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Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry

“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. Il piccolo principe, libro - Lande IncantateL’essenziale è invisibile agli occhi”.

”L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.

Il Piccolo Principe (Le Petit Prince) è un’opera, quella probabilmente più conosciuta, di Antoine de Saint-Exupéry. È fra i libri più celebri del XX secolo e tra i più venduti nella storia: è stato tradotto a 253 lingue e dialetti, stampato in oltre 134 milioni di copie in tutto il modo.

LA TRAMA

Questa è la storia del piccolo principe, bambino misterioso proveniente dal minuscolo asteroide B612 che, arrivato nel deserto del Sahara vi incontra un pilota in panne, intento a riparare il suo velivolo. Il pilota e il piccolo principe iniziano a parlare e diventano amici. Il bambino racconta all’adulto le sue peripezie da un pianeta all’altro prima del suo atterraggio sul pianeta Terra. Così comincia una delle storie più dolci e più belle che siano mai state scritte: che è poi la storia degli incontri, della scoperta dell’amicizia, del sapere affezionarsi e voler bene a qualcuno. Una storia semplice e grandissima, piena di poesia e di tenerezza. Età di lettura: da 8 anni.

Il Piccolo Principe, Editore Bompiani, collana I Delfini.

LA GENESI DEL PICCOLO PRINCIPE

Dopo l’armistizio del 1940, Saint-Exupéry è esiliato in America, a Los Angeles, dove viene ammesso in ospedale per curare le conseguenze dei numerosi incidenti subiti. In questo periodo è preso dalla stesura de Il Pilota Di Guerra, per distrarlo una sua cara amica, l’attrice Annabella (nata come Suzanne Georgette Charpentier ) gli legge un racconto di Andersen: La Sirenetta. Da questa lettura è nata, probabilmente, l’idea di Saint-Exupéry di scrivere un libro sulla falsariga delle favole dello scrittore danese. Contemporaneamente, un altro amico René Clair, gli regala degli acquarelli, così Saint-Exupéry è in condizione di illustrare la sua storia che prenderà forma in un letto di ospedale. Nel 1942 Saint-Exupéry cena con il suo editore americano Eugene Reynal e come sempre sulla tovaglia disegna personaggi inventati, tra questi il –  in futuro famosissimo – bambino. Colpito dal disegno Reynal avrebbe proposto a Saint-Exupéry di scrivere un libro per bambini da pubblicare per Natale. Si ritiene anche che questa proposta possa essere stata fatta all’autore non dalla persona dell’editore Reynal ma dalla moglie di questi, Elisabeth, che sperava in tal modo di risollevare il morale di Saint-Exupéry, lontano dalla sua madre patria ed esiliato in un paese che non amava particolarmente, colpito nel suo orgoglio dall’accoglienza controversa riservata al suo ultimo libro. “Pilota di Guerra”, attaccato in ogni aspetto da coloro che volevano controllarlo e gli rimproveravano la sua diversità.

Altre fonti invece ritengono che l’idea di scrivere una favola con protagonista un bambino – forse suo fratello François, morto prematuramente, a cui Saint-Exupéry era molto legato e che chiamava con il soprannome di «Re Sole­» durante  i giochi di infanzia – fosse viva nella mente dell’autore già da sette anni. Detto ciò il fatto che François abbia potuto ispirare all’autore il personaggio del Piccolo Principe sembra alquanto improbabile e poco si sposta dalla mera speculazione.

Trasferitosi a Long Island, Saint-Exupéry lavora di notte, fumando e bevendo caffè ininterrottamente. Telefona ai suoi amici cercando consiglio, a volte chiede loro di mettersi in posa per ispirare i suoi disegni. Si dice che il figlio del filosofo De Konnick sia servito come modello per certe pose del Piccolo Principe, il boxer di Sylvia Reinhardt per ispirare alcuni movimenti della tigre e, per disegnare la pecora, un barboncino di un amico.

Saint-Exupéry lavora alla stesura de “Il Piccolo Principe” per tutta l’estate e una parte di autunno, alla fine del 1942 affida il manoscritto al suo editore. Reynal lo fa tradurre e lo pubblica simultaneamente in originale e in inglese il 6 aprile del 1943, nel momento in cui Saint-Exupéry lascia gli Stati Uniti alla volta dell’Algeria per unirsi alle forze francesi libere. L’editore Gallimard pubblica la prima edizione francese, postuma,  de “Il Piccolo Principe” nel 1946 dopo la liberazione.

Il Piccolo Principe, disegno - Lande Incantate

IL PICCOLO PRINCIPE VEICOLO PER L’ALFABETIZZAZIONE

Dopo la prima edizione negli Stati Uniti de “Il Piccolo Principe” dalla fine degli anni ’40 le edizioni estere si moltiplicano. Attualmente Il Piccolo Principe è stato tradotto in 257 lingue e dialetti, in numerose lingue ne esistono più versioni. Condivide il primato con “Lo Straniero di Camus” come opera letteraria francese più tradotta nel mondo ogni anno, dal Giappone al Sud America, vengono proposte grandi tirature (47 edizioni nel 2007 in Corea del Sud). Per la salvaguardia delle lingue rare (o dialetti), si utilizza “Il Piccolo Principe”, il testo di Saint-Exupéry è stato tradotto e pubblicato in lappone, tzigano, quechua, bretone, lingua corsa, gallurese, milanese, esperanto, aragonese, napoletano, friulano o “marilenghe” (lingua neolatina del Friuli) e guarani. Il Piccolo Principe è ritenuto un testo ideale per l’insegnamento delle lingue ed è adottato in molte scuole in diversi paesi tra cui il Marocco e il Giappone. Per la lotta all’analfabetismo è stato distribuito alla popolazione in Tuareg in lingua tifinar, un’altra edizione in lingua khmer è stata distribuita in Cambogia. Nel 2005, Il Piccolo Principe è stato tradotto in toba, lingua amerindiana parlata nel nord dell’Argentina, anteriormente a questa data è accaduto solo con un altro libro, la Bibbia.

I TEMI

Il tema centrale su cui si avvita tutta la trama è il binomio solitudine-amicizia, il Piccolo Principe lascia il suo pianeta solitario per lanciarsi alla ricerca del significato della parola “amico” e scoprire cosa questa rappresenta. L’addomesticare, lezione impartita dalla volpe al Piccolo Principe, legare a noi qualcuno in modo indissolubile, gli insegna anche il segreto dell’esistenza umana, ossia: l’essenziale è invisibile agli occhi e non si vede bene se non con il cuore. Il libro passa in rassegna elementi di vanità e materialismo dell’uomo, in cui ogni stereotipo della società moderna occupa un pianeta a sé –  dal re che governa se stesso al vanitoso che non ha nessuno che lo ammiri, dall’ubriaco che beve per dimenticare la vergogna dell’alcolismo al businessman che pensa solo a fare soldi – mette l’accento sulla cecità degli uomini davanti alla loro solitudine e soprattutto ai veri valori della vita.

IL FILM

Il Piccolo Principe è un film di animazione diretto dal regista Mark Osborne, il budget del film è stato di circa 60 milioni di euro ed è stato realizzato in CGI è stop motion. La pellicola è stata presentata fuori concorso al Festival di Cannes 2015 ed uscirà nelle sale italiane dal 1 Gennaio 2016.

ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRYAntoine Saint-Exupery - Lande Incantate

Di famiglia aristocratica e cattolica, attratto dal volo fin dall’età di 12 anni, fu pilota militare durante il primo dopoguerra, quindi pilota civile di grandi linee e protagonista di vari raid. Mobilitato allo scoppio della seconda guerra mondiale, dopo l’occupazione della Francia si trasferì a New York, e negli anni 1943-44 compì varie missioni belliche: il 31 luglio 1944 decollò dalla Corsica, ma non fece più ritorno. Esordì con le novelle di L’aviateur (1925), ma si affermò come romanziere con Courrier sud (1928; trad. it. 1959), ambientato in Africa. Tra le sue altre opere si segnalano Vol de nuit (1931; trad. it. 1959), vero e proprio dramma della responsabilità ispirato alla sua esperienza in America del Sud; Terres des hommes (1939; trad. it. 1942), sorta di saggio autobiografico intriso di misticismo, scritto dopo un raid New York-Terra del Fuoco; Pilote de guerre (1952; trad. it. 1959) e Lettres à un otage (1943; trad. it. in Pilota di guerra, 1959), ispirati all’attualità politica; la delicata favola allegorica Le petit prince (1943; trad. it. 1949). Postumi apparvero Citadelle (1948; trad. it. 1978); Carnets (1953; trad. it. in Pilota di guerra, 1959); Lettres de jeunesse à l’amie inventée (1953); Lettres à sa mère (1955); Un sens à la vie (1956; trad. it. 1967); Écrits de guerre (1982). Nel 2007 è stato edito in Francia il volume Manon, danseuse et autres textes inedits (trad. it. 2008), in cui sono raccolti novelle, lettere e frammenti scritti da S.-E. tra il 1925 e il 1943.

Fonti:

Enciclopedia Treccani

www.ilpiccoloprincipe.com

www.spulcialibri.it

 

 

(1430)

La Trilogia di Hunger Games di Suzanne Collins
La Trilogia delle Gemme di Kerstin Gier
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Gioia Riccardi

« Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che fi­nora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arreca­to troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura. » H.P. Lovecraft, Il Richiamo di Cthulhu 1928.

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