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Hunger Games – La Ragazza di Fuoco di Suzanne Collins

Ero intenzionato a proseguire la saga di Hunger Games: il problema era il quando. Essendo fissato con la simmetria e l’organicità di un’opera, non avrei mai comprato l’edizione classica, ma quella sbrilluccicosa e kawaii. Che è introvabile, a quanto pare, su internet. Ma non nelle librerie…

Hunger Games - Lande Incantate

Trama

Se nell’approccio al primo libro ero scettico, ne la Ragazza di Fuoco ero curioso: cosa si sarebbe inventata la Collins? Presto detto. La trama è strutturata in modo simile al primo Hunger Games: i primi 2/3 sono più riflessivi e succede poco di interessante. L’ultima parte è dedicata agli Hunger Games: con la trovata dell’anniversario, due tributi vincitori delle precedenti edizioni sono costretti a rifare i giochi.

Mentre Katniss era sola nella precedente edizione (il che mi ha fatto dubitare qualche volte della sua sopravvivenza, o almeno mi interessava sapere come se la sarebbe cavata), qui inizia subito ad allearsi con altre persone. Ovviamente anche con Peeta. Scompare quindi la consueta ansia, sostituita da una sottile forma di terrorismo psicologico. Infatti alcune trovate sono un po’ cattive, come l’urlo di Prim nell’arena.

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Stile

Lo stile si mantiene uguale al primo libro: prima persona presente, tutto dal punto di vista di Katniss. La conseguenza è che sappiamo pochissimo di ciò che realmente succede, ma poco importa. È una scelta che mi piace. Il lessico è abbastanza semplice, ogni tanto spunta qualche termine insolito, come rintuzza, ma nulla di rilevante.

Worldbuilding

Ecco qui la nota dolente. Se del primo libro lamentavo i pochi dettagli su Panem, ora i dati a nostra disposizione appaiono un po’ contraddittori.

La tecnologia di Panem

La tecnologia su Panem è decisamente avanzata. Così avanzata che mi sono chiesto: perché servirsi di schiavi (perché questo sono) per mandare avanti una nazione, quando si potrebbero creare macchinari per l’agricoltura e tutte le altre attività dei distretti?

Distanze e tempistiche

Panem è una nazione e questo è chiaro, ma la reale estensione di questo stato è fumosa. L’organizzazione in distretti più che regioni fa pensare che Panem sia un unica grande città con Capitol City al centro e le varie aree di produzione disposte in una forma non meglio definita tutto intorno. Tra un distretto e l’altro, poi si trova quella misteriosa foresta dove Kat e Gale si recano per cacciare, la cui estensione è ignota.
Questa strana confusione geografica, che non permette di comprendere esattamente la conformazione del territorio, si unisce ad una ancora maggiore incongruenza nei tempi di viaggio.
Il tour della vittoria di Kat e Peeta si tiene in treno e la prassi è che si fermino in ogni distretto un giorno solo per le celebrazioni e passino a viaggiare almeno un giorno intero tra le apparizioni.
Un viaggio in treno che impegna un giorno ed una notte, copre una distanza ragguardevole e, considerando che i distretti non sono disposti a raggiera intorno alla capitale, è anche possibile che siano necessari più giorni per muoversi dal centro al confine estremo. Gli hovercraft però riescono a raggiungere ogni punto di Panem nel giro di qualche ora al massimo.

Corrente elettrica e fulmini

Questo deve andare necessariamente in un riquadro spoiler a causa di pesanti influenze sulla trama.

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Tutti sono spiati

Sin dal primo libro ci viene detto che i cittadini dei distretti sono controllati e spiati in qualsiasi attività. Se c’è un tale controllo, così minuzioso, com’è possibile che si siano formati i ribelli?

Personaggi

Katniss

Katniss è, insomma… la solita Katniss. Come sempre si fa mille seghe mentali e… tante domande. Ecco qui la solita rassegna delle domande di Kat.

Mostra le domande di Katniss

Mi piace come si prenda certe responsabilità, come quando non deve fare capire nulla alla madre del piano di Snow, e mi è piaciuta una riflessione in particolare, che vi riporto:

“Ma mentre mi stendo sulla sabbia mi chiedo: può esserci anche qualcos’altro? Mi sta dicendo che un giorno potrò avere dei figli con Gale? Be’, se è così, si sbaglia. Perché in primo luogo non ho mai voluto avere figli, e in secondo luogo se c’è uno solo di noi che può essere un genitore, è chiaro come il sole che quello dovrebbe essere Peeta.
Mentre mi addormento, cerco di immaginare un mondo futuro in cui non ci siano Hunger Games o Capitol City. Un posto come il prato della canzone che ho cantato quando è morta Rue. Dove il figlio di Peeta potrebbe essere al sicuro.

Taylor commossa - Lande Incantate

Peeta

My lovely Peeta. Questo personaggio risveglia lo ya boy che c’è in me, c’è poco da fare! Alcune frasi mi hanno fatto sciogliere:

“Sì, ma… voglio dire, per Capitol City tu sei pura” insiste Peeta, nell’evidente tentativo di ammorbidirmi. “Per me tu sei perfetta. Ti stanno solo stuzzicando.”

L’intervista con Caesar è davvero bella.

Nuovi personaggi si aggiungono, ma nessuno mi ha davvero colpito molto.

Conclusioni

Hunger Games – La ragazza di fuoco ti tiene incollato per tutta la lettura. Non mi ha mai annoiato. Per quanto volessi sapere di più sulla società di Panem all’inizio, scoprire cose nuove mi ha un po’ deluso. Cose che nel primo libro non si sanno, e per certi versi è meglio così. Rimane un libro che consiglio, pur con le dovute cautele.

VOTO: 7/10

Per leggere la mia recensione su Hunger Games #1, clicca qui.
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Ho indossato il Cappello Parlante insieme a Harry, Ron e Hermione; ho consultato l'aletiometro con Lyra; ho partecipato alla creazione di Ea e sono stato invisibile con Bilbo; ho viaggiato con Ged su migliaia di isole, tra diversi mondi con Pug, e su diversi piani con Sita Dulip; sono stato un reietto con Shevek e ho cavalcato draghi con Dany; ho sghignazzato con Bartimeus e cavalcato su Aslan; ho intrapreso viaggi interminabili con Frodo, Tasslehoff, Sutty, Drizzt, Phèdre, Morgon... E sono ancora qui.

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