Home » Storie e racconti » L'Antro della Strega » Il passaggio segreto

Il passaggio segreto

Vederla camminare ignara in mezzo a tutte quelle creature lo faceva sentire impotente, così come d’altronde lo erano loro stesse. Con la luce del giorno potevano solo rannicchiarsi negli angoli ed osservare, ma erano ovunque.
Aveva sottostimato il pericolo.
Quando aveva deciso di avvalorare la sua identità con quella passeggiata non aveva immaginato che ce ne fossero così tante.
Quando aveva visto Berith nel cortile della casa di lei era stato tentato di ucciderlo seduta stante, ma poi avrebbe dovuto spiegare troppe cose, non solo a Valentina.
In realtà si erano riconosciuti vicendevolmente e questo rendeva la cosa molto interessante. Quella creatura malvagia adesso sapeva che lui era sceso direttamente in campo e se da un lato aveva tolto l’effetto sorpresa, dall’altra aveva sicuramente guadagnato tempo.
Non avrebbe osato buttarsi a capofitto su Valentina con lui lì vicino.
Anche la reazione del demone era stata interessante.
L’arcangelo sorrise.
“Cosa c’è di così divertente?” chiese Valentina corrugando la fronte.
“Niente, pensavo ad un conoscente.”
“A proposito, insisti nel dire che non vi siete mai incontrati prima con Luciano?” chiese la donna fissandolo negli occhi.
“Assolutamente” rispose.
Ed in effetti non era una bugia, non si erano mai incontrati di persona.
“Strano, sembrava il contrario” borbottò lei riprendendo a camminare.
La vide rimuginare, mentre con passo deciso camminava fianco a fianco con lui percorrendo i sentieri del Parco dei Mostri, si erano appena lasciati alle spalle la statua dell’ariete.
“Cosa hai visto esattamente quella sera?” chiese per distrarla.
“Se solo ci ripenso” la vide rabbrividire, mentre lo sguardo si faceva velato di paura. Non le dava tutti i torti.
A parte quello che aveva visto, era quello che si era portata a casa il problema.
“Era come se gli alberi e il prato fossero pieno di insetti. Era tutto un brulicare”
La donna si passò le mani sulle braccia.
“Immagino che schifo” disse cercando di minimizzare.
“Già”
“E poi?”
Valentina sussultò.
“Poi?” vide che diventava circospetta.
“Si, dopo. Quando sei tornata con le forze dell’ordine”
“Ah, si. Niente, non c’era più niente. Solo quelle bruciature” disse riferendosi ai segni lasciati dalla custode dello spirito del fuoco, che gli aveva mostrato qualche minuto prima.
“E quella è l’entrata al labirinto che è crollata” disse la donna indicando una statua enorme che in principio doveva avere la bocca aperta e da cui evidentemente si accedeva alle grotte, ma che ora era per metà spaccata. Enormi massi erano rotolati fino a parecchi metri oltre l’ingresso, sicuramente opera dello spirito della terra.
“C’è un altro accesso?”
“No, e io conosco questo posto perfettamente. A meno che …” rispose pensierosa.
L’arcangelo si pentì subito di aver fatto quella domanda, se per curiosità fosse entrata nelle grotte ci sarebbe stato da penare per farla uscire viva.
“Se è qualcosa di troppo difficile” disse nella speranza di bloccarla.
“No, no. Andiamo. Diamo solo un’occhiata. E’ possibile che il crollo abbia bloccato anche quel passaggio.”
Michele lo sperava ardentemente, ma non era mai stato molto fortunato con le aspettative. Gli angeli lo sanno, mai credere nella fortuna.
Valentina lo portò all’interno del un piccolo tempio, poteva sentire l’odore di morte che aleggiava nell’aria.
In quel posto, da poco, le creature avevano banchettato con carne umana.
La struttura era anche chiamata mausoleo e si diceva contenesse le spoglie della seconda moglie di Orsini. L’arcangelo alzò gli occhi a guardare i segni zodiacali incisi sulla parete che stavano costeggiando prima di arrivare sul fronte e poter risalire i pochi gradini che davano accesso al colonnato.
Ed eccole lì, dove la luce entrava a malapena, c’erano le ombre che attendevano fameliche. Abbassò la mimetizzazione che gli consentiva di non far vedere la sua natura agli umani e alle creature, affinché quelle cose capissero che dovevano stare alla larga, mentre seguiva la donna, che imperterrita si dirigeva proprio verso la parte più buia. Le creature si ritrassero al loro passaggio emettendo un basso sibilo che gli umani non potevano percepire, anche se vide la donna irrigidirsi.
“Dovrebbe essere qui” disse lei, cercando qualcosa dietro l’ultima serie di colonne, prima della grata che separava la parte interna inaccessibile al pubblico da quella esterna.
“Qui, ecco.”
A terra era visibile solo per i più attenti una pietra disallineata, l’arcangelo corrugò la fronte, non era esattamente quello che pensava.
“Una pietra?”
“No, un’entrata nascosta” disse Valentina sfoggiando un sorriso compiaciuto “in questo parco ci sono cresciuta, mio nonno era il giardiniere e custode. Ho trovato questo passaggio segreto in una delle mie scorrerie” raccontò, mentre spingeva la pietra per allinearla alle altre del muro.
Si udì un rumore di sfregamento e una lastra di pietra si scostò, proprio accanto al cancello chiuso.
Valentina, che si era preventivamente assicurata l’assenza di turisti in giro, sgattaiolò dentro facendo emettere un singulto a Michele.
Era come andare in giro per la savana cosparsi di sangue di zebra.

(738)

Blatte
Pirati e tesori
The following two tabs change content below.
avatar
Oceanografa a tempo perso, grande lettrice che non disdegna dai classici agli ingredienti dei succhi di frutta. Nutre una grande passione per il Fantasy e in questo periodo, in particolare per il Weird. Avendo personalità multiple adora i GDR e sopratutto i GRV. Ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2008, ma è ancora in cerca di un editore che la sopporti.
avatar

Ultimi post di RossellaS (vedi tutti)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I Cookies permettono alle Lande Incantate di riconoscerti la prossima volta che tornerai a farci visita. Navigando sulle nostre pagine ci autorizzi a farne uso per rendere la tua esperienza migliore. Maggiori informazioni | Chiudi