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A Hitchcock sarebbe piaciuto il Trono di Spade?

Nell’elenco di libri stilato la settimana scorsa, vi avevo detto che uno di essi mi ha fatto comprendere l’abissale differenza che esiste tra il creare suspense e creare un colpo di scena. Alcuni di voi mi hanno chiesto in cosa consista la suddetta differenza e allora ho deciso che questa settimana ve la illustrerò.
Ammetto che l’argomento abbia poco a che fare con la creazione di un’ambientazione, ma poiché mi rivolgo ad aspiranti autori credo sia bene assecondare le richieste e spiegare loro ciò che desiderano. Il discorso inoltre non è legato esclusivamente al fantasy, ma naturalmente si applica a qualsiasi campo letterario e narrativo.

Quando anni fa iniziai a scrivere, credevo di conoscere già alcuni principi di base che mi apparivano alquanto banali e autoevidenti. Il colpo di scena era “quella cosa che succede quando meno te lo aspetti”, mentre la suspense era “quella cosa per cui il lettore è curioso di sapere come va a finire la storia”. Tutto facile, tutto qui.
E invece: NO!
Sapere a grandi linee cosa è qualcosa, non significa saper ricreare quel qualcosa.

Leggendo alcuni manuali di scrittura (ecco perché sono importanti: quando si è alle prime armi occorre innanzitutto imparare le cose ovvie) scoprii che non avevo la benché minima idea del come creare suspense e colpi di scena.
Suspense e colpo di scena sembrano infatti concetti affini, ma non lo sono.
La prima cosa che imparai fu dunque quella che meno mi sarei aspettato: suspense e colpo di scena sono strutture narrative diverse, anzi oserei dire che sono l’una l’opposto dell’altra.

Mi spiego.
Il colpo di scena arriva quando il lettore non conosce un determinato fatto. All’improvviso avviene qualcosa in modo inatteso, risolvendo così una situazione in maniera repentina (può essere consigliabile lasciare alcuni indizi per preannunciare l’evento, ma essi non devono essere lampanti. Sull’argomento vi consiglio di leggere la rubrica “L’apprendista scrittore” in cui è spiegato bene questo punto).
In conclusione, il colpo di scena è: risolvere ciò che non si sa nel modo più inatteso possibile.
Il Trono di Spade vive di questo: continui eventi che puntano a farvi saltare sulla poltrona. Il problema però dei colpi di scena è che, una volta appresi, si “svuotano”. Ecco perché odiamo gli spoiler, ed è anche il motivo per cui rivedere il Trono di Spade risulta abbastanza noioso: essendo basato narrativamente sul colpo di scena, una volta che si sa cosa sta per accadere, l’evento sorprendente non può più sorprenderci.

La suspense è l’esatto opposto. Se il colpo di scena è fondato sull’ignoranza del lettore, la suspense si basa invece sulla “conoscenza”.
Per creare suspense, l’autore deve far conoscere al lettore quanti più dettagli possibili. Il pubblico dovrà essere più “esperto” anche rispetto ai personaggi, in questo modo si agiterà per via della loro inconsapevolezza. È la classica cosa che succede nei film horror quando verrebbe da esclamare: “non andare lì! Non fare quella cosa!”. Noi sappiamo che sta per avvenire un evento, ma il personaggio non lo sa e questo ci agita, creando appunto suspense.
Maggiori saranno le informazioni che ha il lettore, maggiore sarà dunque la quantità di suspense.
Per apprendere ancor meglio il concetto, vi lascio con il celebre esempio elaborato dal maestro della suspense (appunto) Alfred Hitchcock, che spiegava:

“La differenza fra suspense e sorpresa è molto semplice (…). Tuttavia nei film c’è spesso confusione tra queste due nozioni. Noi stiamo parlando, forse c’è una bomba sotto questo tavolo e la nostra conversazione è molto normale, non accade niente di speciale e tutto ad un tratto: boom, l’esplosione. Il pubblico è sorpreso, ma prima che lo diventi gli è stata mostrata una scena assolutamente normale, priva di interesse.
Ora veniamo alla suspense. La bomba è sotto il tavolo e il pubblico lo sa, probabilmente perché ha visto l’anarchico mentre la stava posando. Il pubblico sa che la bomba esploderà all’una e sa che è l’una meno un quarto – c’è un orologio nella stanza – la stessa conversazione insignificante diventa tutta a un tratto molto interessante perché il pubblico partecipa alla scena. Gli verrebbe da dire ai personaggi sullo schermo: ‘Non dovreste parlare di cose così banali! C’è una bomba sotto il tavolo e sta per esplodere da un momento all’altro!’ Nel primo caso abbiamo offerto al pubblico quindici secondi di sorpresa al momento dell’esplosione. Nel secondo gli offriamo quindici minuti di suspense: la conclusione di tutto questo è che bisogna informare il pubblico ogni volta che è possibile.”

P.S.
Credo comunque che anche Hitchcock si sarebbe divertito parecchio con il Trono di Spade.

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Ha scritto il suo primo libro all'età di otto anni (un'orribile copia di Jurassic Park) e da allora non ha più smesso di sprecare inchiostro, nel tentativo di emulare i suoi inarrivabili punti di riferimento. Collabora con alcuni siti di interesse letterario, oltre a questo blog. Ha affrontato i misteri dell'autopubblicazione, alcuni premi letterari e una piccola pubblicazione in cartaceo, ma continua a scrivere continuamente per raggiungere il suo vero obbiettivo: scrivere continuamente.
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