Battaglia dell’Ultima Alleanza e e Narya a Círdan il Carpentiere che in seguito lo consegnò a Gandalf) che furono nascosti poiché egli non aveva avuto alcun ruolo nella loro creazione. Mentre molti elfi furono uccisi e il regno in Eregion distrutto, gli Uomini di Númenor aiutarono gli Elfi e respinsero Sauron. Dopo la guerra, Sauron distribuì sette anelli ai Nani e nove per gli uomini. I nani si dimostrarono relativamente immuni alla sua influenza, in loro crebbe solo l’avidità per l’oro, ma gli uomini si mostrarono deboli. I nove uomini che avevano ricevuto gli anelli divennero grandi signori, re e guerrieri del loro tempo, ma poi caddero sotto il dominio di Sauron, diventando alla fine i Nazgûl.

La terza Era

Elrond supplicò Isildur di distruggere l’anello nel fuoco del Monte Fato dove è stato forgiato, ma Isildur lo tenne per se  dichiarando che apparteneva al suo popolo, una consolazione dopo le enormi perdite della guerra. Così la Terza Era della Terra di Mezzo iniziò, con la fatidica decisione di Isildur di mantenere l’Anello del Potere, che mise in moto gli eventi che porteranno alla Guerra dell’Anello. Isildur morì poco dopo in un improvviso agguato di una banda di orchi. Isildur tenta di fuggire mettendo l’Anello, ma esso lo tradì, cadde dal suo dito, e andò perduto nel grande fiume Anduin.

J.R.R. Tolkien - Lande Incantate JOHN RONALD REUEL TOLKIEN

J.R.R. Tolkien nasce a Bloemfontein, in Sud Africa, da genitori inglesi. Dopo la morte del padre, ritorna in Inghilterra con la madre e il fratello, la famiglia si trasferisce a Birmingham. In seguito muore anche la madre dalla quale in giovane John eredita la passione per le lingue, le favole e le antiche leggende. Lui e il fratello vengono affidati a un sacerdote, Padre Francis Xavier Morgan. Dopo aver frequentato la King Edward VI School, inizia gli studi all’Exeter College di Oxford dove ottiene il titolo di Bachelor of Arts nel 1915. Si arruola durante la Prima Guerra Mondiale e combatte sul fronte occidentale. Finita la guerra continua li studi all’Exeter College fino a conseguire il titolo di Master of Arts nel 1919. Nel 1925 viene nominato professore di Filologia Anglosassone al Pembroke College di Oxford, nel 1945 gli viene affidata la cattedra di Lingua Inglese e Letteratura Medievale al Merton College, dove insegna fino al suo ritiro nel 1959. Durante il periodo dell’insegnamento l’autore inizia a scrivere. Nel 1937 pubblica Lo Hobbit, La Compagnia dell’anello (1954), Le due torri e Il ritorno del Re (1955) che verranno poi riuniti in un unico volume nel 1956. Negli anni seguenti l’autore lavora al Silmarillion cominciato già nel 1917 (incompiuto, pubblicato postumo a cura del figlio Christopher). Pubblica Le avventure di Tom Bombadil nel 1962, dall’immenso patrimonio mitico lasciato da Tolkien sono nate raccolte come I racconti perduti, I racconti ritrovati e I racconti incompiuti di Númenor e della Terra di Mezzo (pubblicate postume a cura del figlio Christopher), J.R.R. Tolkien muore a Bournemouth nel 1973. Nei racconti di categoria “varia” si possono citare anche: Roverandom (1998, postumo), Mr Bliss (1982, postumo), Le Lettere di Babbo Natale (postumo, 1976), Il Cacciatore di draghi (1975, postumo), Albero e Foglia (contiene un saggio del 1939, Sulle Fiabe). Di recente pubblicazione sono gli inediti I figli di Húrin (2006, completato dal figlio dopo 30 anni di lavoro), La leggenda di Sigur e Gudrún e la Caduta di Artù (2013), non si escludono in futuro pubblicazioni di altre opere inedite dell’autore.

 Fonti:

Wikipedia

Il Fosso di Helm

J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion Ed. Mondadorilibri

Fonti Immagini:

fourletternerd

Drowning of Numenor, by mattleese87

 

 

 

 

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La Leggenda Del Santo Graal AA. VV. a cura di Mike Ashley
Racconti Ritrovati di J.R.R. Tolkien
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Gioia Riccardi

« Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che fi­nora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arreca­to troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura. » H.P. Lovecraft, Il Richiamo di Cthulhu 1928.

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