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Il significato della notte – Eleonor

Elenor - Il significato della notte | Lande Incantate

Lasciate che vi presenti Eleonor, la mia eroina. Insieme, se vorrete, narreremo la sua storia, permettendo alle parole di far confluire il suo mondo nel nostro. Seguite il filo, continuate il racconto incastrando i vostri suggerimenti con quello che è il corso della narrazione. E che il miracolo della creazione si compia!

 

ELEONOR

C’è stato un tempo in cui le spade venivano portate solo da uomini fatti e possedevano un nome. Ecco, io sono nata in quel tempo. E c’è stato un luogo in cui ai bambini era permesso ascoltare le fiabe che i vecchi usavano raccontare seduti vicino al fuoco, intrecciando parole dalla consistenza della bruma notturna. Io vengo da quel posto, dove la vicinanza all’acqua e la bravura nella pesca facevano la differenza tra vivere e morire. Il mondo per me  iniziava sulla riva di quel fiume cui io e la mia famiglia eravamo grati per il cibo che ci forniva, per l’acqua che dissetava noi e quegli animali che, comprati al villaggio per poche monete di rame, ora costituivano la nostra fortuna producendo latte e uova che poi le abili mani di mia madre trasformavano in dolci che rivendevamo al mercato. Lo so, questa vita avrebbe dovuto bastarmi ma fin dai primi anni  mi fu chiaro che non sarebbe stato così e che il mio nome, Eleonor, non avrebbe solo identificato l’ultima nata di una cucciolata di dodici figli. Appena libera dai lavori domestici che mi spettavano in quanto donna, spiavo i mei fratelli tirare con l’arco oppure raccogliere legna nel bosco. Sapevo che non mi avrebbero mai insegnato ad usare una spada, quindi cercavo di imparare per mio conto usando di nascosto lo stiletto che il maggiore di loro, Fearghal , diceva fosse il suo migliore amico. Avevo un pensiero fisso, un desiderio: scoprire qual è il significato della notte. Del resto, era stato proprio Fearghal a parlarmene, un giorno. Eravamo seduti sulla riva del fiume  a guardare l’acqua ingoiare i sassi che lanciavamo a ripetizione, immersi in una sorta di stato ipnotico. Senza un’apparente ragione, mio fratello aveva rotto il silenzio e aveva preso a parlare, restando con gli occhi puntati su quel continuo fluire liquido che avevamo davanti. Nel farlo, si rivolgeva a me solo in apparenza, ora lo so, e in realtà parlava ad un interlocutore presente solo nella sua mente, nei suoi ricordi.

“Bambina mia” – disse – “posso comprendere  il tuo desiderio di conoscere cose che né la tua condizione di nascita né la tua educazione potrebbero farti arrivare ad apprendere, ma lascia che ti dica una cosa: questo mondo possiede ingranaggi in grado di stritolare una come te. C’è un buio, là fuori, tanto perverso da corrompere l’animo di qualsiasi uomo. Io l’ho visto, e voglio che non arrivi nemmeno a sfiorarti. E’ una notte senza fondo, una tenebra senza pareti  in cui si può solo cadere, perché non ci sono appigli per risalire. Credimi, sarà tutto molto più semplice se seguirai le regole diventando semplicemente sposa e madre. Vedrai, quel senso di ribellione che senti adesso scomparirà insieme alle tue lentiggini, un giorno.” Si girò verso me e mi sorrise, pigiando il suo dito indice sul mio naso e schiacciandolo dolcemente. Di solito avrei risposto dandogli un pizzicotto nel di dietro, come facevo sempre quando, stanco di farmi i dispetti, abbassava la guardia consentendomi di avvicinarmi. Ma stavolta il suo volto serio, quasi corrucciato fermò la mia mano. Lo avrei messo in conto, quel pizzicotto, e glielo avrei dato come interesse maturato alla prossima occasione.

Se Fearghal si era aspettato una delle mie risposte tutto pepe ed insolenza, certo rimase deluso. Continuai a guardare il fiume e presi un altro sasso, lanciandolo in un punto in cui l’acqua era miracolosamente quieta e creando così uno spruzzo che l’increspò tutta.  Attesi qualche minuto e, sempre senza dire una parola, abbracciai quel fratellone che in quella mattina con niente di speciale aveva voluto darmi quel consiglio che probabilmente non avrei accettato, ma che comunque avrebbe popolato i miei pensieri per giorni. Cosa poteva esserci di così terribile in un mondo in cui anche la morte, così definitiva e senza possibilità di ritorno, segnava il momento del la restituzione della vita a quella Madre Terra che onoravamo ogni giorno con le nostre preghiere? Non conoscevo la risposta, non ancora.

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Il significato della notte - Fearghal
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Maeve

Il mistero non ci lascia mai soli, ed io uso le parole come trama e la fantasia come ordito di un personale tappeto magico col quale superare confini e barriere, di questa vita e forse anche dell’altra. C’è un’essenza primigenia da ascoltare, avendo come guida i quattro elementi fondamentali: aria, acqua, fuoco, terra, tornando così alle braccia di quella Madre che aspetta ormai da troppo tempo.

9 Comments

  1. avatar Yslsl ha detto:

    L’inizio è già coinvolgente,ottimamente scritto, aspetto con estrema curiosità il seguito.
    Complimenti !

  2. avatar Reyvolution ha detto:

    Per cominciare complimenti per l’inizio di questa storia! Nonostante sia breve (come tutte le cose che si vorrebbero continuare a leggere in eterno) già mi ha incuriosita molto! Apprezzo molto la scelta di scrivere in prima persona, e lo stile è molto curato! Mi incuriosisce molto il personaggio di Fearghal, mi piacerebbe saperne di più sul suo conto; le sue parole hanno l’aria di essere un annuncio di sciagura.. o un consiglio che non verrà seguito! L’atmosfera che hai creato comunque è molto evocativa e non vedo l’ora di leggere il seguito. Spero che Eleonor non si ritrovi a stringere quello stiletto con tutta la sua forza nel prossimo episodio.. o forse si? 😀

    • avatar Maeve ha detto:

      Fearghal è il maggiore della cucciolata, e a differenza di Eleonor conosce il sole ma anche il buio tetro della tenebra. E nel suo nome, che in gaelico significa “uomo vigoroso”, vi è un destino che non ha ancora svelato i suoi contorni.

  3. avatar paolo signorazzi ha detto:

    Il medioevo mi ha sempre affascinato, e tu lo stai descrivendo molto bene ma attenta, la donna ribelle nel medioevo era evitata come la peste.

    • avatar Maeve ha detto:

      Sono contenta di essere riuscita ad affascinarti con questo mio racconto, Paolo, ma tu corri troppo. Forse Eleonor prova solo quel senso di ribellione tipico di chi ha fretta di crescere e che sparirà insieme alle sue lentiggini proprio come le ha detto Fearghal, o forse invece percepisce i primi bagliori di una personalità che la porterà ad essere una regina guerriera in un castello ai confini del mondo. Forse, tra qualche anno la ritroveremo ancora a vivere in una casa vicino al fiume ma piena stavolta di figli suoi, oppure dovremo correre a salvarla dalle spire di un drago. Quello che adesso di sicuro sappiamo di lei è che la sua storia è ancora tutta da scrivere. 🙂

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